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In che modo il coniuge deve contribuire ai bisogni della famiglia?

14 Settembre 2019
In che modo il coniuge deve contribuire ai bisogni della famiglia?

Spendo interamente il mio reddito per le spese necessarie alla alimentazione di mia moglie e dei miei figli, per le tasse, per le cure mediche, per il vestiario, per un finanziamento in corso e accantono in banca quel che resta. Mia moglie mi chiede altro denaro. Sono in regola con la legge?

La legge, cioè l’articolo 143 del Codice civile, impone ad entrambi i coniugi il dovere di contribuire ai bisogni della famiglia ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo.

Questo vuol dire che entrambi i coniugi sono tenuti a contribuire economicamente ai bisogni familiari ma, ovviamente, ciascuno in proporzione ai propri redditi.

E quali sono i bisogni della famiglia ai quali entrambi i coniugi devono contribuire in proporzione alle rispettive sostanze ed entrate?

I bisogni ai quali i coniugi sono tenuti a contribuire sono naturalmente e principalmente quelli essenziali minimi (alimentazione, spese di gestione della casa di abitazione, vestiario, spese sanitarie, istruzione, assistenza ecc.), ma anche bisogni più voluttuari se i redditi disponibili fossero tali da consentire spese ulteriori rispetto a quelle assolutamente fondamentali.

La legge precisa che nel caso in cui un coniuge non adempia a questo obbligo di contribuzione, il presidente del tribunale (su ricorso di chiunque vi abbia interesse) può ordinare che una quota dei redditi del coniuge inadempiente sia versata all’altro coniuge (articolo 316 bis, 2° comma, del Codice civile).

Ora, sulla base dei dati forniti, il Suo reddito personale non solo viene assorbito praticamente per intero da spese relative a bisogni fondamentali ed essenziali della famiglia, ma in aggiunta queste spese risultano essere anche difficilmente comprimibili (non è possible, cioè, ridurle).

In altri termini: per “finanziare” spese meno essenziali e personali della Sua consorte, Lei dovrebbe sottrarre risorse oggi utilizzate per soddisfare bisogni fondamentali e essenziali.

Allo stato attuale non Le può essere perciò contestato alcun inadempimento ai Suoi obblighi di contribuzione considerato che Lei spende praticamente per intero il Suo reddito per contribuire ai bisogni fondamentali della famiglia.

Se poi vi fosse in futuro un significativo incremento delle Sue entrate sarebbe opportuno, sempre nell’ottica del dovere di contribuire proporzionalmente ai bisogni familiari, concordare con Sua moglie il migliore impiego dell’eventuale incremento reddituale.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte



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