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Detenzione armi: cosa serve?

25 Agosto 2019 | Autore:
Detenzione armi: cosa serve?

Quali autorizzazioni servono per poter acquistare un’arma? Qual è la differenza tra porto d’armi e concessione di nulla osta all’acquisto e alla detenzione?

In Italia non è possibile recarsi in un’armeria ed acquistare una delle armi in vendita come se si andasse a fare la spesa. Secondo il nostro ordinamento giuridico, per poter comprare un’arma devi prima avere l’autorizzazione della questura territorialmente competente; solamente dopo potrai effettuare l’acquisto. Ma non è finita qui: dopo questa operazione, devi necessariamente farne denuncia presso la polizia oppure i carabinieri. Con questo articolo vorrei spiegarti cosa serve per la detenzione delle armi.

È importante sapere come mettersi in regola prima di avere un’arma: la violazione della normativa, infatti, potrebbe farti incorrere addirittura in reato. Pertanto, se sei appassionato di armi, oppure vuoi acquistarne una per ragioni sportive o venatorie, o ancora perché hai un fondato timore per la tua incolumità, allora prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa serve per la detenzione armi.

Armi: quali sono?

Le armi per le quali la legge impone il possesso delle necessarie autorizzazioni sono quelle che vengono definite “proprie”. Nelle armi proprie rientrano tanto quelle da fuoco (fucili, pistole, ecc.) tanto quelle che, per essere utilizzate, necessitano dell’abilità e della forza di chi le brandisce (si tratta delle cosiddette armi bianche, come i coltelli, le spade, le balestre, ecc.).

Le armi per le quali occorre avere la licenza della questura, dunque, sono sia quelle da fuoco che quelle bianche, ed entrambe sono accomunate dal fatto di essere destinate, per loro stessa natura, all’offesa della persona.

Le armi improprie, invece, sono quegli strumenti che non sono creati appositamente per fare del male, ma che possono essere utilizzate anche in tal senso: pensa al cacciavite, al martello, al trapano, ad un tubo di ferro, ecc.

Per le armi improprie non può essere chiesta alcuna autorizzazione, visto che non sono armi in senso stretto e che esse non possono mai essere portate con sé fuori di casa, salvo che non vi sia un giustificato motivo (pensa all’operaio che porta con sé gli strumenti del proprio lavoro, oppure al falegname che si avvia verso un bosco con una motosega).

Cosa serve per poter acquistare un’arma?

Come detto in apertura di articolo, le armi proprie non possono essere acquistate senza previa autorizzazione della questura. Vediamo allora cosa serve per poter acquistare un’arma.

Ci sono essenzialmente due permessi che l’autorità di pubblica sicurezza può rilasciare affinché il richiedente possa acquistare un’arma:

  • la licenza di porto d’armi;
  • il nulla osta all’acquisto e alla detenzione di armi.

Senza una di queste due autorizzazioni non è possibile in Italia acquistare alcuna arma. Vediamo più nel dettaglio come funzionano.

La licenza di porto d’armi: come funziona?

La licenza di porto d’armi viene rilasciata dalla questura dietro richiesta di colui che intende comprare un’arma per farne un uso determinato. La particolarità del porto d’armi è che esso consente non soltanto l’acquisto e la detenzione dell’arma (come fa il nulla osta, di cui ti parlerò a breve), ma anche il suo trasporto e, in alcuni casi, addirittura il porto.

Ma cosa significa? Qual è la differenza tra trasporto e porto? Te lo spiego subito: mentre il trasporto consente di spostare un’arma da un luogo ad un altro, senza possibilità, però, che in questo tragitto lo strumento possa essere utilizzato, il porto permette di avere la pronta disponibilità di utilizzo dell’arma stessa.

Tizio, appassionato di caccia, dispone di un porto d’armi per uso venatorio. Quando si reca a caccia, mette il suo fucile in un’apposita custodia, ponendo il tutto nel portabagagli dell’auto. Quando giunge nella zona di caccia, apre la custodia e porta con sé l’arma.

Caio, noto gioielliere, ha chiesto e ottenuto un porto d’armi per la difesa personale, visto che in passato ha subito numerose aggressioni. Quando si reca a fare spese d’oro, porta con sé la pistola e la tiene carica nella fondina.

Questi due esempi fanno ben comprendere qual è la differenza tra il trasporto di un’arma e il suo porto: nel primo caso, il cacciatore è legittimato a trasportare il fucile dal proprio domicilio al luogo di caccia, ma lungo il tragitto gli è assolutamente inibito l’utilizzo dell’arma; nella seconda ipotesi, invece, il porto d’armi  conferisce anche la facoltà di avere l’immediata disponibilità dell’arma, al fine di utilizzarla.

Porto d’armi: quanti tipi ne esistono?

A seconda dello scopo per cui è richiesta, le licenze che consentono ad un maggiorenne di poter acquistare un’arma sono le seguenti:

  • porto d’armi per difesa personale: si tratta di un permesso è valido solamente un anno e permette il porto d’armi fuori dalla propria abitazione;
  • porto d’armi per uso sportivo: consente di utilizzare la propria arma solamente per esercitare tiro a volo o tiro a segno in un centro di esercitazione. L’arma durante il tragitto che porta al centro di esercitazione deve essere scarica;
  • porto d’armi per uso venatorio; autorizza al porto di soli fucili da caccia, che possono essere utilizzati solamente nei periodi della stagione venatoria e nelle zone autorizzate.

Cosa serve per ottenere il porto d’armi?

Per chiedere il rilascio del porto d’armi può compilare questo modello e presentarlo alla questura territorialmente competente. A questo modulo occorre allegare:

  • la certificazione comprovante l’idoneità psico-fisica, rilasciata dall’azienda sanitaria locale di residenza oppure dagli uffici medico-legali e dalle strutture sanitarie militari e della Polizia di Stato;
  • la documentazione o autocertificazione relativa al servizio prestato nelle Forze Armate o nelle Forze di Polizia ovvero il certificato di idoneità al maneggio delle armi rilasciato da una sezione di tiro a segno nazionale (questa documentazione non deve essere stata ottenuta da più di dieci anni).

Va altresì allegata una dichiarazione sostitutiva in cui l’interessato attesti:

  • di non trovarsi nelle condizioni ostative previste dalla legge;
  • le generalità delle persone conviventi;
  • di non essere stato riconosciuto obiettore di coscienza oppure di aver presentato istanza di revoca dello status di obiettore presso l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.

Dopo aver presentato questi documenti è possibile acquistare armi e munizioni, ma ancora non è consentito il porto: per ottenerlo bisogna far richiesta di autorizzazione alla questura, compilando la denuncia di detenzione per il tipo di arma acquistata.

La denuncia va presentata ai carabinieri o alla polizia, entro il termine massimo di tre giorni. La denuncia va fatta anche se l’armai non l’hai acquistata tu, ma l’hai soltanto ereditata.

Cos’è il nulla osta per acquisto armi?

Il nulla osta all’acquisto di armi [1] è la concessione che viene rilasciata dalla questura affinché una persona maggiorenne possa acquistare e detenere un’arma presso la propria abitazione. La principale differenza tra le licenze di porto d’armi elencate nel precedente paragrafo e il nulla osta sta in ciò: il nulla osta permette solamente l’acquisto dell’arma, senza alcuna possibilità di poterla portare fuori di casa. L’unico trasporto dell’arma che legittima il nulla osta è quello fino al domicilio ove si intende detenerla.

Il nulla osta è rilasciato solo alle persone maggiorenni che sono prive di un porto d’armi in corso di validità.

Come si ottiene la concessione di nulla osta all’acquisto di armi?

Il rilascio del nulla osta all’acquisto e alla detenzione di armi va richiesto alla questura territorialmente competente, consegnando, debitamente compilato, il modulo di presentazione della richiesta e la rimanente documentazione che abbiamo visto sopra per la richiesta di rilascio della licenza di porto d’armi.

Ricorda che il nulla osta all’acquisto e alla detenzione di armi ha una validità limitatissima, di appena trenta giorni; inoltre, consente solamente la compera delle armi e delle munizioni espressamente indicate nel provvedimento.

Ricorda, infine, che occorre sempre fare denuncia delle armi acquistate alla polizia o ai carabinieri, nel termine di tre giorni.

note

[1] Art. 35, Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.u.l.p.s.).

Autore immagine: Pixabay.com


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