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Costo notifica pignoramento presso terzi

12 Ottobre 2019 | Autore:
Costo notifica pignoramento presso terzi

Le esecuzioni hanno costi di vario tipo: l’ufficiale giudiziario chiede i costi vivi per eseguire la notifica, l’avvocato gli onorari per la procedura specifica.

Il pignoramento presso terzi è una delle forme di esecuzione forzata – disciplinate dal Codice di procedura civile [1] – che il creditore può utilizzare per cercare di recuperare quanto gli spetta dal proprio debitore. Innanzitutto, è bene sapere che la somma o il bene della vita dovuto al creditore deve essere accertato e dichiarato in una sentenza, in un’ordinanza o in un decreto ingiuntivo muniti della formula esecutiva; se essa manca, gli ufficiali giudiziari non possono eseguire l’esecuzione forzata. Ma chi sono i “terzi”? In pratica, sono tutti i soggetti, fisici (cioè persone fisiche) o giuridici (come aziende o enti pubblici), che a loro volta sono debitori di denaro o altri beni nei confronti del debitore originario. Il classico esempio è il datore di lavoro, debitore dello stipendio nei confronti del proprio lavoratore; oppure l’Inps, che è debitore della pensione nei confronti dei soggetti ritirati dal lavoro. Quindi, ad esempio, il creditore Tizio potrà pignorare direttamente l’Inps per la somma che il pensionato Caio gli deve; in tal modo, il creditore sarà più certo di recuperare quanto gli è dovuto.

In che cosa consiste il pignoramento presso terzi

Consiste in un atto (avente i contenuti ed i requisiti richiesti dalla legge [2]) che deve essere notificato esclusivamente dall’ufficiale giudiziario su richiesta del creditore (o meglio dal suo avvocato),  sia al terzo che al debitore; questa notifica ha costi vivi  diversi a seconda della modalità scelta dal creditore per far arrivare l’atto all’ufficiale giudiziario medesimo:

  • consegna dell’atto direttamente agli ufficiali giudiziari: poiché ogni tribunale ha il proprio ufficio notifiche, i costi variano. In generale, la spesa si aggira intorno ai 30,00-50,00 € ed arriva anche a 100,00 € se l’ufficiale giudiziario deve recarsi personalmente sul luogo della notifica (la residenza del debitore, la sede dell’azienda datore di lavoro);
  • spedizione dell’atto agli ufficiali giudiziari: il creditore dovrà recarsi in posta, quindi i costi sono quelli di un qualsiasi ufficio postale, a seconda del peso della busta e del tipo di spedizione che si chiede (raccomandata semplice, raccomandata con ricevuta di ritorno, raccomandata con prova di consegna, ecc….). Attenzione però: in questo caso, alla spesa per la spedizione della busta dovranno aggiungersi i costi di notifica propri dell’ufficiale giudiziario, come appena descritti al punto precedente.

Per ogni nuova notifica, una nuova spesa

Quando la notifica dell’atto di pignoramento non riesce (ad esempio perché il debitore e/o il terzo si sono trasferiti e non hanno ricevuto l’atto in tempo utile per l’udienza [3]), il creditore dovrà farsi carico di ulteriori costi. Infatti, dovrà innanzitutto ricercare i nuovi recapiti dei destinatari: il che significa, molto spesso, sopportare la spesa di certificati anagrafici, visure alla camera di commercio, e così via.

Una volta ottenuti i nuovi indirizzi, dovrà richiedere una nuova notifica dell’atto, e quindi sostenere nuovamente le spese di cui al paragrafo precedente. Se, poi, il soggetto al quale è necessario notificare dovesse rendersi irreperibile, la procedura potrà proseguire ugualmente, ma il creditore dovrà richiedere la notifica appositamente prevista dal Codice di procedura civile [4] per gli irreperibili, con conseguenti spese aggiuntive.

Il costo totale di un pignoramento presso terzi

Tutte le spese di cui abbiamo parlato sinora costituiscono i cd. “costi vivi” inerenti alla sola notifica del pignoramento presso terzi; sono cioè quelle spese che vanno pagate immediatamente al soggetto che fornisce il servizio o il documento e, in genere, l’avvocato le inserisce in parcella come spese esenti Iva (le cd. anticipazioni), purché regolarmente documentate [5].

La notifica dell’atto di pignoramento si paga al momento della relativa richiesta; le visure alla camera di commercio si pagano nel momento in cui ci vengono consegnate); il loro importo viene deciso dallo stato (o comunque dal singolo ufficio).

Tuttavia, è bene sapere che la parcella dell’avvocato comprende anche gli onorari richiesti per lo svolgimento dell’intera pratica, di solito quantificati in base alle specifiche tabelle professionali forensi [6] e soggetti agli oneri fiscali previsti per legge. Oppure, spesso accade che l’avvocato chieda al cliente un fondo spese iniziale comprendente i soli costi vivi per la notifica del pignoramento, essendo spese che vanno affrontate per far partire la pratica, e poi emetta successivamente la parcella con le competenze residue.

Qual è l’ufficiale giudiziario competente per la notifica?

Attualmente, la legge [7] prevede che la notifica del pignoramento presso terzi vada effettuata dall’ufficiale giudiziario che lavora presso il tribunale competente per il Comune in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.

Si noti che la notifica dell’atto di pignoramento effettuata da un ufficiale giudiziario territorialmente incompetente (cioè non individuato in base al criterio di cui si è appena detto) è nulla, ma tale vizio può comunque essere fatto valere – e quindi sanato – davanti al giudice con il rimedio della opposizione agli atti esecutivi, che è uno specifico procedimento previsto dal Codice di procedura civile per i casi in cui vi siano stati problemi di notifica del pignoramento [8].


note

[1] Art. 543 cod.proc.civ., comma 1.

[2]Art. 543 cod.proc.civ., comma 2.

[3]A tale udienza il giudice verifica la regolarità delle notifiche e ne dispone l’eventuale rinnovo, se necessario.

[4] Art. 143 cod.proc.civ.

[5] Art. 15, comma 1, n. 3, D.P.R. n. 633/1972.

[6] D.M. n. 55/2014, come modificato dal D.M. n. 37/2018.

[7] La L. 10 novembre 2014 n. 162, di riforma del pignoramento presso terzi, ha modificato l’art. 26-bis cod.proc.civ. (Foro relativo all’espropriazione forzata di crediti), il cui comma 2 ora dispone: “…per l’espropriazione forzata di crediti è competente il giudice del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede”, e non più il giudice del luogo di residenza del terzo.

[8]Art. 617 cod.proc.civ.


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