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Il discorso di Conte: ecco i punti chiave

20 Agosto 2019 | Autore:
Il discorso di Conte: ecco i punti chiave

Conte annuncia le dimissioni: durissima critica a Salvini che in modo irresponsabile ha innescato una crisi pericolosa.

È un discorso netto quello pronunciato poco fa dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte nell’aula del Senato: con termini chiari e senza giri di parole, ha rappresentato al Parlamento i motivi che lo hanno portato a dimettersi: l’azione di Governo «qui si arresta», ma c’è un grande bisogno di politica per realizzare il futuro. Il bersaglio preferito e costante del discorso di Conte è stato Salvini al quale il presidente del Consiglio ha rivolto pesanti critiche. Ecco quali sono i punti chiave dei suoi 45 minuti di intervento, spesso interrotto da boati di urla provenienti dai banchi della Lega e da correlativi applausi dalle file dei pentastellati.

Fin dall’inizio, aveva annunciato che questa sarebbe stata «la crisi più trasparente della storia della Repubblica» e le sue parole di oggi in Parlamento hanno mantenuto la promessa: «ho sempre limpidamente sostenuto che in caso di crisi sarei tornato qui, dove ho raccolto la fiducia. Non c’è orgoglio personale ma la profonda convinzione che il confronto franco e trasparente in quest’aula sia lo strumento più efficace per garantire il buon funzionamento della democrazia parlamentare e garantire la piena tutela dei diritti di tutti i cittadini».

A questo punto, è partita la critica a Salvini che è stata durissima: «Il linguaggio comunicativo della politica non esclude il passaggio istituzionale in parlamento: non posso permettere che un momento così si consumi in dichiarazioni affidate ai social, nelle strade o nelle piazze: l’unica sede in cui il confronto può svolgersi è il parlamento dove siedono i rappresentanti della Nazione, di tutti i cittadini».

Conte non ha perso tempo ed ha riepilogato i passaggi della crisi aperta da Salvini l’8 agosto scorso: ha detto, senza mezzi termini, che si tratta di una «decisione oggettivamente grave e dalle conseguenze molto rilevanti per la vita politica, economica e sociale del paese».

Conte ritiene la decisione di Salvini oggettivamente grave perchè:

  1. interrompe prematuramente l’azione di governo che aveva realizzato e stava realizzando molti risultati;
  2. ha “tradito” le aspettative espresse dai cittadini con il voto del 4 marzo 2018 e l’ampio disegno riformatore che si stava realizzando è stato profondamente interrotto;
  3. la Lega ha bruscamente tradito il contratto di governo ed è venuta meno alla leale cooperazione
  4. la crisi d’agosto comporta gravi rischi per il Paese specialmente in caso di voto anticipato: c’è il rischio di trovarsi in esercizio finanziario provvisorio diventa altamente probabile e l’Italia non può permetterselo, con una congiuntura internazionale sfavorevole non può essere esposta a tempeste finanziarie e sbalzi dello spread;
  5. la crisi arriva in un momento di dialogo con le istituzioni europee: occorre nominare al più presto il Commissario europeo e mantenere il prestigio e la forza del nostro Paese. L’Italia corre il rischio di partecipare alle trattative in condizioni di oggettiva difficoltà e debolezza.

La critica verso Salvini non finisce qui, ma anzi a questo punto raggiunge il punto più duro: «Il ministro dell’Interno, permettetemi di dire, ha seguito interessi personali e di partito. Ogni partito deve filtrare gli interessi di parte alla stregua degli interessi generali, è chiamato a una mediazione, deve superare la logica della convenienza elettorale, altrimenti compromette l’interesse nazionale. Si assumono specifici doveri e responsabilità verso i cittadini e lo Stato che non è possibile accantonare alla prima convenienza utile».

Ed ecco l’affondo finale: le scelte e i comportamenti adottati negli ultimi giorni dal ministro interno rivelano «scarsa responsabilità e carenza di cultura istituzionale». Perchè aprire la crisi in pieno agosto quando da molte settimane era già chiara l’insofferenza di chi ha rivendicato pieni poteri per guidare il paese?

Salvini è stato definito in questo un «irresponsabile». Si trattava di una scelta maturata da tempo, ma è un gesto di «grave imprudenza istituzionale e che può far precipitare il paese in una spirale di incertezza politica e instabilità finanziaria».

La critica di Conte a Salvini e a 360 gradi perchè involge anche «la scelta di chi dopo aver presentato la mozione di sfiducia non ha ritirato i propri ministri: è inconciliabile sfiduciare il governo e far permanere i ministri della Lega in carica».

A questo punto, Conte ha richiamato gli aspetti positivi dell’azione svolta: respinta la critica al governo dei no, del non fare, che ha penalizzato quelli che invece sono stati 14 mesi di intensa attività, offendendo la verità dei fatti e la  dedizione degli stessi ministri e sottosegretari leghisti che hanno lavorato insieme a Conte fino all’ultimo giorno.

Conte ha fornito una rapida elencazione delle principali misure adottate, tra cui le norme anticorruzione, la terra dei fuochi, il codice rosso contro la violenza alle donne, il decreto crescita, lo sblocca cantieri, le semplificazioni, la protezione dal dissesto idrogeologico, lo sblocco fondi edilizia scolastica, le misure di protezione sociale come Quota 100, Reddito cittadinanza, rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche, le assunzioni nel pubblico impiego, il piano tariffario unico per le concessioni autostradali, la riforma fiscale, gli investimenti nell’innovazione tecnologica, l’assegnazione olimpiadi invernali a Cortina nel 2026.

La crisi improvvisa, invece, «ha compromesso il lavoro già avviato per la legge di bilancio, la riforma fiscale, la flat tax, la giustizia tributaria, la riduzione del cuneo fiscale, il rilancio del Sud, le privatizzazioni, la spending review». La fine anticipata di questo Governo ha, infatti, arrestato tutte queste riforme in atto.

Quindi, Conte si rivolge direttamente a Salvini con queste pesanti parole: «Caro Matteo, promuovendo questa crisi ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese, hai chiesto pieni poteri, hai invocato le piazze a tuo sostegno. Questa concezione mi preoccupa: le crisi di governo non si affrontano in piazza ma in parlamento. Il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale per precludere derive autoritarie».

«Non sei riuscito a contenere la tua foga comunicativa, hai creato confusione che non ha giovato nè al tuo prestigio nè all’autorevolezza del Paese; in molteplici occasioni hai invaso le competenze degli altri ministri creando sovrapposizioni e interferenze. Hai criticato pubblicamente l’operato di singoli ministri incrinando la compattezza del Governo. Non hai avuto cultura delle regole nè rispetto delle istituzioni, qualità fondamentali per aspirare al ruolo di ministro dell’interno senza sollecitare le reazioni emotive dei cittadini. Chi ha compiti di responsabilità non dovrebbe accostare, durante i comizi, gli slogan politici ai simboli religiosi. Si rischia di offendere il sentimento dei credenti e nello stesso tempo di oscurare il fondamentale principio di laicità dello Stato».

Al termine del suo intervento, Conte ha manifestato la volontà di recarsi dal Capo dello Stato per rassegnare le proprie dimissioni. Il Presidente del Senato ha concesso al ministro Salvini 20 minuti per replicare a caldo. Leggi qui il resoconto del suo intervento al Senato con la replica a Conte.

AGGIORNAMENTO

Alle 20,10, dopo aver ascoltato il dibattito parlamentare durato 4 ore con gli interventi dei senatori e dei capigruppo, Conte ha ripreso la parola per una breve replica durata circa 10 minuti prima di recarsi al Quirinale. Ha sostenuto di aver parlato poco nel suo primo intervento, sperando di non essere stato frainteso, ed ha richiamato ancora il concetto di «leale collaborazione» che è mancata con il suo ministro degli Interni, al quale va attribuita tutta la responsabilità di aver provocato la crisi.

Si è soffermato sul ritiro della mozione di sfiducia annunciato – all’esterno dell’aula – proprio stasera dalla Lega (che sinora ne aveva sempre chiesto la discussione immediata) dicendo di faticare a comprendere «tatticismi e giravolte», essendo invece ispirato alla «linearità di azione» e proclamando: «Se a Salvini manca il coraggio me lo assumo io, adesso vado al Colle».

Ha concluso dicendo che questa fine anticipata del Governo è «l’unica conclusione possibile e obbligata», quindi è uscito dall’aula per andare a rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Il presidente del Senato ha sospeso la seduta in attesa delle determinazioni del Capo dello Stato.



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