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Responsabilità scuola: ultime sentenze

13 Dicembre 2021
Responsabilità scuola: ultime sentenze

Infortunio durante l’orario scolastico; infortunio sportivo nell’ora di educazione fisica; danno cagionato dall’alunno a sé stesso; obbligo di vigilare sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo; ripartizione dell’onere probatorio tra studente e scuola.

Il genitore che invoca la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante in relazione al danno cagionato dall’alunno a se stesso è tenuto ad indicare l’obbligazione inadempiuta. L’istituto ha l’onere di provare che il danno cagionato dall’alunno a se stesso sia stato determinato da causa non imputabile alla scuola o all’insegnante. Il personale scolastico deve vigilare sugli alunni anche al di fuori dell’orario delle lezioni.

Indice

Autolesione dell’alunno

In tema di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale bensì contrattuale, atteso, quanto all’istituto scolastico, che l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso; e che, quanto al precettore dipendente dell’istituto scolastico, tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona.

Ne deriva che, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da cd. autolesione nei confronti dell’istituto scolastico è applicabile il regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c., sicché, mentre l’attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull’altra parte incombe l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile nè alla scuola, nè all’insegnante.

(Nella specie, il minore frequentante la scuola materna, richiamato dall’insegnante per recarsi in bagno, sfuggì al suo controllo e subì un incidente riportando un taglio sul mento, causato dal violento impatto con un oggetto dalla forma tagliente ed affilata; la Corte territoriale aveva accertato che l’insegnante non si era avvicinata per prendere la mano del minore, né si era attivata prontamente per fermare la sua corsa, a fronte di un comportamento del bambino altamente prevedibile in considerazione della sua età e delle sue condizioni psico -fisiche).

Cassazione civile sez. III, 25/11/2021, n.36723

Responsabilità della scuola

Ricorre una responsabilità da regolare ricorrendo all’art. 1218 c.c. quando l’alunno riporti un danno sia autocagionato che eterocagionato, per responsabilità ascrivibili a difetto di vigilanza o di controllo degli organi scolastici. L’ammissione dell’allievo a scuola determina l’instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge, a carico dell’istituto, l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica e, quindi, di predisporre gli accorgimenti necessari affinché non venga arrecato danno agli alunni in relazione alle circostanze del caso concreto: da quelle ordinarie, tra le quali l’età degli alunni, che impone una vigilanza crescente con la diminuzione dell’età anagrafica; a quelle eccezionali, che implicano la prevedibilità di pericoli derivanti dalle cose e da persone, anche estranee alla scuola e non conosciute dalla direzione didattica, ma autorizzate a circolare liberamente per il compimento della loro attività.

(Nella specie, uno studente aveva citato in giudizio il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per ottenerne la condanna, previo accertamento della responsabilità dell’amministrazione scolastica, al risarcimento dei danni subìti durante lo svolgimento dell’orario scolastico, in conseguenza di uno spintonamento da parte di un altro alunno che lo faceva cadere a terra ed urtare con la schiena il piedistallo in legno di supporto alla lavagna).

Cassazione civile sez. VI, 08/11/2021, n.32377

Danno cagionato dall’alunno a sé stesso e riparto dell’onere probatorio

Nel caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso, le responsabilità incombenti rispettivamente sull’istituto scolastico e sull’insegnante hanno entrambe natura contrattuale: quanto all’istituto scolastico, essa trova fonte nell’accoglimento della domanda di iscrizione – con conseguente ammissione dell’allievo a scuola – in virtù della quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sull’incolumità dell’allievo nel periodo in cui questi fruisce della prestazione scolastica; quanto al docente, la responsabilità deriva da contatto sociale, in virtù del quale l’insegnante assume, oltre all’obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza nei confronti dei discenti.

Dunque nel caso di domanda di risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell’istituto scolastico e dell’insegnante, è applicabile il regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c., sicché, mentre l’attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull’altra parte incombe l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante.

Tribunale Milano sez. X, 05/10/2021, n.8006

Il dovere di vigilanza del personale scolastico

Il personale scolastico risponde delle lesioni subite dagli alunni (anche in conseguenza del comportamento violento di altri alunni) durante tutto il tempo della permanenza degli scolari nell’ambiente scolastico, anche se fuori dallo stretto orario delle lezioni. Ciò in quanto il dovere di vigilare sugli alunni sussiste sin dal loro ingresso nella scuola e per tutto il tempo in cui gli stessi si trovino nei locali scolastici.

Tribunale Firenze sez. II, 01/10/2021, n.2446

Bullismo a scuola

Nel caso di episodi di bullismo avvenuti nell’ambito scolastico, lo scolaro bullizzato deve provare di essere stato vittima di atti di violenza durante il tempo in cui era affidato al personale scolastico; viceversa sulla scuola incombe l’onere di provare di non aver potuto impedire l’evento, perché imprevedibile ed inevitabile, dimostrando altresì di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire gli atti di violenza commessi su un alunno da altri alunni.

Tribunale Firenze sez. II, 01/10/2021, n.2446

Danno da autolesione dell’alunno: natura della responsabilità dell’istituto e dell’insegnate

Nelle ipotesi il cui l’alunno cagioni un danno a se stesso, la responsabilità che incombe sull’istituto scolastico e sul docente ha natura contrattuale: quanto all’istituto, essa si fonda sul contratto che viene stipulato al momento dell’accoglimento della domanda di iscrizione, con conseguente ammissione dello scolaro a scuola; tale contratto importa un vincolo dal quale sorge l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica. Quanto all’insegnante, la responsabilità discende dal rapporto insegnante – allievo che si instaura per contatto sociale ed in virtù del quale l’insegnante assume, oltre all’obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza. Sotto il profilo del riparto dell’onere probatorio, esso non muta rispetto alle ipotesi in cui sia applicabile l’art. 2048 c.c.: rilevano, pertanto, i principi in materia di prova liberatoria ex art. 2048 c.c., secondo cui la presunzione di responsabilita? può essere superata dalla dimostrazione che l’insegnante ha esercitato una vigilanza adeguata ed ha adottato tutte le misure idonee ad evitare situazioni pericolose.

Corte appello L’Aquila sez. I, 15/09/2021, n.1341

Natura contrattuale della responsabilità dell’istituto scolastico

In caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante ha natura contrattuale, atteso che, quanto all’istituto, l’instaurazione del vincolo negoziale consegue all’accoglimento della domanda di iscrizione e, quanto al precettore, il rapporto giuridico con l’allievo sorge per contatto sociale, sicché si applica il regime probatorio di cui all’art. 1218 c.c., in virt๠del quale il danneggiato deve provare esclusivamente che l’evento dannoso si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, mentre la scuola ha l’onere di dimostrare che l’evento è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante.

Tribunale Tivoli sez. I, 06/07/2021, n.1045

Bullismo: condanna alla scuola

In caso di bullismo all’interno di una scuola primaria viene condannato l’istituto per culpa in vigilando. Le amministrazioni scolastiche agiscono come organi statali e non come soggetti diversi dallo Stato. Ai sensi del d.P.R. n. 275/1999 si conferisce agli Istituti “autonomia gestionale e amministrativa”, senza però privarli della qualità di organi statali.

Tribunale Potenza, 12/04/2021, n.380

Distribuzione dell’onere probatorio

In caso di responsabilità contrattuale dell’istituto scolastico per il danno cagionato dall’alunno a sé stesso, il regime di distribuzione dell’onere probatorio di cui all’art. 1218 c.c. fa gravare sulla parte che si assume inadempiente (o non esattamente adempiente) l’onere di fornire la prova positiva dell’avvenuto adempimento (o dell’esattezza dello stesso), mentre il principio generale espresso dall’art. 2697 c.c. fa gravare sull’attore la prova del nesso causale fra la condotta dell’obbligato inadempiente e il pregiudizio di cui si chiede il risarcimento.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione dei giudici di merito che avevano respinto la domanda risarcitoria, avanzata dal genitore di un’allieva caduta durante l’orario scolastico, in difetto di deduzioni relative al nesso di derivazione causale tra la violazione dei doveri di vigilanza assunti dalla scuola e il danno lamentato).

Cassazione civile sez. VI, 31/03/2021, n.8849

Responsabilità contrattuale dell’Istituto scolastico

In tema di responsabilità contrattuale ex art.1218 c.c., tale norma esclude detta responsabilità qualora sia data prova dell’impossibilità della prestazione per causa non imputabile al debitore. Nel caso di specie, la scuola convenuta in giudizio per la caduta di una alunna ha provato di aver adottato tutte le misure precauzionali possibili.

Corte appello Venezia sez. IV, 12/02/2021, n.333

Responsabilità della scuola per i danni riportati da un allievo

Ai fini del riconoscimento della responsabilità dell’istituto scolastico per i danni riportati da un allievo all’interno della scuola, è sufficiente che il danneggiato dimostri il verificarsi del fatto dannoso all’interno dell’edificio scolastico e durante l’orario scolastico, nonché il nesso causale fra il fatto e il prodursi dell’evento dannoso. Non è necessaria, invece, la ricostruzione della precisa dinamica del fatto, la quale potrà essere provata dall’istituto scolastico al fine di fornire la prova liberatoria che l’evento è stato causato da un fatto imprevedibile e non evitabile, nemmeno sotto la costante vigilanza del personale scolastico. Nel caso di specie, il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità di una scuola materna per l’infortunio occorso a una bambina, che si era ferita giocando con dei ceppi di legni lasciati incustoditi all’interno dell’area giochi.

Tribunale Pordenone, 23/01/2021, n.131

Causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante

Con l’ammissione dell’allievo alla scuola si determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, da cui sorge tra insegnante e allievo un rapporto giuridico nell’ambito del quale l’insegnante assume l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica, onde evitare che si realizzino condizioni di pericolo di danno anche a se stesso. La riconducibilità della vicenda al paradigma normativo dell’art. 1218 c.c. ha per effetto che mentre il danneggiato deve provare le concrete modalità di verificazione del fatto storico e la circostanza che esso si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto – ossia nell’arco temporale e nel luogo ove l’alunno si trovava per l’attività scolastica – incombe sull’Istituto scolastico l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante. Può escludersi responsabilità in capo alla direzione scolastica solo laddove la parte contrattuale gravata degli obblighi di vigilanza dei minori dia prova di aver predisposto gli accorgimenti organizzativi e tecnici atti a prevenire il verificarsi di eventi dannosi.

Tribunale Torino sez. IV, 04/01/2021, n.5

L’obbligo di vigilare sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo

La responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che – quanto all’istituto scolastico – l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso; e che – quanto al precettore dipendente dell’istituto scolastico – tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona.

Tribunale Milano sez. X, 29/06/2020, n.3762

Fatto illecito commesso dagli allievi minori

L’amministrazione scolastica risponde del fatto illecito commesso dagli allievi minori sotto la sua vigilanza, salvo che dimostri di non aver potuto impedire il fatto (art. 2048, comma 3, c.c.). In altri termini, incombe sul danneggiato l’onere della prova dell’illecito commesso da altro allievo, mentre è a carico della scuola la prova del fatto impeditivo. Con specifico riferimento ai casi in cui la scuola si avvalga dell’opera di terzi, essa assume il rischio connaturato e pertanto risponde direttamente di tutte le ingerenze dannose che a costoro, sulla base di un nesso di occasionalità necessaria, siano state cagionate. Ed infatti la responsabilità del preponente non viene in tal caso meno neanche qualora i preposti non siano alle sue dipendenze, essendo sufficiente che il fatto illecito sia commesso da un soggetto legato da un rapporto di preposizione con il responsabile.

Cassazione civile sez. III, 12/05/2020, n.8811

Danno da autolesione durante la gita scolastica

Nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell’istituto scolastico dell’insegnante, è applicabile il regime probatorio imposto dall’art. 1218 c.c.. Da ciò deriva, in tema di ripartizione dell’onere probatorio, che, mentre il danneggiato deve provare esclusivamente che l’evento dannoso si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sulla scuola incombe l’onere di dimostrare che l’evento è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante. L’istituto dovrà di conseguenza dare dimostrazione di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno in relazione alla situazione concreta, e che il danno si è comunque verificato per un evento non prevedibile, né superabile con la diligenza normalmente adeguata in relazione alle circostanze concrete del caso.

Tribunale Firenze sez. II, 08/05/2020, n.1038

Bocciatura e suicidio dello studente

Il suicidio dello studente che prende atto della sua bocciatura soltanto vedendo i quadri non può essere causalmente riconducibile alla negligenza dei vertici scolastici che non hanno preventivamente comunicato alla famiglia la decisione della mancata ammissione, come invece previsto dalla normativa ministeriale. Lo scopo di quest’ultima è, infatti, quello di far sì che la notizia della bocciatura “sia opportunamente filtrata dai genitori”, non essendo, invece, diretta a impedire il compimento di atti estremi da parte degli alunni. Ad affermarlo è la Cassazione in una vicenda, purtroppo molto triste, relativa al suicidio di uno studente avvenuto subito dopo aver appreso della mancata promozione all’anno successivo, senza che la scuola avesse informato la famiglia dell’esito delle valutazioni.

Per la Corte, tuttavia, tale ultimo elemento non ha rilevanza causale sul gesto del ragazzo, essendo lo “scopo” della norma solo quello di consentire “una più adeguata e più serena preparazione del minore stesso alla notizia della bocciatura attraverso il filtro dei propri genitori” e non anche quello di prevenire tragici gesti.

Cassazione civile sez. III, 31/10/2019, n.27985

Responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante

Nel caso di danno cagionato dall’alunno a sé stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che – quanto all’istituto scolastico – l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina la instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che il medesimo procuri danno a se stesso.

Quanto al precettore, dipendente dell’istituto scolastico, tra esso e l’allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, al fine di evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona. La fattispecie soggiace, pertanto, al regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c..

L’allegazione dell’inadempimento non equivale, tuttavia, alla mera affermazione della verificazione del danno, occorrendo una puntuale indicazione di quale obbligazione sia rimasta inadempiuta, in quale modo e quale sia il legame causale tra la specifica obbligazione inadempiuta e l’evento dannoso verificatosi; in mancanza i fatti devono ritenersi accidentali ed imprevedibili, con conseguente esclusione di ogni profilo di responsabilità dedotto in causa (come nel caso concreto, ove il fatto lesivo si è verificato in maniera improvvisa e repentina, mentre gli alunni, sotto la continua sorveglianza della docente, erano in cortile).

Tribunale Napoli sez. II, 17/05/2019, n.5142

Danno subito dall’allievo durante una gara 

In tema di danni conseguenti ad un infortunio sportivo subito da uno studente durante una gara svoltasi all’interno della struttura scolastica nell’ora di educazione fisica, ai fini della configurabilità della responsabilità della scuola ai sensi dell’art. 2048 c.c., è necessario: a) che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente partecipante alla gara, il quale sussiste se l’atto dannoso sia posto in essere con un grado di violenza incompatibile con le caratteristiche dello sport praticato o con il contesto ambientale nel quale l’attività sportiva si svolge o con la qualità delle persone che vi partecipano, ovvero allo specifico scopo di ledere, anche se non in violazione delle regole dell’attività svolta, e non anche quando l’atto sia compiuto senza la volontà di ledere e senza la violazione delle regole della disciplina sportiva, né se, pur in presenza di una violazione delle regole dell’attività sportiva specificamente svolta, l’atto lesivo sia a questa funzionalmente connesso; b) che la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto.

Ne consegue che grava sullo studente l’onere di provare l’illecito commesso da un altro studente, mentre spetta alla scuola dimostrare l’inevitabilità del danno, nonostante la predisposizione di tutte le cautele idonee ad evitare il fatto.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva escluso la responsabilità della scuola rispetto all’infortunio, verificatosi durante una partita di pallamano svoltasi nella palestra scolastica sotto il controllo dell’insegnante, ai danni di un alunno il quale, mentre rincorreva un avversario che gli aveva sottratto il possesso della palla senza toccarlo, era caduto scivolando all’esterno del campo da gioco ed urtando contro una panchina la quale, essendo destinata ai giocatori di riserva, era stata ritenuta dal giudice di merito un ordinario completamento dello stesso campo da gioco).

Cassazione civile sez. III, 10/04/2019, n.9983

Lezioni relative a sport estremi

Anche nell’ipotesi di lezioni relative a sport estremi (nella specie, volo in deltaplano), in caso di danno cagionato dall’allievo a sé stesso, la responsabilità della scuola e dell’istruttore ha natura contrattuale, incombendo su quest’ultimo l’obbligo di elaborare percorsi formativi pratici individualizzati alla luce delle abilità dell’allievo.

Cassazione civile sez. III, 30/11/2018, n.30979

Alunno investito da un bus: responsabilità dell’istituto scolastico 

Deve confermarsi la responsabilità dell’istituto scolastico per il sinistro mortale occorso ad un alunno investito da un bus all’uscita della scuola, atteso che alla luce del Regolamento d’istituto emerge, da un lato, l’obbligo per il personale di far salire e scendere dai mezzi di trasporto, davanti al portone della scuola, gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e, dall’altro, la vigilanza da parte del personale nel caso in cui i mezzi di trasporto facciano ritardo; di conseguenza, l’attività di vigilanza a carico della scuola non avrebbe dovuto arrestarsi fino a quando gli alunni dell’istituto non venivano presi in consegna da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza, nella specie quella del personale addetto al trasporto.

Cassazione civile sez. III, 19/09/2017, n.21593

Obbligo dell’istituto di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo

L’ Istituto scolastico è tenuto a rispondere per il danno patito dal minore a titolo di responsabilità contrattuale, essendosi instaurato un vincolo negoziale attraverso l’iscrizione scolastica; giova sul punto evidenziare che con l’iscrizione presso un istituto scolastico dall’istituto stesso sorge un vicolo negoziale dal quale deriva l’obbligo per l’istituto di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo, durante la fruizione della prestazione scolastica in ogni sua espressione.

La scuola è tenuta pertanto a predisporre tutti gli accorgimenti all’uopo necessari, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso, sia all’interno dell’edificio che nelle pertinenze scolastiche, di cui abbia a qualsiasi titolo custodia, messe a disposizione per l’esecuzione della propria prestazione.

Tribunale Asti, 01/08/2017, n.671

Responsabilità della scuola per i danni subiti da un alunno: ha natura contrattuale?

In caso di danno cagionato all’alunno per responsabilità ascrivibili a difetto di vigilanza o di controllo da parte degli organi scolastici, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante ha natura contrattuale, atteso che, quanto all’istituto, l’instaurazione del vincolo negoziale consegue all’accoglimento della domanda di iscrizione, mentre, quanto al precettore, il rapporto giuridico con l’allievo sorge in forza di contatto sociale (fattispecie relativa alla morte di un alunno mentre saliva su un bus addetto al trasporto scolastico).

Cassazione civile sez. III, 28/04/2017, n.10516

Responsabilità della scuola e prova liberatoria

Allorché un alunno subisca un danno durante il periodo in cui è affidato alla scuola, il titolo della responsabilità può essere sia contrattuale che extracontrattuale; in entrambi i casi la prova liberatoria si sostanzia nella dimostrazione del caso fortuito, cioè della non prevedibilità e non prevenibilità dell’evento con l’applicazione della diligenza dovuta.

Tribunale Roma sez. II, 27/06/2017, n.13107

Danni che l’allievo causa a se stesso: natura della responsabilità dell’istituto scolastico

La responsabilità dell’istituto scolastico per i danni che l’allievo causa a sé stesso ha natura contrattuale e, dunque, ai sensi dell’art. 1218 cod. civ., l’istituto ha l’onere di provare che il danno sia stato determinato da causa non imputabile alla scuola o all’insegnante, per la cui dimostrazione occorre che siano provate le misure adottate dai docenti per evitare il verificarsi di eventi dannosi .

Tribunale Roma sez. XII, 23/01/2017, n.1125

Autolesione dell’allievo

In tema di autolesione dell’allievo, la responsabilità della scuola e dell’insegnante ha natura contrattuale e pertanto è applicabile il regime probatorio di cui all’art. 1218 c.c.: l’attore deve provare che il danno si è verificato durante il rapporto, mentre l’altra parte deve dimostrare che l’evento dannoso si è determinato per causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante (come nella specie, posto che il giudice, presunto il corretto svolgimento dei propri compiti da parte dell’insegnante, ha attribuito l’evento al caso fortuito).

Giudice di pace Lecce, 19/10/2016

Condotta colposa del personale scolastico

La responsabilità della scuola per le lesioni riportate da un alunno minore all’interno dell’istituto, in conseguenza della condotta colposa del personale scolastico, ricorre anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto al di fuori dell’orario delle lezioni, in quanto il dovere di organizzare la vigilanza degli alunni mediante l’adozione, da parte del personale addetto al controllo degli studenti (bidelli), delle opportune cautele preventive, sussiste sin dal loro ingresso nella scuola e per tutto il tempo in cui gli stessi si trovino legittimamente nell’ambito dei locali scolastici.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva escluso la responsabilità della scuola per il danno subito da un alunno caduto a causa di una spinta dei compagni, sul presupposto che la stessa parte attrice avesse collocato temporalmente il fatto come accaduto prima dell’inizio dell’orario delle lezioni ma, comunque, sempre sotto l’osservanza del personale scolastico).

Cassazione civile sez. III, 19/07/2016, n.14701

Responsabilità della scuola per l’infortunio durante l’ora di educazione fisica

Ai fini della configurazione della responsabilità civile a carico della scuola conseguente ad un infortunio sportivo subito da uno studente all’interno della struttura scolastica, durante le ore di educazione fisica, non è sufficiente il solo fatto di aver incluso nel programma della suddetta disciplina e fatto svolgere tra gli studenti una gara sportiva, occorrendo altresì che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente impegnato nella gara e che, inoltre, la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto.

Tribunale Roma sez. XII, 13/06/2016, n.11952



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