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Diritti civili

7 Settembre 2019 | Autore:
Diritti civili

Le libertà spettanti ai singoli individui sono specificatamente previste dalla legge: quali sono, come si è arrivati al loro riconoscimento, i limiti e la tutela.

Quando si parla di diritti civili, a cosa si intende fare riferimento? Quali sono quelli riconosciuti dalla legge italiana? Esistono delle organizzazioni internazionali che li garantiscono? I diritti civili sono quelli che vengono riconosciuti a tutti i cittadini di uno Stato in quanto tali, ossia in quanto facenti parte dello Stato medesimo. Sono riconosciuti dall’ordinamento giuridico come fondamentali, inviolabili ed irrinunciabili. Pertanto, non possono subire alcuna limitazione poiché assicurano all’individuo la possibilità di realizzare pienamente sé stesso.

In parole più semplici, i diritti civili sono l’insieme delle libertà individuali di cui deve godere ogni singola persona (uomo, donna, bambino): il diritto alla vita, alla libertà di pensiero e d’espressione, alla cittadinanza, a non essere tenuto in schiavitù, a non essere sottoposto a nessuna forma di tortura, alla sicurezza personale, a ricevere un giusto processo davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, a cercare asilo in altri paesi, a formare liberamente una famiglia (libertà di matrimonio), alla proprietà, alla libertà di coscienza, a riunirsi pacificamente, a partecipare al governo del proprio Paese, sia direttamente sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. Essi sanciscono le cosiddette “libertà di” e sono anche detti diritti negativi perché limitano e regolano l’intervento dello Stato e del potere politico nella sfera della libertà personale.

I diritti civili sono i primi diritti umani che si sono affermati nella storia e sono stati riconosciuti grazie alle grandi rivoluzioni liberali dell’età moderna.

Qual è stata l’evoluzione storica dei diritti civili

Magna Charta Libertatum

I diritti civili nascono in un periodo storico in cui sia lo Stato sia i sudditi erano considerati come proprietà privata del sovrano. In quel tempo, si iniziò ad avvertire l’esigenza di riconoscere a ciascun individuo, degli spazi di libertà nei confronti del potere.

Già secoli prima, più precisamente nel 1215, il re d’Inghilterra Giovanni Senza Terra aveva emanato la Magna Charta Libertatum in cui erano stati affermati alcuni diritti fondamentali come quello di non essere condannati senza motivo e di essere giudicati da un tribunale legittimo.

Inoltre, era stata riconosciuta e tutelata la proprietà privata. Tuttavia, tali diritti non spettavano a tutto il popolo ma solo agli aristocratici e al clero.

Habeas Corpus Act

Molti secoli dopo, ovvero nel 1679, sempre in Inghilterra, veniva emanato l’Habeas Corpus Act, il quale stabiliva che nessun suddito poteva essere arrestato e, quindi, privato della sua libertà personale, in modo arbitrario, cioè senza che venisse dimostrata la sua colpevolezza.

Bill of rights

Sulla scia di questo documento, nel 1689, dopo la seconda rivoluzione inglese, si approvava il Bill of rights, nel quale si riconoscevano in particolare la libertà di religione, di parola e di stampa. Si trattava di due atti in cui si stabilivano diritti civili validi per tutti i sudditi inglesi senza alcuna distinzione di censo, se nobile o meno, e di genere (maschile o femminile). Tuttavia, le donne rimanevano escluse dalla vita politica così come i meno abbienti.

Dichiarazione di indipendenza delle colonie americane

Nel corso del XXIII secolo, si approvavano due importanti documenti per la storia dei diritti umani: la Dichiarazione di indipendenza delle colonie americane (1776) e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Nella prima, erano proclamati il diritto alla vita, alla libertà ed alla ricerca della felicità. Si affermava così il principio secondo il quale è il popolo che conferisce i poteri al governo e, pertanto, può destituirlo nel caso in cui questo non garantisca “la sicurezza e la felicità” dei cittadini.

Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino   

In Francia, nel 1789, dopo la Rivoluzione francese, veniva approvata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino nella quale erano previsti la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario), i diritti naturali dell’individuo (libertà personale, libertà di espressione e di culto, libertà di stampa, diritto di proprietà), l’uguaglianza di fronte alla legge. Inoltre, la legge veniva affermata quale espressione della volontà generale.

Successivamente, nel corso dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, le lotte del movimento operaio e di quello femminista, portavano alla conquista di nuovi diritti civili e politici tra i quali spiccava il diritto di voto alle donne.

La seconda metà del XX secolo veniva contrassegnata dalla battaglia degli afroamericani contro le discriminazioni razziali negli Usa, da quella contro l’apartheid in Sudafrica e dalla campagna mondiale contro la pena di morte.

Attualmente, in molte aree del pianeta si combatte ancora per il riconoscimento di alcuni diritti civili.

In Paesi come il Niger, il Bangladesh, il Ciad, il Mali e l’India la libertà di matrimonio subisce forti restrizioni e sono frequenti i casi di bambine date in moglie a uomini adulti o anziani. Invece, altri 4 Paesi come l’Arabia Saudita, il Sudan, la Mauritania e l’Iran prevedono la pena di morte per l’omosessualità.

Come sono tutelati i diritti civili nel mondo

L’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) è l’organismo internazionale nato con l’obiettivo di promuovere e difendere i diritti umani nel mondo. Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, che ne fa parte, ha il compito di controllare il rispetto e le violazioni dei diritti umani in tutti gli Stati membri dell’Onu, informando l’opinione pubblica mondiale sulla situazione della tutela dei medesimi diritti nel mondo. Qualora dovesse ravvisare eventuali violazioni può aprire una “procedura speciale” ed inviare un gruppo di esperti nel Paese interessato al fine di verificare lo stato delle cose.

Tra le Agenzie dell’Onu impegnate nella difesa dei diritti civili un posto di rilievo è occupato dall’UNHCR, l’Alto Commissariato per i rifugiati politici. Esso ha sede a Ginevra ed è stato istituito all’indomani della fine della seconda guerra mondiale con lo scopo di soccorrere i profughi in Europa. Con il tempo, le sue funzioni sono state ampliate a causa dell’aumento del numero di rifugiati in tutto il mondo.

In Europa, la tutela dei diritti civili dei cittadini è stata affermata nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, stipulata a Nizza nel 2000, nella quale si trovano riuniti per la prima volta, in un unico documento, tutti i diritti di cittadinanza europea prima contenuti nelle differenti legislazioni nazionali e nelle convenzioni internazionali.

Come sono riconosciuti i diritti civili nella Costituzione italiana

La Costituzione italiana si fonda sul principio che garantisce a tutti i cittadini la tutela dei diritti della persona e su quello della loro eguaglianza dinanzi la legge. Entrando più nel dettaglio, già nel secondo articolo, sono tutelati i diritti civili della persona ed è affermato il principio secondo il quale il cittadino non è un individuo isolato ma inserito in una dimensione di relazioni sociali all’interno delle quali può sviluppare la propria personalità.

Nel terzo articolo, è affermato il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge senza distinzioni di sesso, tra uomini e donne, e di ‘razza’, cioè di etnie differenti. Inoltre, non sussistono distinzioni di carattere religioso, di opinione politica e di condizione individuale e sociale. Pertanto, di fronte alla legge tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e doveri.

Quali sono i diritti civili garantiti dalla Costituzione italiana

Nella Costituzione italiana i diritti civili e le libertà fondamentali sono racchiusi negli articoli compresi sotto il Titolo I. Nei Rapporti civili, ovvero negli articoli che vanno dal 13 al 21, si trovano i classici diritti alla libertà personale, di domicilio, di segretezza della comunicazione, di circolazione, soggiorno ed espatrio, di riunione, di associazione, religiosa e di coscienza, di pensiero. Esaminiamo allora uno alla volta questi diritti civili.

Libertà personale  

E’ vietata ogni forma di detenzione, ispezione o perquisizione personale nonché qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. L’inviolabilità della libertà personale [1] viene garantita sotto tre profili in quanto:

  • spetta solo alla legge stabilire casi e modalità con cui è possibile limitare la libertà personale del cittadino (riserva di legge);
  • solo il giudice è legittimato ad emettere o convalidare provvedimenti limitativi della libertà (riserva di giurisdizione);
  • l’ordinanza del giudice deve indicare in modo esauriente i motivi che l’hanno portato a privare l’individuo della libertà (motivazione dei provvedimenti).

E’ altresì, vietata la tortura in qualunque forma.

Libertà di domicilio 

Il nostro legislatore ha esteso l’inviolabilità personale al domicilio [2] nel senso che un’ispezione o una perquisizione dell’abitazione privata di un cittadino sono consentite solo in presenza di un mandato della magistratura. Questo principio non si applica nei casi in cui bisogna intervenire per il bene della collettività laddove sussistono ragioni di sanità (ad esempio per verificare le condizioni igieniche di un luogo di lavoro) di incolumità pubblica (ad esempio per verificare le condizioni di sicurezza di un locale aperto al pubblico) ovvero economici o fiscali (ad esempio per verificare il regolare adempimento degli obblighi tributari). Tali interventi devono, comunque, essere previsti da apposite leggi.

Libertà di segretezza della comunicazione 

Ciascun cittadino ha diritto di essere protetto da ogni possibile intromissione da parte di chiunque nella propria libertà di comunicazione [3], sia scritta sia telefonica o telematica. In altre parole i contatti del singolo devono essere garantiti consentendogli di far giungere ad altri, senza interferenza alcuna, il suo pensiero. La legge non specifica chi sia il titolare del diritto inviolabile, se si tratti cioè del mittente o del destinatario; sono perciò assicurate pari dignità e pari tutela sia a chi invia la comunicazione sia a chi la riceve. Anche in questo caso è possibile limitare la libertà e la segretezza delle comunicazioni nei casi specifici previsti dalla legge e solo con un atto motivato del giudice.

Libertà di circolazione, soggiorno ed espatrio 

Tale libertà consiste nella possibilità per il cittadino di poter circolare e soggiornare liberamente [4] su tutto il territorio italiano. Salvo gli obblighi di legge, inoltre, ogni cittadino può uscire e rientrare nel territorio della Repubblica. Detta libertà si inserisce in un più ampio contesto comunitario in quanto viene riconosciuta a tutti i cittadini dell’Unione Europea e non solo a quelli italiani.

La legge può porre delle limitazioni alla libertà di circolazione in via generale per motivi di sanità e sicurezza mentre sono vietate le limitazioni dovute a motivi politici.

Libertà di riunione 

E’ la prima delle libertà “non private” ma riconosciute in un contesto sociale. I cittadini pertanto, possono riunirsi, volontariamente e temporaneamente, in un luogo determinato e, in seguito a preventivo accordo con i promotori o su loro invito, soddisfare così un proprio interesse politico, sociale, culturale, religioso, sportivo ecc. Tuttavia, esistono dei limiti alla libertà di riunione [5].

Più precisamente:

  • le riunioni devono svolgersi in maniera pacifica e senza armi;
  • per le riunioni pubbliche (si pensi ad esempio a quelle che si svolgono in piazza) è necessario chiedere una specifica autorizzazione alle autorità competenti, le quali possono vietarle per motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. Detta autorizzazione invece, non è necessaria nel caso in cui le riunioni avvengano in un luogo privato (ad esempio in una casa).

Libertà di associazione 

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente per diversi fini purché leciti [6]. A differenza della libertà di riunione, l’associazione presenta una organizzazione stabile e duratura, un vincolo permanente tra gli associati e l’esistenza di uno scopo comune da perseguire. Essa permette sia il libero scambio di opinioni tra le persone sia lo sviluppo sociale della collettività.

In ogni caso, sono vietate:

  • le associazioni segrete in quanto in un Paese democratico in cui è consentito associarci liberamente, è chiaro che le organizzazioni segrete perseguano scopi illeciti.
  • le associazioni a carattere militare che perseguono anche indirettamente scopi politici in quanto questi ultimi vanno necessariamente perseguiti attraverso il libero, pacifico e civile dibattito.

Libertà religiosa e di coscienza

La legge consente ai cittadini di professare liberamente la propria fede [7], sia in forma individuale sia in forma associata, senza che una religione venga privilegiata rispetto alle altre. I riti non devono essere comunque in contrasto con le normative vigenti in Italia.

La professione della fede può avvenire attraverso la manifestazione pubblica del culto, partecipando alle funzioni religiose, dichiarandosi atei o, all’opposto, facendo proselitismo. Il buon costume rappresenta l’unico limite alla libera manifestazione del culto e si identifica con i valori della morale pubblica.

Divieto di colpire con norme fiscali o legislative vessatorie associazioni od istituzioni religiose

Questo articolo è strettamente collegato a quello precedente che riconosce la libertà di religione. Pertanto, è fatto divieto di introdurre trattamenti sfavorevoli o discriminatori [8] a carico di alcuni enti religiosi rispetto ad altre associazioni che perseguono scopi diversi e di ricorrere ad un trattamento fiscale peggiorativo per alcune categorie. Tale principio viene assicurato a tutti gli enti religiosi, cattolici o meno, a tutela dell’eguale libertà di fede religiosa.

Libertà di pensiero 

Attraverso questa libertà viene garantita la possibilità di comunicare liberamente il proprio pensiero [9] sotto qualsivoglia forma con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Tale diritto viene tutelato in maniera generale in modo che ciascun cittadino possa:

  • crearsi un proprio patrimonio di idee;
  • esprimerle;
  • ovvero tenerle segrete.

Per quanto attiene in particolare alla libertà di stampa, è esclusa ogni forma di autorizzazione preventiva nonché qualsiasi forma di censura successiva alla redazione dello stampato. E’ possibile procedere al sequestro dello stampato solo nei casi e nei modi espressamente previsti dalla legge. Quando, tuttavia, vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono sequestrare la stampa periodica, facendone denuncia nelle 24 ore all’autorità giudiziaria. Se l’autorità non convalida il sequestro entro le 24 ore successive, il sequestro si intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge prevede, inoltre, la possibilità di controllare i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Il limite per la libertà di manifestazione è rappresentato dal rispetto del buon costume e dei principi fondamentali della convivenza civile.


note

[1] Art. 13 Cost.

[2] Art. 14 Cost.

[3] Art. 15 Cost.

[4] Art. 16 Cost.

[5] Art. 17 Cost.

[6] Art. 18 Cost.

[7] Art. 19 Cost.

[8] Art. 20 Cost.

[9] Art. 21 Cost.


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