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Ricorso per Cassazione: ultime sentenze

6 Settembre 2019
Ricorso per Cassazione: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: ricorso per Cassazione; ammissbilità e inammissibilità del ricorso per Cassazione; notificazione della sentenza impugnata a mezzo pec; decorrenza del termine breve. 

Quando è ammissibile il ricorso per Cassazione? Quali sono le conseguenze della cessazione dell’appartenenza del magistrato all’ordine giudiziario nel corso del ricorso in Cassazione e prima della sentenza disciplinare? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Ricorso per Cassazione in formato .pdf e sottoscritto con forma digitale: è ammissibile?

È ammissibile il ricorso per Cassazione confezionato in formato .pdf e sottoscritto con firma digitale e non con sottoscrizione autografa allorchè l’originario ricorso, in formato analogico, e la procura che ad esso accede (quest’ultima sottoscritta in forma autografa), entrambi scansionati e firmati digitalmente, siano stati notificati a mezzo posta elettronica certificata e copia cartacea degli stessi, della relata di notifica, del messaggio di posta elettronica certificata e delle ricevute di accettazione e consegna risultino depositati in cancelleria, unitamente all’attestazione di conformità sottoscritta con firma autografa.

Le dette formalità conferiscono difatti al ricorso depositato in cancelleria prova della sua autenticità e provenienza, essendo irrilevante l’assenza di sottoscrizione autografa dell’originario cartaceo e risultando la provenienza dal difensore munito di procura comunque attestata sia dalla procura che ad esso accede sia dalla firma digitale apposta al documento notificato per via telematica.

Cassazione civile sez. VI, 18/07/2019, n.19434

Rinuncia al ricorso per Cassazione

La rinuncia al ricorso per Cassazione, disciplinata dall’art. 390 c.p.c., essendo atto unilaterale recettizio, produce l’estinzione del processo senza che occorra l’accettazione delle parti a tal fine, determinando il passaggio in giudicato della pronuncia impugnata ed il conseguente venir meno dell’interesse a contrastare il gravame.

Cassazione civile sez. lav., 15/07/2019, n.18886

Responsabilità aggravata e ricorso per Cassazione

In tema di responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., la proposizione di un ricorso per Cassazione, che, a differenza di quello per regolamento di giurisdizione, non sospende il processo né impedisce l’esecuzione della sentenza d’appello, anche se infondato e meramente dilatorio, non può essere produttiva del danno processuale previsto dalla indicata norma, dato che la parte avversaria non è costretta ad attendere l’esito del giudizio di impugnazione e può nel frattempo soddisfare le proprie pretese mettendo in esecuzione la sentenza di merito, sempre che non si verta in una di quelle particolari ipotesi nelle quali la sentenza può essere eseguita dopo il suo passaggio in cosa giudicata.

Cassazione civile sez. un., 05/07/2019, n.18079

Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile?

È inammissibile il ricorso per cassazione allorquando la procura, apposta su foglio separato e materialmente congiunto al ricorso ex art. 83 c.p.c., comma 2, contenga, come nella specie, espressioni incompatibili con la proposizione dell’impugnazione e con la specialità richiesta ed anzi dirette ad attività proprie di altri giudizi e fasi processuali.

Cassazione civile sez. lav., 02/07/2019, n.17708

Impugnazione di delibera assembleare e fallimento della società

In tema di impugnazione delle deliberazioni assembleari della società, il sopravvenuto fallimento di quest’ultima comporta il venir meno dell’interesse ad agire per ottenere una pronuncia di annullamento dell’atto impugnato, quando l’istante non deduca ed argomenti il suo perdurante interesse, avuto riguardo alle utilità attese dopo la chiusura della procedura fallimentare.

(Nella specie la S.C. ha dichiarato d’ufficio l’inammissibilità del ricorso per cassazione proposto da alcuni soci di minoranza avverso la deliberazione di approvazione del bilancio, di ricostituzione e successivo aumento del capitale di una società a responsabilità limitata, dichiarata fallita dopo la pronuncia della sentenza della corte d’appello oggetto di ricorso).

Cassazione civile sez. I, 26/06/2019, n.17117

Prospettazione della questione della tempestività o meno dell’appello incidentale

La mancata prospettazione, nel giudizio di secondo grado, della questione della tempestività o meno dell’appello incidentale, non determina una preclusione processuale nella deduzione della stessa con il ricorso per cassazione, potendo essere eccepita o rilevata d’ufficio per la prima volta anche in sede di legittimità.

Cassazione civile sez. un., 25/06/2019, n.16979

More del giudizio di Cassazione

La cessazione dell’appartenenza del magistrato all’ordine giudiziario intervenuta nelle more della definizione del ricorso per cassazione, e quindi prima del passaggio in giudicato della sentenza disciplinare di condanna, comporta la declaratoria di cessazione della materia del contendere, ma non anche la cassazione senza rinvio della sentenza ai sensi dell’art. 382, comma 3 c.p.c. in quanto tale formula si riferisce alla constatazione della impossibilità di proseguire il processo prima della pronuncia impugnata, così risolvendosi in un vizio di essa.

Cassazione civile sez. un., 25/06/2019, n.16980

Mancata individuazione degli atti e dei documenti prodotti nelle fasi di merito

In tema di ricorso per Cassazione, è sempre necessario che si provveda all’individuazione degli atti e dei documenti prodotti nelle fasi di merito, precisando l’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, al fine di renderne possibile l’esame. Tale attività, infatti, consente alla Corte di adempiere al proprio compito istituzionale di verificare il fondamento delle censure. La mancanza di tali indicazioni rende il ricorso inammissibile poiché i requisiti di formazione dell’atto rilevano ai fini della giuridica esistenza e conseguente ammissibilità del ricorso, assumendo pregiudiziale e prodromica rilevanza, ai fini del vaglio della relativa fondatezza nel merito, che in loro difetto rimane al giudice precluso.

Cassazione civile sez. III, 20/06/2019, n.16579

Notifica della sentenza impugnata a mezzo pec e decorrenza del termine breve 

In tema di ricorso per cassazione, la notifica della sentenza impugnata effettuata alla controparte a mezzo PEC è idonea a far decorrere il termine breve d’impugnazione nei confronti del destinatario ove il notificante provi di aver allegato e prodotto la copia cartacea del messaggio di trasmissione, delle ricevute di avvenuta consegna e di accettazione, della relata di notificazione nonché della copia conforme della sentenza, salvo che il destinatario della notifica non ne contesti la regolarità sotto uno o più profili.

(Nella specie, la S.C. ha escluso la tardività del ricorso per cassazione, dedotta dal controricorrente con riferimento alla prima notifica effettuata a mezzo PEC, in quanto il ricorrente ne aveva contestata la regolarità in relazione all’estrazione della copia su supporto analogico ed il notificante aveva pertanto proceduto a una seconda notifica, con conseguente decorrenza del termine per impugnare dalla data di quest’ultima).

Cassazione civile sez. lav., 19/06/2019, n.16421

Deposito della sentenza impugnata priva della certificazione di conformità

Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall’ultima notificazione, di copia della decisione impugnata priva della certificazione di conformità all’originale non determina l’improcedibilità del ricorso per cassazione ove il ricorrente produca la predetta certificazione con la nota di deposito ex art. 372 c.p.c.

Cassazione civile sez. I, 11/06/2019, n.15712

Violazione della norme sul giudizio di ottemperanza

L’art.70 del D.Lgs. n.546 del 1992 -a mente del quale il ricorso per cassazione contro la sentenza pronunciata in esito al giudizio di ottemperanza è ammesso per “violazione delle norme del procedimento” – deve essere interpretato nel senso che è possibile denunciare alla Suprema Corte non soltanto la violazione delle norme disciplinanti il predetto giudizio, ma anche ogni altro “errar in procedendo” nel quale sia incorso il giudice dell’ottemperanza ed, in particolare, il mancato o difettoso esercizio del potere -dovere di interpretare ed eventualmente integrare il “dictum” costituito dal giudicato cui l’amministrazione non si sia adeguata o l’omesso esame di una pretesa che avrebbe dovuto trovare ingresso in quella sede

Comm. trib. reg. Napoli, (Campania) sez. XXV, 10/06/2019, n.5145

Ricorso per Cassazione avverso l’ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell’esecuzione

Non è ammissibile il ricorso per Cassazione proposto avverso l’ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell’esecuzione, a definizione di un procedimento esecutivo mobiliare, ciò in quanto tale ordinanza è appellabile laddove si ritenga che il provvedimento abbia natura decisoria, mentre è opponibile ex art. 617 c.p.c. nel caso in cui la si ritenga di natura ordinatoria.

Consiglio di Stato sez. IV, 30/05/2019, n.3616


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