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Come evitare pignoramento auto

1 Settembre 2019
Come evitare pignoramento auto

Cointestare, vendere o regalare la macchina può salvare dal pignoramento? Conviene ancora l’esecuzione forzata sui veicoli?

Se è facile nascondere un gioiello o un tappeto prima che arrivi l’ufficiale giudiziario a casa, non è altrettanto facile occultare un’auto. Peraltro, non è più possibile evitare il pignoramento del veicolo lasciandolo lontano da casa, in garage o in officina. Se infatti un tempo il pignoramento avveniva con le stesse modalità di quello mobiliare (alla presenza, cioè, dell’ufficiale giudiziario che si recava presso il domicilio del debitore e lì ricercava i beni da apprendere), oggi la ricerca di eventuali auto intestate avviene in via telematica, tramite collegamento agli archivi del Pra. Risulta, quindi, facilmente conoscibile se il debitore è intestatario o meno di una macchina: non c’è più bisogno di vederla fisicamente, avvenendo il pignoramento in modo “virtuale”, con una semplice iscrizione telematica.

Stando così le cose, ti chiederai allora come evitare il pignoramento di un’auto. Una domanda naturale visto che la legge presenta sempre delle pieghe in cui i furbetti tendono a nascondersi. E purtroppo, anche in questo caso, sono diversi i modi per evitare l’esecuzione forzata. Per ognuno di questi è prevista una contromossa, una tutela per il creditore; ma non sempre il gioco vale la candela e una battaglia giudiziaria per un bene che, a volte, è di modesto valore, non viene coltivata.

Qui di seguito, ti spiegherò allora quali sono le tecniche che i “furbetti” adottano per evitare il pignoramento di un’auto. Quantomeno ti servirà per fare le tue valutazioni in anticipo.

Vendere l’auto o intestarla a un familiare

La mossa tipica di chi vuol evitare il pignoramento dei propri beni è fingere una vendita o intestarla a una persona compiacente, di solito un familiare, realizzando così una donazione. Tale atto è possibile solo se il pignoramento non è già avvenuto; in caso contrario verrebbe violato il divieto intimato dall’ufficiale giudiziario di disporre del bene e si commetterebbe reato.

In più, quand’anche si agisca prima dell’intervento del pignoramento, il creditore può intentare una causa contro il debitore per dichiarare la cessione inefficace. Tale causa va sotto il nome di azione revocatoria e, oltre a richiedere tempo e denaro, è sottoposta a una serie di condizioni.

Il creditore deve, innanzitutto, agire entro massimo 5 anni dalla cessione dell’auto. Se, quindi, il passaggio di proprietà è avvenuto molto tempo prima non può più essere contestato.

In secondo luogo, in caso di donazione dell’auto, il creditore deve dimostrare che il debitore non ha altri beni di pari o superiore valore da pignorare. Invece, in caso di vendita, oltre alla predetta prova il creditore deve poter anche dimostrare che l’acquirente fosse consapevole della situazione debitoria del venditore, cosa facile solo se tra i due c’è convivenza, ma non con gli estranei o con gli altri parenti.

Auto cointestata: può essere pignorata?

Una casa cointestata a due o più persone può essere pignorata e venduta all’asta per intero, dovendo poi il creditore restituire al comproprietario una percentuale del ricavato pari alla sua quota di comproprietà.

Questa regole, che potrebbe astrattamente valere anche per le autovetture, è stata invece disapplicata da alcuni giudici.

In ogni caso, poiché il valore di un’auto usata è già ridotto, pensare di poter da questa ricavare solo il 50% rende tutta la procedura (di per sé costosa) poco conveniente. Il creditore, allora, preferirà aggredire beni diversi dall’auto cointestata.

Auto intestata a un disabile: può essere pignorata?

Contrariamente a quanto spesso si crede, si può pignorare un’auto intestata a un disabile titolare della legge 104, anche se l’auto è stata acquistata con i benefici di legge dedicati proprio ai portatori di handicap. Tuttavia, se il creditore è l’Agente della Riscossione (ad es. Agenzia Entrate Riscossione), l’auto non può essere oggetto di fermo amministrativo. In verità, non si tratta di un divieto di legge, ma lo stesso è stato desunto in via interpretativa da alcuni giudici. Leggi sul punto Si può pignorare l’auto di un disabile?

Auto usata per il lavoro: è pignorabile?

Se è vero che non è possibile iscrivere il fermo amministrativo per l’auto destinata, da professionisti e imprenditori, alla propria attività, questo non vale quando il creditore è privato. Sicché è ben possibile pignorare l’auto con cui il dipendente si reca al lavoro o porta a scuola i propri figli. Ad oggi, infatti, non esistono norme che includono il veicolo tra i beni essenziali per la sopravvivenza della persona e della famiglia. Anche se si tratta della prima e unica auto, quindi, essa può essere pignorata.

Solo l’auto indispensabile all’attività commerciale del debitore subisce un limite di pignoramento. In particolare il Codice di procedura civile [1] prevede un limite al pignoramento dell’auto entro massimo un quinto a condizione che non vi siano altri beni da pignorare (il limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e, in ogni caso, se nell’attività del debitore prevale il capitale investito rispetto al lavoro). Ma attenzione: «l’indispensabilità dell’auto» che fa scattare tale divieto di pignoramento si deve riferire all’attività e non al suo titolare.

Quindi, è pignorabile la macchina che serve al panettiere per arrivare da casa al suo panificio, ma non è pignorabile il furgoncino per la consegna del pane.

Pagare il creditore

Una volta che il pignoramento dell’auto viene eseguito non è detto che il bene venga venduto. Esso verrà messo all’asta alla quale però potrebbero non presentarsi offerenti; in tale ipotesi il veicolo verrebbe restituito al debitore, salvo pagamento delle spese di custodia. Questa procedura però potrebbe richiedere diversi mesi, addirittura un anno, durante il quale il proprietario rimarrebbe “a piedi”.

Pertanto, qualora si tratti di un debito di basso importo, questi potrà interrompere il pignoramento versando l’intera somma dovuta al creditore (con interessi e spese giudiziarie) nelle mani dell’ufficiale giudiziario.

Nulla toglie poi che, nelle more della procedura, le parti possano trovare un accordo come, ad esempio, un piano di pagamento rateale, magari garantito da cambiali. Il creditore è, infatti, ben consapevole della difficoltà di recuperare i propri soldi tramite le aste giudiziarie e non avrà grosse difficoltà ad accettare una transazione.


note

[1] Art. 515 co. 3 cod. proc. civ.


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