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Cosa sono le armi bianche?

8 Settembre 2019 | Autore:
Cosa sono le armi bianche?

Armi da taglio, da punta e da lancio: cosa sono? Qual è la differenza con le armi da fuoco? Serve il porto d’armi o il nulla osta? Cos’è il porto abusivo?

In Italia non è possibile comprare un’arma liberamente: per poter fare ciò occorre essere in possesso di una speciale autorizzazione concessa dall’autorità di pubblica sicurezza, cioè dalla questura. Il motivo di tale restrizione è evidente: un’arma può essere pericolosa, soprattutto se affidata a mani inesperte. Ciò non significa, però, che avere un’arma in casa è impossibile: semplicemente, basta essere in regola con le prescrizioni di legge. La normativa italiana non impone limitazioni solamente alla detenzione di pistole e fucili, ma anche al possesso di armi che, seppur non da fuoco, possono essere altrettanto pericolose: mi riferisco alle armi bianche. Cosa sono? Per avere un’arma del genere in casa occorre il porto d’armi? Cosa succede se non si è in regola? Quali sono le principali armi bianche? Se cerchi risposte a queste domande, sei nel posto giusto: prosegui nella lettura se vuoi sapere cosa sono le armi bianche.

Armi bianche: cosa significa?

Per armi bianche si intendono tutti quegli strumenti atti ad offendere che possono provocare ferite per mezzo di punte (come pugnali e baionette), forme contundenti (manganelli) o lame di metallo (sciabole, spade, ecc.). Sono armi bianche, altresì, quelle che sono in grado di scagliare oggetti come quelli appena elencati (pensa agli archi, alle balestre o alle cerbottane, cioè a tutte quelle che potrebbero definirsi armi da lancio), nonché quelle che fungono da mera difesa (come scudi e armature varie).

Insomma, nella categoria delle armi bianche rientrano tutte quelle che non possono essere definite armi da fuoco, tant’è vero che uno dei tratti che accomuna le armi bianche è quello di essere silenziose, cioè di non  provocare rumore.

Le armi bianche, inoltre, a differenza delle armi da fuoco di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo, si possono definire come armi che sfruttano solo la forza di chi le impugna.

Armi da fuoco: cosa sono?

In netta contrapposizione con le armi bianche sopra descritte, le armi da fuoco sono strumenti atti ad offendere che sfruttano un particolare meccanismo basato sull’esplosione o sulla deflagrazione. Insomma, le armi da fuoco corrispondono alle classiche armi da sparo o, comunque, a tutte quelle che sfruttano un meccanismo di tipo esplosivo (pistole, bombe, fucili, ecc.).

Le armi da fuoco, dunque, si caratterizzano per un utilizzo ben diverso dalle armi bianche: mentre quest’ultime basano il loro funzionamento sulla forza e l’abilità di chi le impugna, le armi da fuoco, essendo il prodotto di una maggiore progressione tecnologica, sfruttano il risultato del loro meccanismo esplosivo.

Armi bianche: quali sono?

La categoria delle armi bianche è vasta ed eterogenea, rientrando in essa sia strumenti da taglio che strumenti da lancio, nonché una serie quasi indefinita di armi di tipo medioevale. Ad ogni modo, facendo appello al dono della sintesi, possiamo così individuare i principali tipi di armi bianche:

  • armi bianche corte da mano, caratterizzate dal fatto di essere facilmente occultabili e non più lunghe dei trenta centimetri: pensa ai coltelli, ai pugnali, agli stiletti, ecc.;
  • armi bianche lunghe da mano, come le spade, le sciabole e le katane;
  • armi bianche inastate o immanicate, munite di un manico lungo almeno un paio di metri, aumentando così il raggio d’azione (pensa alle lance);
  • armi da lancio, create al fine di poter essere scagliate da una corta distanza contro l’avversario (giavellotti, ecc.);
  • armi da botta, utili a breve distanza per infliggere percosse e contundere (bastoni, martelli,  mazze, clave);
  • armi da taglio a prescindere dalla lunghezza: vi rientrano sia le armi corte che quelle lunghe da mano viste sopra;
  • armi da punta, destinate ad offendere non di taglio ma di punta, come le lance, le picche, le baionette e gli stiletti;
  • armi da tiro, come la balestra e l’arco;
  • armi da difesa che difendono da colpi tipici delle armi bianche, come armature e scudi;
  • armi morbide, cioè quelle pieghevoli o snodate, tipiche della tradizione orientale.

Armi bianche: occorre il porto?

Veniamo ora ad una delle domande più frequenti: per detenere un’arma bianca occorre il porto d’armi? La risposta è affermativa: le armi bianche, esattamente come quelle da fuoco, sono classificate tra le armi proprie, cioè tra gli strumenti che, per loro natura, sono destinati all’offesa della persona.

Per tale ragione, per avere con sé un’arma bianca occorre chiedere alla questura territorialmente competente il rilascio di specifica autorizzazione, sotto forma di porto d’armi oppure di semplice nulla osta all’acquisto e alla detenzione di armi: la differenza è che mentre col primo si è abilitati anche al trasporto dell’arma (ma solamente per il motivo che giustifica il rilascio del porto stesso, tipo il tragitto da casa alla zona di caccia, nel caso di porto d’armi per uso venatorio), con il secondo si è legittimati solamente a comprare l’arma e a portarla a casa, senza che di qui possa uscire.

Dopo l’acquisto di qualsiasi tipo di arma, entro tre giorni, occorre sempre denunciarne la detenzione alla polizia o ai carabinieri.

Una volta ottenuto il porto d’armi, è possibile detenere tutte le armi bianche che si vogliono: a differenze delle armi da fuoco, infatti, la legge non pone un limite al numero di armi bianche che si possono detenere in casa. Ciò non toglie che sussista comunque l’obbligo di denunciarle alle autorità.

Armi bianche: si possono portare in giro?

Proprio perché le armi bianche sono equiparate a quelle da fuoco, non è possibile portarle in giro con sé, se non nei ristretti limiti imposti dalla licenza di cui si è muniti. La legge [1] dice che chiunque, senza la licenza dell’autorità, porta un’arma fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, è punito con l’arresto fino a diciotto mesi.

Si tratta del reato di porto abusivo d’armi, che scatta nel momento in cui una persona decida di girare per strada con un’arma senza che la licenza glielo consenta. È invece lecito girare con un’arma quando, ad esempio, è stato concesso il porto d’armi per difesa personale, sempre nei limiti di quanto stabilito dalla licenza stessa.

note

[1] Art. 699 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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