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Finanziaria 2020: sarà lacrime e sangue?

27 Agosto 2019
Finanziaria 2020: sarà lacrime e sangue?

Legge di Bilancio senza regali, ma con grandi ristrettezze: il prossimo governo potrebbe macchiarsi di impopolarità.

Legge di Bilancio a ostacoli e con numerose insidie. Se anche non sarà lacrime e sangue, il popolo non dovrà attendersi regali. Certo, l’Europa ci potrebbe accordare qualche “sconto”, anche per l’eventuale abbandono di una politica sovranista che ci aveva allontanato dagli altri partner. Non sforamenti, ma maggiore fiducia.

Come scrive la nota stampa di Adnkronos, ci sono purtroppo pochi margini di manovra per la finanziaria 2020. Considerando le risorse necessarie per evitare l’aumento Iva, pari a 23,1 miliardi di euro, e le spese indifferibili, che possono variare tra 4 e 5 miliardi di euro, sul registro in ‘partita doppia’ sono segnati già 27/28 miliardi di uscite. Poi, ci sono le misure che potrebbero variare a seconda di chi dovrà compilare la prossima finanziaria. Il taglio del cuneo fiscale, al momento, è il capitolo in pole position, accompagnato da interventi green, per il Sud, infrastrutture e scuole, nel caso di un governo giallo-rosso.

Se, invece, sarà la Lega a decidere cosa inserire nel pacchetto di interventi da mettere in campo per il prossimo anno, tra le priorità c’è sicuramente l’introduzione della flat tax per i redditi Irpef e l’accelerazione per i redditi Ires, attraverso la riduzione della scalettatura attualmente prevista. Altro annuncio fatto dal carroccio riguarda l’intenzione di tagliare le tasse sugli immobili, a partire dalla Tasi.

Dal lato delle entrate, si potrebbe considerare la flessibilità che l’Ue potrebbe concedere, considerata la delicata situazione economica internazionale. Si parla dello 0,4% o 0,5% del pil, che corrisponde a 6,8/8,5 miliardi di euro. A cui bisognerebbe aggiungere un altro 0,18% di pil per gli interventi contro il dissesto idrogeologico e la ricostruzione del ponte Morandi (altri 3 miliardi). Il totale, che potrebbe variare tra i 9,8 e 11,5 miliardi, non sarebbe sufficiente per garantire la copertura delle misure. Potrebbe, però, entrare in gioco quota 100, o meglio le risorse destinate alla misura.

Si tratta di circa 8 miliardi di euro, che potrebbero essere ‘liberati’ nel caso di un nuovo esecutivo senza Lega. Il totale delle entrate salirebbe così a 17,8/19,5 miliardi di euro.

All’appello mancherebbero ancora una decina di miliardi per arrivare alla cifra necessaria a coprire le spese obbligate. Secondo le previsioni del Mef, una quota dovrebbe arrivare dai minori interessi sul debito e dalle maggiori entrate fiscali a cui si potrebbero aggiungere gli evergreen, come la spending review e la revisione delle tax expenditure. Impossibile dire a quanto ammonteranno le coperture, ma sarà difficile realizzare tutti i desideri.


note

Autore immagine 123rf com


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