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Responsabilità scuola: ultime sentenze

3 Settembre 2019
Responsabilità scuola: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: responsabilità della scuola e dell’insegnante; infortunio durante l’orario scolastico; infortunio sportivo nell’ora di educazione fisica; danno cagionato dall’alunno a se stesso; obbligo di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo; ripartizione dell’onere probatorio tra studente e scuola; difetto di vigilanza o di controllo da parte degli organi scolastici; omessa adozione di misure preventive da parte della scuola idonee ad evitare l’evento.

Il genitore che invoca la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante in relazione al danno cagionato dall’alunno a se stesso è tenuto ad indicare l’obbligazione inadempiuta. L’istituto ha l’onere di provare che il danno cagionato dall’alunno a se stesso sia stato determinato da causa non imputabile alla scuola o all’insegnante. Il personale scolastico deve vigilare sugli alunni anche al di fuori dell’orario delle lezioni.

Responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante

Nel caso di danno cagionato dall’alunno a sé stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che – quanto all’istituto scolastico – l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina la instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che il medesimo procuri danno a se stesso.

Quanto al precettore, dipendente dell’istituto scolastico, tra esso e l’allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, al fine di evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona. La fattispecie soggiace, pertanto, al regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c..

L’allegazione dell’inadempimento non equivale, tuttavia, alla mera affermazione della verificazione del danno, occorrendo una puntuale indicazione di quale obbligazione sia rimasta inadempiuta, in quale modo e quale sia il legame causale tra la specifica obbligazione inadempiuta e l’evento dannoso verificatosi; in mancanza i fatti devono ritenersi accidentali ed imprevedibili, con conseguente esclusione di ogni profilo di responsabilità dedotto in causa (come nel caso concreto, ove il fatto lesivo si è verificato in maniera improvvisa e repentina, mentre gli alunni, sotto la continua sorveglianza della docente, erano in cortile).

Tribunale Napoli sez. II, 17/05/2019, n.5142

Danno subito dall’allievo durante una gara 

In tema di danni conseguenti ad un infortunio sportivo subito da uno studente durante una gara svoltasi all’interno della struttura scolastica nell’ora di educazione fisica, ai fini della configurabilità della responsabilità della scuola ai sensi dell’art. 2048 c.c., è necessario: a) che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente partecipante alla gara, il quale sussiste se l’atto dannoso sia posto in essere con un grado di violenza incompatibile con le caratteristiche dello sport praticato o con il contesto ambientale nel quale l’attività sportiva si svolge o con la qualità delle persone che vi partecipano, ovvero allo specifico scopo di ledere, anche se non in violazione delle regole dell’attività svolta, e non anche quando l’atto sia compiuto senza la volontà di ledere e senza la violazione delle regole della disciplina sportiva, né se, pur in presenza di una violazione delle regole dell’attività sportiva specificamente svolta, l’atto lesivo sia a questa funzionalmente connesso; b) che la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto.

Ne consegue che grava sullo studente l’onere di provare l’illecito commesso da un altro studente, mentre spetta alla scuola dimostrare l’inevitabilità del danno, nonostante la predisposizione di tutte le cautele idonee ad evitare il fatto.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva escluso la responsabilità della scuola rispetto all’infortunio, verificatosi durante una partita di pallamano svoltasi nella palestra scolastica sotto il controllo dell’insegnante, ai danni di un alunno il quale, mentre rincorreva un avversario che gli aveva sottratto il possesso della palla senza toccarlo, era caduto scivolando all’esterno del campo da gioco ed urtando contro una panchina la quale, essendo destinata ai giocatori di riserva, era stata ritenuta dal giudice di merito un ordinario completamento dello stesso campo da gioco).

Cassazione civile sez. III, 10/04/2019, n.9983

Riparto dell’onere probatorio tra scuola e studente

Nel caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che – quanto all’istituto scolastico – l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso; e che – quanto al precettore dipendente dell’istituto scolastico – tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona.

Ne deriva che, nelle suddette controversie, è applicabile il regime probatorio desumibile dall’art. 1218 cod. civ., sicché, mentre l’attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull’altra parte incombe l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante.

Tribunale Catania sez. III, 02/01/2019, n.483

Lezioni relative a sport estremi

Anche nell’ipotesi di lezioni relative a sport estremi (nella specie, volo in deltaplano), in caso di danno cagionato dall’allievo a sé stesso, la responsabilità della scuola e dell’istruttore ha natura contrattuale, incombendo su quest’ultimo l’obbligo di elaborare percorsi formativi pratici individualizzati alla luce delle abilità dell’allievo.

Cassazione civile sez. III, 30/11/2018, n.30979

Alunno investito da un bus: responsabilità dell’istituto scolastico 

Deve confermarsi la responsabilità dell’istituto scolastico per il sinistro mortale occorso ad un alunno investito da un bus all’uscita della scuola, atteso che alla luce del Regolamento d’istituto emerge, da un lato, l’obbligo per il personale di far salire e scendere dai mezzi di trasporto, davanti al portone della scuola, gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e, dall’altro, la vigilanza da parte del personale nel caso in cui i mezzi di trasporto facciano ritardo; di conseguenza, l’attività di vigilanza a carico della scuola non avrebbe dovuto arrestarsi fino a quando gli alunni dell’istituto non venivano presi in consegna da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza, nella specie quella del personale addetto al trasporto.

Cassazione civile sez. III, 19/09/2017, n.21593

Obbligo dell’istituto di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo

L’ Istituto scolastico è tenuto a rispondere per il danno patito dal minore a titolo di responsabilità contrattuale, essendosi instaurato un vincolo negoziale attraverso l’iscrizione scolastica; giova sul punto evidenziare che con l’iscrizione presso un istituto scolastico dall’istituto stesso sorge un vicolo negoziale dal quale deriva l’obbligo per l’istituto di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo, durante la fruizione della prestazione scolastica in ogni sua espressione.

La scuola è tenuta pertanto a predisporre tutti gli accorgimenti all’uopo necessari, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso, sia all’interno dell’edificio che nelle pertinenze scolastiche, di cui abbia a qualsiasi titolo custodia, messe a disposizione per l’esecuzione della propria prestazione.

Tribunale Asti, 01/08/2017, n.671

Responsabilità della scuola per i danni subiti da un alunno: ha natura contrattuale?

In caso di danno cagionato all’alunno per responsabilità ascrivibili a difetto di vigilanza o di controllo da parte degli organi scolastici, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante ha natura contrattuale, atteso che, quanto all’istituto, l’instaurazione del vincolo negoziale consegue all’accoglimento della domanda di iscrizione, mentre, quanto al precettore, il rapporto giuridico con l’allievo sorge in forza di contatto sociale (fattispecie relativa alla morte di un alunno mentre saliva su un bus addetto al trasporto scolastico).

Cassazione civile sez. III, 28/04/2017, n.10516

Responsabilità della scuola e prova liberatoria

Allorché un alunno subisca un danno durante il periodo in cui è affidato alla scuola, il titolo della responsabilità può essere sia contrattuale che extracontrattuale; in entrambi i casi la prova liberatoria si sostanzia nella dimostrazione del caso fortuito, cioè della non prevedibilità e non prevenibilità dell’evento con l’applicazione della diligenza dovuta.

Tribunale Roma sez. II, 27/06/2017, n.13107

Danni che l’allievo causa a se stesso: natura della responsabilità dell’istituto scolastico

La responsabilità dell’istituto scolastico per i danni che l’allievo causa a sé stesso ha natura contrattuale e, dunque, ai sensi dell’art. 1218 cod. civ., l’istituto ha l’onere di provare che il danno sia stato determinato da causa non imputabile alla scuola o all’insegnante, per la cui dimostrazione occorre che siano provate le misure adottate dai docenti per evitare il verificarsi di eventi dannosi .

Tribunale Roma sez. XII, 23/01/2017, n.1125

Autolesione dell’allievo

In tema di autolesione dell’allievo, la responsabilità della scuola e dell’insegnante ha natura contrattuale e pertanto è applicabile il regime probatorio di cui all’art. 1218 c.c.: l’attore deve provare che il danno si è verificato durante il rapporto, mentre l’altra parte deve dimostrare che l’evento dannoso si è determinato per causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante (come nella specie, posto che il giudice, presunto il corretto svolgimento dei propri compiti da parte dell’insegnante, ha attribuito l’evento al caso fortuito).

Giudice di pace Lecce, 19/10/2016

Condotta colposa del personale scolastico

La responsabilità della scuola per le lesioni riportate da un alunno minore all’interno dell’istituto, in conseguenza della condotta colposa del personale scolastico, ricorre anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto al di fuori dell’orario delle lezioni, in quanto il dovere di organizzare la vigilanza degli alunni mediante l’adozione, da parte del personale addetto al controllo degli studenti (bidelli), delle opportune cautele preventive, sussiste sin dal loro ingresso nella scuola e per tutto il tempo in cui gli stessi si trovino legittimamente nell’ambito dei locali scolastici.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva escluso la responsabilità della scuola per il danno subito da un alunno caduto a causa di una spinta dei compagni, sul presupposto che la stessa parte attrice avesse collocato temporalmente il fatto come accaduto prima dell’inizio dell’orario delle lezioni ma, comunque, sempre sotto l’osservanza del personale scolastico).

Cassazione civile sez. III, 19/07/2016, n.14701

Responsabilità della scuola per l’infortunio durante l’ora di educazione fisica

Ai fini della configurazione della responsabilità civile a carico della scuola conseguente ad un infortunio sportivo subito da uno studente all’interno della struttura scolastica, durante le ore di educazione fisica, non è sufficiente il solo fatto di aver incluso nel programma della suddetta disciplina e fatto svolgere tra gli studenti una gara sportiva, occorrendo altresì che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente impegnato nella gara e che, inoltre, la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto.

Tribunale Roma sez. XII, 13/06/2016, n.11952



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