Business | Articoli

Perché lo spread sta scendendo?

30 Agosto 2019
Perché lo spread sta scendendo?

Qual è la condizione attuale dell’economia italiana? Il nuovo Governo è in grado di garantire maggiore stabilità e fiducia da parte degli investitori?

La crisi di governo e la nascita del Governo Conte-bis ha segnato un netto calo dello spread: il rendimento dei Btp, i titoli di Stato a 10 anni, non è mai stato così basso toccando all’ultima asta lo 0,96%. In più, il differenziale rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi è caduto a 167 punti, un livello record. Nel contempo, la nostra Borsa sta registrando un volume di scambi elevato: è, quindi, in crescita. I mercati, insomma, sembrano apprezzare la caduta del precedente esecutivo e la nascita di quello nuovo.

La domanda che tutti si pongono in queste ore è, dunque, questa: perché lo spread sta scendendo? Come può rassicurare un esecutivo di cui ancora non conosciamo né il programma, né i nomi? Possibile mai che la presenza di Salvini penalizzasse il nostro Paese agli occhi degli investitori e che, quindi, il suo allontanamento abbia calmato le acque? In parte è così, in altra parte il merito non è nostro.

Per capire perché lo spread sta scendendo dobbiamo fare un po’ di chiarezza su alcuni concetti.

Btp: il record

Il rendimento del Btp a 10 anni, per la prima volta nella storia, ha toccato un livello record (sul mercato secondario allo 0,91% e sul mercato primario allo 0,96%, con un calo di 60 punti base rispetto alla precedente operazione). Il precedente record risale a tre anni fa ed era stato pari all’1,14%.

Questi indici sono uno specchio di un’economia stabile e rassicurante. Sotto un aspetto pratico, però, se l’inflazione dovesse salire sopra l’1% (così come l’Europa sta tentando di fare per riportare a galla la nostra economia), per il risparmiatore potrebbe non essere più conveniente acquistare Btp. Difatti, un rendimento inferiore all’inflazione verrebbe eroso dal tempo e, alla scadenza dei titoli, l’acquirente si troverebbe restituita una somma inferiore a quella che aveva inizialmente speso. Ma questo è il prezzo da pagare per un investimento oggi ritenuto sicuro. Tanto più, infatti, è solida l’economia di un Paese, tanto più è basso il rendimento dei titoli di Stato. Difatti, con l’allontanamento di un eventuale default, lo Stato non ha bisogno di alzare gli interessi per rendere appetibili i propri titoli. Ecco, dunque, perché il tasso di interesse dei Btp è lo specchio dell’andamento economico di una nazione.

Perché lo spread sta scendendo ora?

La forte domanda di titoli italiani, spinta dalle rassicurazioni sulla nostra economia, ha consentito dunque al nostro Paese di abbassare i tassi di interesse dei titoli di Stato senza perdere “acquirenti”.

Se non ci fosse stata domanda, avremmo dovuto alzare i rendimenti e, con l’incremento di interessi, sarebbe anche salito il nostro debito pubblico. Non possiamo, infatti, permetterci che un’asta dei titoli di Stato vada deserta: se così dovesse succedere, la macchina della pubblica amministrazione smetterebbe di funzionare: non avremmo così i soldi per pagare pensioni, stipendi ai pubblici dipendenti, assegni di disoccupazione, ecc. Si avrebbe così il default.

Ma perché gli investitori hanno acquistato così tanti titoli italiani proprio da quando c’è stata la crisi di governo e, ancor di più, nel giorno in cui il Presidente della Repubblica ha conferito a Giuseppe Conte l’incarico di formare un nuovo Esecutivo? Perché i nostri titoli si sono apprezzati rispetto a quelli tedeschi determinando così la discesa dello spread?

Innanzitutto, perché evidentemente gli investitori ritengono che la nuova compagine sia più solida rispetto alla precedente. Dopo quello Lega-M5s durato 445 giorni, l’auspicio dei mercati è che il Conte-bis – che si prepara a nascere sotto una maggioranza Pd-M5S – duri di più, magari fino a fine legislatura. Nonostante i dubbi degli operatori possano permanere, nel frattempo, i rendimenti italiani hanno beneficiato del fatto che, al momento, il partito anti-euro è passato all’opposizione.

Alcune proposte della Lega avevano destato molta preoccupazione nei mercati, una su tutte quella dei mini-bot che avrebbe fatto crescere il nostro debito e, quindi, determinato un rischio maggiore per il Paese. Questi elementi avevano convinto gli operatori economici a preferire i titoli tedeschi rispetto ai nostri, determinando, quindi, l’aumento dello spread. Ora, con l’uscita della Lega dal Governo, i mercati hanno ritenuto che il rischio di un fallimento italiano si sia ridotto se non azzerato.

Ma non è solo la politica interna a determinare l’abbassamento dello spread. C’è ancora una volta lo zampino di Mario Draghi. La Banca Europea ha, infatti, annunciato la riapertura dei forzieri per le banche: il cosiddetto quantitative easing. Si tratta di una misura di politica monetaria volta a stabilizzare l’economia europea. L’annuncio genera maggiore fiducia nella solidità della zona euro che, di conseguenza, si riflette anche sull’Italia.

Insomma, lo spread scende perché, da un lato, il nostro Stato offre maggiore solidità – almeno sul campo delle promesse – per i prossimi anni; dall’altro perché l’economia europea potrebbe riprendersi con le mosse della Bce.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA