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Il permesso di soggiorno

13 Settembre 2019 | Autore:
Il permesso di soggiorno

Cosa deve fare l’extracomunitario che voglia soggiornare in Italia? A chi va chiesto il rilascio del permesso di soggiorno? Procedura alle Poste: come funziona?

Viviamo in un’Europa unita, ove non ci sono più i conflitti e le barriere di un tempo: se vuoi visitare Parigi o qualsiasi altra città dell’Unione Europea puoi farlo liberamente, senza troppe formalità. La libera circolazione delle persone implica, tra le altre cose, il divieto di restrizioni alla libertà di stabilimento nel territorio di un altro Stato al fine di aprire agenzie, succursali, filiali, costituire imprese e società, nonché esercitare attività non salariate. Tutto ciò si applica però soltanto ai cittadini dell’Unione Europea: per coloro che non lo sono, invece, continua a vigere la disciplina che rende obbligatorio il permesso di soggiorno.

Come vedremo meglio nel prosieguo, il permesso di soggiorno consente ai cittadini extracomunitari e agli apolidi di poter soggiornare nei confini nazionali per un periodo di tempo variabile, nei limiti e alle condizioni previste dalla legge. Il permesso di soggiorno va richiesto entro otto giorni dal primo ingresso nel nostro Paese al questore della provincia in cui lo straniero si trova. Se ne vuoi sapere di più su questo specifico argomento, ti invito a proseguire nella lettura.

Cos’è il permesso di soggiorno?

Come anticipato, il permesso di soggiorno è quel documento amministrativo che consente ad un cittadino extracomunitario (oppure ad un apolide, cioè ad una persona priva di cittadinanza) di poter restare in Italia per un determinato periodo di tempo.

In pratica, il permesso di soggiorno consente di poter risiedere regolarmente entro i confini nazionali a tutti coloro che non sono cittadini dell’Unione Europea (neanche l’apolide lo è, visto che non ha alcuna cittadinanza).

Il permesso di soggiorno è rilasciato dalla questura territorialmente competente, cioè da quella della provincia in cui si trova lo straniero, previa richiesta debitamente compilata.

Come si ottiene il permesso di soggiorno?

Lo straniero extracomunitario (o l’apolide) che arriva in Italia deve richiedere, entro il termine di otto giorni, il permesso di soggiorno presso l’ufficio immigrazione della questura che si trova nella provincia dove intende risiedere. La questura provvederà inizialmente al rilievo delle impronte digitali, rilasciando al richiedente una copia dell’istanza inoltrata, all’interno della quale v’è scritto la data in cui il permesso di soggiorno definitivo sarà pronto.

Nel frattempo, lo straniero extracomunitario potrà risiedere in Italia con la sola prova dell’avvenuto deposito della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno in questura.

Al modulo di richiesta del rilascio del permesso di soggiorno vanno allegati i seguenti documenti:

  • fotocopia del passaporto o di altro documento di viaggio equivalente, in corso di validità, con il relativo visto di ingresso se richiesto (da esibire in originale);
  • quattro foto in formato tessera;
  • marca da bollo di 16,00 euro;
  • attestazione di versamento del contributo (che va dai 40 ai 100 euro a seconda del periodo di validità del permesso);
  • certificazione attestante l’attuale dimora (ad esempio, il certificato di residenza o la dichiarazione di cessione/ospitalità).

La richiesta del permesso di soggiorno alle Poste

In alcuni casi, il cittadino extracomunitario può rivolgersi agli uffici delle Poste italiane presenti sul territorio al fine di richiedere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. Gli uffici abilitati a ciò sono quelli che fanno parte della rete Sportello Amico, cioè quelli adibiti ai rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione.

Si può chiedere alle Poste il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno solamente quando tale documento amministrativo sia giustificato da una delle seguenti ragioni:

  • affidamento;
  • adozione;
  • motivi religiosi;
  • residenza elettiva;
  • studio (per periodi superiori a tre mesi);
  • missione;
  • asilo Politico (rinnovo);
  • tirocinio formazione professionale;
  • attesa riacquisto cittadinanza;
  • attesa occupazione;
  • carta di soggiorno stranieri (o Permesso di Soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo);
  • lavoro Autonomo;
  • lavoro Subordinato;
  • lavoro sub-stagionale;
  • famiglia;
  • famiglia minore con minori di 14-18 anni;
  • soggiorno lavoro;
  • status apolide (rinnovo);
  • conversione soggiorno da altra tipologia a: lavoro subordinato, autonomo, famiglia, studio, residenza elettiva;
  • duplicato Permesso;
  • carta soggiorno;
  • aggiornamento Permesso-Carta soggiorno (inserimento figli).

Se il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno riguarda uno di questi motivi, allora ci si può rivolgere alle Poste; altrimenti, si dovrà procedere presso gli uffici della questura come indicato nel paragrafo precedente. Come ti dirò di qui ad un istante, in ogni caso bisogna presentarsi in questura, anche se si sceglie di chiedere il rilascio del permesso di soggiorno alle Poste, in quanto solo l’autorità di pubblica sicurezza può procedere al rilievo delle impronte digitali.

Poste: come chiedere il permesso di soggiorno?

Per chiedere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno alle Poste, dovrai utilizzare l’apposito kit giallo gratuito che trovi in tutti gli uffici postali. Oltre alla domanda compilata, devi presentare la seguente documentazione:

  • passaporto o documento equipollente (in corso di validità), ai fini dell’identificazione da parte degli operatori postali;
  • ricevuta del bollettino postale relativo al pagamento dell’importo dovuto per la richiesta del Permesso di Soggiorno Elettronico;
  • fotocopia del medesimo documento di riconoscimento (si ricorda che sono necessarie solo le pagine contenenti i dati anagrafici dell’intestatario ed i timbri dei visti di ingresso ed uscita dal Paese);
  • fotocopia di tutta l’ulteriore documentazione richiesta nelle istruzioni.

Il kit cartaceo, debitamente compilato, deve essere consegnato in busta aperta all’ufficio postale. Se stai chiedendo il rinnovo, devi consegnare anche una copia del permesso di soggiorno scaduto e devi sempre esibire il passaporto.

Al termine della consegna della documentazione prevista, ti verrà rilasciata una lettera contenente la data, l’orario ed il luogo stabiliti per l’appuntamento necessario per le successive attività da condurre in questura.

Per pagare il contributo e il permesso di soggiorno in formato elettronico dovrai utilizzare un solo bollettino di conto corrente apposito che troverai in tutti gli uffici postali. In più, deve essere effettuato il pagamento di:

  • 30,00 euro all’operatore dell’ufficio postale, al momento della presentazione della domanda;
  • 16 euro per la marca da bollo.

Sono, inoltre, dovuti 30,46 euro, ma solo se si chiede un permesso di soggiorno elettronico per una durata superiore a novanta giorni.

Permesso di soggiorno: durata

Il permesso di soggiorno ha una durata pari a quella per il visto di ingresso, ma non può comunque mai essere:

  • superiore a tre mesi, se rilasciato per visite, affari e turismo;
  • inferiore al periodo di frequenza, anche pluriennale, di un corso di istituzioni scolastiche, istituti tecnici superiori, universitari e di alta formazione artistica, musicale o coreutica, fatta salva la verifica annuale di profitto, con la possibilità di prolungarlo di altri dodici mesi una volta compiuto il percorso formativo;
  • superiore a nove mesi in relazione ad uno o più contratti di lavoro stagionale;
  • superiore a un anno in relazione ad un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato;
  • superiore due anni in relazione ad un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, lavoro autonomo, ricongiungimento familiare;
  • superiore alla necessità specificamente documentate negli altri casi previsti dalla legge, come ad esempio nell’ipotesi di permesso di soggiorno per le vittime di violenza che fuggono dai soprusi, per le vittime dei reati di riduzione e mantenimento in schiavitù e di tratta degli esseri umani, oppure per coloro il cui Paese di origine è stato colpito da aventi calamitosi talmente gravi da impedirne il rientro e il soggiorno in condizioni di sicurezza.

Permesso di soggiorno: come si rinnova?

Come appena detto, il permesso di soggiorno non ha una validità illimitata: esso, giunto a scadenza, deve essere tempestivamente rinnovato, pena l’espulsione dal territorio italiano. Il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere richiesto al questore territorialmente competente almeno 60 giorni prima della scadenza. In alternativa, tale procedura può essere attivata presso gli Uffici postali abilitati.

Di norma, il rinnovo non può avere una durata superiore rispetto a quella del rilascio iniziale. Il rinnovo del permesso di soggiorno non è tuttavia concesso se lo straniero ha interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre sei mesi o superiore alla metà del periodo di validità del permesso, se si tratta di permesso di soggiorno di durata almeno biennale. Fa eccezione il caso in cui l’interruzione sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari o da altri gravi e comprovati motivi.

Il rifiuto del rinnovo è previsto altresì se sono venuti meno i requisiti richiesti per l’ingresso e il soggiorno, a meno che non siano sopraggiunti nuovi elementi in grado di sanarne l’irregolarità.

Conversione del permesso di soggiorno: cos’è?

Quando il permesso di soggiorno di cui si è in possesso non si adatta più alle esigenze dello straniero, è possibile richiedere la sua conversione, cioè in altro per finalità diverse. Detto in altre parole, la conversione del permesso di soggiorno è un procedimento amministrativo attraverso il quale il cittadino straniero, già autorizzato a soggiornare nel territorio italiano, richiede un titolo al soggiorno per un nuovo motivo diverso da quello originario, qualora ne sussistano i presupposti previsti dalla legge.

Il permesso per lavoro subordinato, autonomo e per motivi di famiglia può essere convertito in quello per residenza elettiva; il permesso di soggiorno per motivi di studio può essere convertito in quello per motivo di lavoro, subordinato e autonomo. La conversione è prevista anche in favore degli stranieri ammessi a frequentare corsi di formazione svolgere tirocini formativi in Italia, solo dopo la conclusione di tali percorsi.


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