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Ferie: sono pagate?

25 Agosto 2019 | Autore:
Ferie: sono pagate?
Quali lavoratori hanno diritto a un periodo di vacanze retribuito, a quanto ammonta il pagamento ed entro quando avviene?
Dopo un lungo anno di lavoro, è finalmente arrivato il momento di prendere le ferie. Hai tuttavia paura di concederti un periodo di vacanza, in quanto ti hanno detto che le ferie non sono retribuite: non puoi certamente permetterti di restare senza stipendio, anche per sole due settimane. Così, anche se la stanchezza continua ad accumularsi, non sai se e quando potrai usufruire di queste assenze.
Peraltro, alcuni tuoi colleghi ti hanno detto che perdi le ferie, e non ti vengono pagate, soltanto se non ne usufruisci. Ti trovi quindi in un grande stato di confusione: le ferie sono pagate?
Proviamo a fare chiarezza sulla retribuzione delle ferie, e soprattutto sulle categorie di lavoratori ai quali spettano ogni anno le vacanze.
Analizziamo con attenzione quello che prevede la legge al riguardo, a partire dalla finalità di questa tipologia di assenza.

A che cosa servono le ferie?

Le ferie sono un periodo di assenza, garantito dalla Costituzione [1],finalizzato al recupero psicofisico del lavoratore. Queste assenze servono, cioè, non solo perché il lavoratore si riprenda fisicamente dopo un lungo periodo ininterrotto di attività, ma anche perché possa recuperare i rapporti familiari e sociali e possa beneficiare di periodi di svago.
La legge [2], per la generalità dei lavoratori dipendenti, prevede che per ogni anno di attività maturino 4 settimane di ferie (che corrispondono a 28 giorni di calendario, se fruite senza interruzioni).
Di queste quattro settimane, due devono essere fruite entro l’anno di maturazione, possibilmente e su richiesta del lavoratore in modo continuativo. Le altre due settimane possono essere godute entro 18 mesi dall’anno di maturazione, o entro un periodo diverso, stabilito dal contratto collettivo applicato. Il differente termine per la fruizione delle assenze deve risultare adeguato a rispettare la finalità delle ferie, cioè a consentire il recupero psicofisico del lavoratore interessato: lo slittamento dei 18 mesi non deve dunque essere eccessivo.

I collaboratori hanno diritto alle ferie?

La legge prevede un vero e proprio diritto alle ferie solamente per i lavoratori dipendenti. Come mai?
La previsione riguarda esclusivamente i lavoratori subordinati, in quanto soltanto loro sono tenuti al rispetto di un preciso orario di lavoro ed a svolgere la propria attività in un luogo individuato dal datore di lavoro.
I collaboratori, invece, non sono tenuti al rispetto di un orario di lavoro, né a svolgere la prestazione lavorativa in una postazione stabilita dal committente. Per questo motivo, potendosi organizzare autonomamente, per loro il diritto alle ferie non è previsto.
E se il committente obbliga il collaboratore a un determinato orario o allo svolgimento della prestazione in una specifica postazione? In questo caso, la collaborazione non si considera genuina, ma riconducibile al lavoro subordinato: spettano quindi le ferie.

I lavoratori autonomi hanno diritto alle ferie?

Per lo stesso motivo per cui la legge non prevede il diritto alle ferie dei collaboratori, questo stesso diritto non è previsto per i lavoratori autonomi.
Il lavoratore autonomo, difatti, non è tenuto al rispetto di un orario di lavoro, né a svolgere la prestazione presso un luogo determinato dal committente. Potendosi organizzare autonomamente, quindi, non è previsto un tassativo periodo di ferie dalla legge.
Lavoratori autonomi e collaboratori possono, in buona sostanza, fruire delle ferie quando vogliono, non essendo la loro attività etero organizzata, cioè organizzata da terzi.
Se il lavoratore autonomo è tenuto al rispetto di un orario e allo svolgimento dell’attività presso uno specifico luogo di lavoro stabilito dal committente, però, il discorso cambia: l’attività, in questo caso, risulta etero-organizzata. Come osservato per i parasubordinati, dunque, in quest’ipotesi la prestazione non è genuina, ed è riconducibile al lavoro dipendente, col conseguente diritto alle ferie.

Le ferie dei dipendenti sono retribuite?

Le ferie dei lavoratori subordinati sono pienamente retribuite: se non lo fossero, o fosse prevista una retribuzione ridotta per queste assenze, il diritto alle ferie non sarebbe ovviamente più garantito.
Nella generalità dei casi, il lavoratore in ferie è pagato con la retribuzione ordinaria, come se stesse continuando a svolgere la prestazione lavorativa. La retribuzione specifica delle ferie e comunque è stabilita dai contratti collettivi.

Le ferie arretrate dei dipendenti sono retribuite?

Se il dipendente non fruisce delle figlie, queste assenze non gli sono liquidate sinché non ne gode realmente, oppure nei casi in cui possono essere monetizzate, ossia convertite in un’indennità.
Ricordiamo che le ferie sono monetizzabili soltanto:
  • quando si tratta delle ferie extra eventualmente previste dal contratto collettivo applicato, eccedenti le quattro settimane all’anno;
  • quando il contratto lavorativo risulta di durata inferiore all’anno;
  • per determinate categorie di lavoratori che hanno diritto alla liquidazione periodica delle ferie, come gli operai edili;
  • in ogni caso, alla cessazione del contratto, tutte le ferie non fruite devono essere liquidate dal datore di lavoro.
Entro 18 mesi dall’anno di maturazione delle ferie, o entro il differente periodo stabilito dal contratto collettivo, sono comunque trattenuti al lavoratore i contributi sulle ferie non godute, che poi vengono recuperati al momento dell’effettiva liquidazione delle assenze (non viene difatti applicata la trattenuta, in quanto già effettuata).

Le ferie dei collaboratori sono retribuite?

Non essendo previsto un diritto alle ferie per i collaboratori, potendosi questi lavoratori organizzare autonomamente, non esiste una previsione di legge che disponga:
  • il pagamento ai parasubordinati di un’indennità per la fruizione delle ferie;
  • o in alternativa, un obbligo per il committente all’interruzione dell’attività del parasubordinato, con diritto al pagamento del compenso.
Committente e collaboratore possono comunque organizzarsi in autonomia riguardo all’eventuale fruizione di un periodo di pausa del lavoratore parasubordinato.

Le ferie dei lavoratori autonomi sono retribuite?

In parallelo a quanto appena osservato per i collaboratori, anche per i lavoratori autonomi, non essendo previsto il diritto alle ferie, non è prevista alcuna retribuzione dei periodi di interruzione per le vacanze.
Il lavoratore autonomo è in ogni caso libero di organizzarsi con il cliente o col committente, riguardo ai periodi di interruzione dell’attività ed ai relativi compensi.
Per i consulenti del lavoro, ad esempio, è prassi chiudere nel mese di agosto, e fornire istruzioni ai clienti perché procedano autonomamente per le assunzioni d’urgenza e le denunce d’infortunio; lo studio elabora poi le paghe del mese di luglio indicando le presenze in modo presuntivo, regolarizzando il tutto nel libro unico del lavoro del mese di agosto, da elaborarsi entro il 16 di settembre (ne abbiamo parlato in: Ferie del consulente del lavoro).

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