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Come compilare bollettino tasse scolastiche

29 Agosto 2019 | Autore:
Come compilare bollettino tasse scolastiche

Le diverse tipologie di tasse scolastiche, le modalità di pagamento e i casi di esonero. Differenza con i contributi, detraibilità e rimborso.

Tua figlia deve frequentare la quarta classe del liceo. Devi pagare una tassa di iscrizione? E’ possibile usufruire di un’esenzione dal pagamento? I contributi scolastici sono detraibili? A settembre, al primo rintocco della campanella che segna l’inizio della scuola per milioni di giovani italiani, nelle famiglie si apre il dibattito se sia dovuto o meno il pagamento delle tasse scolastiche. La materia è poco conosciuta e questo genera tanta confusione e caos. In realtà, la sua disciplina è contenuta in un decreto legislativo [1] che individua specificatamente le tasse scolastiche erariali, le uniche cioè, obbligatorie per le famiglie. Poiché la legge italiana prevede che la scuola pubblica sia gratuita fino all’età dell’obbligo, dette tasse devono essere versate solo per i ragazzi che si sono iscritti alla quarta e quinta classe della scuola superiore.

Il diritto allo studio comprende esclusivamente i primi tre anni degli istituti di istruzione secondaria ovvero fino al compimento dei 16 anni da parte dello studente. Pertanto, chi volesse saperne di più sulle imposte e sui contributi scolastici, sul loro ammontare e sui tempi per il pagamento, potrà trovare utile la lettura di questo articolo; qui verrà spiegato anche come compilare il bollettino delle tasse scolastiche e quando è possibile beneficiare dell’esonero.

Quali sono le tasse scolastiche obbligatorie

La legge prevede quattro differenti tipi di tasse scolastiche obbligatorie.

Più precisamente la:

  • tassa di iscrizione;
  • tassa di frequenza;
  • tassa di esame;
  • tassa di diploma.

Esaminiamole perciò, una alla volta.

Tassa di iscrizione

La tassa di iscrizione viene richiesta al momento dell’iscrizione ad un corso di studi secondari, dopo il compimento dei 16 anni da parte dello studente. Più specificatamente, è dovuta dagli alunni delle classi terze per l’iscrizione alla quarta. Vale per tutta la durata del ciclo, non è rateizzabile ed è devoluta integralmente allo Stato. Il suo importo è pari a 6,04 euro.

Tassa di frequenza

La tassa di frequenza va corrisposta ogni anno e sempre dopo il compimento dei 16 anni da parte dello studente. A differenza di quella di iscrizione può essere rateizzata con il pagamento della prima rata ad inizio anno e delle altre nei mesi di dicembre, febbraio ed aprile. Detta imposta va versata per intero anche nel caso in cui lo studente dovesse ritirarsi dalla scuola o dovesse decidere di interrompere la frequenza per motivi personali. Nel caso in cui scegliesse di cambiare istituto dovrà pagare la tassa una volta sola e quindi, il versamento già effettuato sarà riconosciuto valido nella nuova scuola. L’importo della tassa di frequenza ammonta a 15,13 euro.

Tassa di esame

La tassa di esame va pagata esclusivamente al momento della presentazione della domanda per gli esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica o di Stato (ovvero di maturità). Non può essere rateizzata ma va versata in un’unica soluzione. Il suo importo è di 12,09 euro.

Tassa di diploma

La tassa di diploma deve essere corrisposta in un’unica soluzione, al momento della rilascio del diploma. Il suo importo è di 15,13 euro per la consegna del diploma di maturità delle scuole superiori e per quello dei conservatori di musica.

Tabella riassuntiva

Ecco una tabella riassuntiva con tutte le tasse:

  • I° superiore: tassa di iscrizione, tassa di frequenza, tassa di esame e tassa di diploma: non dovute;
  • II° superiore: tassa di iscrizione, tassa di frequenza, tassa di esame e tassa di diploma: non dovute;
  • III° superiore: tassa di iscrizione, tassa di frequenza, tassa di esame e tassa di diploma: non dovute;
  • IV° superiore: tassa di iscrizione (6,04 euro) e tassa di frequenza (15,13 euro): dovute; tassa di esame e tassa di diploma: non dovute;
  • V° superiore: tassa di iscrizione: non dovuta; tassa di frequenza (15,13 euro), tassa di esame (12,09 euro) e tassa di diploma (15,13 euro): dovute.

Come si pagano le tasse scolastiche obbligatorie

Le tasse scolastiche obbligatorie si pagano precisando la causale, sul conto corrente postale n. 1016 intestato all’Agenzia delle Entrate – Centro operativo di Pescara, utilizzando i bollettini disponibili presso gli uffici postali oppure attraverso bonifico bancario: Agenzia delle Entrate – Centro operativo di Pescara – Tasse scolastiche- IBAN: IT45 R 0760103200 000000001016.

Come si compila il bollettino delle tasse scolastiche obbligatorie

Per compilare il bollettino delle tasse scolastiche obbligatorie occorre distinguere due casi a seconda:

  • se si utilizza quello prestampato, che viene ritirato presso l’ufficio postale della città di riferimento;
  • ovvero quello in bianco.

Nella prima ipotesi è sufficiente compilare i campi relativi a:

  • causale del versamento (basta barrare la casella “scuola media” già prevista);
  • dati personali (nome e cognome dell’alunno e non del genitore che effettua il versamento).

Non è necessario indicare la classe frequentata dallo studente, ma più semplicemente l’anno scolastico di riferimento (ad esempio 2019/2020).

Nel secondo caso, si dovranno compilare i seguenti campi:

  • numero di conto corrente del destinatario;
  • importo della somma versata sia in cifre sia in lettere;
  • intestazione del beneficiario (nome completo dell’istituto di riferimento);
  • causale (ad esempio: tasse scolastiche per la frequentazione della futura classe);
  • bollo dell’ufficio postale;
  • dati personali (nome e cognome dell’alunno).

Quali sono i casi di esenzione dalle tasse scolastiche obbligatorie

Le tasse scolastiche non sempre sono dovute essendo stata prevista l’esenzione in determinati casi ad eccezione della sola tassa di diploma.

Nello specifico le ipotesi in cui è possibile beneficiare dell’esonero sono per:

  • merito scolastico, ovvero quando si prevede che lo studente riesca ad ottenere allo scrutinio finale, una media pari o superiore a 8/10, con non meno di 8 in condotta. Nel caso in cui detta media non venga raggiunga, la famiglia ha tempo fino al 30 giugno per provvedere al pagamento delle tasse non versate [2];
  • motivi economici, cioè quando la famiglia dell’alunno per reddito e per numero di familiari rientra nelle fasce di esenzione. Il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (lSEE) deve essere pari o inferiore a 20.000 euro [3]. All’uopo è possibile consultare le tabelle aggiornate al tasso di inflazione, pubblicate annualmente dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca);
  • appartenenza a categorie speciali, nel senso che lo studente appartiene ad una delle seguenti categorie:
    • orfani di guerra, caduti per la lotta di liberazione, civili caduti per fatti di guerra, caduti per causa di servizio o di lavoro;
    • figli di mutilati o invalidi di guerra o per la lotta di liberazione, di militari dichiarati dispersi, di mutilati o di invalidi civili per fatti di guerra, di mutilati o invalidi per causa di servizio o di lavoro;
    • ciechi civili;
    • mutilati od invalidi di guerra o per la lotta di liberazione, mutilati od invalidi civili per fatti di guerra, mutilati od invalidi per causa di servizio o di lavoro.

Inoltre, sono dispensati dal pagamento delle tasse governative gli studenti stranieri che si iscrivono negli istituti e scuole statali ed i figli di cittadini italiani residenti all’estero che vengono a svolgere gli studi in Italia.

Il beneficio per ottenere l’esonero decade per gli studenti che hanno ricevuto una sanzione disciplinare superiore a 5 giorni di sospensione nonché per i ripetenti tranne i casi di comprovata infermità.

Come si può usufruire dell’esenzione

Per fruire di qualsiasi tipo di esenzione bisogna presentare alla segreteria un’apposita dichiarazione che attesti il tipo di esenzione cui si ha diritto e l’eventuale documentazione comprovante il diritto (per reddito o per le speciali categorie di beneficiari).

Qual è la differenza tra contributi e tasse scolastiche

I contributi si distinguono dalle tasse scolastiche in quanto hanno natura volontaria e sono destinati all’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni. Si tratta quindi, di una somma che viene richiesta alle famiglie per migliorare la qualità dei propri servizi, il cui importo varia da scuola a scuola. Non è possibile obbligare gli studenti a pagare detti contributi e pertanto, ogni famiglia può decidere in autonomia se versarli o meno. I contributi scolastici sono deliberati dai consigli di istituto.

Detraibilità delle tasse e dei contributi scolastici

Le tasse scolastiche sono detraibili al pari dei contributi, nonostante questi ultimi abbiano natura facoltativa. Al fine di ottenere la detrazione è necessario che il pagamento sia tracciabile, ovvero che avvenga mediante banca o con bollettino postale. Inoltre, bisogna conservare la ricevuta del versamento.

In particolare i contributi scolastici sono detraibili solo nel caso in cui nella causale del pagamento sia riportata la dicitura “erogazione liberale” seguita da una delle seguenti motivazioni:

  • per l’innovazione tecnologica;
  • per l’ampliamento dell’offerta formativa;
  • per l’edilizia scolastica.

Nella stessa ottica rientrano anche le spese sostenute dalle famiglie per i corsi integrativi offerti dalla scuola (si pensi a quelli attinenti ad attività sportive, ai corsi di lingua straniera, al teatro, ecc.).

Viceversa non si possono detrarre i contributi destinati al miglioramento dei servizi amministrativi e didattici della scuola vedi quelli relativi all’acquisto del materiale di pulizia e di cancelleria.

Come fare per ottenere il rimborso di tasse e contributi scolastici

Per ottenere il rimborso delle tasse scolastiche, ad esempio perché c’è stato un errore nell’effettuazione del versamento, occorre presentare una apposita richiesta all’Agenzia delle Entrate presso la quale è stato versato l’importo.

Per i contributi scolastici, avendo gli stessi natura volontaria, nell’ipotesi di trasferimento presso un altro istituto, si può ottenere un rimborso parziale solo su decisione del consiglio di istituto, presieduto dal dirigente scolastico.


note

[1] D. Lgs. n. 297 del 16.04.1994.

[2] Art. 200 co. 5 D. Lgs. n. 297/1994.

[3] Dec. Min. n. 390/2019.


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