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Responsabilità banca: ultime sentenze

3 Settembre 2019
Responsabilità banca: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: responsabilità della banca; colpa grave dell’utente; omessa attivazione di un sistema di controllo degli estratti conto; utilizzazione illecita dei codici del cliente da parte di terzi; trafugamento di un assegno bancario e incasso.

E’ responsabile la banca che non avverte tempestivamente il cliente dell’incompleta compilazione del modello F24? Quando si configurano la responsabilità precontrattuale e contrattuale della banca? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Responsabilità contrattuale della banca

La responsabilità della banca per operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, con particolare riguardo alla verifica della loro riconducibilità alla volontà del cliente mediante il controllo dell’utilizzazione illecita dei relativi codici da parte di terzi, ha natura contrattuale e, quindi, va esclusa se ricorre una situazione di colpa grave dell’utente, configurabile nel caso di protratta mancata attivazione di una qualsiasi forma di controllo degli estratti conto.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto sussistente la “colpa grave” del cliente per aver atteso due anni prima di comunicare l’uso non autorizzato dello strumento di pagamento, in quanto la sollecita consultazione degli estratti gli avrebbe consentito di conoscere quell’uso più tempestivamente).

Cassazione civile sez. III, 05/07/2019, n.18045

Incompleta compilazione del modello F24

L’adempimento del mandato esige e ricomprende non solo il diligente compimento, da parte del mandatario, degli atti per i quali il mandato stesso è stato conferito, ma anche degli atti preparatori e strumentali, nonché di quelli ulteriori che, dei primi, costituiscano il necessario complemento, e comporta altresì il dovere di informare tempestivamente il mandante della eventuale mancanza o inidoneità dei documenti occorrenti all’esatto espletamento dell’incarico.

(Nella specie, relativa ad una incompleta compilazione di un modello F24, la Corte ha riconosciuto la responsabilità della Banca mandataria che, seppur non tenuta a rilevare tale circostanza nel momento preciso in cui aveva accettato di eseguire l’operazione, successivamente alla constatata impossibilità di procedere all’esecuzione dell’operazione avrebbe dovuto avvertire la cliente).

Cassazione civile sez. I, 31/07/2019, n.20640

Omessa verifica della genuinità del titolo: responsabilità della banca girataria

In tema di assegno bancario non trasferibile, l’adempimento, da parte della banca girataria per l’incasso, dell’obbligo della esatta identificazione della persona del presentatore del titolo nel prenditore cartolarmente legittimato è del tutto irrilevante, sul piano della responsabilità della banca stessa per il pagamento effettuato a persona diversa dal prenditore allorché il titolo ponga un problema di falsità documentale per essere stato in modo evidente alterato proprio nella indicazione nominativa del prenditore. Ne consegue che la banca girataria per l’incasso che abbia omesso la verifica della genuinità del titolo, che è il presupposto per la identificazione della persona fisica che presenta l’assegno con il prenditore, risponde dell’inesatto adempimento. La responsabilità della banca deve dunque essere esaminata non alla luce dell’art. 43 l. ass., ma sotto il profilo della violazione del canone di diligenza nell’adempimento dei propri obblighi, per aver consentito l’incasso di un titolo alterato.

Tribunale Milano sez. VI, 13/06/2019, n.5767

Erogazione di un mutuo fondiario

In caso di erogazione di un mutuo fondiario in violazione del limite ex art. 38 T.U.B., il mutuo resta pienamente valido ed efficace e, soprattutto, risulta comunque connotato dai privilegi normativi connessi al carattere fondiario del finanziamento, laddove le conseguenze scaturenti dal superamento del limite sono circoscritte all’irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla disciplina del settore bancario ed alla configurazione di un’eventuale responsabilità della banca mutuante.

Tribunale Napoli sez. XIV, 05/06/2019

Responsabilità contrattuale e solidale della banca

Qualora il funzionario di una banca abbia effettuato un prelievo da un libretto di deposito a risparmio, falsificando la firma del titolare, si configura l’occasionalità necessaria tra il pregiudizio riportato da quest’ultimo e le incombenze affidate all’ausiliario, tanto che può affermarsi la responsabilità contrattuale della banca, la quale è tenuta, in via solidale con il funzionario, a risarcire i danni subiti dal cliente.

Tribunale Benevento sez. II, 16/05/2019, n.849

Apertura di conto corrente sulla base di documento di identità falso

La banca è responsabile, a norma dell’art. 1176 comma 2, c.c., soltanto nel caso in cui al momento dell’apertura del conto corrente non si sia avveduta, in presenza di un falso grossolano agevolmente riconoscibile, della falsità del documento di riconoscimento esibito da un ignoto truffatore per assumere le generalità altrui.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la sentenza che aveva escluso la responsabilità della banca “in re ipsa” in forza della mera falsità del documento).

Cassazione civile sez. VI, 03/05/2019, n.11607

Pagamento del risarcimento con assegno poi trafugato

Nel caso di trafugamento di un assegno bancario e incasso della provvista in favore di un soggetto diverso dall’effettivo beneficiario, la sussistenza della responsabilità della banca negoziatrice del titolo in ordine ai danni di conseguenza generatisi non esclude che il danno possa essere, in concreto, imputabile anche al concorso colposo dello stesso danneggiato/creditore, ai sensi dell’art. 1227 c.c..

Cassazione civile sez. I, 11/03/2019, n.6979

Pagamento di assegno non trasferibile a persona diversa dall’effettivo beneficiario

In tema di incasso di assegni non trasferibili, ai sensi dell’art. 43, comma 2, legge assegni (R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736), la banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato- per errore nell’identificazione del legittimo portatore del titolo- dal pagamento di assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità a persona diversa dall’effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l’inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176 c.c., comma 2.

La responsabilità in tali casi ha natura contrattuale, avendo la banca un obbligo professionale di protezione nei confronti di tutti i soggetti interessati al buon fine della sottostante operazione, di far sì che il titolo stesso sia introdotto nel circuito di pagamento bancario in conformità alle regole che ne presidiano la circolazione e l’incasso; si delinea una responsabilità da contatto sociale qualificato, secondo gli artt. 1176 e 2118 c.c., per cui, nel caso di specie, la banca negoziatrice che ha pagato l’assegno non trasferibile a persona diversa dall’effettivo prenditore deve provare che l’inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza dovuta ai sensi dell’art. 1176 c.c., comma 2, in quanto operatore professionale, tenuto a rispondere del danno anche in ipotesi di colpa lieve.

Tribunale Vicenza, 28/02/2019, n.492

Illegittima segnalazione in Centrale Rischi

Con riguardo alla segnalazione in Centrale Rischi, deve essere preliminarmente sottolineato che la stessa, normalmente (come nel caso di specie), si verifica nell’ambito di un rapporto di natura contrattuale fra la banca e il segnalato, con conseguente attrazione dell’eventuale responsabilità della banca all’interno del regime della responsabilità contrattuale ex art. 1218 cod. civ. il danno da illegittima segnalazione in Centrale Rischi però non può essere considerato in re ipsa nell’illegittimità della segnalazione e non è nemmeno sufficiente la prova, da parte del danneggiato, di non aver potuto ottenere credito da altri istituti o intermediari a seguito della segnalazione: il danneggiato deve altresì provare il beneficio economico che avrebbe conseguito tramite l’impiego del denaro che gli è stato ingiustamente negato a causa della segnalazione.

Tribunale Treviso sez. I, 15/02/2019

Contratti di gestione patrimoniale: responsabilità della banca

In tema di contratti di gestione patrimoniale individuale, in caso di performance negative è esclusa una qualsiasi forma di responsabilità in capo alla Banca, qualora risulti che la stessa abbia analiticamente specificato l’oggetto della linea di gestione prescelta, il suo livello di rischio e il benchmark, al fine di consentire all’investitore tutti gli elementi necessari per effettuare consapevoli scelte di investimento.

Corte appello Milano sez. I, 28/01/2019, n.386

Superamento del limite di finanziabilità

L’art. 38 del D.Lgs. 1 settembre 1993 n.385, attiene ad un elemento necessario del contratto concordato fra le parti, qual è l’oggetto negoziale, e, pertanto, non rientra nell’ambito della previsione di cui all’art.117 del medesimo decreto dovendosi ritenere che la determinazione dell’importo massimo finanziabile sia prevista unicamente nell’interesse della banca finanziatrice – e può dar luogo unicamente alla eventuale irrogazione di sanzioni previste dall’ordinamento bancario, nonché  a responsabilità della banca finanziatrice.

Tribunale Parma, 23/01/2019, n.125

Recesso ingiustificato dalle trattative: responsabilità precontrattuale della banca

In tema di responsabilità precontrattuale dell’istituto bancario per recesso ingiustificato dalle trattative ex art 1337 c.c., è necessario che tra le parti siano in corso trattative, che le stesse siano giunte ad uno stadio idoneo a far sorgere nella parte che invoca l’altrui responsabilità, il ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto; che la controparte, cui si addebita la responsabilità, le interrompa senza un giustificato motivo; che, infine, pur nell’ordinaria diligenza della parte che invoca la responsabilità, non sussistano fatti idonei ad escludere il suo ragionevole affidamento nella conclusione del contratto: ne deriva che la semplice manifestazione di disponibilità della banca a valutare la possibilità di accordare il finanziamento richiesto, senza che sia intervenuta però alcuna una modifica delle condizioni per la stipulazione del contratto, e senza che sia avvenuta, come originariamente dovuto, la preventiva estinzione di un finanziamento già acceso, non è condizione idonea a fondare la responsabilità della banca.

Tribunale Parma sez. I, 08/01/2019, n.45



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