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Ticket scaduto? La multa è illegittima

9 Marzo 2018
Ticket scaduto? La multa è illegittima

L’automobilista che sosta oltre il termine indicato sul ticket sarà tenuto a pagare un sovrapprezzo, ma la multa eventualmente elevata è illegittima

Non è raro che l’automobilista trovi sul parabrezza della propria vettura una multa a causa del ticket scaduto: ciò perché chi parcheggia l’auto per un periodo di tempo superiore a quello coperto dal ticket regolarmente acquistato, viene sanzionato. Questa multa è legittima? Si tratta di una violazione al Codice della Strada o di un mancato adempimento contrattuale tra il cliente e il gestore del parcheggio? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Ticket scaduto: le strisce blu

Il mancato rinnovo del ticket non integra un illecito sanzionabile: il Codice della Strada infatti, prevede soltanto che il ticket debba essere acquistato ed esposto in maniera visibile, ma non si pronuncia sulla possibilità che, una volta scaduto, non sia stato rinnovato. La lacuna sul punto finisce di fatto per autorizzare gli automobilisti ad acquistare un ticket per la sosta a pagamento anche per pochi minuti e poi rimuovere l’auto dopo molte ore (anche il giorno successivo), senza dover pagare altri soldi. L’eventuale multa sarebbe quindi del tutto illegittima e il cittadino potrebbe farsela annullare dal giudice di pace. Il principio è stato più volte ribadito dalla giurisprudenza. Il Tribunale di Treviso [1], ad esempio, ha riconosciuto l’illegittimità della multa ribaltando la decisione del giudice di pace. Secondo il Tribunale, la sanzione prevista dal codice della strada [2], è comminabile solo in caso di omesso acquisto del ticket orario o in caso di mancata esposizione in modo visibile (sul parabrezza o altre zone dell’auto ove sia visibile al vigile). Al contrario, dove la sosta è consentita a tempo indeterminato, il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento si configura come una inadempienza contrattuale.

Ticket scaduto: il parere del Ministero

Sull’illegittimità della multa elevata a causa del ticket scaduto si è pronunciato anche il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti su sollecitazione del Codacons. Secondo il Ministero [3], le multe prese dai cittadini per divieto di sosta sulle strisce blu perché si è superato l’orario indicato dal biglietto del parcometro, sono da ritenersi nulle. Questo deriva dal fatto che tale violazione non costituisce una violazione al Codice della Strada ma un mero inadempimento contrattuale verso la società che detiene la proprietà dei parcheggi a pagamento.

Da quanto detto ne consegue che all’automobilista che ha sostato oltre il termine per cui ha pagato, può essere richiesto il pagamento della differenza tra i due importi ma non la sanzione amministrativa attualmente pretesa dai Comuni per il divieto di sosta.

Fermo quanto sopra, tuttavia è da citare anche il recente e contrario orientamento della Corte di Cassazione, la quale ha stabilito che la sosta effettuata oltre il tempo pagato è da considerarsi un illecito amministrativo e non un semplice inadempimento contrattuale: ne consegue che sostare nelle strisce blu con il ticket scaduto, merita una multa al pari di chi non si munisce dell’apposito ticket, ai sensi delle disposizioni del Codice della strada [4].


note

[1] Tribunale di Treviso, sezione prima civile, nella sentenza n. 1069 del 21.04.2016.

[2] Art. 157 CdS.

[3] Nota Mit del 13.03.2014 e nota del 12.05.2015.

[4] Cass. sent. n. 16258/2016.


5 Commenti

  1. Che pena la giurisprudenza italiana!!
    Un coacervo di leggi che si negano a vicenda per il solo fine di creare confusione,contraddizioni e penalizzare il cittadino comune.
    Il volto “bizantino” perverso di una nazione soffocata dal cattolicesimo di cui gran parte dell’attuale giurisprudenza è immagine. A discapito del sano e inoppugnabile diritto romano pagano che il cristianesimo,artatamente,ha obnubilato…

  2. Come fa un cittadino a districarsi tra i labirinti della burocrazia italiana? È mi chiedo: perché una normativa di legge deve essere interpretata in dieci, cento modi diversi? La spiegazione spazia dalla non chiara definizione della normativa, oppure, dalle sempre più presenti divergenze ideologiche, che colpiscono e complicano solo la vita dei cittadini, mentre chi risiede e dimora nei vari palazzi, dorme sogni tranquilli. Il mio pensiero, non è retorica, ma l’amara verità, dettata da esperienza personale, che a raccontarla, farebbe ridere anche i sassi.

  3. Agghiacciante la caducità e mobilità ed indeterminatezza della legge anche in un ambito così di poco spessore come questo.
    Come può succedere, in un paese civile ……
    mah, non mi và neanche di scrivere altro, tempo sprecato.
    In questo caos hanno la meglio protervia, prevaricazione, cecità, opportunismo e chi più ne ha più ne metta.

  4. Veramente e’ uno schifo non e’ mai chiara nessuna legge, si potrebbe andare da un minimo di un quarto d’ora non paghi nulla, oltre il quarto d’ora si paga tutto il tempo che hai usufruito che sarebbe anche giusto, potrei capire anche doppio, cioe’ se dovevo aggiungere 2,00 € mettetemene 4€, ma non 30,00€, vuol dire fare cassa, tanto piu’ che io ero in ospedale in attesa di una visita prenotata per le ore 14,00 invece l’ho avuta alle 15,00, cosa dovevo fare visto che mi dovevano chiamare da un momento all’altro ?, uscire fare 300 metri pagare poi altri 300metri etc…..

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