L’esperto | Articoli

Recesso contratto caparra confirmatoria: ultime sentenze

27 Agosto 2019
Recesso contratto caparra confirmatoria: ultime sentenze

Caparra confirmatoria; esercizio del diritto di recesso; scioglimento del contratto; contratto con pluralità di parti; litisconsorzio necessario; appropriazione indebita; risarcimento del danno da inadempimento giustificativo del recesso; contratto preliminare di vendita con versamento di caparra confirmatoria; diritto di ritenere la caparra.

Caparra confirmatoria: natura e funzione

La caparra confirmatoria ha natura composita – consistendo in una somma di denaro o in una quantità di cose fungibili – e funzione eclettica – in quanto è volta a garantire l’esecuzione del contratto, venendo incamerata in caso di inadempimento della controparte (sotto tale profilo avvicinandosi alla cauzione); consente, in via di autotutela, di recedere dal contratto senza la necessità di adire il giudice; indica la preventiva e forfettaria liquidazione del danno derivante dal recesso cui la parte è stata costretta a causa dell’inadempimento della controparte.

Va invece escluso che abbia anche funzione probatoria e sanzionatoria, così distinguendosi sia rispetto alla caparra penitenziale, che costituisce il corrispettivo del diritto di recesso, sia dalla clausola penale, diversamente dalla quale non pone un limite al danno risarcibile, sicché la parte non inadempiente ben può recedere senza dover proporre domanda giudiziale o intimare la diffida ad adempiere, e trattenere la caparra ricevuta o esigere il doppio di quella prestata senza dover dimostrare di aver subito un danno effettivo.

Tribunale Cosenza sez. I, 01/05/2019, n.879

Contratto preliminare e caparra confirmatoria

In tema di contratto preliminare cui acceda il versamento di una caparra confirmatoria, la parte adempiente che si sia avvalsa della facoltà di provocarne la risoluzione mediante diffida ad adempiere, ai sensi dell’art. 1454 c.c., può agire in giudizio esercitando il diritto di recesso ex art. 1385, comma 2, c.c., e in tal caso, ove abbia ricevuto la caparra, ha diritto di ritenerla definitivamente mentre, ove l’abbia versata, ha diritto di ricevere la restituzione del doppio di essa, con esclusione del diritto al risarcimento del danno cagionato dall’inadempimento che ha giustificato il recesso.

Cassazione civile sez. II, 03/11/2017, n.26206

Caparra confirmatoria: liquidazione convenzionale del danno da inadempimento

La caparra confirmatoria di cui all’art. 1385 c.c. assume la funzione di liquidazione convenzionale del danno da inadempimento qualora la parte non inadempiente abbia esercitato il potere di recesso conferitole dalla legge e, in tal caso, essa è legittimata a ritenere la caparra ricevuta o ad esigere il doppio di quella versata; qualora, invece, detta parte abbia preferito agire per la risoluzione o l’esecuzione del contratto, il diritto al risarcimento del danno dovrà essere provato nell’an e nel quantum.

Tribunale Terni, 12/10/2018, n.861

Diritto di recesso e trattenimento della caparra

Nell’ipotesi di versamento di una somma di denaro a titolo di caparra confirmatoria, la parte non inadempiente, che abbia agito per l’esecuzione del contratto, può, in sostituzione della originaria pretesa, legittimamente chiedere, nel corso del giudizio, il recesso dal contratto a norma dell’art. 1385, comma 2, c.c. senza incorrere nelle preclusioni derivanti dalla proposizione dei “nova”, poiché tale modificazione dell’originaria istanza costituisce legittimo esercizio di un perdurante diritto di recesso rispetto alla domanda di adempimento.

Cassazione civile sez. II, 16/01/2018, n.882

Accertamento della legittimità del recesso del contratto con più parti

Il recesso di cui all’art. 1385, comma 2, c.c. costituisce uno speciale strumento di risoluzione di diritto del contratto, collegato alla pattuizione di una caparra confirmatoria, analogo a quelli previsti dagli artt. 1454,1456 e 1457 c.c., che ha in comune con la risoluzione giudiziale non solo i presupposti (l’inadempimento di non scarsa importanza della controparte), ma anche le conseguenze (la caducazione “ex tunc” degli effetti del contratto).

Ne consegue che l’azione finalizzata all’accertamento della legittimità del suddetto recesso da un contratto con più parti deve essere esperita, similmente a quella di risoluzione giudiziale, nei confronti di tutti i contraenti, quali litisconsorti necessari, poiché un contratto unico non può divenire inefficace per alcuni dei soggetti che vi hanno partecipato e rimanere in vita per altri.

Cassazione civile sez. II, 31/01/2019, n.2969

Risoluzione per inadempimento

La disciplina dettata dal secondo comma dell’art. 1385 c.c., in tema di recesso per inadempimento nell’ipotesi in cui sia stata prestata una caparra confirmatoria, non deroga affatto alla disciplina generale della risoluzione per inadempimento, consentendo il recesso di una parte solo quando l’inadempimento della controparte sia colpevole e di non scarsa importanza in relazione all’interesse dell’altro contraente.

Pertanto, nell’ indagine sull’inadempienza contrattuale da compiersi al fine di stabilire se ed a chi spetti il diritto di recesso, i criteri da adottarsi sono quegli stessi che si debbono seguire nel caso di controversia su reciproche istanze di risoluzione, nel senso che occorre in ogni caso una valutazione comparativa del comportamento di entrambi i contraenti in relazione al contratto, in modo da stabilire quale di essi abbia fatto venir meno, con il proprio comportamento, l’interesse dell’altro al mantenimento del negozio.

Cassazione civile sez. I, 10/05/2019, n.12549

Ritenzione della caparra e domanda di recesso

Indipendentemente dalle richieste avanzate nell’atto di citazione dalla parte non inadempiente (nella specie: promissario acquirente di terreni di proprietà ella società convenuta) finalizzate a richiedere la risoluzione del contratto e la ritenzione della caparra confirmatoria, emerge la volontà dello stesso di avvalersi del meccanismo automatico del recesso di cui all’articolo 1385 c.c., poiché lo stesso ha formulato espressamente richiesta di ritenzione della caparra e non ha avanzato nessuna domanda di risarcimento danni, quale conseguenza del grave inadempimento posto in essere dalla società venditrice (nella specie: promissaria venditrice che indipendentemente da quanto pattuito nel contratto preliminare non stipulava il contratto definitivo), va da sé che la domanda di recesso, ancorchè non formalmente proposta, può ritenersi avanzata implicitamente in causa dalla parte adempiente, in quanto la declaratoria del diritto alla ritenzione della caparra incamerata è stata individuata quale unica ed esaustiva sanzione risarcitoria della dedotta inadempienza della società convenuta.

Tribunale Teramo, 28/11/2018, n.817

Caparra confirmatoria ed esercizio del diritto di recesso

La caparra confirmatoria, ex articolo 1385 del Cc, mira a liquidare convenzionalmente il danno da inadempimento in favore della parte non inadempiente che intenda esercitare il potere di recesso conferitole ex lege. Ne deriva che, qualora ciò non avvenga, la parte non inadempiente è legittimata a ritenere la caparra ricevuta ovvero ad esigere il doppio di quella versata; qualora, invece, detta parte preferisca agire per la risoluzione ovvero l’esecuzione del contratto, il diritto al risarcimento del danno va provato nell’an e nel quantum.

Nel caso di specie, i promittenti venditori non avevano esercitato il recesso ai sensi dell’art. 1385 del Cc, circostanza che li avrebbe abilitati a trattenere la caparra dalla parte inadempiente, bensì avevano preferito domandare, avendone la facoltà, la risoluzione del contratto per inadempimento del promittente acquirente, con la conseguenza che il risarcimento del danno era regolato dalle norme generali.

Corte appello Roma sez. II, 05/02/2018, n.697

Appropriazione indebita dell’importo corrisposto a titolo di deposito cauzionale

Integra il delitto di appropriazione indebita la condotta del promissario venditore che, in esecuzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare, si impossessa dell’importo corrisposto a titolo di “deposito cauzionale infruttifero” e non come acconto sul prezzo o come caparra confirmatoria. (In applicazione del principio la S.C. ha ritenuto immune da vizi la sentenza impugnata con la quale i giudici di merito avevano configurato il reato in questione, valorizzando il fatto che il contratto preliminare prevedeva che l’importo versato all’alienante sarebbe stato imputato a titolo di corrispettivo della vendita solo in sede di rogito, per cui, fino a quel momento, il denaro non era entrato nel patrimonio

Cassazione penale sez. II, 16/11/2017, n.54945

Condanna alla restituzione del doppio della caparra

Riguardo alla caparra confirmatoria, regolata dall’art. 1385 c.c., una domanda di recesso, ancorché non formalmente proposta, può ritenersi egualmente, anche se implicitamente, avanzata in causa dalla parte adempiente, quando la stessa abbia richiesto la condanna della controparte, la cui inadempienza sia stata dedotta come ragione legittimante la pronunzia di risoluzione del contratto, alla restituzione del doppio della caparra a suo tempo corrisposta quale unica ed esaustiva sanzione risarcitoria di tale inadempienza.

Cassazione civile sez. II, 27/09/2017, n.22657

Domanda risolutoria proposta in caso di prestazione di caparra confirmatoria

In tema di contratto preliminare, va qualificata in termini di declaratoria di risoluzione per inadempimento – soggetta, pertanto, alla relativa disciplina generale – e non quale esercizio del diritto di recesso, la domanda con cui la parte non inadempiente, che abbia conseguito il versamento della caparra, chieda, oltre alla risoluzione del contratto, la condanna della controparte al risarcimento di ulteriori danni; in tal caso, dunque, essa non può incamerare la caparra, che perde la sua funzione di limitazione forfetaria e predeterminata della pretesa risarcitoria e la cui restituzione è ricollegabile agli effetti propri della risoluzione negoziale, ma solo trattenerla a garanzia della pretesa risarcitoria o in acconto su quanto le spetta, a titolo di anticipo dei danni che saranno in seguito accertati e liquidati.

Cassazione civile sez. II, 08/09/2017, n.20957

Recesso per inadempimento del promissario acquirente

La somma di denaro che, all’atto della conclusione di un contratto preliminare di compravendita, il promissario acquirente consegna al promittente venditore a titolo di caparra confirmatoria, assolve la funzione, in caso di successiva risoluzione del contratto per inadempimento, di preventiva liquidazione del danno per il mancato pagamento del prezzo, mentre il danno da illegittima occupazione dell’immobile, frattanto consegnato al promissario, discendendo da un distinto fatto illecito, costituito dal mancato rilascio del bene dopo il recesso dal contratto del promittente, legittima quest’ultimo a richiedere un autonomo risarcimento.

Ne consegue che il promittente venditore ha diritto non solo a recedere dal contratto ed ad incamerare la caparra, ma anche ad ottenere dal promissario acquirente inadempiente il pagamento dell’indennità di occupazione dalla data di immissione dello stesso nella detenzione del bene sino al momento della restituzione, attesa l’efficacia retroattiva del recesso tra le parti.

Cassazione civile sez. III, 30/09/2016, n.19403



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube