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Quota 100: TFS

24 Agosto 2019 | Autore:
Quota 100: TFS

Trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici che richiedono la pensione con Quota 100: quando e quanto si può ottenere, anticipo della liquidazione.

Per i dipendenti pubblici, il pagamento della liquidazione, o TFS (trattamento di fine servizio), non avviene al momento della cessazione del rapporto di lavoro, ma parecchio più tardi. Le tempistiche sono differenti a seconda che il rapporto lavorativo finisca per inabilità o decesso, per raggiunti limiti di età o risoluzione unilaterale da parte del datore di lavoro, per dimissioni volontarie, licenziamento o destituzione dall’impiego.

Inoltre, il pagamento può essere suddiviso in più importi annuali, a seconda dell’ammontare della liquidazione. Grazie alle previsioni della legge sulla Quota 100 [1], è tuttavia possibile richiedere un anticipo del TFS e ottenere la detassazione del trattamento. Questa possibilità, a causa della crisi di Governo, slitterà probabilmente al prossimo autunno.

Ma facciamo chiarezza sulla liquidazione spettante ai dipendenti pubblici beneficiari della pensione Quota 100: TFS, quando viene pagato, con quali modalità, possibilità di ottenere l’anticipo.

Ricordiamo che la pensione Quota 100 può essere ottenuta da chi possiede almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi. Si applica una finestra di attesa pari a 3 mesi per i lavoratori del settore privato ed a 6 mesi per i dipendenti pubblici; per i dipendenti del comparto scuola, la finestra è annuale.

I dipendenti pubblici devono inoltre fornire un preavviso, alla propria amministrazione, pari a 6 mesi, indipendentemente dal preavviso previsto contrattualmente. Ma procediamo con ordine.

Quando è pagato il TFS?

Il TFS, per i lavoratori del pubblico impiego, è pagato:

  • entro 105 giorni dalla fine del rapporto di lavoro: in caso di cessazione per inabilità e decesso;
  • entro 12 mesi più 90 giorni dal termine del rapporto: in caso di cessazione per fine contratto a tempo determinato, per raggiunti limiti di età o risoluzione unilaterale da parte del datore di lavoro per raggiungimento del diritto alla pensione anticipata;
  • entro 24 mesi più 90 giorni dal termine del rapporto: in caso di dimissioni volontarie con o senza diritto alla pensione anticipata, licenziamento o destituzione dall’impiego;
  • entro 24 mesi dal termine del rapporto: per cessazioni prima del limite ordinamentale, con anzianità contributiva pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, con sistema di calcolo retributivo.

Quando è pagato il TFS con Quota 100?

Per i lavoratori pubblici beneficiari della pensione con Quota 100, il TFS è pagato secondo le tempistiche descritte. I termini decorrono però dal momento in cui il diritto al trattamento pensionistico sarebbe maturato in base alla pensione di vecchiaia o alle forme di pensione anticipata, tenendo conto degli adeguamenti dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

Ricordiamo che, ad oggi, il diritto alla pensione di vecchiaia ordinaria si consegue con un minimo di 67 anni di età e 20 anni di contributi, mentre il diritto alla pensione anticipata ordinaria si consegue con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne, più l’attesa di una finestra pari a 3 mesi.

Pagamento del TFS a rate

Il TFS è pagato:

  • in un unico importo, se l’ammontare è pari o inferiore a 50mila euro;
  • in due importi annuali se l’importo è tra 50mila e 100mila euro (la prima rata è pari a 50mila euro, la seconda pari all’ammontare residuo);
  • in tre importi annuali se l’importo è superiore a 100mila euro (la prima rata è pari a 50mila euro, la seconda pari a 50mila euro, la terza pari all’ammontare residuo).

Anticipo del TFS

Chi accede al pensionamento con i requisiti della quota 100, o della pensione di vecchiaia o anticipata secondo altre norme, può richiedere subito una somma pari all’indennità di fine servizio maturata, sino a un massimo di 45mila euro.

L’anticipo del TFS è riconosciuto attraverso un prestito bancario: il finanziamento e gli interessi sono restituiti integralmente, a valere sull’indennità di fine servizio liquidata al pensionato, secondo le tempistiche di liquidazione ordinarie.

Le caratteristiche del finanziamento saranno chiarite dalle convenzioni stipulate dalle banche e dagli intermediari finanziari aderenti.

Complice la crisi di governo, lo sblocco dell’anticipo del trattamento di fine servizio, se tutto andrà bene,  potrebbe arrivare non prima dell’autunno.

Detassazione del TFS

L’aliquota di tassazione del TFS è ridotta del:

  • 1,5%, per le indennità corrisposte decorsi 12 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro o, se la cessazione è anteriore al 1° gennaio 2019, a decorrere da questa data;
  • 3%, per le indennità corrisposte decorsi 24mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro o, se la cessazione è anteriore al 1° gennaio 2019, a decorrere da questa data;
  • 4,5% per le indennità corrisposte decorsi 36 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro o, se la cessazione è anteriore al 1° gennaio 2019, a decorrere da questa data;
  • 6%, per le indennità corrisposte decorsi 48 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro o, se la cessazione è anteriore al 1° gennaio 2019, a decorrere da questa data;
  • 7,5% per le indennità corrisposte decorsi 60 mesi o più dalla cessazione del rapporto di lavoro o, se la cessazione è anteriore al 1° gennaio 2019, a decorrere da questa data.

In pratica, quanto più tempo trascorre tra la cessazione del rapporto di lavoro e il pagamento della liquidazione, quanto più il trattamento è detassato. La riduzione della tassazione si applica sull’imponibile del trattamento di fine servizio di importo non superiore a 50mila euro.


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