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Pensione d’inabilità Inps

21 Agosto 2019 | Autore:
Pensione d’inabilità Inps

Pensione per invalidi al 100%: inabilità civile e inabilità al lavoro, chi ne ha diritto, a quanto ammonta, come fare domanda.

A causa di una menomazione o di una malattia sei invalido, cioè la tua capacità lavorativa risulta sensibilmente ridotta? Forse non sai che se la riduzione della capacità lavorativa, ossia l’invalidità, è totale, puoi ottenere la pensione d’inabilità dall’Inps: è necessario, a tal fine, che tu richieda il riconoscimento dell’inabilità all’istituto, e che ti sottoponga alla visita da parte dell’apposita commissione medica.

Devi però sapere che non esiste un’unica pensione d’inabilità Inps, ma vi sono diverse tipologie di trattamento: non esiste, infatti, un’unica tipologia d’inabilità. Può sembrare una contraddizione, ma in diverse ipotesi il lavoratore inabile mantiene una residuale capacità lavorativa.

Chi è riconosciuto invalido civile totale, cioè al 100%, e ha diritto alla pensione d’inabilità civile Inps, ad esempio, ha la possibilità di lavorare, sino a un determinato reddito massimo annuo.

Può lavorare anche chi è stato riconosciuto inabile alle mansioni o a proficuo lavoro: in tutti questi casi, difatti, l’invalido ha una capacità lavorativa residua, seppur minima.

Non può lavorare, invece, chi percepisce la pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto su tutte le pensioni d’inabilità Inps.

Come si chiede la pensione d’inabilità?

Per i lavoratori del settore privato, il riconoscimento dell’inabilità può essere richiesto collegandosi al sito dell’Inps, se si dispone delle credenziali, o tramite call center o patronato. È necessario essere in possesso del certificato medico introduttivo, rilasciato dal proprio medico curante.

Una volta inoltrata la domanda, viene fissato un appuntamento con l’apposita commissione medica integrata, per il riconoscimento dello stato d’invalidità e di eventuali ulteriori condizioni (handicap, cecità, sordità, non autosufficienza).

Qui la Guida alla domanda d’invalidità, legge 104, accompagnamento.

Per i dipendenti pubblici, l’inabilità deve essere accertata da un’apposita commissione medica; la visita può essere richiesta sia dal dipendente che dall’Amministrazione pubblica.

Pensione d’inabilità civile

Se il lavoratore è riconosciuto invalido civile al 100%, ha diritto alla pensione d’inabilità civile Inps, o pensione per invalidi civili totali.

Questa pensione ammonta a 285,66 euro al mese, e spetta se il reddito dell’interessato non super a 16.814,34 euro annui. Si tratta infatti di una prestazione di assistenza: il trattamento non spetta in base ai contributi Inps versati, ma sulla base della situazione di bisogno dell’interessato.

Questa tipologia di pensione non impedisce di lavorare, ma è incompatibile con un reddito annuo superiore a 16.814,34 euro.

Pensione d’inabilità alle mansioni

Se il dipendente pubblico è riconosciuto, dall’apposita commissione medica, inabile in modo assoluto e permanente a svolgere la propria mansione, può essere dispensato dal servizio dall’Amministrazione, in caso d’impossibilità di assegnazione a mansioni equivalenti. Se l’Amministrazione può assegnare solo mansioni inferiori, il dipendente è libero di rifiutarle.

La dispensa dal servizio per l’inabilità alle mansioni non dà comunque diritto automaticamente alla pensione d’inabilità alle mansioni. Il lavoratore deve possedere un minimo di:

  • 15 anni di servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni) se dipendente dello Stato;
  • 20 anni di servizio (19 anni, 11 mesi e 16 giorni), se dipendente degli enti locali o del comparto sanità.

La pensione è calcolata come la generalità dei trattamenti di pensione diretta, ossia col sistema di calcolo:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo (calcolo misto), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • contributivo, per chi non possiede accrediti al 31 dicembre 1995.

Questa tipologia di pensione non impedisce di lavorare, ma è ridotta, in presenza di redditi di lavoro.

Pensione d’inabilità a proficuo lavoro

Se l’inabilità riconosciuta al dipendente pubblico è tale da impedire una collocazione lavorativa continuativa e remunerativa, l’interessato ha diritto alla pensione d’inabilità a proficuo lavoro.

La dispensa dal servizio per l’inabilità a proficuo lavoro non dà diritto automaticamente alla pensione d’inabilità alle mansioni. Il lavoratore deve possedere un minimo di 15 anni di servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni).

Anche la pensione per inabilità a proficuo lavoro è calcolata come la generalità dei trattamenti di pensione diretta.

Questa tipologia di pensione non impedisce di lavorare, ma è ridotta, in presenza di redditi di lavoro.

Pensione per inabilità al lavoro

Ha diritto alla pensione di inabilità al lavoro chi si trova nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Non basta, dunque, l’invalidità del 100%, né l’inabilità assoluta a una o più mansioni o al proficuo lavoro: per ottenere questa tipologia di pensione, che può essere richiesta sia dai dipendenti pubblici che dai lavoratori del settore privato, ci si deve trovare nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa.

Bisogna inoltre possedere almeno 5 anni di contributi Inps, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio: in caso di passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione di inabilità il requisito contributivo nel quinquennio è automaticamente perfezionato.

Questa pensione di inabilità viene riconosciuta solo in seguito alla cessazione di ogni attività lavorativa ed alla cancellazione da elenchi o albi.

Anche la pensione per inabilità a proficuo lavoro è calcolata come la generalità dei trattamenti di pensione diretta, ma dà diritto al riconoscimento di una maggiorazione contributiva, sino a un’età massima di 60 anni.

L’anzianità contributiva maturata viene incrementata virtualmente (nel limite massimo di 40 anni di contributi) dal numero di settimane che intercorrono tra la decorrenza della pensione di inabilità e il compimento dei 60 anni di età.

La pensione d’inabilità può essere conseguita anche in regime di cumulo o di totalizzazione.



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3 Commenti

  1. Salve mi chiamo Diaferia Francesco, vivo a Torino, sono nato a Corato (Ba) il 27/06/1964 la mia mail francesco_diaferia@yahoo.it sono anche io un invalido al 100% in più ho anche la 104. Mi chiedevo come mai non posso chiedere un prestito col un quinto della mia pensione perché le assicurazioni non mi garantiscono questo prestito?
    Quindi persone come noi non potranno accedere ad questo quinto della pensione di inabilità ? siamo destinati a dover aspettare anni per poter far fronte adelle spese

    1. Ti consigliamo di leggere i nostri articoli:
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  2. buongiorno, sono mario perna di torremaggiore fg.
    ho inziato a lavorare da ragazzo avevo 13 anni fino a 23 anni ho fatto il fornaio, sono stato licenziato perché i figli del titolare si erano fatti grandi e di me non avevano più bisogno. ho continuato a lavorare facendo vari lavori come: pulitore, muratore, magazziniere ecc…. ma ho anche studiato…. quei sforzi che facevo mi hanno portato a subire vari interventi chirurgiche: esportazione di ernia discale, stabilizzazione colonna vertebrale, protesi alle due anche, diabete alimentare ecc. ora percepisco una pensione di inabilità di 517euro si è aggiunto da mesi una sordità grave da mettere una protesi. chiedo: ho diritto a un riconoscimento economico per questa sordità? mi hanno chiesto 4.500 euro per una protesi. quindi con la pensione di inabilità ho diritto a un riconoscimento economico per la sordità? grazie e reso in attesa di una gradita risposta.

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