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Responsabilità struttura sanitaria: ultime sentenze

6 Settembre 2019
Responsabilità struttura sanitaria: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: responsabilità della struttura sanitaria; responsabilità risarcitoria verso il paziente; potere di direzione e vigilanza dell’ente sull’attività del medico; omissione delle precauzioni nella cura di paziente anziano; concorso della responsabilità contrattuale della struttura sanitaria ed extracontrattuale del medico.

Responsabilità della struttura sanitaria: quando si configura?

Ai fini dell’operatività della responsabilità della struttura sanitaria è irrilevante che si tratti di una casa di cura privata o di un ospedale pubblico in quanto sostanzialmente equivalenti sono a livello normativo gli obblighi dei due tipi di strutture verso il fruitore dei servizi.

L’accettazione del paziente in una struttura, sia essa pubblica o privata, deputata a fornire assistenza sanitaria-ospedaliera, ai fini del ricovero comporta la di un contratto di prestazione d’opera atipico di spedalità, essendo essa tenuta ad una prestazione complessa che non si esaurisce nella prestazione delle cure mediche e di quelle chirurgiche (generali e specialistiche) già prescritte dall’art. 2 L. n. 132 del 1968, ma si estende ad una serie di altre prestazioni, quali la messa a disposizione di personale medico ausiliario e di personale paramedico, di medicinali, e di tutte le attrezzature tecniche necessarie, nonché di quelle lato sensu alberghiere.

Trattasi dunque di una responsabilità contrattuale sia in relazione a propri fatti d’inadempimento, sia per quanto concerne il comportamento dei medici e del personale dipendente, trovando nel caso applicazione la regola posta dall’art. 1228 c.c., secondo cui il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si avvale dell’opera dì terzi risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro, ancorché non siano alle sue dipendenze.

Tribunale Ascoli Piceno, 15/05/2019, n.350

Responsabilità risarcitoria della struttura sanitaria e prova esimente

Premesso che la responsabilità risarcitoria della struttura sanitaria, per l’inadempimento e/o per l’inesatto adempimento delle prestazioni dovute in base al contratto di spedalità, va inquadrata nella responsabilità da inadempimento ex art. 1218 c.c., ai fini della diretta riferibilità ex artt. 1218-1228 c.c. delle conseguenze risarcitorie dell’illecito non assume particolare rilevo che il contraente/debitore nell’adempimento delle sue obbligazioni si avvalga – per l’esecuzione delle prestazioni strettamente sanitarie di particolari figure professionali abilitate – necessariamente di propri dipendenti o di collaboratori esterni.

Ne deriva che la struttura sanitaria per essere esonerata dalla responsabilità risarcitoria verso il paziente è tenuta a fornire la prova positiva che le conseguenze dannose di tale condotta non le sono imputabili a titolo di inadempimento delle obbligazioni oggetto del contratto di spedalità.

Tribunale Milano sez. I, 05/06/2019, n.5315

Accertamento della responsabilità

In materia di responsabilità medica, nell’ipotesi in cui la struttura si pone, nei confronti del paziente, quale obbligato alla prestazione sanitaria a seguito di un contratto tra il paziente e la stessa, deve ritenersi configurabile una responsabilità contrattuale con tutte le conseguenze che ne derivano in tema di onere della prova, che, per l’effetto, grava sull’istituto stesso e non sul paziente. Il positivo accertamento della responsabilità dell’istituto postula, e si pone come conseguenza dell’accertamento della colpa del medico esecutore dell’attività che si assume illecita, non potendo la responsabilità dell’ente affermarsi in assenza di tale colpa, poiché l’art. 1228 cc (al pari del successivo art. 2049 c.c.) presuppone, comunque, un illecito colpevole dell’autore immediato del danno.

La struttura deve infatti assicurare una prestazione sanitaria immune da deficienze, di modo che risponde ex art. 1228 c.c., solidamente con il medico dei danni prodotti, essendo all’uopo sufficiente che vi sia un potere di direzione e vigilanza dell’ente sull’attività del medico in virtù di un rapporto (anche non necessariamente) di lavoro subordinato.

Tribunale Napoli sez. VIII, 20/05/2019, n.5155

Inadempimento o inesatto adempimento delle prestazioni dovute

La responsabilità risarcitoria della struttura sanitaria, per l’inadempimento e/o per l’inesatto adempimento delle prestazioni dovute in base al contratto di spedalità, va inquadrata nella responsabilità da inadempimento ex art. 1218 c.c. Fra la struttura sanitaria ed il paziente, per effetto della mera accettazione del paziente, sorge infatti un rapporto di natura contrattuale atipico denominato di “spedalità” o di “assistenza sanitaria”, per effetto del quale la struttura assume l’obbligo di adempiere sia prestazioni principali di carattere strettamente sanitario sia prestazioni secondarie ma sempre funzionali alla presa in carico a scopi di cura – fra cui prestare assistenza al malato, fornire vitto e alloggio in caso di ricovero.La responsabilità della struttura per i danni che si verificano in ambito sanitario è una responsabilità che scaturisce dall’inadempimento e/o dall’inesatto adempimento di una delle varie prestazioni che è direttamente obbligata ad eseguire in base a tale contratto atipico.

Tribunale Milano sez. I, 14/05/2019, n.4613

Contratto di spedalità

Il contratto di spedalità è un contratto a prestazioni corrispettive da cui, a fronte dell’obbligazione al pagamento del corrispettivo (da parte del paziente, dell’assicuratore ovvero del Servizio Sanitario Nazionale) insorgono, a carico della struttura sanitaria, accanto a quelli di tipo alberghiero (somministrazione di vitto e alloggio), obblighi di messa a disposizione del personale medico ausiliario, del personale paramedico, nonché di apprestamento di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista del manifestarsi di eventuali complicazioni o emergenze.

Ne deriva che la responsabilità risarcitoria della struttura sanitaria, per l’inadempimento e/o per l’inesatto adempimento delle prestazioni dovute in base al contratto di spedalità, va inquadrata nella responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c.e nessun rilievo a tal fine assume il fatto che la struttura (sia essa un ente pubblico o un soggetto di diritto privato) per adempiere le sue prestazioni si avvalga dell’opera di suoi dipendenti o di suoi collaboratori esterni — esercenti professioni sanitarie e personale ausiliario — e che la condotta dannosa sia materialmente tenuta da uno di questi soggetti. Infatti, a norma dell’art. 1228 c.c., il debitore che per adempiere si avvale dell’opera di terzi risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro, sicché neppure rileva la circostanza che il medico che eseguì l’intervento chirurgico fosse o meno inquadrato nell’organizzazione aziendale della casa di cura (ovvero dell’ospedale), né che lo stesso fosse stato scelto dal paziente ovvero fosse di sua fiducia.

Tribunale Palermo sez. III, 02/05/2019, n.2178

Riparto dell’onere probatorio

In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e di responsabilità professionale da contatto sociale del medico, ai fini del riparto dell’onere probatorio l’attore, paziente danneggiato, deve limitarsi a provare l’esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia ed allegare l’inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato, rimanendo a carico del debitore dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante.

Tribunale Ravenna, 01/03/2019, n.235

Giudizi risarcitori da responsabilità della struttura sanitaria

Posto che nei giudizi risarcitori da responsabilità della struttura sanitaria si delinea un duplice ciclo causale, l’uno relativo al nesso fra l’insorgenza (o l’aggravamento) della patologia e la condotta del sanitario, l’altro relativo all’impossibilità di adempiere, il primo dei quali deve essere provato dal creditore/danneggiato (con la conseguenza che la causa incognita resta a carico dell’attore relativamente all’evento dannoso), va cassata la sentenza di merito che abbia operato un ‘indebita parcellizzazione dei singoli episodi in cui si articolava l’unitario contegno omissivo addebitato alla struttura sanitaria, concentrando l’attenzione sull’ultima visita di pronto soccorso e ignorando del tutto i due contatti precedenti.

Cassazione civile sez. III, 26/02/2019, n.5487

Decesso di paziente a seguito di una caduta

In tema di responsabilità medico-sanitaria per decesso di paziente a seguito di caduta, va respinta la prospettazione della struttura sanitaria che invochi l’applicazione dell’art. 1227 c.c.secondo il quale (comma 2) “il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare utilizzando l’ordinaria diligenza”, sul presupposto che la caduta fosse l’esclusivo esito di un movimento poco consono del Paziente il quale, girandosi nel letto, è scivolato rovinosamente a terra (nel caso di specie il tribunale ha riconosciuto la responsabilità della struttura sanitaria sul presupposto che non era ragionevole pretendere che un paziente novantaduenne, affetto da plurime patologie, si mantenesse fermo nel letto nella medesima posizione per lungo tempo, riconoscendo l’omissione della struttura consistita nel non aver posizionato al letto le spondine per prevenire comportamenti anche involontari).

Tribunale Milano sez. I, 18/02/2019, n.1533

Risarcimento del danno 

In tema di responsabilità medica della struttura sanitaria – rectius del medico – incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l’onere di provare il nesso di causalità tra l’aggravamento della patologia e l’azione o l’omissione del sanitario mentre – ove il danneggiato abbia assolto a tale onere – spetta alla struttura/medico dimostrare l’impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l’inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile ed inevitabile con l’ordinaria diligenza.

Tribunale Roma sez. XIII, 08/02/2019, n.2934

Responsabilità del medico e della struttura sanitaria

Il concorso della responsabilità contrattuale della struttura sanitaria ed extracontrattuale del medico rende applicabili i principi di cui all’art. 2055, secondo e terzo comma c.c., sicché colui che ha risarcito il danno ha regresso contro l’altro nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall’entità delle conseguenze che ne sono derivate; nel dubbio le singole colpe si presumono uguali. L’onere di provare le circostanze idonee a superare la presunzione del pari concorso di responsabilità interna grava su colui che pretenda il rimborso di una somma superiore alla metà.

Tribunale Milano sez. I, 29/01/2019, n.924

Impedimento imprevedibile ed inevitabile

In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l’onere di provare il nesso di causalità tra l’aggravamento della patologia (o l’insorgenza di una nuova malattia) e l’azione o l’omissione dei sanitari, mentre, ove il danneggiato abbia assolto a tale onere, spetta alla struttura dimostrare l’impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l’inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile ed inevitabile con l’ordinaria diligenza.

Tribunale Lecce sez. I, 16/01/2019, n.132

Responsabilità della struttura sanitaria, onere probatorio e pretesa risarcitoria 

Ai fini della configurabilità della responsabilità della struttura sanitaria invocata a sostegno dell’avanzata pretesa risarcitoria è necessario dimostrare che il personale medico non abbia rispettato il dovere di diligenza su di esso incombente in relazione alla specifica attività esercitata ex art 1176 comma 2 c.c. e che da ciò sia derivato un danno altrimenti evitabile.

L’onere probatorio deve essere così ripartito tra le parti: l’attore deve limitarsi a provare l’esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia ed allegare qualificate inadempienze, astrattamente idonee a provocare (quale causa o concausa efficiente) il danno lamentato rimanendo invece a carico del debitore convenuto l’onere di dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato, ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante; grava quindi sul sanitario/struttura la prova della diligenza della prestazione e che gli eventuali esiti peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto ed imprevedibile, non evitabile anche avendo osservato le regole tecniche del caso.

Tribunale Roma sez. XIII, 08/01/2019, n.288


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