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I diritti dei disabili

28 Agosto 2019 | Autore:
I diritti dei disabili

Assistenza, scuola, lavoro, detrazioni e deduzioni, Iva agevolata, voto a domicilio, sconti sulle bollette, esenzioni: tutti i benefici previsti dalla legge.

«Le disabilità invisibili trasformano in fantasmi chiunque si trovi a doverle fronteggiare. Non tutte le malattie o le patologie croniche si mostrano al mondo con il decadimento fisico o necessitano dell’uso di ausili ma, in questo nostro mondo che vive di apparenza, di perfezione estetica, di giudizi superficiali e di etichette, qualsiasi cosa che non è possibile identificare o classificare a colpo d’occhio è causa di dubbio. Ricordatevi sempre di pensare prima di aprire bocca, perché chiunque potrebbe, in quel preciso momento, combattere in silenzio una battaglia, una battaglia che già rende vulnerabili e particolarmente ricettivi. Evitate di fare figure pietose semplicemente per sentirvi grandi e brillanti, perché, alla fine, i veri diversamente abili, in questo caso siete voi». Questo è il riassunto di un post che un utente di Facebook ha pubblicato sulla disabilità e che coglie pienamente nel segno: spesso non è tanto la legge a trascurare i diritti dei disabili quanto chi non vive quella situazione a ignorare le difficoltà, apparente o meno, di chi «si trova a combattere in silenzio una battaglia che rende vulnerabili».

Non tutte le disabilità, come recita quel post, sono visibili. Per questo motivo, parlare di diritti dei disabili significa parlare di ciò a cui ha diritto non solo chi ha una disabilità evidente (chi sta su una sedia a rotelle, chi ha la sindrome di Down, ecc.) ma chi apparentemente si mostra come tutti gli altri ma porta il male dentro di sé. È il caso di chi ha una patologia psichica, di chi soffre di anoressia o di bulimia, di chi ha un male cronico chiuso in un corpo dalle sembianze, detto in modo improprio, «normali».

I diritti dei disabili vanno, dunque, rispettati nell’approccio sociale quotidiano. Ma occorre anche guardare a ciò che dice la legge, ai benefici, ai provvedimenti presi per rendere la loro vita più agevole. Dai primi anni di vita fino alla pensione, dalle detrazioni per l’acquisto dei mezzi di trasporto adattati alle loro esigenze allo sconto dell’Iva, dall’esenzione dal pagamento del ticket sanitario all’assegno di invalidità o di inabilità, dalle condizioni in un disabile può o deve lavorare agli sconti sulle bollette delle utenze. Ecco, dunque, la guida ai diritti dei disabili.

Chi è il disabile per la legge?

Stando a quanto stabilito dalla legge [1], per disabile si intende quella persona con una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabile o progressiva, in grado di compromettere negativamente l’apprendimento, le relazioni e l’inserimento e l’integrazione nel mondo del lavoro e nella società.

In ambito lavorativo, invece [2], viene ritenuto disabile:

  • chi ha una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 45% per una minorazione fisica, psichica o sensoriale oppure per una disabilità intellettiva;
  • chi ha una riduzione della capacità lavorativa del 33% per invalidità da lavoro;
  • i non vedenti o non udenti;
  • gli invalidi di guerra.

La riduzione della capacità lavorativa viene espressa in percentuali che, a loro volta, stabiliscono i diritti dei disabili. Nello specifico, viene considerato invalido chi ha almeno il 33% di riduzione della capacità. In questo caso, l’interessato ha diritto ad avere gratuitamente dei presidi sanitari. Inoltre:

  • il 45%: dà diritto a far parte delle categorie protette per l’inserimento agevolato nel mondo del lavoro;
  • il 50%: da diritto a congedi per cure mediche, sempre che siano contemplati dai contratti nazionali di categoria;
  • il 66%: dà diritto all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario per visite ed esami;
  • il 74%: dà diritto all’assegno mensile il cui importo varia a seconda del reddito;
  • il 100%: dà diritto alla pensione di inabilità il cui importo varia se ci sono delle rendite e può scendere fino al 50% se il paziente disabile è ricoverato in una struttura sanitaria pubblica. Inoltre, se a questa percentuale di invalidità si aggiunge l’impossibilità di deambulare o riguarda una patologia psichica come il morbo di Alzheimer che impedisce di svolgere gli atti quotidiani della vita, dà diritto all’assegno di accompagnamento.

Se hai una determinata patologia e vuoi sa pere quale percentuale di invalidità di deve essere riconosciuta, leggi questa guida oppure quest’altra: trovi le tabelle con tutte le malattie invalidanti e tutti i punteggi.

Le agevolazioni sono previste per chi ha un’età compresa tra 18 e 65 anni. Chi non arriva al minimo o supera il massimo di questa soglia gode, comunque, dei particolari benefici per i minori o per le persone anziane. La domanda e va trasmessa telematicamente all’Inps insieme al certificato medico che attesta la malattia. In questo articolo trovi tutta la procedura per chiedere lo status di disabile che dà diritto alle agevolazioni.

I diritti dei disabili a scuola

Scendendo nei particolari dei diritti dei disabili, partiamo dall’età più giovane con le agevolazioni previste per chi frequenta la scuola.

Per gli studenti con disabilità e per le loro famiglie, la legge prevede:

  • l’integrazione agevolata nel contesto scolastico grazie ad un profilo dinamico dell’alunno elaborato dall’istituto e ad un piano educativo personalizzato con verifica dei progressi del ragazzo;
  • l’esonero delle tasse scolastiche per chi è iscritto dal primo al terzo anno di istruzione secondaria di secondo grado. È possibile non pagare le altre tasse in base al reddito. Se l’invalidità è pari a due terzi, c’è l’esenzione dalle tasse universitarie. Tuttavia, alcune facoltà possono disporre degli esoneri per percentuali inferiori;
  • il trasporto da casa a scuola e viceversa a carico del Comune per gli studenti con disabilità che frequentano dalla materna alle medie ed a carico delle Province per chi è iscritto alle superiori o all’università;
  • l’assistenza di base da parte della scuola e l’assistenza specialistica per autonomia e comunicazione da parte dei Comuni fino alle medie. Dalle superiori in poi, tale assistenza è a carico delle Province. L’Asl deve rispondere nel caso occorra del personale paramedico o parasociale per garantire l’assistenza;
  • la sezione scolastica distaccata in ospedale quando lo studente debba essere ricoverato anche in regime di day hospital;
  • l’istruzione domiciliare quando lo studente debba ricevere delle terapie a domicilio che impediscono di frequentare le lezioni a scuola per non più di 30 giorni;
  • i sussidi didattici e le attrezzature che occorrono per l’integrazione scolastica. Fino alle medie, gli arredi necessari sono a carico dei Comuni mentre per le superiori sono a carico delle Province;
  • la partecipazione alle visite didattiche con il supporto di un insegnante di sostegno o, nella secondaria di secondo grado, di un compagno di classe.

I diritti dei disabili al lavoro

In ambito lavorativo, come detto, i diritti dei disabili partono dal riconoscimento della percentuale di riduzione della capacità lavorativa di almeno il 45%. In questo modo, possono entrare a far parte delle categorie protette per avere un accesso agevolato al mondo occupazionale.

Inoltre, i lavoratori disabili o le loro famiglie hanno diritto a:

  • due ore di permesso retribuito al giorno per il padre o per la madre di un bambino disabile fino al terzo anno di età oppure un’ora retribuita al giorno se l’orario di lavoro del genitore è di sei ore;
  • tre giorni di permesso retribuito ogni mese per il padre o per la madre di un bambino disabile dopo i tre anni di età del figlio (anche quando quest’ultimo è maggiorenne). Possono usufruire di questi permessi anche altri parenti o affini fino al terzo grado sempre che dimostrino di garantire l’assistenza in via esclusiva e continuativa;
  • 10 o 11 mesi di congedo parentale prolungato per il padre o per la madre di un bambino disabile fino agli 8 anni di età del figlio. Il congedo arriva a tre anni se il bambino soffre di handicap grave e non è ricoverato in un centro specializzato. Il genitore percepisce durante il congedo il 30% della retribuzione;
  • due anni di congedo retribuito (continuativi oppure frazionabili) per il padre o per la madre oppure, in caso di loro decesso, per un fratello o una sorella della persona disabile;
  • prepensionamento per il disabile o per chi lo assiste, purché abbia almeno 63 anni, non prenda una pensione diretta, abbandoni qualsiasi lavoro e maturi entro il 31 dicembre 2019 almeno 30 anni di contributi (36 per le mansioni gravose) con uno sconto massimo di due anni per le madri. Chi presta assistenza (i caregiver familiari) può chiedere la pensione anticipata per il coniuge, parte dell’unione civile o parente di primo grado convivente della pensiona invalida (in questo articolo tutte le informazioni su come accedere all’Ape social).

I diritti dei disabili verso il Fisco

Diversi i diritti dei disabili nei confronti del Fisco. Le principali agevolazioni consistono in detrazioni e deduzioni su determinate spese.

Per l’acquisto di un’auto, il cittadino disabile ha diritto a:

  • la detrazione del 19% sulle spese per l’acquisto e l’adattamento del veicolo;
  • l’Iva agevolata al 4%;
  • l’esenzione dal pagamento del bollo auto e delle tasse sul passaggio di proprietà quando acquista una macchina usata.

Inoltre, si ha diritto al contrassegno per la sosta negli spazi riservati ai portatori di handicap e per l’ingresso e la circolazione nelle zone a traffico limitato. Occorre fare domanda al Comune allegando il certificato rilasciato dall’Asl. Il contrassegno ha una validità di 5 anni. Oltre alla sosta negli appositi spazi, consente anche l’ingresso e la circolazione nelle zone a traffico limitato.

Si hanno dei benefici anche quando si ha dei figli a carico. Ci sono delle detrazioni in base al reddito, sempre che non venga superato il tetto dei 95mila euro annui. L’agevolazione è:

  • di 1.620 euro quando il figlio è minore di 3 anni;
  • di 1.350 euro quando il figlio ha un’età pari o superiore a 3 anni;
  • di 200 euro in più per ciascun figlio a partire dal primo quando si ha più di 3 figli a carico.

I disabili hanno diritto ad ulteriori detrazioni del 19% sulle spese per:

  • l’assistenza personale, su un totale di 2.100 euro e per redditi complessivi inferiori a 40mila euro;
  • le spese mediche specialistiche per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro;
  • trasporto medico in ambulanza;
  • acquisto di poltrone per non deambulanti;
  • acquisto di arti artificiali;
  • abbattimento di barriere architettoniche;
  • adattamento dell’ascensore alla carrozzella;
  • acquisto di sussidi tecnici o informatici;
  • mezzi per l’accompagnamento, la deambulazione o il sollevamento;
  • interpretariato per sordomuti;
  • acquisto e mantenimento di un cane guida per non vedenti fino ad un importo forfettario di 516,46 euro.

C’è una detrazione del 19% anche sulle spese per le polizze assicurative che coprono i rischi di:

  • morte;
  • non autosufficienza;
  • invalidità permanente pari o superiore al 5% derivante da qualsiasi causa.

Le detrazioni per le polizze assicurative vengono riconosciute in questi termini:

  • 530 euro di detrazione per polizze su morte o invalidità permanente;
  • 750 euro per polizze su morte di persone con disabilità grave;
  • 291,14 euro al netto dei premi per rischio morte o invalidità permanente per le polizze su non autosufficienza.

Non solo detrazioni fiscali, ma anche deduzioni. Queste ultime interessano:

  • le spese mediche in caso di grave e persistente disabilità;
  • le spese mediche ed infermieristiche in caso di ricovero del disabile in un centro specializzato;
  • i contributi versati agli assistenti domiciliari e personali per un massimo di 2.100 euro.

Infine, sempre da un punto di vista fiscale, i diritti dei disabili prevedono delle agevolazioni in caso di successione o donazione ricevuta. In questi casi:

  • l’imposta dovuta dall’erede o dal beneficiario della donazione viene applicata solo sulla parte che supera i 1.500 euro;
  • c’è l’esenzione dall’imposta su donazioni e successioni per beni e diritti conferiti in trust o gravati da vincolo di destinazione, oltre che per quelli che vanno a finire in fondi speciali a favore dei disabili gravi. A condizione, però che le uniche ed esclusive finalità siano l’inclusione sociale, l’assistenza e la cura dei destinatari con grave disabilità.

Se ti interessa approfondire l’elenco delle agevolazioni fiscali per i disabili, ti consigliamo di leggere questa nostra guida.

I diritti dei disabili sulle bollette

Tra i diritti dei disabili ci sono anche gli sconti sulla bolletta della luce e su quella telefonica.

La bolletta della luce

Per quanto riguarda la bolletta elettrica, i disabili costretti all’uso di apparecchiature elettromedicali possono beneficiare di uno sconto quando l’Asl certifica il bisogno di dispositivi:

  • di supporto alla funzione cardiorespiratoria (apparecchi di ventilazione notturna), renale (attrezzature per dialisi) o alimentare;
  • per la prevenzione e la terapia di piaghe da decubito;
  • di trasporto e per il sollevamento (carrozzine elettriche, sollevatori mobili, ecc.).

È possibile beneficiare dello sconto presentando questo modulo accompagnato dal certificato dell’Asl in cui si attesti:

  • una situazione di grave condizione di salute;
  • il bisogno di dispositivi elettromedicali per supporto vitale;
  • quale tipo di attrezzatura e per quante ore di utilizzo;
  • l’indirizzo in cui l’apparecchio viene installato ed utilizzato.

Alla domanda e al certificato occorre allegare:

  • documento di identità;
  • codice fiscale;
  • codice Pod della bolletta della luce.

Serve anche indicare la potenza di energia elettrica impegnata o disponibile, poiché in base a questo valore varia l’importo dell’agevolazione:

  • fino a 3 kW: bonus da 204 a 486 euro;
  • oltre i 3 kW: bonus da 478 a 732 euro.

Lo sconto viene applicato direttamente sulla bolletta. Non coinvolge, però, il canone Rai: anche i non vedenti o i non udenti devono pagare l’abbonamento alla televisione.

La bolletta del telefono

I disabili hanno diritto alla riduzione del canone mensile dell’abbonamento telefonico pari al 50%. Lo sconto viene applicato al nucleo familiare in cui è presente un invalido civile oppure:

  • un titolare di pensione sociale;
  • un anziano sopra i 75 anni;
  • un capofamiglia disoccupato.

Per avere diritto all’agevolazione sul canone telefonico, però, occorre avere un Isee non superiore a 6.713,93 euro e presentare ogni anno la richiesta. I sordomuti hanno diritto all’esenzione totale.

I diritti dei disabili sul trasporto aereo

I disabili hanno dei diritti particolari anche quando devono viaggiare in aereo. Esiste un Regolamento europeo in materia [3] che detta le regole per rendere più agevole alle persone con disabilità il ricorso di questo mezzo di trasporto. In particolare:

  • la compagnia, il tour operator o l’agenzia di viaggi a cui si è rivolto il disabile per la prenotazione del volo deve comunicare al gestore degli aeroporti interessati (partenza, eventuale scalo e arrivo) della presenza del portatore di handicap in modo tale che venga prestata assistenza. L’imbarco può essere negato solo se non c’è più un posto disponibile per il disabile o per giustificati motivi di sicurezza;
  • il disabile ha il diritto di essere preso in carico dal personale dell’aeroporto al punto di chiamata prefissato, di essere aiutato a fare il check-in e di essere accompagnato all’imbarco;
  • il passeggero con disabilità ha il diritto di poter imbarcare fino a due attrezzature utili alla sua mobilità o di essere accompagnato in cabina durante il volo da un cane guida;
  • il disabile ha il diritto di essere assistito durante il viaggio dall’equipaggio, il quale deve aiutare il passeggero, se fosse necessario, ad aprire le confezioni di cibo, ad accompagnarlo in bagno o a supportarlo in altre situazioni di bisogno.

I diritti dei disabili in condominio

In un contesto condominiale, quali sono i diritti dei disabili? Bisogna sempre fare i conti con il vicinato, cioè con gli altri abitanti dello stabile. Se questi non sono d’accordo, non è possibile chiedere che vengano fatti dei lavori per abbattere le barriere architettoniche nell’edificio, come ad esempio la costruzione di rampe o l’installazione di montacarichi o ascensori.

Questo perché la legge riconosce il diritto di maggioranza. Quindi, per effettuare quei lavori deve essere la maggior parte dei presenti all’assemblea che rappresentino almeno la metà del valore del condominio.

Quello che il disabile può fare è pagare di sua iniziativa le spese necessarie ad agevolare la sua mobilità nell’immobile. In questo caso non dovrà nemmeno chiedere l’autorizzazione ma soltanto informare l’amministratore il quale, a sua volta, ne darà comunicazione agli altri vicini. Gli unici permessi che dovrà avere in mano sono quelli rilasciati dal Comune per procedere ai lavori.

I diritti dei disabili ed il voto

La legge impedisce che venga negato ai disabili il diritto di voto. Anzi, impone che ci sia un aiuto alle persone con disabilità affinché possano esercitare il loro diritto di esprimersi alle urne.

I non vedenti o coloro che a causa di una disabilità non hanno l’uso delle mani possono ricorrere al voto assistito, sempre che tale minorazione sia dimostrata con la documentazione medica che l’Asl rilascia a titolo gratuito. Se la menomazione è permanente, è possibile chiedere all’ufficio elettorale di segnalarlo sulla scheda elettorale. Ai non vedenti è consentito esibire soltanto il libretto nominativo dell’Inps.

In altri casi, si ha il diritto al voto a domicilio. Si tratta dei disabili:

  • con gravissime patologie che, per tale motivo, non possono allontanarsi dalla loro abitazione nemmeno con l’aiuto dei servizi previsti dalla legge;
  • che dipendono in modo continuativo e vitale da apparecchiature elettromedicali e che, per questo motivo, non possono allontanarsi dalla loro abitazione.

Sarà necessario certificare tali condizioni attraverso l’attestato sanitario rilasciato gratuitamente dall’Asl non più tardi di 45 giorni prima della data della votazione. Le persone che non possono essere trasportate devono avere una prognosi non inferiore a 60 giorni dal momento in cui viene rilasciato il certificato.

La richiesta di voto domiciliare va presentata in Comune fino a 15 giorni prima delle elezioni, allegando:

  • copia della tessera elettorale;
  • copia di un documento di identità;
  • documentazione sanitaria rilasciata dall’Asl.

Per approfondire, leggi la nostra guida su come votare da casa.

note

[1] Art. 3 legge 104/1992 del 05.02.1992.

[2] Art. 1 co. 1 legge n. 68/1999 del 12.03.1999.

[3] Regolamento Ue 1107/2006.


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