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Ordine di demolizione: ultime sentenze

11 Luglio 2022
Ordine di demolizione: ultime sentenze

Edilizia e urbanistica; violazione dei piani regolatori e dei regolamenti edilizi comunali; ordine di demolizione; valutazione dell’interesse pubblico; interesse privato; acquisizione gratuita al patrimonio comunale; immobile abusivo.

La mancata comunicazione di un abuso edilizio al responsabile comporta l’illegittimità dell’ordine di demolizione? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Indice

Irrogazione della sanzione demolitoria di immobili abusivi

Il provvedimento con cui viene ingiunta, sia pure tardivamente, la demolizione di un immobile abusivo e giammai assistito da alcun titolo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell’abuso neanche nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione intervenga a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi dell’onere di ripristino; a maggior ragione l’Amministrazione, in sede di irrogazione della sanzione demolitoria, non deve ritenersi onerata di valutare preventivamente la possibilità che l’abuso sia sanabile, anche perché la sanatoria richiede la domanda dell’interessato, la quale, se proposta, produce l’effetto di sospendere l’efficacia dell’ordine di demolizione fino a definizione della istanza di sanatoria).

Consiglio di Stato sez. VI, 27/04/2022, n.3337

Costruzione abusiva: conseguenze

L’ordine di demolizione è un atto vincolato ancorato esclusivamente alla sussistenza di opere abusive e non richiede una specifica motivazione circa la ricorrenza del concreto interesse pubblico alla rimozione neppure quando sia trascorso un notevole lasso di tempo dalla sua realizzazione non potendo configurarsi alcun legittimo affidamento in relazione a situazionicontra legem; in sostanza, verificata la sussistenza dei manufatti abusivi, l’Amministrazione ha il dovere di adottarlo, essendo la relativa ponderazione tra l’interesse pubblico e quello privato compiuta a monte dal legislatore; in ragione della natura vincolata dell’ordine di demolizione, non è pertanto necessaria la preventiva comunicazione di avvio del procedimento né un’ampia motivazione.

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 31/03/2022, n.210

Illegittimità dell’ordine di demolizione

È illegittimo l’ordine di demolizione, di alcuni manufatti consistenti in pannelli di legno, di altezza compresa tra metri 1 e 1,20, che hanno solo la funzione di ‘minimale’ difesa della struttura turistica della proprietà (nella specie, di un lido balneare) nel periodo invernale, che sono appena infissi nella sabbia e non comportano, dunque, alcuna modifica allo stato dei luoghi. Si tratta di manufatti che – rientrano nell’attività edilizia libera e, dunque, non necessitano del preventivo rilascio del permesso di costruire.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. I, 23/03/2022, n.143

Opera abusiva sottoposta a sequestro penale

In presenza di un sequestro penale di opera abusiva e nella vigenza dello stesso, il termine per l’ottemperanza all’ordine di demolizione non decorre fino a che tale misura cautelare non sia venuta meno e il bene ritornato nella disponibilità del privato, di tal che, il formale accertamento dell’inottemperanza – presupposto di legittimità per l’irrogazione della sanzione pecuniaria prevista per la mancata esecuzione del provvedimento ripristinatorio – deve fare riferimento al mancato adempimento dell’ingiunzione demolitoria decorsi novanta giorni dal dissequestro dell’immobile.

Consiglio di Stato sez. VI, 23/03/2022, n.2122

Ordine di demolizione degli abusi edilizi: è un atto vincolato

L’ordine di demolizione, come tutti i provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, è atto vincolato e non richiede una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione di questo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, né una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione. In altri termini, nel modello legale di riferimento non vi è spazio per apprezzamenti discrezionali, atteso che l’esercizio del potere repressivo mediante applicazione della misura ripristinatoria costituisce atto dovuto, per il quale è “in re ipsa” l’interesse pubblico alla sua rimozione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 10/03/2022, n.1625

Adozione dell’ordine demolitorio di un abuso edilizio

I provvedimenti di repressione degli abusi edilizi sono atti dovuti con carattere essenzialmente vincolato e privi di margini discrezionali, per cui è da escludere la necessità di una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico concreto ed attuale o di una comparazione di quest’ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati; ne discende che essi sono sufficientemente motivati con riguardo all’oggettivo riscontro dell’abusività delle opere e alla sicura assoggettabilità di queste al regime dei titoli abilitativi edilizi e del corrispondente trattamento sanzionatorio, non rivelandosi necessario alcun ulteriore onere motivazionale.

Quanto esposto vale anche nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione e gli atti conseguenti intervengano a distanza di tempo dalla commissione dell’illecito, sia perché il mero decorso del tempo non può affatto legittimare – in assenza di specifica causa di giustificazione normativamente individuata, a fronte, peraltro, del carattere permanente della condotta antigiuridica posta in essere – l’edificazione avvenuta senza titolo e il correlativo arretramento del potere di contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio, sia perché non può riconnettersi alcun affidamento tutelabile al perdurante mantenimento di una situazione di fatto abusiva e, pertanto, contra legem.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 07/03/2022, n.1541

Opere eseguite in assenza del permesso di costruire

Una volta appurata l’esecuzione di opere in assenza di permesso di costruire, non costituisce onere dell’Amministrazione Comunale verificare la sanabilità delle stesse (a seguito di accertamento di conformità e/o di verifica di compatibilità paesaggistica), in sede di vigilanza sull’attività edilizia, essendo per legge rimessa ogni iniziativa in merito all’impulso del privato interessato; pertanto, l’ordine di demolizione può ritenersi validamente supportato, come nel caso di specie, dalla mera descrizione dell’abuso accertato, la quale costituisce presupposto giustificativo necessario e sufficiente a fondare la spedizione della misura sanzionatoria.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 07/03/2022, n.1541

Inosservanza dell’ordine di demolizione

L’inosservanza dell’ordine di demolizione dei manufatti abusivi, nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, comportaope legisl’acquisizione gratuita al patrimonio comunale del bene e dell’area di sedime (essendo irrilevante che gli intimati alla demolizione non siano gli autori dell’abuso), fermo restando che la relativa censura si appalesain parte quainammissibile per carenza di interesse (considerato che l’effetto acquisitivo è imputabile ad una determinazione successiva all’ordinanza demolitiva).

T.A.R. Potenza, (Basilicata) sez. I, 07/03/2022, n.182

Sanzione pecuniaria sostitutiva dell’ordine demolitorio

Non spetta all’Amministrazione, bensì al destinatario dell’ordine di demolizione che invochi l’applicazione della sanzione pecuniaria sostitutiva, dare piena prova della sussistenza dei presupposti fissati dall’art. 34, d.P.R. n. 380/2001 per accedere al beneficio in questione. In particolare, spetta all’istante dimostrare il pregiudizio sulla struttura e sulla fruibilità arrecato alla parte non abusiva dell’immobile dalla demolizione della parte abusiva e che tale pregiudizio sia evitabile esclusivamente con la fiscalizzazione dell’abuso.

T.A.R. Trento, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 04/03/2022, n.50

Legittimazione a ricorrere e a resistere

La legittimazione dei soggetti “terzi”, non direttamente destinatari del provvedimento (sia esso un titolo edilizio, ovvero l’ordine di demolizione dell’abuso commesso), è riconosciuta in base al criterio cosiddetto della vicinitas, ovvero in caso di stabile collegamento materiale tra l’immobile del ricorrente e quello interessato dai lavori, quando questi ultimi comportino un’alterazione vietata dal preesistente assetto urbanistico ed edilizio. Quanto al pregiudizio della situazione soggettiva protetta dei predetti soggetti “terzi”, il danno deve ritenersi sussistente in re ipsa per gli abusi edilizi, in quanto ogni edificazione abusiva incide se non sulla visuale, quanto meno sull’equilibrio urbanistico del contesto e l’armonico e ordinato sviluppo del territorio, a cui fanno necessario riferimento i titolari di diritti su immobili adiacenti, o situati comunque in prossimità a quelli interessati dagli abusi.

T.A.R. Trento, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 04/03/2022, n.50

Sanzione pecuniaria e acquisizione dei beni nel patrimonio comunale

È da intendersi implicita nell’ordinanza di demolizione la comunicazione di avvio del procedimento volto all’acquisizione al patrimonio comunale delle opere abusive e all’applicazione della sanzione amministrativa, laddove reca l’avviso che, in caso di inottemperanza, sarebbe stata irrogata la sanzione pecuniaria e disposta l’acquisizione dei beni ex art. 15, l. reg. Lazio n. 1/2008. Trattasi di atti aventi carattere strettamente vincolato, quale ineludibile approdo dell’accertamento, non contestato, dell’inottemperanza all’ordinanza di demolizione, ex art. 31, d.P.R. n. 380/2001 e dell’art. 15 della l. reg. n. 15/2008, con la conseguenza che risulta sufficiente una motivazione che riporti il presupposto della mancata ottemperanza.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 02/03/2022, n.2483

Motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse

La demolizione di un immobile abusivo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell’abuso. Il principio in questione non ammette deroghe neppure nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione intervenga a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso stesso e il trasferimento non denoti intenti elusivi dell’onere di ripristino.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 01/03/2022, n.1375

L’abusività delle opere realizzate

L’ordinanza di demolizione di un abuso edilizio non richiede alcuna specifica motivazione, in quanto l’abusività costituisce di per sé motivo sufficiente per l’adozione della misura repressiva, accertamento effettuato e adeguatamente documentato nel caso di specie con l’analitica descrizione dei volumi abusivamente realizzati in zona agricola, sottoposta a vincolo paesaggistico, con l’ulteriore conseguenza che, ai fini dell’adozione di un’ordinanza di demolizione di immobile abusivo, non è necessaria una esplicita motivazione in merito alla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale al ripristino della legalità violata.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 01/03/2022, n.1375

Ordine di demolizione: ha natura amministrativa

In materia di reati concernenti violazioni edilizie, l’ordine di demolizione del manufatto abusivo non è sottoposto alla disciplina della prescrizione stabilita dall’art. 173 c.p. per le sanzioni penali, avendo natura di sanzione amministrativa a carattere ripristinatorio, priva di finalità punitive e con effetti che ricadono sul soggetto che è in rapporto col bene, indipendentemente dal fatto che questi sia l’autore dell’abuso.

Cassazione penale sez. III, 17/02/2022, n.7631

Omessa notifica dell’ordine di demolizione

L’omessa notifica dell’ordinanza di demolizione a tutti i comproprietari determina l’inefficacia del provvedimento limitatamente ai soggetti, in ipotesi, comproprietari per i quali è mancata la notifica; questi ultimi potranno impugnare il provvedimento sanzionatorio facendo valere autonomamente le proprie ragioni entro i termini che decorrono dalla conoscenza dell’ingiunzione.

Consiglio di Stato sez. VI, 11/02/2022, n.998

Ordine di demolizione: non richiede una valutazione specifica delle ragioni di interesse pubblico

L’ordine di demolizione, nell’ambito degli abusi edilizi, è atto vincolato che non richiede una valutazione specifica delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione di quest’ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati.

Consiglio di Stato sez. VI, 11/02/2022, n.998

Istanza di accertamento di conformità

La presentazione di un’istanza di accertamento di conformità non rende illegittima l’ordinanza di demolizione già adottata, ma comporta un mero arresto dell’efficacia della stessa, che perdura solo fino alla formazione del silenzio rigetto e, decorso infruttuosamente il termine di sessanta giorni normativamente previsto per l’esame dell’istanza, l’ordine di demolizione riacquista la sua efficacia.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 09/02/2022, n.868

Sospensione dell’ordine di demolizione

La validità ovvero l’efficacia dell’ordine di demolizione non risultano pregiudicate dalla successiva presentazione di un’istanza di sanatoria, posto che nel sistema non è rinvenibile una previsione dalla quale possa desumersi un tale effetto, dovendo ritenersi che l’efficacia dell’atto sanzionatorio sia soltanto sospesa, cioè che l’atto sia posto in uno stato di temporanea quiescenza.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 09/02/2022, n.868

Interventi edilizi ricadenti in zona assoggettata a vincolo paesaggistico

Ove gli illeciti edilizi ricadano in zona assoggettata a vincolo paesaggistico, stante l’alterazione dell’aspetto esteriore, gli stessi risultano soggetti alla previa acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica, con la conseguenza che, quand’anche si ritenessero le opere pertinenziali o precarie e, quindi, assentibili con mera DIA, l’applicazione della sanzione demolitoria è, comunque, doverosa ove non sia stata ottenuta alcuna autorizzazione paesistica.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 08/02/2022, n.419

Perdita del sedime

Con riferimento agli interventi effettuati in assenza del permesso di costruire, in totale difformità o con varianti essenziali, deve rilevarsi come la perdita del sedime, ex art. 31 d.P.R. n. 380/2001, sia un effetto che deriva dall’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 07/02/2022, n.1401

Inottemperanza all’ordine demolitorio

La perdita della proprietà del sedime ex art. 31, comma 3, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, è un effetto che, come precisato nel successivo comma 4, deriva dall’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione. In linea di principio, non specificando il comma 3 e il comma 4 il momento nel quale l’area di sedime va determinata ai fini della successiva acquisizione, l’Amministrazione può indicarla sia nel provvedimento di accertamento dell’abuso che ne ordina la demolizione (consentendo in questo caso al destinatario la maggiore consapevolezza delle conseguenze delle proprie scelte di acquiescenza o meno all’ordine dell’autorità ed essendo, in tal caso, doverosa la motivazione della predeterminazione di un’estensione maggiore di quella minima, ossia quella necessaria secondo lo strumento urbanistico ad esprimere la volumetria della cui abusività si tratta, nei limiti massimi meglio precisati dalla norma), sia nel provvedimento di accertamento dell’inottemperanza (che costituisce il titolo per l’immissione in possesso).

Quando l’Ente predetermina l’estensione della superficie nel primo dei due provvedimenti, il secondo è meramente conseguenziale, essendo stato esercitato il procedimento a monte; se tale atto è inoppugnato, l’accertamento dell’inottemperanza registrerà un effetto di legge già compiutosi anche in relazione all’estensione dell’area come prevista nella determina che ordinava la demolizione.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 07/02/2022, n.1401

Verbale dei vigili di accertamento dell’inottemperanza

Si deve distinguere tra il ricorso proposto contro il mero verbale di accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione redatto dai vigili, inammissibile in quanto incentrato su atto avente valore endoprocedimentale ed efficacia meramente dichiarativa delle operazioni effettuate durante l’accesso ai luoghi, dal ricorso, questo sì ammissibile, avverso il formale atto di accertamento adottato dalla competente autorità amministrativa, ai sensi dell’art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, che, facendo propri gli esiti del mero verbale, sancisce l’effetto acquisitivo e costituisce, previo notifica all’interessato, titolo per l’immissione in possesso del bene e per la trascrizione nei RR.II.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 03/02/2022, n.315

Acquisizione delle opere abusive al patrimonio comunale

Ai fini dell’acquisizione delle opere abusive al patrimonio comunale deve ritenersi irrilevante la mancanza della previa notifica di un verbale, o atto di accertamento di inottemperanza alla demolizione, in considerazione del fatto che l’effetto acquisitivo si produce a seguito dell’inutile scadenza del termine fissato nell’ordine di demolizione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 02/02/2022, n.744

Ordine di demolizione: è dovuta la comunicazione di avvio del procedimento?

Con particolare riferimento all’ordine di demolizione di opere abusive, in relazione alla natura vincolata del potere sanzionatorio repressivo, estrinsecato attraverso il provvedimento con il quale viene ingiunta la demolizione delle opere edilizie abusive, deve rilevarsi come non sia dovuta, anche a prescindere dall’applicazione dell’art. 21 -octies della L. n. 241/1990, la comunicazione d’avvio del procedimento.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. II, 01/02/2022, n.311

Adozione dell’ordine di demolizione

L’ordine di demolizione, così come tutti i provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, costituisce un atto vincolato, per la cui adozione non è richiesto uno specifico apprezzamento delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione di quest’ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, né tantomeno una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. II, 01/02/2022, n.311

Impugnazione di un’ordinanza di demolizione: non sono configurabili controinteressati

In materia di costruzioni abusive, nello specifico con riferimento all’impugnazione dell’ordine di demolizione, deve essere precisato che solitamente nell’impugnazione di un’ordinanza di demolizione non sono configurabili controinteressati nei confronti dei quali sia necessario instaurare un contraddittorio, ciò anche nell’ipotesi in cui sia palese la posizione di vantaggio che scaturirebbe per il terzo dall’esecuzione della misura repressiva.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria), 01/02/2022, n.73

Buona fede del proprietario dell’immobile abusivo

L’estraneità all’abuso e la buona fede diventano rilevanti solo quando si passa dal comma 2 al comma 3 dell’art. 31, d.P.R. n. 380/2001, ossia quando è necessario valutare in che modo l’ordine di demolizione possa essere ottemperato. E’ nella fase dell’ottemperanza che il proprietario può distinguere la sua posizione da quella dell’autore dell’abuso, evitando la responsabilità solidale con quest’ultimo e le relative conseguenze.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 01/02/2022, n.79

Repressione degli abusi edilizi

Non sussiste, nell’ambito delle misure di repressione degli abusi edilizi, alcuna necessità di motivare in modo particolare un provvedimento col quale sia stata ordinata la demolizione di un manufatto, quando sia trascorso un lungo periodo di tempo tra l’epoca della commissione dell’abuso e la data dell’adozione dell’ingiunzione di demolizione.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 31/01/2022, n.48

Demolizione: cosa deve dimostrare il privato?

In presenza di un ordine di demolizione, l’onere di dimostrare che le opere sono legittime essendo state realizzate legittimamente senza titolo ante 1967, sicché rientrano fra quelle per cui non era richiesto un titolo ratione temporis, incombe sul privato a ciò interessato, unico soggetto a essere nella disponibilità di documenti e di elementi di prova, in grado di dimostrare con ragionevole certezza l’epoca di realizzazione del manufatto .

Consiglio di Stato sez. VI, 27/01/2022, n.570

Come stabilire se il proprietario di una costruzione abusiva è destinatario dell’ordine di demolizione?

Per stabilire se il proprietario di una costruzione abusiva possa essere destinatario dell’ordine di demolizione, non è necessario stabilire se lo stesso sia responsabile dell’abuso, in quanto la stessa disposizione si limita a prevedere la legittimazione passiva del proprietario non responsabile all’esecuzione dell’ordine di demolizione.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 27/01/2022, n.215

La mancata impugnazione dell’ordine demolitorio

La mancata impugnazione dell’ordine di demolizione non può incidere sull’ammissibilità del ricorso avverso il successivo diniego della domanda di rilascio di un permesso di costruire in sanatoria, la cui presentazione, semmai, presuppone proprio il riconoscimento della natura abusiva dell’opera, in quanto realizzata in assenza di un titolo legittimante.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 14/06/2021, n.544

Costruzione abusiva: conseguenze

In caso di abusi edilizi, sotto l’aspetto repressivo, l’ordine di demolizione, come tutti i provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, è atto vincolato (conseguente, peraltro, alla commissione di un reato), che non richiede una valutazione specifica delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione di quest’ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, né ancora una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale alla demolizione, non potendo neppure ammettersi l’esistenza di un affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva, che il tempo non può giammai legittimare.

Consiglio di Stato sez. VI, 11/06/2021, n.4534

Inerzia mantenuta dagli autori dell’abuso edilizio di fronte ad un ordine demolitorio

La sanzione pecuniaria prevista dall’art. 31, comma 4 bis, d.P.R. n. 380/2001 non è una conseguenza dell’abuso edilizio, risalente nel tempo, ma dell’inerzia mantenuta dagli autori di fronte ad un ordine di demolizione. Se, dunque, l’inerzia si è prolungata dopo l’entrata in vigore della norma sanzionatoria e dopo l’imposizione del vincolo paesistico, per un tempo sufficiente a coprire il termine di ottemperanza stabilito nell’ordine di demolizione, i soggetti rimasti inerti devono essere assoggettati alla sanzione pecuniaria e tale sanzione resta fissata nella misura massima prevista a tutela del vincolo paesistico.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 07/06/2021, n.512

Perdita della proprietà senza margini di libero apprezzamento della PA

Gli autori delle opere abusive, una volta accertata l’inottemperanza a un ordine di demolizione, non possono chiedere la restituzione del terreno ex art. 42 bis, d.P.R. n. 327/2001, conseguendo la perdita della proprietà direttamente senza margini di libero apprezzamento e di discrezionalità amministrativa all’inottemperanza.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 07/06/2021, n.512

Tardiva adozione del provvedimento demolitorio

Nel caso di tardiva adozione del provvedimento di demolizione, la mera inerzia da parte dell’Amministrazione nell’esercizio di un potere / dovere finalizzato alla tutela di rilevanti finalità di interesse pubblico non è idonea a far divenire legittimo ciò che (l’edificazione sine titulo ) è sin dall’origine illegittimo. Allo stesso modo, tale inerzia non può certamente radicare un affidamento di carattere legittimo in capo al proprietario dell’abuso, giammai destinatario di un atto amministrativo favorevole idoneo a ingenerare un’aspettativa giuridicamente qualificata. In definitiva, non si può applicare a un fatto illecito (l’abuso edilizio) il complesso di acquisizioni che, in tema di valutazione dell’interesse pubblico, è stato enucleato per la diversa ipotesi dell’autotutela decisoria.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 04/06/2021, n.1380

Adozione ordine di demolizione: deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento?

Ai fini dell’adozione dei provvedimenti sanzionatori di abusi edilizi, stante la natura vincolata degli stessi, non è necessaria la preventiva comunicazione dell’avvio del procedimento.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 03/06/2021, n.3708

Domanda di accertamento di conformità

Nel caso in cui venga presentata una domanda di accertamento di conformità, l’efficacia dell’ordine di demolizione subisce un arresto, ma tale inefficacia opera in termini di mera sospensione e, in caso di rigetto, l’ordine demolitorio riacquista la sua efficacia.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 03/06/2021, n.3702

Ordine di demolizione: è necessaria la motivazione delle ragioni di pubblico interesse?

Il provvedimento con cui viene ingiunta, sia pure tardivamente, la demolizione di un immobile abusivo e giammai assistito da alcun titolo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell’abuso neanche nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione intervenga a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso, il titolare attuale non ne sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi dell’onere di ripristino.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 01/06/2021, n.3684

Indicazione dell’area da acquisire al patrimonio comunale

L’indicazione dell’area da acquisire al patrimonio comunale, in caso di inottemperanza all’ordinanza di demolizione, non è un requisito necessario ai fini dell’ingiunzione di demolizione, bensì dell’eventuale acquisizione al patrimonio comunale, che costituisce misura sanzionatoria distinta dall’ordinanza di demolizione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 24/05/2021, n.3381

Rapporto tra istanza di sanatoria e ordine di demolizione

È illegittima l’ordinanza di demolizione di opere abusive emessa in pendenza del termine o in presenza della già avvenuta presentazione della istanza di condono edilizio, poiché, in pendenza del termine per la presentazione di tali domande, tutti i procedimenti sanzionatori in materia edilizia sono sospesi.

Consiglio di Stato sez. IV, 21/05/2021, n.3949

Costruzioni abusive

In tema di costruzioni abusive, mentre per l’area di sedime l’automatismo dell’effetto acquisitivo, che si verifica ope legis per effetto della mera inottemperanza all’ordine di demolizione, rende superflua ogni motivazione sul punto ulteriore alla semplice identificazione dell’abuso, l’individuazione dell’ulteriore area la cui acquisizione è parimenti doverosa va motivata, volta per volta.

Consiglio di Stato sez. IV, 21/05/2021, n.3949

Ordine di demolizione: a chi è rivolto?

L’ordine di demolizione deve essere rivolto a colui che abbia la disponibilità materiale dell’opera abusiva indipendentemente dal fatto che l’abbia concretamente realizzata; la notifica deve ritenersi andata a buon fine nei confronti del soggetto che, al momento dell’adozione del provvedimento deteneva l’immobile, pur non responsabile dell’abuso.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 10/05/2021, n.422

Adozione dell’ordine di demolizione di un’opera abusiva

Ai fini dell’adozione dell’ordine di demolizione di un’opera abusiva, non è necessaria l’individuazione dell’area da acquisire gratuitamente al patrimonio comunale in caso di inerzia del soggetto obbligato al ripristino dello stato dei luoghi, in quanto l’individuazione può avvenire col successivo atto con cui si accerta l’inottemperanza all’ordine di demolizione.

Consiglio di Stato sez. VI, 10/05/2021, n.3659

L’acquisizione del bene

L’acquisizione del bene a seguito dell’inottemperanza dell’ordine di demolizione dell’opera abusiva concerne ordinariamente non solo il bene e la relativa area di sedime, ma anche l’area necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. I, 06/05/2021, n.673

Inottemperanza all’ordine di demolizione

L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale costituisce una misura di carattere sanzionatorio, automaticamente conseguente all’inottemperanza all’ordine di demolizione: non osta quindi all’acquisizione, né assume rilevanza, il tempo trascorso dalla realizzazione dell’abuso e l’affidamento eventualmente riposto dall’interessato sulla legittimità delle opere realizzate.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 13/06/2019, n.7681

Richiesta di condono edilizio e comunicazione di avvio del procedimento

Nel caso di procedimenti avviati ad istanza di parte, quale è la richiesta di condono edilizio, non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento, mentre tale comunicazione è necessaria, in ragione del suo carattere doveroso, per l’ordine di demolizione.

Consiglio di Stato sez. II, 13/06/2019, n.3960

Mancata comunicazione al responsabile di un abuso edilizio

La mancata comunicazione al responsabile di un abuso edilizio, non comporta l’illegittimità dell’ordine di demolizione, in quanto si tratta di un procedimento sanzionatorio previsto ex lege, che l’interessato è tenuto a conoscere a prescindere dall’esplicitazione fattane nell’ordine di demolizione.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. II, 10/06/2019, n.1540

Ordine di demolizione: richiede la motivazione?

L’ordine di demolizione, essendo un atto vincolato e necessario, non richiede nessun’altra motivazione se non l’accertamento del carattere abusivo dell’opera edilizia.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 04/06/2019, n.3014

Ordine di demolizione: è un atto vincolato

L’ordine di demolizione, avendo natura vincolata, non necessita di una specifica motivazione sull’interesse pubblico attuale, né della comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio.

Consiglio di Stato sez. IV, 27/05/2019, n.3432

Ordine di demolizione di un immobile abusivo

L’ordine di demolizione di un immobile abusivo è un provvedimento a carattere vincolato, pertanto non è richiesta una specifica motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 23/05/2019, n.2777

Concreto interesse pubblico alla rimozione dell’abuso

L’ordine di demolizione è un atto vincolato, per la cui adozione è necessaria solamente la verifica dell’abusività, non essendo richiesta una specifica motivazione circa la ricorrenza del concreto interesse pubblico alla rimozione dell’abuso; l’Amministrazione infatti, una volta verificata la sussistenza dei manufatti abusivi, ha il dovere di adottare tale sanzione, essendo la relativa ponderazione tra l’interesse pubblico e quello privato compiuta a monte dal legislatore.

Consiglio di Stato sez. II, 20/05/2019, n.3208

Adozione dell’ordine di demolizione

Per l’adozione dell’ordine di demolizione, essendo lo stesso un atto vincolato, non è necessaria la valutazione specifica delle ragioni di interesse pubblico, né la comparazione di questi con gli interessi privati coinvolti, non essendo neppure necessaria una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione.

Consiglio di Stato sez. VI, 13/05/2019, n.3115

Carattere abusivo dell’intervento edilizio

Il tempo trascorso fra la realizzazione dell’abuso e l’adozione dell’ordine di demolizione non determina, in capo al privato, l’insorgenza di uno stato di legittimo affidamento e né innesta in capo all’amministrazione uno specifico onere di motivazione, ciò in quanto il decorso del tempo rafforza il carattere abusivo dell’intervento edilizio.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. II, 09/05/2019, n.2500

Ordine di demolizione di immobile abusivo: è atto dovuto?

Qualora un intervento edilizio sia stato realizzato in assenza del prescritto titolo abilitativo, l’ordine di demolizione rappresenta un atto dovuto, mentre la possibilità di non procedere alla rimozione delle parti abusive, qualora ciò comporti un pregiudizio alle parti legittime, costituisce solo una eventualità della fase esecutiva.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. III, 08/05/2019, n.686

Sanzione amministrativa obbligatoria accessoria dell’ordine di demolizione di costruzione abusiva

In quanto sanzione amministrativa obbligatoria accessoria, l’omessa applicazione dell’ordine di demolizione della costruzione abusiva da parte del giudice che ha pronunciato la sentenza ex art. 444 c.p.p. deve essere corretta dal medesimo giudice mediante la procedura di cui all’art. 130 c.p.p.

Cassazione penale sez. III, 07/05/2019, n.25064

Ponderazione tra l’interesse pubblico e quello privato

L’ordine di demolizione, essendo un atto vincolato, non necessita di una specifica motivazione circa la ricorrenza del concreto interesse pubblico alla rimozione dell’abuso; qualora, infatti, sia verificata la sussistenza dei manufatti abusivi, l’amministrazione ha il dovere di adottare tale misura, essendo la relativa ponderazione tra l’interesse pubblico e quello privato compiuta a monte dal legislatore.

Consiglio di Stato sez. VI, 30/04/2019, n.2821



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