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Che fare se il datore di lavoro non consegna la busta paga?

27 Agosto 2019 | Autore:
Che fare se il datore di lavoro non consegna la busta paga?

Si può obbligare l’azienda a esibire il cedolino paga, nell’ipotesi in cui il documento non sia messo a disposizione del lavoratore?

Ogni mese, il datore di lavoro ti corrisponde regolarmente lo stipendio, ma non ti consegna, né ti invia tramite altre modalità (mail, piattaforma web…) il cedolino paga.

In questo modo, non sei in grado di conoscere come è stata determinata la tua retribuzione mensile: non sai, innanzitutto, quali sono le competenze maturate e le trattenute che sono state effettuate, non sai se ti sono stati applicati gli scatti di anzianità, se il tuo stipendio corrisponde al livello di inquadramento ed all’orario reale di lavoro.

Non ricevendo un prospetto ratei, non sai nemmeno a quanto ammontano le ferie maturate ed i permessi. Peraltro, avendo diritto agli assegni familiari, non sai se il datore di lavoro te li ha realmente corrisposti in busta paga.

Come comportarsi? Che fare se il datore di lavoro non consegna la busta paga?

Proviamo a fare chiarezza, e vediamo quali sono i rimedi per il lavoratore che non riceve il prospetto paga mensile.

Esiste un modo per obbligare il datore di lavoro a consegnare il cedolino dello stipendio? E se il datore di lavoro si rifiuta, quali sono gli strumenti più efficaci in mano al dipendente per ricevere questo importantissimo documento?

Consegnare la busta paga è obbligatorio?

La consegna della busta paga è un preciso obbligo del datore di lavoro, stabilito dalla legge [1]. In particolare, all’atto della corresponsione della retribuzione, il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore un documento che contenga almeno le seguenti informazioni:

  • dati del lavoratore: nome, cognome, qualifica professionale;
  • periodo a cui la retribuzione si riferisce (normalmente il mese di paga, anche se la retribuzione può essere corrisposta a cadenza settimanale o quindicinale);
  • competenze spettanti, tra le quali:
    • retribuzione base;
    • scatti di anzianità;
    • rimborsi spese;
    • prestazioni a carico degli istituti previdenziali, come gli assegni per il nucleo familiare (ANF), l’indennità di malattia, di maternità;
    • premi;
    • maggiorazioni per lavoro straordinario o supplementare;
    • Tfr, arretrati, indennità;
  • trattenute effettuate, tra le quali:
    • contributi Inps a carico del lavoratore;
    • imposte trattenute e relative detrazioni: Irpef, addizionale regionale e comunale, imposta sostitutiva sul Tfr e sugli arretrati;
    • trattenute per pignoramento o cessione del quinto dello stipendio;
    • restituzione di indebiti e sanzioni (ad esempio assegni familiari non spettanti).

Nel cedolino paga sono generalmente indicati anche i ratei maturati, come i ratei ferie e permessi; sono anche indicati i prospetti riassuntivi di alcune voci, come gli imponibili Inps e Irpef progressivi dell’anno.

È obbligatorio consegnare il libro unico del lavoro?

Il libro unico del lavoro, o Lul, è il documento che ha sostituito il libro paga ed il libro matricola. Nel Lul sono indicate anche le ore lavorate nel periodo di paga e le assenze: tutti i datori di lavoro che occupano lavoratori subordinati o parasubordinati sono obbligati alla tenuta di questo documento, ad esclusione dei datori di lavoro domestico.

Ma quali sono le differenze tra Lul e libro paga? Nella prassi, non ci sono differenze tra libro unico e busta paga, ad eccezione del calendario presenze; le presenze devono essere riportate obbligatoriamente e dettagliatamente nel Lul, e non in un documento a parte: possono essere comunque stampate in un foglio diverso, rispetto a quello in cui figura l’elaborazione mensile.

Il datore di lavoro non è obbligato a consegnare il Lul al lavoratore, ma può inviare un prospetto non estrapolato dal documento: l’importante è che siano riportati i dati obbligatori per ogni cedolino paga, in base alle indicazioni della legge [1], e che le informazioni che figurano nel prospetto non siano diverse da quelle registrate nel Lul.

Quando deve essere consegnata la busta paga?

Il cedolino paga deve essere consegnato contestualmente alla corresponsione della retribuzione. Generalmente, come termine di consegna si fa riferimento al termine entro il quale deve essere corrisposta la retribuzione, individuato dal contratto collettivo applicato.

Che cosa fare se il datore si rifiuta di consegnare la busta paga?

Hai chiesto più volte, verbalmente, di consegnare la busta paga al datore di lavoro, ma il cedolino non ti è stato ancora messo a disposizione in alcun modo? Non solo, cioè, il datore di lavoro non te lo ha consegnato manualmente, ma non ti ha nemmeno messo il prospetto a disposizione tramite web, né te lo ha inviato tramite e-mail o posta?

Se non il datore di lavoro non ottempera alle tue richieste verbali e si rifiuta di consegnarti il prospetto paga, la prima cosa che ti consiglio di fare è l’invio di una raccomandata, o di una pec, all’azienda, contenente la diffida ad adempiere alla consegna, o alla messa a disposizione, del cedolino.

Puoi farti aiutare anche da un avvocato o da un consulente del lavoro.

Il datore di lavoro continua a occultare la busta paga, anche dopo la tua richiesta scritta? Puoi denunciarlo all’Ispettorato del lavoro.

Che cosa scrivere nella denuncia all’Ispettorato?

Nella denuncia all’Ispettorato nazionale del lavoro per mancata consegna buste paga, il dipendente deve indicare:

  • i dati identificativi del datore di lavoro;
  • la posizione Inps ed Inail dell’azienda;
  • un’esposizione breve e circostanziata della violazione che il lavoratore ritiene sia stata commessa dal datore di lavoro: in questo caso, deve indicare la mancata consegna di uno o più cedolini paga;
  • ogni altro elemento utile a consentire all’autorità la violazione commessa dall’azienda.

Nel momento in cui avverrà l’accesso ispettivo da parte degli ispettori del lavoro, il datore dovrà dimostrare l’assolvimento dell’obbligo di consegna dei cedolini paga, pena il pagamento di pesanti sanzioni.

Com’è sanzionata la mancata consegna della busta paga?

Il datore di lavoro che no consegna la busta paga rischia di subire le seguenti sanzioni amministrative:

  • una sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 900 euro;
  • una sanzione amministrativa pecuniaria da 600 a 3.600 euro, se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori, oppure a un periodo superiore a 6 mesi;
  • una sanzione amministrativa da 1.200 a 7.200 euro, se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o a un periodo superiore a 12 mesi.

note

[1] Art.1 L. 4/1953.


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