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Compenso avvocato redazione contratto

15 Settembre 2019 | Autore:
Compenso avvocato redazione contratto

Come si determina l’onorario dovuto all’avvocato per la redazione di un contratto

Chi in Italia non si è mai rivolto ad un legale? Pochissimi. Anzi, per meglio dire, quasi nessuno. Soprattutto nel nostro Paese il tasso di litigiosità è assai elevato e, di conseguenza, sono assai elevate le probabilità che un avvocato incroci le vite degli italiani. Contrasti condominiali, sinistri stradali, pratiche ereditarie, rapporti con il fisco. Queste, e tante altre, sono le questioni che con maggiore frequenza costituiscono l’occasione che rende indispensabile consultare prima ed incaricare poi un avvocato per difendere i nostri diritti. Ma l’avvocato può essere utile anche quando non c’è un conflitto in corso o all’orizzonte. L’avvocato infatti può essere una carta vincente per stipulare senza errori i contratti con i quali ordinariamente il cittadino italiano medio viene a confrontarsi. Si può pensare ad esempio ai contratti di locazione dell’appartamento in cui si vive oppure ai contratti preliminari per l’acquisto di una casa o al contratto con cui si regolamenta il prestito  e la successiva restituzione di una somma di denaro. In questi casi far scrivere il contratto ad un avvocato è fondamentale per evitare l’insorgere di liti dovute proprio alla superficialità con cui le parti interessate lo hanno scritto (pensiamo a quanti si limitano a scaricare un modello di contratto da internet senza prestare la dovuta attenzione per adattare il modello alle proprie particolari esigenze). Nell’articolo che segue illustreremo le modalità con cui si determina il compenso dell’avvocato per la redazione di un contratto. Perché chiedere ad un avvocato di prepararci un contratto ha i suoi costi ed è bene sapere come questi costi vengano determinati.

Come si calcola l’onorario di un avvocato?

L’avvocato è un libero professionista le cui prestazioni hanno un costo.

Questo costo è determinato o dal libero accordo scritto delle parti oppure, in mancanza di accordo tra cliente e legale, sulla base di appositi parametri fissati dalla legge [1].

Quindi se il cliente ed il suo avvocato, nel momento in cui viene conferito l’incarico o anche successivamente, si accordano per iscritto sull’ammontare dell’onorario spettante al professionista, questo importo sarà vincolante e sarà quello dovuto al legale per la prestazione concordata.

Le regole appena indicate si applicano sia per le prestazioni giudiziali dell’avvocato (cioè per le attività svolte durante un processo), sia per le prestazioni stragiudiziali (cioè per le attività del legale svolte al di fuori del processo).

Ciò vuol dire che anche per l’attività di preparazione di un contratto l’avvocato ed il cliente potranno accordarsi per iscritto sull’ammontare dell’onorario.

In manca di accordo scritto, l’onorario dovuto al legale per l’attività di stesura di un contratto sarà determinato ricorrendo ai parametri fissati dalla legge.

Se proprietario e futuro locatario di un immobile chiedono ad un avvocato di preparare il testo del contratto di locazione relativo all’immobile da affittare, essi potranno o concordare per iscritto fin da subito l’ammontare dell’onorario dovuto al professionista oppure l’onorario sarà determinato in applicazione dei parametri legali appositamente previsti

Il cliente può concordare per iscritto l’onorario dovuto al suo avvocato

Come si determina l’onorario per la redazione di un contratto?

Nel caso in cui tra avvocato e cliente non ci sia stato un accordo preventivo per determinare l’onorario dovuto al professionista, il compenso dovuto al legale per la redazione di un contratto sarà determinato in base ai criteri ed alle tabelle stabiliti dalla legge.

I criteri fondamentali per liquidare (cioè determinare) il compenso dovuto all’avvocato sono i seguenti:

  • si tiene innanzitutto conto delle caratteristiche, dell’urgenza, del pregio dell’attività svolta, dell’importanza dell’opera, della natura, della difficoltà e del valore dell’affare;
  • in particolare il valore dell’affare (cioè della pratica affidata al legale) viene determinato sulla base del valore effettivo della questione sottoposta all’avvocato (per cui, ad esempio, il valore dell’affare relativo alla stesura di un contratto preliminare di vendita di un immobile sarà pari al prezzo che le parti hanno stabilito per la vendita stessa);
  • all’avvocato è dovuto comunque, oltre al compenso (cioè all’onorario), anche il rimborso delle spese documentate e un rimborso per le spese forfettarie pari al 15% del compenso.

Detto questo, i parametri fissati dalla legge [2] prevedono che per le prestazioni stragiudiziali (come è la stesura di un contratto) il compenso sia:

  • pari ad euro 270,00 se il valore della pratica sia compreso tra 0 euro e 1.100,00 euro;
  • pari ad euro 1.215,00 se il valore della pratica sia compreso tra 1.100,01 euro e 5.200,00 euro;
  • pari ad euro 1.890,00 se il valore della pratica sia compreso tra 5.200.01 euro e 26.000,00 euro;
  • pari ad euro 2.295,00 se il valore della pratica sia compreso tra 26.000,01 euro e 52.000,00 euro;
  • pari ad euro 4.320,00 se il valore della pratica sia compreso tra 52.000,01 euro e 260.000,00;
  • pari ad euro 5.870,00 se il valore della pratica sia compreso tra 260.000,01 euro e 520.000,00 euro.

Se non si può determinare il valore di una pratica collegata alla stesura di un contratto (può essere il caso di un contratto di convivenza per le coppie di fatto eterosessuali) allora essa verrà considerata di valore non inferiore ad euro 26.000,00 e non superiore ad euro 260.000,00 (se, però, il valore effettivo risulti di particolare importanza per l’oggetto, il numero e l’importanza delle questioni giuridiche trattate, per la rilevanza degli effetti e dei risultati utili ottenuti, allora il valore della pratica si considera entro lo scaglione fino a euro 520.000,00).

Infine, se il contratto redatto dall’avvocato avrà un valore effettivo superiore ad euro 520.000,00 il compenso dovuto al professionista sarà determinato in questo modo:

  • per affari di valore tra euro 520.000,00 ed euro 1.000.000,00 si applicherà fino al 30% in più del compenso previsto per gli affari di valore fino ad euro 520.000,00;
  • per affari di valore tra euro 1.000.000,01 ed euro 2.000.000,00 si applicherà fino al 30% in più del compenso previsto per gli affari di valore fino ad euro 1.000.000,00;
  • per affari di valore tra euro 2.000.000,01 ed euro 4.000.000,00 si applicherà fino al 30% in più del compenso previsto per gli affari di valore fino ad euro 2.000.000,00;
  • per affari di valore tra euro 4.000.000,01 ed euro 8.000.000,00 si applicherà fino al 30% in più del compenso previsto per gli affari di valore fino ad euro 4.000.000,00;
  • per affari di valore superiore ad euro 8.000.000,00 si applicherà fino al 30% in più del compenso previsto per gli affari di valore fino ad euro 8.000.000,00.

La stesura di un contratto è una prestazione stragiudiziale

note

[1] D.m. 10 marzo 2014, n. 55.

[2] D.m. 10 marzo 2014, n. 55.


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