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Disabile: diritto al parcheggio riservato sotto casa

25 Agosto 2019
Disabile: diritto al parcheggio riservato sotto casa

Parcheggio personalizzato vicino al portone: quando è possibile ottenere le strisce gialle e quali presupposti (patente, pass invalidi, ecc.) bisogna possedere.

Uno dei tuoi genitori vive con te da diverso tempo perché divenuto disabile e riconosciuto tale, da una commissione medica, ai sensi della legge 104. Sono ormai passati numerosi anni da quando gli è scaduta la patente: non l’ha più rinnovata non avendo più possibilità di guidare e di deambulare in modo autonomo. Del resto, sei tu a prenderti cura di lui giorno e notte e a trasportarlo là dove v’è necessità. Succede spesso che, quando torni a casa con lui in auto, non puoi parcheggiare sotto il portone perché i posti sono sempre occupati, né puoi lasciarlo da solo ad aspettarti, non avendo la stabilità fisica e la capacità di rimanere in piedi per molto tempo. Così hai presentato al Comune una richiesta di un parcheggio riservato sotto casa. La tua richiesta, tuttavia, è stata rifiutata perché – così ha sostenuto il funzionario di turno – tuo padre non ha più la patente, requisito necessario per poter vantare il diritto a un posto auto per disabili “personalizzato”.

Ti sembra un’ingiustizia. Proprio il fatto di non possedere la licenza di guida è sintomo della sua dipendenza e di una palese incapacità a deambulare. È davvero come ti hanno detto al Comune oppure c’è possibilità di fare ricorso? Esiste, per il disabile, il diritto al parcheggio riservato sotto casa? La questione è stata affrontata proprio di recente da una sentenza del Tar Lazio [1].

La pronuncia è la scusa per tornare su un tema sensibile e delicato, specie di questi tempi in cui i problemi della terza età e dell’assistenza agli anziani si stanno ponendo in modo categorico e prepotente. Dall’altro lato, c’è anche la necessità di riservare parcheggi liberi in centri urbani ormai sempre più intasati e invivibili. Dove sta la via di mezzo? Ecco cosa hanno detto, in proposito, i giudici amministrativi.

Parcheggi disabili

Esistono due tipi di parcheggi riservati ai disabili:

  • quelli generali, utilizzabili da chiunque sia in possesso del pass “invalidi”, purché questo sia esposto sul cruscotto del veicolo in modo visibile;
  • quelli personali, ossia riservati a un soggetto particolare, che non possono essere occupati da altre vetture, neanche da parte di chi trasporta un disabile.

Entrambi gli spazi sono contrassegnati dalle strisce gialle, ma chi viola il primo divieto incorre in una semplice sanzione amministrativa:

  • da euro 40 a euro 164 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote;
  • da euro 85 a euro 338 per i restanti veicoli; in più è prevista la decurtazione di due punti dalla patente).

Chi, invece, occupa lo spazio riservato specificamente a un disabile (individuato con nome e cognome dall’ordinanza del Comune) commette un reato, quello di «violenza privata» [2].

Diritto al parcheggio riservato per disabili

Chi non può deambulare ed è riconosciuto disabile, ha diritto al parcheggio riservato sotto casa anche se non ha la patente. Lo ha chiarito il Tar Lazio nella recente sentenza. Anzi, a ben vedere, non si tratta di un vero e proprio diritto perché l’istanza è comunque soggetta a un vaglio di opportunità da parte del sindaco. Quel che però è importante sapere è che l’assenza della patente non può costituire, da sola, un motivo di diniego.

Per ottenere un parcheggio disabili personalizzato è necessario disporre già del pass invalidi riconosciuto ai sensi della legge 104 e, quindi, sottoporsi alla visita medica prevista dalla normativa in materia di tutele ai portatori di handicap. È, quindi, necessario che il richiedente abbia:

  • una riduzione temporanea della capacità di deambulazione per infortunio o per una patologia;
  • oppure un’assenza totale di autonomia funzionale e necessita di continua assistenza per andare in un luogo di cura.

Il secondo requisito per ottenere un parcheggio disabili riservato sotto casa è essere proprietari di un’auto, indipendentemente dal fatto che a guidarla sia un’altra persona, magari un familiare.

La richiesta di parcheggio disabili vicino a casa è gratuita e va presentata al Comando di Polizia municipale con questo modulo.

Leggi anche Parcheggio disabili vicino casa.

A questo punto, sarà il Comune a valutare se concedere o meno lo spazio richiesto. La semplice sussistenza dei predetti requisiti non assegna un diritto assoluto ed automatico: l’interesse del disabile deve essere, infatti, bilanciata con gli interessi pubblici. In pratica, il sindaco non è obbligato ad accogliere la richiesta ma deve valutarla nel merito, secondo la propria discrezionalità. Egli ha, quindi, un’ampio potere ma – come per tutti gli atti amministrativi – l’eventuale diniego va opportunamente motivato, altrimenti è illegittimo e può essere impugnato dinanzi al Tar.

Il sindaco emette l’ordinanza con cui concede lo spazio riservato “ad personam” solo nelle zone urbane ad alta densità di traffico. Non è possibile presentare la richiesta se esistono già le condizioni per la sosta del veicolo in spazi interni al luogo di residenza (per esempio un cortile condominiale o un garage di proprietà).

Disabile senza patente con parcheggio personalizzato sotto casa

Nella sentenza in commento, viene specificato che anche il disabile che non ha la patente ha diritto a vedersi riconoscere il parcheggio riservato vicino a casa: l’unico presupposto per la concessione del posto auto, infatti, è la particolare condizione di invalidità della persona richiedente, mentre l’abilitazione alla guida costituisce soltanto un requisito eventuale della fattispecie.

Dalla normativa quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone portatrici di handicap [3] emerge che il disabile può ottenere la personalizzazione del parcheggio a prescindere dal possesso della patente: sarebbe discriminatorio fare distinzioni a seconda del tipo di patologia di cui è affetto il richiedente.

note

[1] Tar Lazio, sent. n. 9556/19 del 18.07.2019.

[2] Cass. civ. sent. n. 17794/2017.

[3] Art. 381 punto 5 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada; art. 188 codice della strada: legge n. 104/92.


2 Commenti

  1. Buongiorno, ho un disabile nella palazzina di fronte al quale il Comune ha assegnato il park dell’auto a 3 metri da suo cancello. Siccome non è di fronte al cancello, il disabile parcheggia e fa parcheggiare la sua auto in modo da essere comodo lasciandola di fronte al mio cancello, rendendomi molto difficoltosa l’uscita da casa se non a costo di 3 manovre, necessarie per non urtare la sua auto. Chiedo se siamo di fronte a violenza privata compiuta dal disabile nei miei confronti. Segnalo che anch’io sono disabile con diversa patologia, ma non vorrei sembrasse una guerra fra disabili. Ringrazio della risposta.

    1. Simonetta puoi trovare le risposte alle tue domande nei seguenti articoli:
      -Parcheggio privato occupato da altri: che si può fare? Se il vicino di casa o estranei occupano lo spazio riservato può essere reato di violenza privata. Leggi https://www.laleggepertutti.it/196243_parcheggio-privato-occupato-da-altri-che-si-puo-fare
      -Parcheggio disabili vicino a casa https://www.laleggepertutti.it/291057_parcheggio-disabili-vicino-a-casa
      -Parcheggio area di manovra condominiale https://www.laleggepertutti.it/284063_parcheggio-area-di-manovra-condominiale
      -Parcheggio incivile, chi blocca il transito commette reato https://www.laleggepertutti.it/145175_parcheggio-incivile-chi-blocca-il-transito-commette-reato

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