Politica | Articoli

Governo: toto ministri e vicepremier

29 Agosto 2019
Governo: toto ministri e vicepremier

Anche Bankitalia tra i nomi, nodo vice da sciogliere. Ipotesi Orlando capogruppo dem alla Camera e Delrio alle Infrastrutture.

Nonostante il nodo vicepremier, ancora da sciogliere, gli azionisti del Governo ‘giallorosso’ continuano a lavorare alle tessere del puzzle della squadra di ministri. Il ‘ping pong’ di questi giorni tra Pd e M5S è diventato adesso più articolato, con l’ingresso formale in campo del premier incaricato Giuseppe Conte. A rivelarlo è la nota agenzia stampa Adnkronos.

Prima delle liste dei papabili c’è, appunto, la decisione sulla casella dei vicepremier da riempire. O da lasciare vuota, perché non è escluso che alla fine Conte resti senza vice.

Secondo fonti parlamentari, nel primo caso per il Pd circola il nome di Dario Franceschini. Nel M5S, invece, potrebbe spuntarla Vincenzo Spadafora (abbinato anche al ministero della Famiglia con delega alle Pari opportunità) invece di Luigi Di Maio. Senza vicepremier, al Pd andrebbe il sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Franceschini in ‘pole’. Ma, anche in omaggio a quella parità di genere molto sentita da Zingaretti, si parla anche di Paola De Micheli.

L’altra questione prioritaria è la scelta del ministro dell’Economia, una scelta che non potrà essere fatta all’oscuro del Quirinale.

L’identikit di un tecnico di peso, capace di dare subito un segno ai mercati, sarebbe sempre in campo. Il profilo potrebbe essere quello di Marco Buti, direttore generale per gli Affari economici della Commissione Ue, o dell’ex ragioniere generale Daniele Franco. Ma, da qualche ora, gli ambienti parlamentari hanno iniziato a guardare a Bankitalia, che potrebbe offrire diversi nomi di peso. A partire da quello del neo dg Fabio Panetta, che nel maggio scorso è arrivato al vertice di Palazzo Koch anche con l’ok del Quirinale.

Altra casella chiave, che certo andrà occupata in armonia con il Colle, è il ministro degli Esteri. Circola sempre Paolo Gentiloni, che, però, viene anche abbinato alla casella del Commissario Ue, o la conferma di Enzo Moavero Milanesi.

All’Interno, la questione è un tecnico o un politico: nel primo caso potrebbero essere Mario Morcone (arci nemico dei dl sicurezza), Franco Gabrielli o Raffaele Cantone. Se no, Emanuele Fiano e Lorenzo Guerini (vicino anche alla casella Regioni) potrebbero essere i candidati del Pd.

La Difesa dovrebbe toccare al M5S, con Elisabetta Trenta. Ma, a seconda di come finirà la partita dei vice, potrebbe essere l’approdo di Di Maio.

Alla Giustizia i pentastellati premono per la conferma di Alfonso Bonafede, che potrebbe andare in porto. Perché il candidato più forte del Pd, Andrea Orlando, viene dato in calo. Per lui ci sarebbe il posto di capogruppo alla Camera, con il ritorno di Graziano Delrio al Governo, alle Infrastrutture.

Ma al ministero di Porta Pia il M5S vorrebbe uno dei suoi: Stefano Patuanelli. E, a proposito di capigruppo 5 Stelle, anche Francesco D’Uva potrebbe accasarsi a Governo.

Anche lo Sviluppo è oggetto di confronto tra i due azionisti ‘giallorossi’: il Nazareno lo vorrebbe, per Paola De Micheli o Maurizio Martina (in corsa anche per le Regioni). Ma lo reclama anche il M5S, che di contro lascerebbe l’Economia ai dem. Riccardo Fraccaro viene dato per certo, ma potrebbe traslocare alle Riforme o alla Pa.

Il ministero dei Rapporti con il Parlamento potrebbe essere ereditato da Ettore Rosato.

Il Pd starebbe spingendo per avere il Lavoro (Tommaso Nannicini, Teresa Bellanova o Luigi Marattin i nomi che circolano). Un tema a parte è la parità di genere: Zingaretti si è impegnato pubblicamente e anche nel M5S la questione è aperta.

Così, al Sud potrebbe restare Barbara Lezzi, alla Salute Giulia Grillo (ma sono forti le voci che danno anche Giorgio Trizzino e Pierpaolo Sileri), all’Ambiente andrebbe Rossella Muroni, anche se per Leu circola anche il nome di Roberto Speranza. Tra le donne dem nel totoministri ci sono però anche Marina Sereni, Simona Malpezzi, Anna Ascani, Lorenza Bonaccorsi.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube