Business | Articoli

Autovelox non tarato e Ztl non omologate: multe tutte nulle

7 Marzo 2018 | Autore:
Autovelox non tarato e Ztl non omologate: multe tutte nulle

Se l’autovelox non è stato tarato o l’avvenuta taratura non è indicata nel verbale la multa è nulla. Analogo discorso vale per l’omologazione delle apparecchiature Ztl. Ecco quando si può dire addio alle multe per eccesso di velocità o per accesso in Ztl

Chi riceve una multa per eccesso di velocità dovrebbe verificare con attenzione quando e come l’apparecchio che ha rilevato l’infrazione, vale a dire l’autovelox, è stato tarato. Non solo, chi ha ricevuto una multa per eccesso di velocità farebbe bene a controllare se nel relativo verbale sia o meno indicato l’avvenuto adempimento di taratura dell’autovelox che rende lo stesso affidabile per il rilevamento dell’eventuale infrazione commessa. Ciò in quanto la sanzione amministrativa irrogata per eccesso di velocità è da annullare se a segnalare il superamento del limite di velocità è un autovelox non sottoposto a taratura periodica. Ma non è tutto. Ed infatti, non solo è indispensabile il controllo periodico dell’apparecchio che rivela le infrazioni al Codice della Strada, ma è altresì necessario che nel verbale sia indicato l’avvenuto adempimento di taratura che rende, di conseguenza, affidabile il rilevamento dell’autovelox. In mancanza, la multa è nulla. Ad affermarlo è stata la Corte di Cassazione con una recentissima pronuncia [1].

Analogo discorso vale per quanto concerne l’occhio elettronico Ztl. Qui, però si parla più precisamente di omologazione. In effetti, anche l’accertamento delle infrazioni rilevate nelle zone a traffico limitato devono essere necessariamente accertate con macchinari omologati e gestiti da società a ciò autorizzate. Diversamente, la multa può essere tranquillamente “accartocciata” dall’automobilista.

Ciò premesso, procediamo con ordine e spieghiamo meglio perché in caso di autovelox non tarato o di un’apparecchiatura Ztl non omologata le multe sono tutte nulle e non dovranno, pertanto, essere pagate.

Autovelox non tarato: le multe sono nulle

Come anticipato, se a  segnalare il limite di velocità è un autovelox non sottoposto a taratura periodica, la relativa sanzione amministrativa dovrà essere annullata. Di fatti, l’assenza di verifiche periodiche di taratura e funzionamento può compromettere e pregiudicare l’affidabilità degli autovelox; di talché  – come ha avuto modo di sottolineare anche la Corte di Cassazione nella sentenza sopra citata – l’omesso controllo delle apparecchiature è da considerarsi «intrinsecamente irragionevole». Sul punto, quindi, prima di “rassegnarsi” a pagare una multa per eccesso di velocità, è importante verificare con attenzione quando e come l’apparecchio che ha rilevato l’infrazione è stato tarato. Non solo, chi ha ricevuto una multa per eccesso di velocità farebbe bene a controllare se nel relativo verbale sia o meno indicato l’avvenuto adempimento di taratura dell’autovelox che rende lo stesso affidabile per il rilevamento dell’eventuale infrazione commessa. In assenza di indicazioni sul verbale, infatti, la multa sarà parimenti annullabile. Addio , dunque, alle multe per eccesso di velocità se il verbale non riporta l’avvenuta taratura dell’autovelox.

Autovelox: niente multa se il verbale non indica la taratura

Dopo la rivoluzionaria sentenza del 2015 della Corte Costituzionale [2] che ha dichiarato illegittime tutte le multe con autovelox non sottoposti a revisione annuale (ossia la «taratura»), arriva ora una sentenza della Corte di Cassazione a scuotere le regole sulle contravvenzioni stradali per eccesso di velocità. La Cassazione, nell’agganciarsi a quanto detto nel 2015 dalla Corte Costituzionale, ha appena aggiunto un ulteriore tassello: non basta che l’apparecchio sia stato sottoposto a controllo periodico, ma di ciò deve essere dato atto anche nel verbale. Quindi, occhio al verbale: se il verbale non riporta l’avvenuta taratura dell’autovelox la multa è nulla. Come dire: non deve essere il cittadino, una volta ricevuta la contravvenzione, a doversi informare se l’apparecchio che lo ha fotografato era o meno a norma di legge; è invece compito degli agenti documentare che le operazioni di revisione siano state fatte meno di un anno prima.

Ztl non omologata: le multe sono tutte nulle

Con particolare riferimento alla tematica delle multe Ztl è importantissimo sapere che con una recentissima sentenza [3], il Giudice di Pace di Milano ha annullato tutti i verbali impugnati da un automobilista transitato innumerevoli volte sotto l’occhio elettronico Ztl. Le multe, però, erano state elevate mediante l’utilizzo di un’apparecchiatura non omologata. Risultato: multe tutte nulle.

La zona interessata dalla decisione è sita a Milano in un punto molto centrale ed è nota come “Area C” e Cerchia dei Bastioni. Le infrazioni rilevate nella zona in parola, infatti, vengono tutte “accertate” mediante l’utilizzo di un’apparecchiatura non omologata e gestita da una società non più esistente. Del tutto lacunosa si rivela, inoltre, la segnaletica che dovrebbe contenere, invece, indicazioni chiare e complete a tutela e garanzia degli utenti della strada.

Il Giudice di Pace di Milano, dunque, ha ritenuto questi (ed altri) quali validi motivi per annullare i verbali e consentire agli automobilisti di “accartocciare” le multe. È evidente che tale situazione riguardi numerosi automobilisti che transitano ogni giorno nel centro di Milano. Vediamo, quindi, quali sono i motivi che rendono nulle le multe Ztl nella c.d. Area C di Milano. Ovviamente, tali principi, qualora sussistenti in altre zone di Italia, potranno parimenti esser fatti valere al fine di contestare le multe.

Dispositivi Ztl: l’invalidità dell’omologazione

Tralasciando i motivi più prettamente procedurali e concernenti la irritualità delle notifiche dei verbali impugnati, è bene soffermarsi innanzitutto sull’invalidità dell’omologazione dei dispositivi Ztl in parola.

Nella zona di riferimento, infatti, le violazioni vengono “accertate” mediante l’utilizzo di un’apparecchiatura non omologata e gestita da una società che giuridicamente non esiste (!). Più nel dettaglio, si tratta degli impianti denominati  O² CR Citypass. Ebbene, detti impianti risultano tutti omologati nel lontano 2006 in virtù di un decreto [4] emesso nei confronti di una società [5] che ad oggi non esiste più. Evidente, quindi, la nullità dei verbali impugnati. In essi, invero, si fa riferimento ad un’omologazione (risalente al 2006 e, dunque, a dir poco vetusta) ottenuta da una società che non esiste più da oltre 4 anni.

Ma non è tutto.

L’omologazione del sistema per la rilevazione degli accessi Ztl nell’ Area C di Milano è affetta da una nullità ancor più grave. Essa, infatti, è stata oggetto di plurimi trasferimenti illegittimi. Secondo la legge [6], infatti la omologazione o la approvazione di prototipi è valida solo a nome del richiedente e non è trasmissibile a soggetti diversi. Nel caso di specie, invece, non solo – come sottolineato sopra –  il c.d. richiedente non esiste più, ma l’omologazione (al fine di celare la predetta inesistenza) è stata, altresì, oggetto di plurime trasmissioni illegittime (facilmente rilevabili, queste ultime, dallo studio dei Decreti Dirigenziali cui fanno riferimento le multe).

Ztl: requisito della necessaria distanza minima

Le multe contestate, inoltre, non rispettano i requisiti della necessaria distanza minima che deve sussistere tra la segnaletica di avvertimento e lo strumento di rilevazione dell’accesso Ztl, che – in questo modo – viene a trasformarsi in una vera e propria “trappola” ai danni del conducente privato di qualsivoglia spazio di manovra.

Infatti, in tema di distanza tra segnaletica di avvertimento e dispositivo di rilevamento, la legge [7] stabilisce che lo spazio minimo di avvistamento dei segnali di prescrizione è di 80 metri. Tale distanza consente all’automobilista di percepire i segnali stradali e le loro prescrizioni sia di giorno che di notte. Tra il segnale ed il conducente, inoltre, deve esserci uno spazio libero da ostacoli che consenta al “presunto trasgressore” di rappresentarsi  l’illiceità della sua condotta.

Orbene, la segnaletica presente sui luoghi in cui sono state accertate le asserite violazioni è tale da rendere disagevole per l’automobilista individuare la presenza della Ztl. Inoltre, a causa della eccessiva prossimità del segnale di avvertimento alla telecamera di rilevamento, il conducente anche nell’ipotesi in cui riesca a rilevare la presenza del relativo divieto, non avrebbe né il tempo adeguato per individuare il punto esatto in cui inizia il rilevamento della delimitazione del traffico, né lo spazio per retrocedere e/o arrestare il proprio transito (senza peraltro essere un pericolo per gli altri utenti della strada) così da evitare di soggiacere alla sanzione prescritta.

Inoltre, nella zona di riferimento (e chi ci transita tutti i giorni lo sa!) la segnaletica in questione è del tutto inidonea e insufficiente a spiegare i suoi effetti di avvertimento agli utenti della strada: è collocata in corrispondenza di intersezioni ed è talmente pregna di prescrizioni, immagini e informazioni da non essere agevolmente e prontamente comprensibile da un automobilista che transita alla velocità cittadina consentita. Piuttosto, la lettura integrale delle prescrizioni contenute e la loro comprensione imporrebbe all’autista di arrestare il transito!

Ztl Milano: da quale ordinanza è stata istituita?

Le multe contestate sono nulle anche perché omettono di indicare l’ordinanza che ha istituito la ZTL e ha, dunque, limitato l’accesso all’area.  Ebbene, tale omissione impedisce all’automobilista di poter conoscere quale Autorità amministrativa ha assunto la relativa determinazione e di verificarne il contenuto oltreché la sua legittimità. Di contro, la corretta e puntuale indicazione degli estremi dei provvedimenti che circoscrivono le zone a traffico limitato dovrebbe essere una prassi costante della Pubblica Amministrazione.

Multe Ztl Milano nulle: al via i ricorsi

Come anticipato, il Giudice di Pace di Milano ha ritenuto questi (ed altri) quali validi motivi per annullare i verbali e consentire agli automobilisti di non pagare le multe. È evidente che tale situazione riguardi numerosi automobilisti che transitano ogni giorno nella zona interessata.  È chiaro, inoltre, che questa decisione costituisce un precedente importante che darà il via a innumerevoli ricorsi.


note

[1] Cass. ord. n. 5227 del 06.03.2018.

[2] C. Cost. sent. n. 113/2015 che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 45, comma 6, del codice della strada per contrasto con l’articolo 3 della Costituzione.

[3] GdP Milano, sent. n.  6239 del 14.07.2017.

[4] Decreto del Direttore Generale Motorizzazione n. 25506 del 09/08/2006.

[5] Tale ELSAG S.p.A. Ed invero, a seguito di tutta una serie di vicende societarie (meglio rilevabili dal Decreto Dirigenziale n. 2617 del 13.05.2013) detta società (avente illo tempore sede in Genova, alla Via G. Puccini n. 2) ha cessato di esistere per intervenuta fusione mediante incorporazione nella società “SELEX ES Spa”, con sede legale in Roma, alla Via Piemonte n. 60.

[6] Art. 192, comma 5, Dpr n. 495 del 16.02.1992.

[7] Art. 79 Dpr n. 495 del 16.02.1992.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

Rispondi a Romina Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube