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Decreto penale di condanna: ultime sentenze

30 Agosto 2019
Decreto penale di condanna: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: decreto penale di condanna; opposizione a decreto penale di condanna; pene pecuniarie e pene detentive; nullità del decreto penale di condanna. 

Qual è il termine per presentare opposizione a decreto penale di condanna? L’opposizione al decreto penale di condanna richiede formule sacramentali o vincolate? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Opposizione a decreto penale di condanna

L’opposizione a decreto penale di condanna costituisce un mezzo di impugnazione, e, pertanto, per la sua presentazione sono adottabili tutte le forme previste dagli articoli 582 e 583 del Cpp, tra cui la presentazione per mezzo incaricato e, quindi, anche per il tramite del servizio postale, ma in tal caso il referente temporale per valutare la tempestività dell’opposizione è dato dalla data di invio e non da quella di ricezione dell’atto.

Cassazione penale sez. VI, 19/06/2019, n.28025

Estinzione del reato conseguente al decreto penale di condanna

L’estinzione del reato conseguente al decreto penale di condanna prevista dall’art. 460 u.c.  c.p.p., è più favorevole rispetto all’estinzione conseguente lo svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità.

Ufficio Indagini preliminari La Spezia, 03/06/2019

Pena detentiva e pena pecuniaria

Il comma 1-bis dell’art. 459 c.p.p., introdotto dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, che, in relazione al decreto penale di condanna, ha previsto una deroga a quanto disposto dall’art. 135 c.p.p. in ordine al ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive, è norma processuale con effetti sostanziali, poiché implica un trattamento sanzionatorio più favorevole rispetto al precedente, pur se collegato alla scelta del rito, e si applica, quindi, anche nelle ipotesi in cui il decreto penale sia stato emesso precedentemente ma notificato nel vigore della richiamata disposizione, ai sensi dell’art. 2, comma 4, c.p.

Cassazione penale sez. III, 23/05/2019, n.30691

Giudizio di inaffidabilità del partecipante a gara pubblica

Il decreto penale di condanna opposto non è utilizzabile per il giudizio di inaffidabilità di un operatore economico partecipante ad una gara pubblica, ciò in quanto risulta impossibile ricollegare effetti vincolanti ad un accertamento sommario e privo di contraddittorio, quale è quello del decreto penale.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. I, 14/05/2019, n.576

Termine per presentare opposizione a decreto penale di condanna

Ricorre una situazione di fatto riconducibile ad una causa di forza maggiore, legittimante la restituzione nel termine per presentare opposizione a decreto penale di condanna ai sensi dell’art. 175 cod. pen., nel caso di grave incidente d’auto subito dall’unico difensore di fiducia dell’imputato che, ricevuta la nomina in proprio favore il giorno stesso dell’incidente, si sia trovato, in conseguenza di esso, nella materiale impossibilità di depositare detta nomina con l’atto di opposizione.

(In motivazione, la Corte ha aggiunto che, la brevità del termine per proporre l’opposizione rende inesigibile sia una costante verifica, da parte dell’imputato, dell’effettiva capacità del difensore di portare a compimento il mandato conferitogli, sia il dovere, da parte di questi, qualora affetto da grave patologia, di informare direttamente od indirettamente il primo dell’impossibilità di adempiere).

Cassazione penale sez. II, 17/04/2019, n.21726

Decreto penale di condanna: l’estinzione del reato

L’effetto estintivo del reato, giudicato con decreto penale di condanna, di cui all’articolo 460, comma 5, del codice di procedura penale, è impedita dalla commissione di un delitto nel termine di cinque anni (ovvero di una contravvenzione nel termine di due anni), decorrente tale termine dall’irrevocabilità del decreto, a condizione che l’ulteriore reato sia accertato con sentenza passata in giudicato, ancorché pronunciata oltre il quinquennio, in caso di delitto (ovvero il biennio, in caso di contravvenzione).

Cassazione penale sez. I, 28/03/2019, n.17411

Giudizio davanti al giudice monocratico

Nel giudizio che si svolge davanti al giudice monocratico a seguito di opposizione a decreto penale di condanna, il termine dilatorio per la comparizione della parte in giudizio è quello di trenta giorni, di cui agli artt. 464, comma 1, e 456, comma 3, c.p.p., e non quello di sessanta giorni previsto dall’art. 552, comma 3, stesso codice in funzione della valutazione circa la richiesta di accesso ai riti speciali, atteso che, in tal caso, la scelta di accedere o meno al rito alternativo deve essere stata già effettuata all’atto della opposizione al decreto penale.

(In motivazione, la Corte ha osservato che la previsione di un diverso termine a comparire è conforme ai canoni di cui agli artt. 3, 24, 27 e 111 Cost., sia in considerazione della differente posizione processuale dell’imputato citato a giudizio con rito ordinario rispetto all’opponente a decreto penale di condanna, sia in quanto il termine ridotto per la comparizione in giudizio riflette il differente grado della prova raccolta, che presuppone l’accesso alla fase dibattimentale attraverso il giudizio immediato).

Cassazione penale sez. II, 21/03/2019, n.20876

Richiesta di emissione del decreto penale di condanna

Non è abnorme l’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari rigetta la richiesta di emissione del decreto penale di condanna, disponendo la restituzione degli atti al pubblico ministero, per l’inosservanza del termine di sei mesi entro il quale l’istanza, a norma dell’art. 459, comma 1, cod. proc. pen., deve essere presentata.

Cassazione penale sez. II, 07/03/2019, n.21485

Opposizione a decreto penale di condanna: cosa è richiesto?

L’opposizione a decreto penale di condanna non richiede formule sacramentali o vincolate essendo sufficiente che risulti espresso, inequivocabilmente, l’intento di sottoporre l’atto impugnato a sindacato giurisdizionale.

(In applicazione del suddetto principio, la Corte ha annullato l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di applicazione concordata della pena, formulata nei termini per proporre opposizione a decreto penale di condanna senza manifestare esplicitamente la volontà di opporsi al decreto medesimo).

Cassazione penale sez. IV, 26/02/2019, n.13598

Nullità del decreto penale di condanna

In tema di procedimento per decreto, ove con l’atto di appello venga fatta valere la nullità del decreto penale revocato nel giudizio conseguente all’opposizione, l’interesse all’impugnazione deve essere valutato con riferimento alle statuizioni della sentenza di primo grado, assorbente il decreto, e non con riguardo alle statuizioni contenute nel decreto penale di condanna.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza d’appello che aveva escluso l’interesse dell’imputato a dedurre la nullità del decreto penale di condanna per l’omesso avviso della facoltà di richiedere la messa alla prova, non considerando che l’esito positivo della stessa avrebbe precluso al giudice di applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, di competenza infatti del Prefetto a norma dell’art. 224, comma 3, cod. strada).

Cassazione penale sez. IV, 14/02/2019, n.17659

Mancato avviso della facoltà di chiedere la sospensione del procedimento con messa alla prova

In tema di procedimento per decreto, la nullità del decreto penale di condanna che, privo dell’avviso della facoltà per l’imputato di chiedere, mediante l’opposizione, la sospensione del procedimento con messa alla prova, sia stato sì emesso prima dell’entrata in vigore della l. 28 aprile 2014, n. 67, ma notificato al destinatario in epoca successiva alla sentenza della Corte Costituzionale n. 201 del 2016, che ha dichiarato la parziale incostituzionalità dell’art. 460, comma 1, lett. e), c.p.p. nella parte in cui tale avviso non prevede – può essere eccepita alla prima udienza utile del giudizio instauratosi con l’opposizione successiva a detta pronuncia della Corte costituzionale, non incorrendo l’imputato nella preclusione di cui all’art. 464-bis, comma 2, cod. proc. pen., a condizione tuttavia che a tale eccezione segua la richiesta di messa alla prova.

(In motivazione, la Corte ha precisato che l’obbligo informativo, presidiato dalla sanzione di nullità, non può ridursi ad un mero requisito formale, essendo invece strumentale all’effettivo esercizio del diritto di difesa che si estrinseca nella stessa richiesta di accesso al beneficio altrimenti precluso).

Cassazione penale sez. III, 05/02/2019, n.14727

Rigetto della richiesta di decreto penale di condanna

Il provvedimento che rigetta la richiesta di sospensione del processo con messa alla prova per mancanza dell’attestazione della richiesta di programma trattamentale non implica il rigetto dell’opposizione alla definizione del processo con decreto penale di condanna.

Cassazione penale sez. IV, 28/11/2018, n.5449



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