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Diritti umani

12 Settembre 2019 | Autore:
Diritti umani

Diritti dell’uomo: cosa sono? Quali sono i principali diritti naturali? Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e Carta fondamentale dei diritti dell’UE.

Praticamente tutti gli Stati moderni si fondano su una Costituzione o, comunque, su un insieme di leggi che formano l’ossatura istituzionale dell’intero ordinamento giuridico: si tratta in pratica di norme fondamentali senza le quali verrebbe meno la possibilità stessa di poter convivere civilmente e pacificamente. Queste norme non fanno altro (almeno in gran parte) che riprendere i fondamentali diritti naturali, cioè quei diritti che esistono da sempre, da prima ancora che l’uomo provvedesse a darsi una legislazione. È più o meno questo il senso dei diritti umani.

Quando si parla di diritti dell’uomo ci si riferisce a quelle situazioni che sono ritenute da tutti fondamentali a prescindere dall’intervento di un legislatore: in altre parole, i diritti dell’uomo vengono prima ancora di quelli codificati dalle leggi. Si tratta di una questione molto importante che molti, errando, danno per scontato. In realtà, non bisogna mai dimenticare l’importanza dei diritti umani, pena la possibilità di incorrere negli errori commessi dai totalitarismi del ventesimo secolo. Se ritieni che questo argomento possa interessarti, ti consiglio di proseguire nella lettura: parleremo dei diritti umani, di cosa sono e di quali sono i principali.

Diritti dell’uomo: cosa sono?

I diritti umani (o diritti dell’uomo, che dir si voglia) sono quei diritti che si ritengono appartengano a qualunque persona, a prescindere dalla cittadinanza, dalle convinzioni personali, dall’etnia, dalla religione e da qualsiasi altro status.

In pratica, i diritti dell’uomo sono quelli che appartengono all’essere umano in quanto tale, a prescindere da qualsiasi circostanza esterna. I diritti umani nascono e muoiono insieme all’individuo cui appartengono, sono insopprimibili, irrinunciabili e incedibili perché connaturati alla persona stessa.

Quali sono i principali diritti umani?

Abbiamo detto che i diritti umani sono quelli connaturati a ciascuna persona, indipendentemente da ogni circostanza. Quali sono i principali diritti dell’uomo? Sicuramente tra i diritti umani più importanti v’è quello alla vita, alla salute, alla libertà personale, alla dignità e al decoro della propria persona, a non subire discriminazioni di sorta, a non patire torture (fisiche o psicologiche che siano), alla riservatezza, ad essere uguale agli altri davanti alla legge e a subire un processo equo.

Insomma, nei diritti umani rientrano tutti quelli che, col tempo, sono diventate le fondamenta di qualsiasi società democratica contemporanea.

Diritti dell’uomo: caratteristiche fondamentali

Le caratteristiche fondamentali dei diritti umani risentono ovviamente del fatto che tali diritti sono connaturati all’uomo, nel senso che nascono e muoiono con la persona stessa. Da tanto, possiamo dire che i diritti dell’uomo sono:

  • imprescrittibili, nel senso che non si estinguono per il loro mancato utilizzo per un determinato periodo di tempo. Facciamo un esempio: il diritto di voto è normalmente considerato uno dei diritti fondamentali dell’uomo, almeno nelle democrazie. Se una persona non dovesse votare per vent’anni, ciò non estinguerebbe il suo diritto;
  • indisponibili, nel senso che il proprio titolare non può disporne giuridicamente, cioè non può compiere operazioni giuridiche che abbiano ad oggetto tali diritti. Tutti i diritti umani sono diritti indisponibili e, pertanto, non possono essere ceduti, scambiati, dati in prestito, soppressi e nemmeno vi si può rinunciare spontaneamente;
  • insopprimibili, poiché nessuno, né il titolare né altri, può farli venire meno, nemmeno lo Stato;
  • naturali, poiché, come spiegato più volte, non devono essere attribuiti dallo Stato, in quanto sorgono al momento della nascita della persona stessa. Un neonato, in pratica, già nasce munito del diritto alla vita, alla salute, alla dignità, alla libertà, ecc. Per tale ragione i diritti umani vengono anche definiti diritti naturali o diritti di natura.

Le caratteristiche dei diritti dell’uomo che abbiamo appena elencato, in realtà, dipendono in gran parte dalla realtà storica e geografica in cui si vive: molte Nazioni (ancora troppe, purtroppo) non riconoscono questi diritti, calpestando la dignità delle tante persone che sono costrette a subire le angherie dei regimi totalitaristici o, comunque, non democratici.

Diritto naturale e diritto positivo

Il problema dei diritti dell’uomo è sorto prepotentemente alla ribalta all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, allorquando i gerarchi nazisti processati a Norimberga si difesero dicendo di aver perpetrato i crimini di cui erano accusati solamente perché era la legge ad imporlo. In altre parole, le leggi della Germania nazista prevedevano le persecuzioni e gli omicidi ai danni degli individui reputati nemici e, pertanto, tutto ciò che era stato fatto era stato compiuto in ottemperanza a precetti di legge.

Sorse, quindi, il problema del contrasto tra le norme positive (cioè, quelle create da un legislatore) e le normi naturali, o meglio ancora tra il diritto positivo e il diritto naturale (da cui nascono le due contrapposte dottrine del giuspositivismo e del giusnaturalismo).

Può una legge cancellare quei diritti che dovrebbero essere riconosciuti a qualunque uomo? Il diritto positivo di uno Stato può spingersi fino a sopprimere i precetti fondamentali, tipo quello che impone di non uccidere o di non ridurre in schiavitù una persona?

Per evitare che i futuri governanti potessero ripetere gli orrori della prima metà del ventesimo secolo, la gran parte delle democrazie occidentali, ispirandosi agli Stati Uniti, ha pensato di darsi una Costituzione rigida, cioè un elenca di norme superiori a tutte le altre e che per la loro modifica occorresse un particolare processo legislativo.

La Costituzione rigida ha il compito di impedire ai futuri governanti di cadere negli errori del passato, attribuendo la sovranità al popolo e, soprattutto, riconoscendo ai diritti umani un ruolo fondamentale, com’è avvenuto, ad esempio, nella Costituzione italiana.

Diritti dell’uomo e Costituzione italiana

I primi dodici articoli della Costituzione italiana disciplinano i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico, principi che sono quasi tutti riconducibili ai diritti dell’uomo. Oltre ai principi di uguaglianza e di libertà religiosa, v’è un articolo in particolare [1] ove espressamente si stabilisce che la Repubblica italiana riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo.

In parole semplici, lo Stato non attribuisce i diritti inviolabili (cioè, i diritti umani), ma semplicemente li riconosce e li tutela: il verbo “riconoscere” fa comprendere che questi diritti preesistono alla Repubblica stessa, in quanto propri di ciascun essere umano.

L’Italia, dunque, non attribuisce il diritto alla vita, alla salute, alla libertà personale, ecc., ma riconosce ognuno di essi come già esistente, assumendosi il compito di attuarli.

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza».

Art. 1 Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

La prima e più importante consacrazione formale dei diritti umani si è avuta con la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948. Si è trattato di un evento di portata epocale, visto che all’Onu aderiscono praticamente tutti gli Stati sovrani del pianeta (193 su 196).

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo contiene tutti i principali diritti umani che ogni Nazione aderente all’Onu si impegna a rispettare; tra i principali ricordiamo: il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale; il diritto alla dignità; il diritto a nascere e rimanere liberi e, quindi, a non essere ridotti in schiavitù; il diritto al riconoscimento della propria personalità giuridica; il diritto a non essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti; il diritto a potersi rivolgere ad un tribunale equo e imparziale; il diritto a subire un giusto processo; il diritto ad essere considerato innocente fino a condanna definitiva.

Probabilmente, leggendo questo catalogo di diritti umani ti starai chiedendo: perché, se l’Onu ha stabilito per iscritto quali sono i diritti naturali, questi vengono regolarmente calpestati in molte parti del pianeta? Ebbene, purtroppo l’Onu non è un organismo sovranazionale in grado di vincolare gli Stati che ne fanno parte: in altre parole, la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo non è equiparabile ad una legge oppure ad una costituzione, non avendo la stessa capacità di vincolare le parti alla sua obbedienza.

Gli Stati che trasgrediscono alla dichiarazione dei diritti fondamentali, tuttavia, potrebbe incorrere in sanzioni da parte degli altri componenti dell’Onu, tipo l’interruzione dei rapporti commerciali.

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

L’Unione Europea, sulla falsariga della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo promulgata dall’Onu, ha adottato anch’essa una propria dichiarazione sui diritti umani, denominandola Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Anche questo proclama contiene tutti i diritti naturali elencati in precedenza e ai quali si ispirano tutte le democrazie che compongono l’Unione Europea. A differenza della Dichiarazione universale dell’Onu, però, la Carta dei diritti fondamentali è pienamente vincolante al pari dei trattati istitutivi: in pratica, ciò significa che ogni Stato membro dell’Unione che trasgredisca alle previsioni contenute nella Carta rischia di essere sanzionato pesantemente, perfino di essere espulso dall’organizzazione nel caso di reiterate violazioni.

I diritti umani nella Magna Carta inglese

Abbiamo detto che i diritti umani hanno trovato una prima, espressa consacrazione solamente nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo adottata nel 1948 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Per amor di precisione, però, va ricordato che già nel lontano 1215 il re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra concesse ai suoi sudditi una Carta delle libertà (la ben nota Magna Carta) nella quale erano elencati, sebbene in forma embrionale, alcuni diritti fondamentali che il re si impegnava a rispettare.

Tra questi diritti umani vi erano: il diritto della Chiesa di essere libera dall’interferenza del governo; il diritto di tutti i cittadini liberi di possedere ed ereditare la proprietà e di essere protetti da tasse eccessive; il diritto di uguaglianza innanzi alla legge e di avere un processo imparziale.


note

 [1] Art. 2 Cost.


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2 Commenti

  1. Quanta ipocrisia, col vostro operato, chiamiamolo “professionale”??…, e diciamo anche di tutta quell’associazione
    Criminale che risponde al nome di magistratura, NON SOLO vengono abbondantemente violati i diritti dell’uomo, ma qualsiasi diritto internazionale, costituzionale e positivo. Altroché diritti, ma dove.
    Basta girarsi attorno per notare qualsiasi repressione della dignità umana.

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