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I diritti dei bambini

8 Settembre 2019 | Autore:
I diritti dei bambini

Da quando sono nella pancia della mamma all’adolescenza, le leggi a tutela dei minori: scuola, Internet, salute, famiglia. Con un completo e-book da scaricare.

Per logica, i soggetti più deboli sono quelli che hanno maggiormente bisogno di vedere riconosciuti e rispettati i loro diritti. Succede con gli anziani, con i malati ma anche con i bambini. La responsabilità sociale verso di loro è particolarmente elevata: essendosi appena affacciati alla vita, mancano dell’esperienza necessaria a badare a sé stessi sia da un punto di vista pratico sia da quello emotivo. I diritti dei bambini, dunque, devono essere difesi con le unghie e con i denti da tutte le categorie sociali. Ciascuna di loro, che si tratti dei genitori, degli insegnanti, dei politici, dei giudici tutelari, dei comuni cittadini, hanno un ruolo fondamentale nella loro crescita materiale e psicologica e nell’educazione che ricevono (non solo quella, per così dire «nozionistica» della scuola, ma anche quella che comprende le buone maniere e la capacità di ragionare e di distinguere il bene dal male).

Infatti:

  • chi ricopre il ruolo di legislatore deve tenere conto delle esigenze dei bambini per stabilire delle regole che tutelino la loro integrità;
  • chi si occupa dell’amministrazione della giustizia e lavora come operatore legale ed assistenziale (avvocati ed assistenti sociali compresi) ha il compito di raccogliere quello che il legislatore mette a disposizione ed attuarlo a favore dei bambini;
  • chi li ha messi al mondo, cioè i genitori, così come il mondo della scuola, cioè i principali interlocutori che i bambini hanno per diversi anni, devono occuparsi delle loro necessità materiali e psicologiche, di proteggerli dai primi rischi e di insegnarli con il tempo ad affrontarli ed a risolverli, di educarli e di accompagnarli alla porta dell’autonomia, quando per il bambino (ormai giovane) sarà pronto ad attraversarla;
  • la società civile ha il compito di rispettare le più basilari regole di convivenza affinché i bambini vedano negli adulti la coerenza con quello che di buono stanno imparando a casa o a scuola, di non calpestare i diritti dei bambini.

Diritti che sono stati stabiliti dai trattati internazionali e dalle leggi dello Stato, che interessano ogni ambito della vita moderna, dall’alimentazione alla salute, dall’ascolto all’istruzione, dalla tutela della privacy al corretto uso dei social network con i quali, sempre più presto, entrano a farne parte. Ma anche dal buon senso, attraverso quelle regole non scritte nero su bianco ma che ciascuno dovrebbe avere nella testa e nel cuore per il bene comune, soprattutto per il bene dei soggetti ancora indifesi, confusi, inesperti. Dei bambini, appunto.

Ecco allora un’ampia carrellata sui diritti dei bambini. Da ancor prima che nascano a quando bambini, ormai, non lo sono più.

I diritti dei bambini che devono ancora nascere

Si può parlare di diritti dei bambini quando ancora sono nella pancia della mamma? Tecnicamente, la capacità giuridica arriva al momento della nascita, ma già il feto ha i suoi diritti, tra cui quello alla vita e alla salute fin da quando è stato concepito. Ha il diritto, cioè, di essere portato alla nascita nelle migliori condizioni possibili.

La legge, però – e non c’è un altro modo di dirlo, comunque la si pensi –, nega il diritto alla vita del nascituro dal concepimento fino al terzo mese di gestazione, poiché la donna può scegliere liberamente di abortire e, quindi, di interrompere la gravidanza e lo sviluppo del feto. Mentre tra il quarto ed il quinto mese, l’aborto è consentito solo se portare avanti la gravidanza può mettere a rischio la vita della madre oppure se il bambino presenta delle gravi anomalie o malformazioni.

Ad ogni modo, e a dimostrazione che i diritti del bambino esistono anche nel ventre materno, i genitori hanno diritto al risarcimento del danno esistenziale quando a causa di un errore medico un bimbo senza problemi nasca morto. Questo significa che il bambino ha il diritto di nascere sano.

Anche quando è stato concepito da genitori non sposati o separati prima della nascita, il bambino ha il diritto di essere riconosciuto davanti ad un ufficiale di stato civile o al giudice tutelare, oppure in un atto pubblico o in un testamento. La dichiarazione può essere fatta da uno o da entrambi i genitori.

Si può pensare che non essendo ancora venuto al mondo il problema per lui non si ponga, ma è importante segnalare un altro diritto del bambino non ancora nato quello di ereditare, sempre che sia stato concepito prima dell’apertura della successione. In caso contrario, se figlio di una persona viva al momento del decesso del testatore, può ricevere i beni solo se il defunto lo ha disposto nel testamento. In qualsiasi caso, l’eredità non può essere divisa prima che il bambino nasca, a meno che un giudice non disponga il contrario.

Se il bambino è stato concepito mentre è stato compiuto un fatto illecito, ha diritto al risarcimento dei danni che lo riguardano provocati durante il concepimento stesso o dopo la nascita

I diritti dei bambini e la salute

La Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia, inserita nel nostro ordinamento nel 1991 [1] stabilisce che i bambini hanno il diritto di vivere e di crescere in buone condizioni di salute che gli consentano di andare a scuola, di giocare e di esprimersi. Concetto ribadito dalla nostra Costituzione [2], nel passaggio in cui si tutela il diritto di ogni individuo all’integrità psico-fisica ed a vivere in un ambiente salubre, il diritto alle prestazioni sanitarie e alle cure gratuite per gli indigenti.

Anche l’Unione europea si è data da fare per garantire questi diritti dei bambini attraverso il Programma Salute 2014-2020, a sostegno della prevenzione dell’obesità infantile e della corretta alimentazione dei minori.

I diritti dei bambini alla salute e all’assistenza sanitaria si possono sintetizzare in questi punti:

  • il diritto a godere del miglior stato di salute possibile, attraverso l’accesso garantito alle strutture pubbliche di cura e di riabilitazione;
  • il diritto ad essere ricoverati quando l’assistenza di cui hanno bisogno non può essere prestata a domicilio o in ambulatorio, evitando qualsiasi ricovero innecessario e potendo contare sulla presenza dei genitori o di una persona cara durante la degenza. Hanno il diritto di essere trattati in base alla loro età e alla loro capacità di comprensione e ad avere dei momenti di gioco e di studio all’interno della struttura sanitaria compatibilmente con il loro stato di salute;
  • il diritto a non respirare il fumo passivo dei genitori o di altre persone, oltre a quello di conoscere gli effetti nocivi del fumo attivo sia dalla famiglia sia attraverso leggi o norme dello Stato. Allo stesso modo, hanno il diritto di avere dallo Stato ogni provvedimento volto ad impedire il consumo di droghe;
  • il diritto ad una dieta sana ed equilibrata, anche attraverso delle norme che impediscano la pubblicità ingannevole sui cibi che possono essere dannosi anche in eccesso;
  • il diritto a vivere in un ambiente salutare ed igienico a casa, a scuola ed in città;
  • il diritto alla serenità e alla salute psichica;
  • il diritto a non essere sfruttati per fini economici in attività che possono mettere a repentaglio la loro salute.

I diritti dei bambini sull’alimentazione

Lo abbiamo accennato poco fa: mangiare troppo e mangiare male può pregiudicare la salute dei bambini Così come non avere un pezzo di pane da portare in bocca. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sancisce che ogni individuo ha diritto ad avere accesso a cibo nutriente e sicuro a sufficienza per soddisfare i suoi bisogni nutrizionali di base, così come a disporre di acqua pulita e di qualità accettabile in quantità sufficiente e a costi sostenibili. Sulla stessa linea il Patto internazionale sui diritti economici e la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Per quanto riguarda la nostra Costituzione, vengono garantiti i diritti alla dignità umana e sociale [3]: va da sé che quando la malnutrizione degrada l’uomo, degrada anche la sua dignità.

Ecco, allora, quali sono i diritti dei bambini sull’alimentazione:

  • il diritto ad essere liberi dalla fame, anche attraverso un aiuto dello Stato in caso di necessità o di indigenza familiare;
  • il diritto a disporre di un’alimentazione adeguata in quantità ed in qualità in base alle loro esigenze;
  • il diritto ad una corretta educazione ed informazione alimentare, sia in famiglia, sia a scuola, sia dai mass media, sia dallo Stato;
  • il diritto ad essere alimentati al seno nei primi mesi di vita;
  • il diritto ad avere acqua potabile;
  • il diritto a godere di ottima salute fisica e mentale, che non si può avere senza una corretta alimentazione;
  • il diritto a non soffrire delle malattie provocate dal cibo;
  • il diritto a non sentirsi discriminati per mancanza di cibo e di acqua;
  • il diritto ad un pasto adeguato come quantità e come qualità nella mensa scolastica;
  • il diritto ad un’adeguata cura dentale per consumare il cibo correttamente.

I diritti dei bambini verso i genitori

Non sempre è facile instaurare un rapporto con i propri figli, anche quando sono piccoli. Istintivamente, i genitori, per il fatto di sentirsi più grandi e più esperti, possono pensare che il bambino abbia solo dei doveri nei confronti del padre e della madre e non – a volte – il diritto di ribellarsi ad un determinato atteggiamento o a una situazione che non capisce o che non condivide. Insomma, ci sono dei diritti dei bambini verso i genitori che vanno tenuti in considerazione e che, oltretutto, sono protetti dalla legge.

Ci sono, poi, altri diritti dovuti dai genitori ai figli, come quello a ricevere un nome, una cittadinanza, il necessario mantenimento, l’educazione e – se permettete, soprattutto – il dovuto rispetto.

Tanto per cominciare, questi diritti sono gli stessi per chi è nato all’interno – chiamiamola così – di una famiglia tradizionale o per i figli di conviventi o di genitori single. Di leggi e trattati che li tutelano da questo punto di vista si possono citare, innanzitutto, la Costituzione, il Codice civile e la Convenzione dei diritti dei fanciulli, giusto per fare qualche esempio.

Ecco i principali diritti dei bambini verso i genitori:

  • il diritto ad avere un nome e una nazionalità;
  • il diritto a crescere con i genitori, a meno che lo Stato non decida di allontanarli nell’interesse del minore;
  • il diritto ad essere protetti da maltrattamenti in famiglia;
  • il diritto ad essere mantenuti ed a ricevere delle cure e ciò che occorre al loro dignitoso mantenimento in base alle possibilità dei genitori;
  • il diritto a vedere garantita l’istruzione secondo la loro inclinazione e le loro capacità;
  • il diritto ad essere educati, di conoscere il senso civico, le regole del senso comune, la differenza tra il bene e il male, il rispetto dell’ambiente, della società, delle altre persone e delle leggi;
  • il diritto di essere assistiti moralmente, oltre che economicamente;
  • il diritto di essere ascoltati, consolati e consigliati dai genitori;
  • il diritto alla bigenitorialità anche quando i genitori sono separati o non sposati, per avere garantito un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori;
  • il diritto a ricevere l’eredità dei genitori.

I diritti dei bambini e la scuola

Abbiamo già detto più volte che uno dei più importanti diritti dei bambini è quello all’istruzione. Da non confondere con il diritto allo studio: quest’ultimo, infatti, riguarda il percorso successivo alla scuola dell’obbligo, cioè al periodo di istruzione che deve essere garantito a tutti i bambini. Proprio per questo, tale periodo deve essere gratuito nelle strutture pubbliche per almeno 8 anni.

In questo ambito, i diritti che devono essere rispettati sono questi:

  • il diritto di accedere a tutte le scuole di ogni ordine e grado, dalla materna alle superiori;
  • il diritto di essere inseriti in modo graduale nel mondo della scuola in base alle loro emozioni e capacità;
  • il diritto di raggiungere i più alti livelli di istruzione anche quando si è privi di mezzi economici ma non di capacità. Tale diritto deve essere soddisfatto dallo Stato attraverso borse di studio, assegni alle famiglie o altro;
  • il diritto ad essere ascoltati e rispettati per quello che sono e per quello che sentono;
  • il diritto ad avere a scuola uno spazio interno adeguato alle loro necessità (luce, ampiezza, numero di alunni, sicurezza, ecc.) ed uno spazio esterno consono al gioco e all’espressione della propria energia vitale;
  • il diritto al rispetto delle proprie decisioni personali o di quelle dei genitori per quanto riguarda l’allattamento, l’alimentazione o il credo;
  • il diritto a professare la propria religione senza essere esclusi, così come a non rimanere emarginati per il colore della pelle, per la disabilità, per motivi di lingua o di tradizioni, o per difficoltà di apprendimento rispetto ad altri bambini:
  • il diritto ad avere degli spazi in cui svolgere delle attività speciali;
  • il diritto a conoscere e a vedere rispettati gli orari delle lezioni;
  • il diritto a ricevere un pranzo sano, nutriente e saporito a metà giornata ed a conoscere il menù della mensa;
  • il diritto ad essere protetti da abusi e di maltrattamenti da insegnanti o da compagni di scuola;
  • il diritto ad avere una quantità di compiti a casa che lasci loro il tempo di riposarsi e di giocare.

I diritti dei bambini e il lavoro

Il lavoro minorile non è vietato in Italia. È, però, regolamentato in modo tale da garantire i diritti dei bambini, da evitare che vengano impiegati in attività lavorative male e troppo presto, a discapito della loro salute psico-fisica. La Costituzione, infatti, chiede al legislatore di fissare un limite minimo di età per il lavoro stipendiato e che il lavoro dei minori abbia delle norme particolari per non far venire meno il diritto alla parità di retribuzione a parità di impiego [4].

In sostanza: il lavoro minorile non è vietato (può lavorare anche un quindicenne) ma è vietato il lavoro dei bambini, specialmente di quelli che non hanno finito il percorso obbligatorio di istruzione.

Ci sono, però, delle eccezioni e, probabilmente, ti sarà già venuto qualche dubbio. Ma scusa, il bimbo che vedo nei film negli spot pubblicitari o impegnato in un’attività sportiva agonistica non sta forse lavorando? Hai ragione. La legge consente che i bambini vengano impiegati in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo, se autorizzati dai genitori e dall’Ispettorato del lavoro. Ad ogni modo, hanno diritto a particolari tutele, diverse da quelle valide per la generalità dei lavoratori. Ecco quali sono i diritti dei bambini riguardo il lavoro:

  • il diritto a lavorare in un ambiente che non metta a rischio la loro sicurezza e la loro integrità, il loro sviluppo, la possibilità di frequentare la scuola o di partecipare a programmi di orientamento o di formazione;
  • il diritto a lavorare in un contesto che non comprometta la loro moralità e che rispetti la loro dignità personale, la loro immagine, la loro integrità psico-fisica e la loro privacy;
  • il diritto a lavorare in un luogo in cui siano stati valutati i rischi specifici per i minori in materia di salute e di sicurezza, rischi che devono essere obbligatoriamente comunicati ai genitori;
  • il diritto di essere sottoposti ad una visita medica prima di essere assunti;
  • il diritto a non lavorare più di 7 ore al giorno o di 35 ore alla settimana;
  • il diritto di non lavorare per più di 4 ore e mezza di seguito o per più di 3 ore se l’attività comporta particolari rischi o fatiche;
  • il diritto a non lavorare oltre la mezzanotte, nei rari casi in cui possono essere destinati ad un lavoro notturno (ad esempio, per uno spettacolo televisivo);
  • il diritto ad un riposo di almeno 14 ore consecutive dopo il lavoro e di almeno 2 giorni ogni settimana;
  • il diritto ad avere almeno 30 giorni di ferie retribuite;
  • il diritto ad avere la stessa retribuzione di un adulto a parità di lavoro;
  • il diritto ad avere le prestazioni assicurative sociali previste dalla legge.

I diritti dei bambini e Internet

Nessuno, ormai, se la sente di impedire ad un bambino di accedere ad Internet. I genitori vorrebbero tanto che venisse usato a scopo didattico, per stimolare la loro curiosità. Ma è inevitabile l’accesso a Facebook, a Instagram, a YouTube. Insomma, i social network fanno ormai parte della loro vita.

Se, però, un adulto sa – o dovrebbe sapere – utilizzare la dovuta cautela quando si rapporta con gli altri attraverso il web, per un bambino questo risulta più difficile. Sarebbe, dunque, opportuna un’adeguata protezione affinché i diritti dei bambini non vengano lesi in Rete.

Esiste dal 2015 una dichiarazione in materia pubblicata dalla Camera dei Deputati in cui sono raccolti i principi di uguaglianza, dignità, libertà di ogni individuo anche online, e che può quindi trovare applicazione anche nei confronti dei bambini.

C’è, poi, la Costituzione che, come già citato in altri contesti, stabilisce che la Repubblica s’impegna a difendere l’infanzia e la gioventù, fermo restando il riconoscimento del loro diritto alla tutela della vita privata.

È opportuno citare anche la più volte qui ricordata Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che, anche in questo ambito, prevede la priorità degli interessi e della dignità del minore, riconoscendo la rilevanza della funzione che esercitano i mass media e stabilendo che gli Stati debbano «vigilare affinché il minorenne possa accedere ad una informazione e a materiali provenienti da fonti nazionali ed internazionali se finalizzati a promuovere il suo benessere sociale».

Naturalmente, per quanto riguarda pedopornografia e cyberbullismo, altre due importanti minacce che arrivano dal web, il Codice penale prevede pesantissime sanzioni nei confronti di chi viola i diritti dei bambini in questi modi.

Detto questo, c’è un lungo elenco di diritti dei bambini legati al mondo di Internet, sia per quanto riguarda l’accesso ai social network, sia sul fronte dei rischi di pedopornografia online e di cyberbullismo. Possiamo riassumerli così.

Bambini e social network

I bambini hanno:

  • il diritto ad accedere ai social network che siano adeguati alla loro età e che abbiano dei sistemi di controllo sulla veridicità dei dati forniti dagli utenti, per evitare che qualcuno con dei profili falsi possa arrivare a nuocere i minori;
  • il diritto di utilizzare i social network a scopo ludico e ricreativo in modo consapevole;
  • il diritto di esprimersi liberamente nel rispetto delle leggi nazionali ed internazionali e dei diritti degli altri;
  • il diritto a mantenere la propria privacy;
  • il diritto a non vedere diffusi senza il loro consenso o senza quello dei genitori o di chi ne fa le vedi dei contenuti, immagini, file audio e video, siano essi originali o modificati digitalmente, ottenuti volontariamente o registrati illecitamente;
  • il diritto ad essere protetti da abusi, da comportamenti di cyberbullismo, da incitazione alla violenza, all’odio o alla discriminazione;
  • il diritto ad essere protetti da ogni offesa, insulto o violenza sui social network;
  • il diritto a tutelare la propria immagine e la propria reputazione;
  • il diritto a chiedere e ad ottenere la cancellazione dai motori di ricerca online di qualsiasi riferimento scritto o visivo che li riguardi;
  • il diritto ad avere dallo Stato una normativa attenta allo sviluppo della loro personalità e a punire ogni attacco alla loro immagine.

Bambini e pedopornografia

I bambini hanno:

  • il diritto di essere protetti da qualsiasi modo di sfruttamento della loro intimità;
  • il diritto di essere preservati da ogni forma di spettacolo in grado di compromettere il loro corretto sviluppo psico-fisico;
  • il diritto ad un’educazione adeguata sulla sfera affettiva e sessuale;
  • il diritto di non vedere spettacolarizzate le loro emozioni e le loro pulsioni;
  • il diritto all’assistenza psicologica pubblica;
  • il diritto a divere con delle persone che non approfittino delle loro debolezze;
  • il diritto ad essere tutelati da un tribunale se fosse necessario.

Bambini e cyberbullismo

I bambini hanno:

  • il diritto a frequentare una scuola in cui ci siano dei docenti dedicati alla prevenzione e al sostegno rispetto al bullismo e al cyberbullismo;
  • il diritto al sostegno delle autorità in caso di bisogno;
  • il diritto di rivolgersi al questore, al titolare del trattamento dei dati o al gestore del sito (anche senza l’aiuto del genitore se ha compiuto i 14 anni) per chiedergli di ammonire un bullo o un cyberbullo e di ordinare la cancellazione di eventuale materiale audiovisivo pubblicato su un determinato sito con contenuti offensivi o denigratori;
  • il diritto di querelare con l’assistenza dei genitori bulli e cyberbulli.

Puoi approfondire questi ed altri aspetti che riguardano i diritti dei bambini scaricandoti il nostro e-book, una guida in materia creata da La Legge per Tutti e contenente tutte le leggi che tutelano i minori da quando sono nella pancia della mamma alla prima infanzia e all’adolescenza. Pria di scaricarla, però, se davvero ci tieni alla diffusione delle leggi sui diritti dei bambini, fai conoscere questa pagina ai tuoi amici e ai tuoi contatti.

note

[1] Legge n. 176/1991.

[2] Art. 32 Costituzione italiana.

[3] Artt. 3, 36 e 41 Costituzione italiana.

[4] Art. 37 Costituzione italiana.


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