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I diritti dei bagnanti

27 Agosto 2019 | Autore:
I diritti dei bagnanti

Si può raggiungere la battigia gratis attraversando uno stabilimento balneare? Posso prendere il sole davanti ad una zona a pagamento?

Per prendere il sole in spiaggia e fare il bagno bisogna pagare o no? Il problema si pone spesso, quando gli amanti della tintarella vogliono raggiungere la battigia e sono costretti a fare un biglietto, peraltro poco economico. Eppure, non sempre si tiene conto del fatto che la spiaggia è un bene pubblico, almeno fino a una certa distanza dal mare. Conviene ricordare, a questo punto, che cos’è la battigia, che cosa dice la legge in proposito e quali sono i diritti dei bagnanti.

Altro discorso è che tu voglia utilizzare ombrelloni e sdraio messi a disposizione dai lidi o dai gestori degli stabilimenti balneari. Va da sé che questi sono a pagamento. Ma se ti volessi raggiungere la battigia con il suo seggiolino o ti porti l’ombrellone da casa, hai diritto a piantarlo nella sabbia e a restare lì tutto il giorno senza pagare un centesimo?

I diritti dei bagnanti sono tutelati ma talvolta anche limitati non solo dalla legge ma dalle ordinanze di Comuni e Regioni, che hanno voce in capitolo. Questi enti possono decidere, infatti, fino a che punto una spiaggia è libera e dove possono essere collocati i cancelletti oltre i quali tocca pagare. Tentano, insomma, di stabilire un equilibrio tra gli interessi dei gestori degli impianti ed il cittadino che vuole usufruire di un luogo che è di tutti.

Vediamo, allora, quali sono i diritti dei bagnanti secondo la legge e come possono essere condizionati da ciò che decidono Comuni e Regioni.

Diritti dei bagnanti: che cos’è la battigia?

È utile cominciare con la definizione di battigia per arrivare al diritto dei bagnanti di utilizzarla liberamente. Per battigia si intende la parte della spiaggia contro la quale le onde sbattono a terra. Può essere, quindi, più o meno ampia a seconda della forza con cui si muovono le onde, dell’ampiezza delle maree o dell’inclinazione del suolo.

Volendo essere ancora più precisi, possiamo dire che tecnicamente la battigia è la parte superiore della zona compresa tra la bassa e l’alta marea. Si estende per circa 5 metri dal limite del mare, ad eccezione delle spiagge con un’ampiezza di meno di 20 metri: in quest’ultimo caso, la battigia può arrivare fino a 3 metri.

Diritti dei bagnanti: l’accesso alla battigia è libero?

Ed ecco che cosa dice la legge riguardo i diritti dei bagnanti di accedere alla battigia. Secondo la normativa [1], l’accesso deve essere sempre libero e gratuito di fini della balneazione. Significa che nessuno ti può impedire di raggiungere quell’area (chiamata anche bagnasciuga) per farti un bagno senza pagare alcunché e che i titolari degli impianti balneari hanno l’obbligo di farti passare dalla loro zona di competenza per raggiungere la battigia collocata davanti i loro ombrelloni e sdraio per permetterti di fare una nuotata o di metterti ad ammollo. Pretendere da te il pagamento del biglietto a questo scopo comporta una violazione della legge.

Nello specifico, la legge sancisce «l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione anche al fine di balneazione». Non c’è spazio per alcun dubbio, quindi: la battigia è uno spazio pubblico e, come tale, deve essere raggiungibile liberamente da tutti.

Devi considerare che una spiaggia fa parte del demanio marittimo dello Stato. Questo vuol dire che si tratta di un bene di proprietà statale (o regionale o comunale) inalienabile, inespropriabile destinato a soddisfare i bisogni di tutti. Ciò non toglie che lo Stato possa rilasciare una concessione ad un privato per lo sfruttamento di una determinata area della spiaggia. Tuttavia, resta il diritto dei cittadini di poter fruire liberamente e gratuitamente della battigia al fine della balneazione e, per tanto, l’accesso deve essere consentito.

Nel caso in cui qualcuno ti impedisse di attraversare il loro impianto per farti un bagno o ti chiedesse di pagare il biglietto, puoi chiamare i vigili urbani.

Diritti dei bagnanti: cosa dicono Comuni e Regioni?

Come accennato, però, Regioni e Comuni, in virtù della stessa legge appena citata, hanno la competenza per stabilire le modalità in cui la spiaggia può essere fruita dai bagnanti. In particolare, hanno il potere di «individuare un corretto equilibrio tra le aree concesse a soggetti privati e gli arenili liberamente fruibili e di stabilire la collocazione dei varchi necessari al fine di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l’area della concessione anche al fine di balneazione».

Inoltre, i Comuni possono decidere con apposita ordinanza di vietare l’occupazione della battigia con ombrelloni, sdraio o anche con un telo da mare e di rimanere fermi in quello spazio in modo da consentire ai mezzi di soccorso di operare senza intralci in caso di emergenza. Va da sé che questo divieto non interesserebbe soltanto i liberi bagnanti ma anche quelli che hanno pagato per entrare e per restare nello stabilimento.

In assenza di queste ordinanze, il titolare di uno stabilimento balneare non può impedire che una persona raggiunga la battigia antistante la sua zona di concessione, ci metta un asciugamano sulla sabbia e si sdrai a prendere il sole. Così come non può occupare la battigia con i suoi ombrelloni o lettini, poiché deve lasciare libero il passaggio dei bagnanti. Quello che, invece, il «bagnante libero» non può fare è mettere sulla battigia una tenda da campeggio o una sdraio legata da qualche parte e tenersele lì per tutta la durata delle sue vacanze: sarebbe occupazione di suolo pubblico.

La legge, infine, stabilisce che tra uno stabilimento e l’altro ci sia una zona di spiaggia libera e che ci sia un equilibrio tra gli spazi a pagamento e quelli gratuiti.


note

[1] Art. 11 legge n. 217/2011 e legge n. 296/2006.

Autore immagine: Pixabay.com


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