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Servitù parcheggio: ultime sentenze

1 Settembre 2019
Servitù parcheggio: ultime sentenze

Leggi le sentenze più recenti su: servitù di parcheggio; diritto personale di godimento; parcheggio della macchina su fondo altrui; trasferimento della servitù di parcheggio; manifestazione di un possesso a titolo di proprietà del suolo; parcheggio sul fondo servente.

Servitù di parcheggio e diritto personale di godimento: quali sono le differenze?

La servitù di parcheggio va distinta dal diritto personale di godimento. A tal fine occorre guardare anche al fondo servente il cui utilizzo no può mai risultare del tutto inibito. La servitù consiste infatti nella conformazione del diritto di proprietà in modo divergente dallo statuto legale. La servitù non è compatibile con lo svuotamento delle facoltà del proprietario del fondo servente al quale deve residuare la possibilità di utilizzare il fondo, pur con le restrizioni e limitazioni che discendono dal vantaggio concesso al fondo dominante.

Quindi l’asservimento del fondo servente deve essere tale da non esaurire ogni risorsa ovvero ogni utilità che il fondo servente può dare e il proprietario deve poter continuare a fare ogni e qualsiasi uso del fondo che non confligga con l’utilitas concessa. Diversamente si è fuori dallo schema tipico della servitù.

Tribunale Genova sez. III, 15/03/2018, n.774

Servitù di parcheggio: configurabilità 

In tema di servitù, lo schema previsto dall’art. 1027 c.c. non preclude in assoluto la costituzione di servitù avente ad oggetto il parcheggio di un’autovettura su fondo altrui, a condizione che, in base all’esame del titolo e ad una verifica in concreto della situazione di fatto, tale facoltà risulti essere stata attribuita come vantaggio in favore di altro fondo per la sua migliore utilizzazione.

Cassazione civile sez. II, 06/07/2017, n.16698

Domanda di usucapione per le servitù di passo carrabile e di parcheggio

La natura della scalinata, la sua conformazione, la sua lunghezza, l’altezza dei gradini sono tutti elementi che consentono di ritenere infondata la pretesa degli appellanti di acquisto per usucapione di una servitù di passo carrabile in detto sito. Anche a non voler considerare l’assenza di opere visibili che avrebbero dovuto denotare l’animus possidendi del bene, non si vede come sia ipotizzabile un costante, pacifico e non clandestino transito con mezzi in un luogo che è, con assoluta evidenza, deputato esclusivamente al transito di pedoni.

Anche per la domanda relativa alla servitù di parcheggio si osserva che i testi hanno genericamente riferito della possibilità di lasciare la propria autovettura da parte di chiunque, motivo per cui non può ritenersi raggiunta la prova di un esercizio esclusivo di detta facoltà da parte degli appellanti con modalità tali, ivi compresa la presenza di segni visibili, da consentire l’accoglimento della loro domanda.

Corte appello Brescia sez. II, 20/01/2017, n.90

Parcheggio di un’autovettura su un immobile di proprietà altrui

In tema di servitù, lo schema previsto dall’art. 1027 c.c. non preclude in assoluto la costituzione di servitù aventi ad oggetto il parcheggio di un’autovettura su un immobile di proprietà altrui, a condizione che, in base all’esame del titolo, tale facoltà risulti essere stata attribuita a diretto vantaggio del fondo dominante, per la sua migliore utilizzazione, quale “utilitas” di carattere reale.

Cassazione civile sez. II, 18/03/2019, n.7561

Acquisto dell’immobile e trasferimento della servitù di parcheggio

La servitù di parcheggio è trasferita autonomamente al momento dell’acquisto dell’immobile anche se nel rogito ciò viene riportato con formule generiche e non previsto specificamente.

Cassazione civile sez. II, 24/08/2015, n.17075

Parcheggiare la propria autovettura nel cortile condominiale: è servitù di parcheggio?

Il diritto di parcheggiare la propria autovettura nel cortile condominiale non costituisce una “servitù di parcheggio”; il parcheggio dell’auto, invero, non rientra nello schema di alcun diritto di servitù, difettando la caratteristica tipica di detto diritto, ovverosia la realità (inerenza al fondo dominante dell’utilità così come al fondo servente del peso), in quanto la comodità di parcheggiare l’auto per specifiche persone che accedono al fondo non può valutarsi come un’utilità inerente al fondo stesso, trattandosi di un vantaggio del tutto personale dei proprietari.

(Nella specie, la Corte ha ritenuto che proprio la comprovata assenza della suddetta inerenza al fondo dominante costituisse il principale ostacolo alla qualificazione del diritto in termini di servitù, ben potendo l’utilità ritratta dal parcheggiare l’auto essere a favore anche di soggetti non titolari di un diritto di proprietà).

Corte appello Napoli sez. II, 24/01/2013

Nullità per impossibilità dell’oggetto

Il contratto con cui si costituisce una servitù prediale di parcheggio o si riconosce una servitù di parcheggio già esistente è nullo per impossibilità dell’oggetto e tale nullità può essere dedotta ex officio per la prima volta anche nel giudizio di legittimità ai sensi dell’art. 1421 c.c.

Cassazione civile sez. II, 06/11/2014, n.23708

Parcheggio di autovetture e acquisto per usucapione

Il parcheggio di autovetture costituisce manifestazione di un possesso a titolo di proprietà del suolo, non anche estrinsecazione di un potere di fatto riconducibile al contenuto di un diritto di servitù, del quale difetta la “realitas”, intesa come inerenza al fondo dominante dell’utilità, così come al fondo servente del peso; pertanto, l’acquisto per usucapione della servitù di parcheggio è impedito oltre che dall’eventuale assenza delle opere richieste dall’art. 1061 c.c., anche dalla natura meramente personale dell’utilità.

Cassazione civile sez. II, 07/03/2013, n.5769

Azione negatoria servitutis e onere della prova 

L’azione negatoria servitutis mira alla negazione di qualsiasi diritto, anche dominicale, affermato dal terzo sulla res dell’attore e, dunque, non soltanto all’accertamento dell’inesistenza della pretesa servitù ma anche al conseguimento della cessazione della situazione antigiuridica posta in essere dal vicino, al fine di ottenere la libertà del fondo. Tale azione si differenzia dall’azione di rivendicazione, caratterizzata invece da un eventuale conflitto tra titoli.

Pertanto, l’onere della prova che grava sull’attore nel possesso del bene è meno rigoroso che nell’azione di rivendicazione, essendo sufficiente provare l’esistenza del titolo di proprietà e anche il possesso del terreno qualora il convenuto eccepisca l’intervenuta usucapione.

Nel caso di specie, qualificandola come negatoria servitutis, il Tribunale ha accolto la domanda volta a dichiarare l’inesistenza di diritti di servitù di passaggio e di parcheggio in favore della proprietà del convenuto sulla corte esclusiva di pertinenza del locale garage dell’attore.

Tribunale Frosinone, 12/10/2018, n.920

Autorimessa e parcheggio e pertinenze condominiali

Il diritto di parcheggiare la propria autovettura nel cortile condominiale non costituisce una “servitù di parcheggio” né è comunque qualificabile come diritto reale. Tale diritto non può dunque essere tutelato con l’azione di reintegra.

Cassazione civile sez. II, 13/09/2012, n.15334

Parcheggio sul fondo servente

Nel caso in cui la disponibilità di uno spazio adibito a parcheggio sul fondo servente migliori l’utilizzazione del fondo dominante e rivesta pertanto il carattere della immanenza e della predialità, nulla osta alla possibilita della costituzione della servitù di parcheggio che come tale può essere altresì oggetto di possesso e dunque, a prescindere dal requisito dall’apparenza, e tutelabile con le azioni di cui agli art. 1168 e ss. c.c.

Tribunale Sulmona, 27/11/2009, n.677



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