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Disturbare telecamere videosorveglianza: quali rischi?

30 Agosto 2019
Disturbare telecamere videosorveglianza: quali rischi?

Chi danneggia la telecamera di proprietà privata o del condominio che riprende gli spazi comuni può essere denunciato?

Quella telecamera piazzata proprio nell’androne del tuo condominio ti ha sempre dato fastidio. Sapere che qualcuno potrebbe spiarti mentre scendi o sali le scale, mentre esci di casa o ricevi ospiti ti dà noia. Anche se, ti fanno sapere, l’apparecchio è conforme alle leggi sulla privacy e la sua presenza è stata resa nota dall’apposito cartello previsto dalla legge, non riesci proprio a sopportarlo. Così, anche per una questione di antipatia nei confronti dei tuoi vicini di casa e dell’amministratore, hai provato, un giorno, a spostare l’obiettivo con un bastone e a tagliare i fili. Lo hai fatto, ovviamente, con l’accortezza di non farti riprendere mentre eri intento nel tuo atto vandalico. Ora, però, ti ha raggiunto il timore di poter essere denunciato. Ti chiedi così quali rischi si corrono nel disturbare le telecamere di videosorveglianza.

A dare una risposta a questo quesito è stata una sentenza della Cassazione [1] che ha deciso proprio sul presunto danneggiamento operato a una telecamera di videosorveglianza condominiale, puntata sugli spazi comuni. Ecco qual è la sintesi della decisione.

Il danneggiamento è ancora reato?

Danneggiare un bene altrui non è più reato: è stato depenalizzato nel 2016 [2]. Ora, è semplicemente un illecito amministrativo punito con una sanzione tra 100 e 8mila euro a seconda della gravità del caso. Quindi, chi distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose (mobili o immobili) di altre persone non commette più reato. Ciò non toglie che non possa essere punito: spetterà, però, alla vittima agire con una normale azione civile di risarcimento del danno.

Resta, tuttavia, reato il danneggiamento aggravato. Questo si verifica tutte le volte in cui il danneggiamento è realizzato con un’azione violenta o con una minaccia alla vittima, in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico o di sciopero, o relative all’interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità. È aggravato anche il danneggiamento compiuto su edifici pubblici o destinati a utilizzo pubblico o all’esercizio di culto o su cose di interesse storico-artistico o su immobili in costruzione o in ristrutturazione. È, infine, aggravato il danneggiamento sulle cose «esposte alla fede pubblica» ossia collocate in luoghi aperti e senza particolari cautele, confidando nel rispetto che la collettività deve avere per gli oggetti di proprietà altrui.

Integra un’ipotesi di danneggiamento aggravato, commesso su cose esposte alla pubblica fede, la forzatura della porta di ingresso di un’abitazione affacciata sulla pubblica via oppure l’atto vandalico su un’automobile parcheggiata lungo la strada.

La telecamera condominiale è legale?

La Cassazione [1] esclude che l’installazione di una telecamera che riprende gli spazi condominiali integri la commissione del reato di interferenze nella vita privata: essa non costituisce, quindi, una violazione della privacy. Il Garante ha, però, raccomandato la necessaria presenza di un cartello con l’avviso della presenza della stessa, anche a beneficio degli estranei che dovessero far visita ai condomini e si troverebbero ad essere catturati dall’obiettivo senza saperlo.

Del resto, l’androne di un condominio, le scale e i relativi pianerottoli non sono destinati all’esplicazione della vita privata e, di conseguenza, non rientrano nel concetto “dimora privata”. Del resto, è indubbio che vi possano accedere anche soggetti che non sono condomini e che lo possano fare senza bisogno dell’autorizzazione di tutti i proprietari di appartamenti dello stabile.

Per installare una videosorveglianza in condominio, destinata al controllo delle parti comuni, è necessaria una votazione dell’assemblea a maggioranza.

Danneggiare la telecamera di videosorveglianza è reato?

Se anche l’installazione della telecamera non dovesse essere avvenuta con le prescritte regole o senza il rispetto dei quorum, il condomino non può farsi giustizia da solo: non può, cioè, danneggiare l’impianto di videosorveglianza. Un comportamento del genere – a detta della Cassazione [1] – può essere considerato reato di danneggiamento e ciò perché l’apparecchio è «esposto alla pubblica fede».

Attenzione: danneggiare significa anche girare l’orientamento dell’obiettivo per tutelare la privacy propria. Questo perché la vecchia norma del Codice penale definiva il danneggiamento come l’attività volta (tra le altre cose) a rendere parzialmente inservibile e inadatto all’uso l’oggetto su cui si accanisce il colpevole. Tale è, dunque, il comportamento di chi sposta l’angolo di ripresa della videosorveglianza senza essere autorizzato, impedendo alla stessa di compiere la propria funzione per come destinata dall’assemblea.

note

[1] Cass. ord. n. 3785/2019

[2] D. Lgs. n. 7/2016.

[3] Cass. sent. n. 34151/2017.


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