Sciopero caselli al rientro dalle vacanze: pedaggi gratis

23 Agosto 2019 | Autore:
Sciopero caselli al rientro dalle vacanze: pedaggi gratis

Con i caselli chiusi l’autostrada diventa gratis? Sì ma solo se il gestore apre il varco manuale. No se è possibile pagare con carte o alle casse automatiche.

Disagi in vista per gli automobilisti di rientro dalle vacanze estive: in pieno controesodo, domenica 25 e lunedi 26 agosto, è previsto un nuovo sciopero ai caselli delle autostrade, analogo a quello effettuato gli scorsi 4 e 5 agosto. Questo significa che saranno chiuse le piste dove si effettua il pagamento manuale del pedaggio al casellante e solo quelle; tutte le altre rimarranno in funzione.

Lo sciopero sarà “a scacchiera” e l’interruzione dei casellanti dal lavoro sarà suddivisa in tre blocchi di 4 ore ciascuno: dalle ore 10 alle 14 e dalle ore 18 alle 22 di domenica 25 agosto e, infine, dalle 22 della stessa domenica fino alle ore 02 di lunedi 26 agosto. L’astensione dal lavoro è stata indetta per protesta contro il mancato rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti nel settore autostrade e trafori. Si prevede un’adesione massiccia dei lavoratori, dato che le maggiori organizzazioni sindacali del settore trasporti  (Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità)  lo hanno proclamato contemporaneamente.

Cosa succede in questi casi per il pagamento dei pedaggi dovuti per il transito in autostrada? Se c’è sciopero ai caselli si paga oppure l’autostrada diventa gratis?

La risposta dipende da quanti varchi ci sono ad ogni uscita, di che tipo sono, da quanto traffico c’è in quel momento e dalle scelte del concessionario di aprire nei momenti più critici quelli manuali anche se non sono presidiati, se dovessero esserci code troppo lunghe e disagi eccessivi.

Bisogna premettere che non è possibile per le società sostituire i casellanti rimpiazzandoli con altro personale, perché si tratterebbe di condotta antisindacale, sanzionata dalla legge e, infatti, le associazioni di categoria proprio in questa occasione hanno diffidato le concessionarie dal farlo. Quindi, di regola, il casello destinato al pagamento manuale, ma che non è presidiato dal lavoratore che si trova in sciopero, dovrebbe essere chiuso, con la barra abbassata ed il semaforo rosso.

Rimarranno, però, normalmente in funzione tutti gli altri varchi, quelli automatici. Attualmente, i varchi destinati al pagamento manuale sono meno del 20% del totale, molto meno che nel passato: 4 su 5 sono ormai predisposti per il pagamento con casse automatiche e con carte (carte di credito, bancomat, postamat o Viacard) ed è proprio su questi che verosimilmente sarà dirottato il traffico di tutte le autovetture in transito. Ci sono poi tutti i varchi gialli del Telepass, che ovviamente sono sempre aperti.

Già questo basterebbe a capire che la circostanza dello sciopero dei casellanti non eviterà, di regola, l’obbligo di pagare il pedaggio. In realtà il pedaggio si pagherà lo stesso semplicemente perché, oggi, diversamente che nel passato, è possibile farlo in molti altri modi diversi dalla cassa manuale e quindi lo sciopero del personale non lo impedisce.

Però, essendoci meno porte disponibili, si creeranno molto probabilmente lunghe code e rallentamenti, specialmente nei caselli d’uscita verso le grandi città, nei momenti di punta del massiccio rientro del controesodo che coincidono proprio con gli orari dello sciopero, specialmente la domenica sera. Questo potrebbe comportare fasi critiche che potrebbero suggerire ai gestori l’opportunità di aprire i varchi in via eccezionale. In casi di assoluta necessità, potrebbero essere anche i Prefetti o gli organi di Polizia stradale ad imporlo.

In effetti, proprio per evitare gravi disagi ai viaggiatori, le associazioni dei consumatori hanno già rivolto un appello alle società concessionarie di lasciare aperti i varchi e così far passare gratis gli automobilisti; anche i sindacati dei casellanti hanno espresso la medesima richiesta. Lo sciopero dei lavoratori delle società che gestiscono le autostrade, infatti, non danneggia tanto le aziende quanto i consumatori, cioè gli automobilisti, che già sono costretti a sopportare disagi per le lunghe code e nonostante ciò dovrebbero pagare comunque il pedaggio.

Entrambe queste richieste sono rimaste, sinora, prive di risposta; le società concessionarie non hanno ancora chiarito quale sarà il loro comportamento. Verosimilmente, durante lo sciopero, ma solo nelle ore di maggior traffico e in situazioni di congestione ai caselli, apriranno i varchi con pagamento manuale e quindi gli automobilisti troveranno semaforo verde e potranno transitare. Se, invece, non ci fossero grosse code, probabilmente decideranno – proprio come è accaduto in occasione dell’ultimo sciopero del 4 e 5 agosto scorsi – di tenere chiusi i varchi manuali e dirottare tutto il traffico sulle piste a pagamento automatico.

Per chi, invece, non riesce o non è in grado di pagare con i sistemi automatici (ad esempio perché non ha una carta o non sa far funzionare la cassa automatica) le società concessionarie devono garantire, come sempre, il servizio di assistenza agli automobilisti, sul quale non influisce lo sciopero.

Quindi, chi transita attraverso una cassa automatica ma per qualsiasi motivo non paga né in contanti né con carte o bancomat riceverà all’uscita dal casello uno scontrino di mancato pagamento con l’indicazione delle modalità per sanare la situazione. Se non si paga entro i successivi 15 giorni, ci sarà (oltre al pedaggio) una sanzione di 85 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente [1]. Chi, invece, passa attraverso un varco Telepass senza avere attivo sulla sua auto il servizio di telepedaggio verrà fotografato e sanzionato con una multa da 419 a 1.682 euro [2].

Saranno fotografati anche tutti coloro che percorrono le autostrade tra Roma e l’Abruzzo (la A24 e la A25, in concessione alla società Strada dei Parchi) dove sono attivi i sistemi che rilevano le targhe dei veicoli in transito. I proprietari delle autovetture che passano in questi tratti e non pagano il pedaggio al casello non prenderanno lo scontrino all’uscita, ma riceveranno direttamente a casa per posta, entro i successivi 90 giorni, un bollettino per effettuare il pagamento entro i successivi 15 giorni. Bisognerà, quindi, conservare il tagliando d’ingresso in autostrada per avere la prova del percorso fatto e poter contestare l’eventuale richiesta di pagamenti maggiori del dovuto.


note

[1] Art. 176, comma 11, Codice della strada.

[2] Art. 176, comma 17, Codice della strada.


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