Partono i controlli sugli assegni nucleo familiare

30 Agosto 2019 | Autore:
Partono i controlli sugli assegni nucleo familiare

Un nuovo programma per eseguire controlli anche preventivi all’erogazione degli assegni, incrociando i dati reddituali per verificare il diritto a percepirli.

Partono i controlli sugli assegni per il nucleo familiare: l’Inps con un messaggio [1] ha comunicato di aver realizzato una piattaforma informatica che verificherà, anche in forma automatizzata, i requisiti personali e reddituali per avere diritto all’assegno.

Tutto questo al fine evidente di contrastare la percezione di assegni al nucleo familiare non spettanti. Finora non era così facile verificare la spettanza degli assegni familiari, perché il reddito per beneficiarne veniva dichiarato in partenza mentre i controlli avvenivano solo a posteriori, dopo i conguagli del datore e le dichiarazioni dei redditi consolidati annuali del lavoratore ed alcuni ne approfittavano per incassare gli importi nel frattempo; il recupero successivo da parte dell’Istituto era spesso molto difficile.

L’aspetto di maggior interesse è che i controlli non saranno più soltanto successivi, cioè ad erogazione avvenuta, ma anche preventivi, in modo da evidenziare al più presto possibile e già in fase di presentazione della domanda se ci sono difformità tra i dati dichiarati e quelli presenti negli archivi Inps.

Inoltre l’Inps, in questo primo anno di operatività della nuova procedura, si aggancerà anche all’Agenzia delle Entrate per acquisire le informazioni reddituali presenti nell’Anagrafe tributaria in modo da verificare la spettanza del diritto a percepire gli assegni. Tutto questo avverrà semplicemente inviando all’Agenzia la lista dei codici fiscali dei richiedenti.

Il richiedente “dimentica” di indicare nella domanda che il coniuge percepisce un proprio reddito; l’Inps non si accontenterà della dichiarazione di partenza, ma grazie ai codici fiscali del nucleo familiare verificherà anche, con la nuova procedura, il reddito di ciascuno dei componenti. Così sarà trovato questo ulteriore importo del coniuge, che alza la soglia complessiva. L’assegno familiare non spetterà e non verrà erogato.

La stessa procedura per ottenere gli assegni familiari diventa “blindata” in quanto nella domanda andranno specificati in maniera puntuale dai richiedenti i dati reddituali, e l’Inps bloccherà la richiesta in partenza se constaterà che mancano i requisiti necessari per autorizzare il beneficio.

Il richiedente indica in domanda di essere separato o divorziato; l’Inps verifica che invece non c’è una separazione omologata o un divorzio e respingerà la domanda in partenza, senza autorizzare l’erogazione degli assegni.

Ci saranno anche controlli successivi che opereranno su due fronti:

  • il primo prenderà ad esame le dichiarazioni dei redditi dei lavoratori, per evidenziare se gli importi degli assegni familiari erogati dall’Inps fossero superiori a quelli spettanti; questo potrebbe verificarsi se il lavoratore avesse comunicato redditi inferiori a quelli effettivi;
  • il secondo controllerà i conguagli effettuati dal datore di lavoro, in modo da far emergere i casi in cui questi importi siano stati maggiori di quelli comunicati dall’Istituto previdenziale.

Visti i tempi di presentazione delle dichiarazioni dei redditi ai fini Irpef, nei prossimi mesi l’Inps inizierà a controllare i dati relativi all’anno di imposta 2017, in modo da ottenere dall’Agenzia Entrate le situazioni consolidate.


note

[1] Messaggio n.3142 del 29 agosto 2019, punto 3, “Verifiche e controlli”.


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