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Difesa d’ufficio: come funziona?

15 Settembre 2019 | Autore:
Difesa d’ufficio: come funziona?

Tutto quello che c’è da sapere sulla designazione del difensore d’ufficio, i requisiti d’iscrizione nell’elenco, la nomina dell’autorità e la retribuzione.

Anche se non sei esperto di tribunali e di diritto, sono sicuro che, almeno una volta nella vita, guardando la cronaca giudiziaria in televisione oppure un film poliziesco, avrai sentito parlare della difesa d’ufficio. Un concetto tanto scontato da non suscitare alcun tipo di curiosità: la difesa d’ufficio è quella che ti viene attribuita quando non puoi o non vuoi nominare un difensore di fiducia. Molto semplice. Devi sapere, però, che dietro l’istituto della difesa d’ufficio si celano tanti aspetti che, a volte, si trascurano. Difesa d’ufficio: come funziona? Sei sicuro di saperlo?

La cosa potrebbe passare inosservata quando non si è coinvolti in un procedimento penale; qualora ciò dovesse accadere, però, sarebbe bene farsi trovare pronti ed essere coscienti di tutto ciò che comporta una difesa d’ufficio. Chi è il difensore d’ufficio? Quando viene nominato e da chi? Deve essere pagato? È possibile accedere ugualmente al gratuito patrocinio? Se cerchi risposte a queste domande, sei nel posto giusto: vedremo insieme come funziona la difesa d’ufficio.

Chi è il difensore d’ufficio?

Cominciamo la nostra analisi spiegando chi è il difensore d’ufficio. Come in parte anticipato nell’introduzione, il difensore d’ufficio è un avvocato che viene nominato direttamente dall’autorità giudiziaria (eccezionalmente, dalla polizia giudiziaria) affinché presti la sua assistenza ad una determinata persona (a volte anche a più persone, quando ad esempio sono tutte indagate o imputate nel medesimo procedimento penale).

Il difensore d’ufficio, dunque, non è scelto dall’assistito, bensì dal magistrato, il quale lo designa in assenza di altra preferenza da parte della persona indagata o imputata.

Quando viene nominato il difensore d’ufficio?

Come avrai senz’altro compreso, la difesa d’ufficio è istituto giuridico tipico (anzi, esclusivo) del processo penale. Mentre in un processo civile puoi anche decidere di non costituirti e, quindi, di non nominare alcun difensore, nel processo penale non funziona così: se sei indagato o imputato, devi necessariamente essere assistito da un avvocato.

Quanto appena asserito significa che, anche contro la tua volontà, dovrai per forza essere seguito da un legale nel caso in cui tu sia coinvolto in una vicenda penale: ed infatti, al primo atto utile le autorità ti invitano a nominare un difensore di fiducia; in mancanza, te ne verrà assegnato uno d’ufficio dall’autorità giudiziaria.

È la legge a dire che il giudice, il pubblico ministero e la polizia giudiziaria, se devono compiere un atto per il quale è prevista l’assistenza del difensore e la persona sottoposta alle indagini o l’imputato ne sono privi, danno avviso dell’atto al difensore nominato d’ufficio.

Cos’è l’elenco dei difensori d’ufficio?

Come viene scelto il difensore d’ufficio? L’autorità giudiziaria è libera di poter nominare qualsiasi avvocato come difensore d’ufficio? Secondo il codice di procedura penale [1], il difensore è scelto nell’ambito degli iscritti nell’apposito elenco nazionale; ciò significa che non è possibile procedere alla designazione di un avvocato qualunque, ma che occorre effettuare la nomina di un legale iscritto in uno specifico elenco.

Più nel dettaglio, spetta ai Consigli dell’ordine circondariali di ciascun distretto di Corte d’appello predisporre l’elenco dei professionisti iscritti all’albo e facenti parte dell’elenco nazionale ai fini della nomina su richiesta dell’autorità giudiziaria e della polizia giudiziaria.

Il Consiglio nazionale forense fissa, con cadenza annuale, i criteri generali per la nomina dei difensori d’ufficio sulla base della prossimità alla sede del procedimento e della reperibilità, mentre il consiglio dell’ordine forense predispone e aggiorna almeno ogni tre mesi l’elenco alfabetico degli iscritti negli albi disponibili ad assumere le difese di ufficio.

Come si diventa difensori d’ufficio?

Affinché un avvocato possa ottenere un incarico d’ufficio occorre, come detto nel paragrafo precedente, che il suo nominativo sia presente in uno speciale elenco all’interno del quale l’autorità giudiziaria sceglie il difensore d’ufficio.

Come si diventa difensori d’ufficio? O meglio: come si fa ad ottenere l’iscrizione all’interno dell’elenco dei papabili difensori d’ufficio? Secondo la legge [2] l’inserimento nell’elenco dei difensori d’ufficio è disposto sulla base di almeno uno dei seguenti requisiti:

  • partecipazione a un corso biennale di formazione e aggiornamento professionale in materia penale, organizzato dal Consiglio dell’ordine circondariale o da una Camera penale territoriale o dall’Unione delle Camere penali, della durata complessiva di almeno 90 ore e con superamento dell’esame finale;
  • iscrizione all’albo da almeno cinque anni ed esperienza nella materia penale, comprovata dalla produzione di idonea documentazione;
  • conseguimento del titolo di specialista in diritto penale.

Ai fini della permanenza nell’elenco dei difensori d’ufficio sono condizioni necessarie:

  • non avere riportato sanzioni disciplinari definitive superiori all’ammonimento;
  • l’esercizio continuativo di attività nel settore penale comprovato dalla partecipazione ad almeno dieci udienze camerali o dibattimentali per anno, escluse quelle di mero rinvio.

Il professionista iscritto nell’elenco dei difensori d’ufficio deve inoltre presentare, con cadenza annuale, la relativa documentazione al Consiglio dell’ordine circondariale, che la inoltra, con allegato parere, al Consiglio nazionale forense. In caso di mancata presentazione della documentazione, il professionista è cancellato d’ufficio dall’elenco nazionale.

Come funziona la scelta del difensore d’ufficio?

Abbiamo detto che la difesa d’ufficio è destinata alle persone indagate o imputate che non hanno un difensore di fiducia; abbiamo altresì ricordato, nei due paragrafi precedenti, che solamente gli avvocati che abbiano ottenuto l’iscrizione nell’apposito elenco possono essere designati d’ufficio. Vediamo, ora, come avviene concretamente la nomina del difensore d’ufficio.

Secondo la legge, per la difesa d’ufficio è istituito, presso l’ordine forense di ciascun capoluogo del distretto di corte d’appello, un apposito ufficio con recapito centralizzato che, mediante linee telefoniche dedicate, fornisce i nominativi dei difensori a richiesta dell’autorità giudiziaria o della polizia giudiziaria. Non si ricorre al sistema informatizzato se il procedimento concerne materie che riguardano competenze specifiche (ad esempio, nel caso di imputati minorenni).

L’ufficio presso l’ordine forense deve garantire:

  • che l’indicazione dei nominativi rispetti un criterio di rotazione automatico tra gli iscritti nell’elenco dei difensori d’ufficio (in pratica, non si può fornire sempre lo stesso nominativo, in quanto si tratterebbe di evidente favoritismo, anche alla luce del fatto, come vedremo di qui a breve, che il difensore d’ufficio va pagato);
  • che sia evitata l’attribuzione contestuale di nomine, ad un unico difensore, per procedimenti pendenti innanzi ad autorità giudiziarie e di polizia distanti tra di loro e, comunque, dislocate in modo da non permettere l’effettività della difesa;
  • l’istituzione di un turno differenziato, per gli indagati e gli imputati detenuti o arrestati all’estero in esecuzione di mandato di arresto europeo, al fine di agevolare la tempestiva nomina di un difensore che assista quello officiato nello Stato di esecuzione, che assicuri, attraverso un criterio di rotazione giornaliera dei nominativi, la reperibilità di un numero di difensori d’ufficio corrispondente alle esigenze.

Dunque, l’autorità giudiziaria e, nei casi previsti, la polizia giudiziaria, individuano il difensore richiedendone il nominativo direttamente all’ufficio che è presente presso l’ordine forense e che, di fatto, gestisce le designazioni. Possiamo dunque affermare che la designazione della difesa d’ufficio è solo formalmente in capo all’autorità giudiziaria: nella sostanza, invece, il nominativo del difensore d’ufficio viene scelto dall’ufficio in seno all’ordine forense a ciò adibito.

Cosa fa il difensore d’ufficio?

Una volta individuato nei modi che abbiamo appena illustrato, il difensore d’ufficio assume la difesa dell’assistito che gli è stato assegnato esattamente come un normale difensore di fiducia. In altre parole, i doveri (e i diritti) del difensore d’ufficio sono i medesimi di quelli dell’avvocato di fiducia.

Sul difensore d’ufficio grava tuttavia un obbligo di assunzione dell’incarico, obbligo che non sussiste nel caso di difensore di fiducia: secondo la legge, il difensore di ufficio ha l’obbligo di prestare il patrocinio e può essere sostituito solo per giustificato motivo. Ciò accade perché l’avvocato ha scelto di essere iscritto nell’elenco dei difensori d’ufficio: pertanto, se designato, non può tirarsi indietro, a meno che non vi siano comprovate ragioni (ad esempio, per motivi di salute).

Il difensore di ufficio cessa dalle sue funzioni se viene nominato un difensore di fiducia. La decadenza dall’incarico è automatica, nel senso che nel mandato conferito al nuovo difensore non occorre specificare la revoca di quello d’ufficio.

Avvocato d’ufficio: deve essere pagato?

Anche se tu non volessi assolutamente alcun difensore, se sei imputato devi obbligatoriamente averne uno. A questo punto probabilmente ti starai chiedendo: devo pagare l’avvocato d’ufficio? Ebbene sì: anche se non l’hai scelto tu, l’avvocato assegnatoti dall’autorità giudiziaria ha diritto al compenso esattamente come l’avvocato di fiducia. È la legge [3] a stabilire che, fermo quanto previsto dalle norme sul gratuito patrocinio (di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo), l’attività del difensore di ufficio è in ogni caso retribuita.

Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, ti consiglio di leggere il mio articolo dedicato a quanto costa un avvocato d’ufficio.

Gratuito patrocinio e difensore d’ufficio

Poiché al difensore di ufficio si applicano tutte le norme che riguardano il difensore di fiducia, se possiedi un reddito inferiore ai limiti di legge potrai chiedere di essere ammesso al gratuito patrocinio e, di conseguenza, potrai evitare di pagare l’avvocato d’ufficio.

Quindi, anche se il difensore di ufficio ti viene imposto dalla legge, potrai usufruire ugualmente del patrocinio a spese dello Stato se ne ricorrono tutti i presupposti. A tal ultimo proposito, ti consiglio di leggere il mio articolo sul vademecum per l’istanza per il patrocinio a spese dello Stato.


note

[1] Art. 97 cod. proc. pen.

[2] Art. 29 disp. att. cod. proc. pen.

[3] Art. 31, disp. att. cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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