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Da che età si va in galera?

21 Agosto 2019 | Autore:
Da che età si va in galera?

Cos’è l’imputabilità penale e quando si perde? I minorenni possono andare in carcere? Cosa sono le misure di sicurezza e a chi si applicano?

La reclusione è la pena normalmente prevista per chi ha commesso un reato: se, all’esito di regolare processo, il giudice riconosce la colpevolezza dell’imputato, allora lo potrà condannare, se la legge lo consente e salvo i benefici che vengono quasi sempre concessi (come quello della sospensione condizionale), ad una pena detentiva. Non tutte le persone, però, possono finire in prigione: al di là degli sconti e dei benefici di cui ho fatto brevemente menzione, la legge prevede un limite d’età al di sotto del quale non è possibile finire in gattabuia. Da che età si va in galera?

In un precedente articolo abbiamo spiegato fino a che età si può andare in galera; ora, è il caso di vedere la situazione inversa, cioè a partire da quando si corre il rischio, nel caso di trasgressione ad una norma penale, di finire dietro le sbarre. Prosegui nella lettura se vuoi sapere da che età si va in galera.

Imputabilità penale: cos’è?

Prima di rispondere alla domanda di fondo dell’articolo (“Da che età si va in galera?”) è bene che ti spieghi cos’è l’imputabilità penale. Secondo la legge [1], nessuno può essere punito per un fatto costituente reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile, cioè se non aveva la capacità d’intendere e di volere.

Per il codice penale, dunque, una persona può rispondere del proprio fatto criminoso solamente se, al momento in cui l’ha commesso, era in grado di comprendere ciò che stava facendo. È dunque chiaro che una patologia mentale sia in grado di escludere l’imputabilità; ma non è questo l’unico caso: prosegui nella lettura se vuoi sapere come sono collegate l’imputabilità e l’età in cui si può andare in galera.

I minorenni possono andare in carcere?

Secondo il codice penale, non soltanto una patologia in grado di incidere sulle facoltà mentali può escludere l’imputabilità di una persona, ma anche la sua età. Dice la legge [2] che non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni.

In pratica, l’ordinamento giuridico italiano stabilisce che colui che ha meno di quattordici anni non è imputabile e, di conseguenza, non può finire in galera. Al contrario, colui che ha compiuto i quattordici anni ma non ancora i diciotto è imputabile esattamente come un maggiorenne, a meno che non si dimostri, nel corso del procedimento, che egli non aveva la capacità di intendere e di volere [3].

Pertanto, possiamo così riassumere lo schema previsto dalla legge:

  • il minore di quattordici anni non è imputabile e, perciò, non può mai finire in galera;
  • il minore di diciotto anni che abbia compiuto i quattordici può andare in prigione, a meno che non si dimostri concretamente che non era capace di intendere e di volere. In ogni caso, la pena gli è diminuita;
  • il maggiorenne è sempre imputabile, a meno che non si dimostri che, a causa di qualche patologia, egli era incapace di intendere e di volere quando ha commesso il crimine.

In pratica la legge, mentre stabilisce un presunzione assoluta di incapacità per il minore di quattordici anni, prevede che il minore infradiciottenne possa essere ritenuto incapace, procedendo però ad una valutazione caso per caso.

Perché il minore di quattordici anni non è imputabile?

Per la legge il minore di quattordici anni non è imputabile non per via di un vizio di mente o di qualche particolare patologia, ma per una semplice presunzione di immaturità del soggetto. In altre parole, la legge, senza possibilità di fornire prova contraria, ritiene che il tredicenne o il minore di età ancora inferiore non sia pienamente in grado di comprendere la portata del proprio gesto e, pertanto, non possa finire in carcere.

Come detto nel paragrafo precedente, si tratta di una presunzione assoluta di non imputabilità, nel senso che, anche provando concretamente che il minore di quattordici anni avesse la totale coscienza di ciò che stava commettendo al momento della realizzazione del crimine, non è possibile sottoporlo ad un ordinario processo, né poterlo condannare alla galera.

Minore di quattordici anni: non va mai in galera?

Rispondendo alla domanda posta nel titolo di questo articolo possiamo dunque dire che si va in galera a partire dai quattordici anni; tuttavia, ciò non significa che il minore di quattordici anni non incorra in alcuna conseguenza nel caso in cui commetta un reato.

Secondo la legge [4], alle persone socialmente pericolose che abbiano commesso un reato possono essere applicate determinate misure di sicurezza, a prescindere dalla loro età. Si ritiene socialmente pericolosa la persona, anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso un reato ed è probabile che ne compia altri [5].

In sintesi, chi compie un reato, a prescindere dalla propria età, rischia comunque di incorrere in una sanzione, anche se essa non può essere il carcere, che è pena detentiva riservata alle persone imputabili. Per le persone non imputabili (tra cui, come detto, rientrano i minori di quattordici anni) che abbiano commesso un reato e che siano, al contempo, socialmente pericolose, il giudice può comminare una misura di sicurezza. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Misure di sicurezza: cosa sono?

Le misure di sicurezza sono sanzioni previste per persone socialmente pericolose; esse possono sommarsi alla pena classica prevista per i reati (cioè la reclusione), oppure essere applicate in via esclusiva, quando il soggetto non è imputabile. A differenza delle pene (ergastolo, reclusione, arresto, multa, ammenda), infatti, le misure di sicurezza possono essere comminate anche nel caso in cui il soggetto non possa essere condannato perché non imputabile, ad esempio per vizio di mente o per età.

Quali sono le misure di sicurezza?

Le misure di sicurezza si dividono in detentive e non detentive. Tra le prime rientrano:

  1. l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro;
  2. il ricovero in una casa di cura e di custodia;
  3. il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario (oggi denominate residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza);
  4. il ricovero in un riformatorio giudiziario (oggi sostituito dal collocamento in comunità).

Tra le misure di sicurezza non detentive vi sono:

  1. la libertà vigilata;
  2. il divieto di soggiorno in uno o più comuni, o in una o più province;
  3. il divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche;
  4. l’espulsione dello straniero dallo Stato [6].

Per le persone non imputabili perché minori di quattordici è prevista la misura di sicurezza detentiva del ricovero in un riformatorio giudiziario, di durata mai inferiore all’anno, oggi sostituita dal collocamento in una comunità di recupero, a cui è comunque sempre più spesso preferita la più blanda misura della libertà vigilata.

note

[1] Art. 85 cod. pen.

[2] Art. 97 cod. pen.

[3] Art. 98 cod. pen.

[4] Art. 202 cod. pen.

[5] Art. 203 cod. pen.

[6] Art. 215 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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