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Crisi di governo: che succederà nella giornata decisiva

28 Agosto 2019 | Autore:
Crisi di governo: che succederà nella giornata decisiva

Nuovi incontri tra Pd e M5S con la trattativa in bilico. Oggi, le consultazioni al Quirinale. Forse questa sera l’incarico a Conte.

Nemmeno un bambino nel pieno delle sue energie fisiche è capace di andare su e giù sull’altalena al ritmo forsennato con cui lo fanno Pd e M5S nella trattativa per trovare un Governo. I rapporti tra le parti somigliano molto a quello di una coppia di fidanzatini adolescenti: ora ti amo, ma dopo un minuto mi basta un nonnulla per minacciare la rottura. A questo punto, ci si chiede che succederà nella giornata decisiva di una crisi di governo che ha reso questo mese di agosto più rovente di quanto i cambiamenti climatici non avessero già fatto.

I vertici del Partito Democratico e del Movimenti 5 stelle sono andati a dormire ieri sera con il muso. Soprattutto quelli del Pd, che accusano Luigi Di Maio di avere troppe pretese: non solo ha imposto il nome di Giuseppe Conte per la presidenza del Consiglio, ora vuole pure mantenere la poltrona di vicepremier. Troppo per i Dem, che temono di collaborare alla nascita di un Esecutivo più giallo che rosso e minacciano di far saltare tutto, nonostante l’ottimismo paventato al termine dell’incontro serale tra i capigruppo. D’altra parte – ricordano gli uomini di Di Maio – è il M5S quello che ha la maggioranza relativa in Parlamento.

Al Pd non piace nemmeno la mossa del leader grillino di sottoporre l’accordo di Governo al voto degli iscritti alla piattaforma Rousseau. «Roba di poco rispetto istituzionale», mormorano infastiditi al Nazareno.

Con queste premesse si arriva al D-Day, al giorno in cui i leader delle due formazioni politiche si devono presentare al cospetto del presidente della Repubblica per spiegare che cosa stanno combinando. La giornata si apre alle 8.30 con un nuovo incontro tra i capigruppo. Giurano di avere iniziato a lavorare sul programma, ma – come detto – le tensioni continuano sui nomi e su quello di Di Maio in particolare. Da verificare se nel corso della mattinata si riuscirà a ricucire gli strappi e a concretizzare qualcosa che faccia sperare in un accordo oppure se il vertice dei capigruppo servirà a tirare ulteriormente la corda col rischio di farla spezzare.

Nel frattempo, al Quirinale saranno ripartite le consultazioni. Tra le 10 e le 11, salgono al Colle il gruppo parlamentare per le autonomie, Liberi e Uguali e Fratelli d’Italia. Nel pomeriggio, si entra nel vivo. Alle 16, l’appuntamento di Nicola Zingaretti con Mattarella. Quindi, alle 17 Forza Italia, alle 18 la Lega e alle 19 il Movimento 5 Stelle. Dopodiché, il Capo dello Stato dovrà valutare quello che ha sentito durante il giorno e decidere se conferire il mandato esplorativo a Conte oppure prendere una decisione diversa.

Da come si svolgerà questa giornata, che già si preannuncia un altro frenetico giro di altalena, si capirà se Mattarella agirà questa sera stessa. Cosa molto probabile, sempre che i due fidanzatini non arrivino al Quirinale a piangere perché l’altro l’ha lasciato.



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