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Governo Pd-M5S: sì al Conte-bis

26 Agosto 2019 | Autore:
Governo Pd-M5S: sì al Conte-bis

Zingaretti e Di Maio trovano l’accordo, dopo che nel pomeriggio stava per saltare tutto. Intesa sul premier, al lavoro per ministri e programma.

La notizia dell’accordo tra Pd-M5S non è stata data i diretti interessati alla fine del colloquio con Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. L’ha resa nota, invece, Matteo Salvini poco meno di un’ora prima del vertice a tre nella sede del governo, ha convocato i giornalisti per alzare bandiera bianca. Salvini, che ha ammesso contatti con Di Maio negli ultimi giorni, ha dato per stabilita la nascita del Governo Pd-M5s, il che vuol dire che le trattative tra i vecchi alleati erano già finite.

E, infatti, dopo un pomeriggio in cui la trattativa tra grillini e dem sembrava naufragare, dopo che il Quirinale aveva chiesto di stringere i tempi e di dare un’indicazione alla vigilia delle nuove consultazioni, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle si presenteranno alle consultazioni davanti al presidente della Repubblica con un nuovo Governo. Presieduto da Conte. Perché, alla fine, il Pd ha ceduto alla richiesta dei grillini. Il tutto, al culmine di un vertice nella sede del Governo tra gli stessi Zingaretti e Di Maio insieme a Conte – appena sbarcato dal G7 di Biarritz – e al vicesegretario del Pd Andrea Orlando.

Un vertice nel corso del quale il capo politico dei Democratici avrebbe posto, però, un paio di condizioni: la prima, abbassare le tasse al ceto medio-basso. La seconda, di non aumentare l’Iva. Per arrivare a quest’ultimo obiettivo, Zingaretti avrebbe parlato di una manovra di circa 30 miliardi di euro.

Ora si lavora alla composizione del Governo e al programma da presentare in Parlamento quando sarà il momento di chiedere la fiducia. Un programma sul quale anche Sergio Mattarella vorrà avere qualche anticipazione mercoledì, quando le delegazioni del Pd e del M5S arriveranno separatamente al Quirinale per il secondo giro di consultazioni. Zingaretti sarà al Colle alle 16, Di Maio tre ore più tardi.

Sia il programma sia il nuovo Esecutivo, ha ribadito il segretario dei Democratici, dovranno essere all’insegna della discontinuità. Poco prima della mezzanotte Il Pd ha escluso che Nicola Zingaretti possa far parte del Governo giallorosso. Il bisogno di cambiare rotta è sentito anche all’interno del Movimento 5 Stelle. Un gruppo di parlamentari pentastellati, infatti, vorrebbe rinnovare alcuni ministeri, come quelli di Alfonso Bonafede (Giustizia) e di Riccardo Fraccaro (Rapporti con il Parlamento). Al loro posto verrebbero ben visti gli attuali capigruppo al Senato e alla Camera, Francesco D’Uva e Stefano Pattuanelli.

Già nel tardo pomeriggio Zingaretti si era detto ottimista sul negoziato col Movimento. Vero è che restava una certa rigidità da parte sua sulla premiership, ma è altrettanto vero che poco dopo è apparso di tutt’altro umore. «Finalmente il confronto è partito», aveva detto alla fine del primo incontro di oggi a Palazzo Chigi con Di Maio. «Siamo sulla strada giusta, penso di poter chiudere questo accordo».



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