Diritto e Fisco | Articoli

Diritti disponibili

7 Settembre 2019 | Autore:
Diritti disponibili

Quali sono i diritti di cui si può disporre? Cosa sono i diritti indisponibili? Qual è la differenza e come fare a riconoscerli? Consenso avente diritto: cos’è?

Nell’universo giuridico non tutti i diritti sono identici agli altri: ve ne sono alcuni che hanno contenuto patrimoniale, altri invece personale; esistono diritti che possono essere ceduti (la maggior parte) e altre che, al contrario, non possono essere dati a terzi. Queste distinzioni hanno una rilevanza non solo teorica, ma anche pratica: ad esempio, se si dovesse stipulare un contratto senza rispettare la natura dei diritti in gioco, si correrebbe il grave rischio di vedersi annullato l’intero accordo. Tra le tante, fondamentale è la differenza tra diritti disponibili e diritti indisponibili.

Come vedremo, meglio nel corso di questo articolo, solamente i diritti disponibili possono essere oggetto di operazioni giuridiche da parte del proprio titolare: gli altri, invece, non possono essere ceduti, compravenduti o dati in prestito, né è possibile compiervi altre attività. La ragione è semplice: per la legge esistono posizioni giuridiche che, in ragione della loro importanza, non possono essere toccate e che, pertanto, sono sottratte anche ai propri titolari. Per comprendere meglio quanto detto sinora, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme cosa sono i diritti disponibili.

Cosa sono i diritti disponibili?

Secondo l’ordinamento giuridico italiano, i diritti disponibili sono quelli di cui il titolare può, appunto, disporre. In altre parole, nei diritti disponibili rientrano tutti quelli che possono essere oggetto di un’operazione giuridica, qualsiasi essa sia (vendita, permuta, locazione, rinuncia ecc.).

Quali sono i diritti disponibili?

I diritti disponibili sono, di solito, quelli che hanno un contenuto patrimoniale, cioè economicamente valutabile: si pensi al diritto di proprietà su un determinato bene (una casa, un’automobile, un orologio, un cellulare, ecc.). Sono altresì disponibili i diritti di credito: chi ha un credito nei confronti di una persona debitrice può tranquillamente cedere il credito stesso, ridurlo oppure addirittura rimetterlo.

Come vedremo meglio nel prosieguo, sono disponibili (o parzialmente disponibili) anche alcuni diritti a contenuto personale.

Diritti indisponibili: quali sono?

Al contrario dei diritti disponibili, quelli indisponibili non consentono al titolare di poter compiere atti o negozi giuridici che li abbiano ad oggetto. I diritti indisponibili sono, generalmente, quelli che non hanno un contenuto patrimoniale: pensa al diritto alla vita oppure al nome.

Ugualmente, sono di solito indisponibili i diritti derivanti dal matrimonio e, più in generale, quelli familiari: pensa al diritto a ricevere assistenza morale e materiale dal coniuge, al mantenimento, i diritti all’educazione e all’istruzione che hanno la prole, ecc.

Sono altresì indisponibili alcuni diritti patrimoniali.

Per legge è indisponibile il diritto agli alimenti, così come lo è per il lavoratore quello alla retribuzione o alle ferie.

Sono, ovviamente, indisponibili i diritti riconosciuti dalla Costituzione: quello al voto, alla libertà di manifestare il proprio pensiero, alla libertà religiosa, alla salute, ecc.

Sono altresì indisponibili gran parte dei beni costituenti il patrimonio dello Stato: lo sono tutti i beni demaniali (fiumi, lido del mare, acquedotti, cose di pregio archeologico, artistico o culturale, ecc.) nonché gli altri indicati espressamente dalla legge (miniere, cave e torbiere, quando la disponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo; cose d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo;  beni costituenti la dotazione della Presidenza della Repubblica, caserme, armamenti, aeromobili militari e navi da guerra) [1].

In pratica, il titolare di un diritto indisponibile non può compiere su di esso (o con esso) alcuna operazione giuridica: il lavoratore non può cedere le proprie ferie in cambio di danaro; il coniuge non può rinunciare all’assistenza morale in cambio della violazione dell’obbligo di fedeltà; i figli non possono barattare il diritto all’istruzione con altro; ecc.

Perché alcuni diritti sono indisponibili?

I diritti indisponibili sono tali perché la legge ritiene che essi abbiano una particolare importanza la quale, se lasciata alla libera negoziabilità delle parti, potrebbero essere lesi. Sono indisponibili quei diritti che soddisfano non solo il titolare, ma anche interessi pubblicistici: pensa ai diritti riconosciuti direttamente dalla Costituzione, oppure a quelli della personalità o allo status familiare.

L’indisponibilità di alcuni diritti è prevista a tutela di chi ne è titolare il quale, in determinate condizioni, se potesse liberamente disporne potrebbe anche cederli. Ti faccio un esempio concreto per farti capire.

Tizio lavora per Caio da diversi anni. Poiché l’azienda ha bisogno di maggiore lavoro, Caio, conoscendo le difficoltà economiche in cui versa il proprio dipendente, gli propone di rinunciare alle ferie in cambio di una modesta somma di danaro. Tizio, pur di guadagnare un piccolo extra, rinuncia alle ferie.

Nel caso sopra esposto si comprende chiaramente come sia importante che alcuni diritti siano indisponibili: l’indisponibilità, infatti, blinda il diritto, lo mette in cassaforte, sottraendolo a possibili negoziazioni che danneggerebbero lo stesso titolare o che, comunque, sarebbero inaccettabili per la legge.

Cosa succede se viene negoziato un diritto indisponibile?

Mettiamo il caso che, in barba alla legge, qualcuno decida di compiere un’operazione giuridica avente ad oggetto un diritto indisponibile. Cosa può accadere? Ebbene, la risposta ci viene dal codice civile, più precisamente all’interno della norma che si occupa del contratto di transazione.

Dice la legge [2] che la transazione è nulla se ha ad oggetto diritti che, per loro natura o per espressa disposizione di legge, sono sottratti alla disponibilità delle parti. Non si potrà, pertanto, transigere una lite che abbia ad esempio ad oggetto la legittimità di un figlio o, più in generale, uno status personale.

Da tanto possiamo, dunque, ricavare la regola generale per cui, se un contratto ha ad oggetto un diritto indisponibile, esso sarà nullo di pieno diritto, con possibilità di far valere tale nullità in qualsiasi momento da chiunque ne abbia interesse, senza che si possa ricorrere ad una convalida.

I diritti disponibili nel codice penale

Il problema della disponibilità o meno dei diritti non riguarda soltanto il diritto civile, ma anche il diritto penale. Secondo la legge, non è punibile penalmente chi lede o pone in pericolo un diritto, col consenso  della persona che può validamente disporne [3].

La norma appena menzionata prevede un’espressa ipotesi di non punibilità nel caso in cui colui che abbia commesso un fatto astrattamente configurabile come reato sia stato, in realtà, autorizzato dalla vittima. Pensa ad un calciatore che, durante uno scontro di gioco con un avversario, si infortuni seriamente alla gamba: in un caso del genere, sebbene astrattamente sia configurabile il delitto di lesioni personali, in concreto il reato è scriminato dal consenso del titolare del bene giuridico leso, rappresentato dalla volontà consapevole di partecipare ad uno sport ove sono previsti scontri e possibili infortuni.

Nell’esempio prospettato il calciatore (titolare) presta il consenso acché un proprio diritto (nello specifico, quello alla salute) sia messo a repentaglio per fini sportivi.

Al contrario, non sarebbe scriminato colui che uccide una persona che desidera morire e che gli chiede espressamente di sparargli: per il nostro ordinamento giuridico la vita non è un diritto disponibile e, pertanto, l’omicidio del consenziente costituisce comunque reato [4].

Ugualmente, è possibile che il consenso dell’avente diritto non scrimini nemmeno nel caso in cui il delitto leda la sfera economica della vittima: è il caso del consenso dell’offeso, il quale non elimina il reato d’usura [5].

Come sapere se un diritto è disponibile?

Abbiamo detto che i diritti disponibili sono, in genere, di natura economica, in quanto ciascuno può disporre del proprio patrimonio. I diritti indisponibili, invece, pur potendo anche essere di natura economica, sono generalmente a contenuto personale ed hanno un rilievo non solo privatistico ma anche pubblicistico.

Ciò detto, comprenderai che è di fondamentale importanza capire quando un diritto sia disponibile e quando non lo sia: come visto nei paragrafi precedenti, infatti, l’indisponibilità di un diritto può avere conseguenze civili e penali molto serie.

E allora: come riconoscere un diritto disponibile? Come distinguerlo da uno indisponibile? Esiste un elenco stabilito dalla legge? Ebbene, devi sapere che, purtroppo, non esiste una legge che individui quali sono tutti i diritti disponibili e quali sono, al contrario, quelli indisponibili. A volte v’è qualche norma che indica tassativamente l’indisponibilità di un diritto (come nel caso degli alimenti, ai quali non si può rinunciare né è possibile cederli od opporli in compensazione [6]); il più delle volte, però, la legge tace e, pertanto, occorre comprendere da sé se un diritto possa essere oggetto di un atto giuridico oppure no.

Il criterio da seguire è il seguente: sono indisponibili tutti i diritti che hanno un rilievo non solo individuale, ma anche pubblico e sociale. Inoltre, sono indisponibili i diritti senza i quali verrebbe violata l’integrità e la dignità umana, come ad esempio il diritto alla salute, al voto, ad essere retribuito per il lavoro svolto, ecc.

Categorie di diritti disponibili e indisponibili

Alla luce di quanto detto sinora, possiamo concludere tracciando sinteticamente il quadro dei diritti che, normalmente, sono ritenuti disponibili dalla legge, sia dal punto di vista civile che penale.

Sono diritti disponibili:

  • i diritti patrimoniali, salvo che non si eccedano i limiti stabiliti dalla legge;
  • i diritti alla inviolabilità del domicilio e dei segreti privati (pensa al consenso prestato a leggere una corrispondenza riservata).

Sono diritti indisponibili:

  • i beni facenti capo allo Stato;
  • i beni facenti capo alla collettività, come l’ordine pubblico, l’incolumità pubblica, il buon costume, il patrimonio artistico, paesaggistico, ambientale, ecc.;
  • i diritti familiari;
  • i diritti della personalità, come il diritto al nome, alla propria identità, ecc.;
  • diversi diritti del lavoratore (ferie, retribuzione, ecc.);
  • il bene vita.

I diritti parzialmente disponibili

Esistono poi dei diritti che sono solamente in parte disponibili: l’integrità fisica, la libertà personale, la libertà sessuale, l’onore, l’identità personale e la dignità. Il limite è posto dalla legge stessa [7], laddove dice che gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica o quando siano contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.

Da tanto si evince che una persona può disporre del proprio corpo e, più in generale, della propria integrità fisica, purché non la danneggi in maniera da comprometterla del tutto. Caso emblematico è il trapianto di reni, che consente a taluni prossimi congiunti e, in casi particolari, anche a terzi, la donazione di un rene dopo nulla osta dell’autorità giudiziaria [8].

Per quanto riguarda le altre libertà (libertà personale, sessuale, ecc.), ad un orientamento, più risalente nel tempo, secondo cui si tratterebbe di diritti indisponibili, si contrappone la tesi più moderna per cui essi, entro determinati limiti, sarebbero disponibili per limitazioni circoscritte e secondarie ma non per la distruzione oppure per le menomazioni irrevocabili o così gravi da diminuire in modo notevole la libertà o la dignità della persona umana, nonché nei casi in cui gli atti di disposizione siano comunque contrari alla legge, al buon costume o all’ordine pubblico.

Anche la libertà personale sarebbe un bene solo parzialmente disponibile, nel senso che è possibile il consenso a restrizioni temporanee di libertà che rientrano nella normale vita di relazione, mentre non sono ammissibili rinunce irrevocabili o restrizioni così gravi da costituire lesioni notevoli alla dignità e libertà dell’individuo, beni costituzionalmente garantiti.


note

[1] Art. 826 cod. civ.

[2] Art. 1966 cod. civ.

[3] Art. 50 cod. pen.

[4] Art. 579 cod. pen.

[5] Art. 644 cod. pen.

[6] Art. 447 cod. pen.

[7] Art. 5 cod. civ.

[8] L. n. 458 del 26 giugno 1967.

Autore immagine: Pixabay.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube