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Lesione quota di legittima: ultime sentenze

9 Settembre 2019
Lesione quota di legittima: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: disposizioni testamentarie; azione di riduzione; domanda di divisione della comunione ereditaria; lesione della quota di legittima; testamento del padre; valore della massa ereditaria riunita fittiziamente; valore della quota di legittima violata dal testatore.

Azione di riduzione

La disposizione di cui all’art. 560 comma 1 cod. civ. disciplina l’ipotesi in cui la riduzione abbia ad oggetto legati e donazioni, ossia i casi in cui il valore del bene donato o legato eccede il valore della disponibile: in tale ipotesi la restituzione che consegue alla riduzione ha funzione divisoria, comportando lo scioglimento della comunione sul bene legato o donato, sorta fra il legittimario o il legatario o donatario per effetto dell’esperimento vittorioso dell’azione di riduzione.

Questa norma non si applica, invece, all’ipotesi in cui la riduzione riguardi una disposizione testamentaria a titolo universale, perché in tal caso lo stato di comunione ereditaria che si crea, a seguito del vittorioso esperimento dell’azione di riduzione, fra l’erede beneficiario della disposizione lesiva ed il legittimario completamente pretermesso dal testatore o che si accresce quando la lesione della legittima è parziale e non totale – in quanto i legittimari lesi sono stati chiamati all’eredità per testamento in una quota tale da non garantire loro il conseguimento della legittima ed ottengono, con la riduzione, la devoluzione di una ulteriore quota di eredità che, sommata a quella nella quale essi sono già chiamati, permette loro di conseguire per intero la riserva – può sciogliersi solo attraverso l’esperimento dell’azione di divisione ereditaria sull’intero patrimonio della persona defunta.

Corte appello Venezia sez. II, 31/10/2018, n.2962

Domanda per lesione della quota di legittima

La domanda di divisione della comunione ereditaria e quella per lesione della quota di legittima sono diverse tra loro, in quanto la prima presuppone la comunione tra gli aventi diritto all’eredità, viceversa la seconda no. Deve, tuttavia, rilevarsi che, per ragioni di economia processuale, possono essere proposte nello stesso giudizio, purché la prima azione sia subordinata all’accoglimento della seconda.

Tribunale Benevento, 17/05/2019, n.51

Lesione della quota di legittima 

L’azione di riduzione ha come causa petendi, la qualità di erede necessario e l’avvenuta lesione della quota di legittima per effetto delle disposizioni testamentarie ovvero degli atti di liberalità posti in essere in vita dal de cuius, e come petitum la diminuzione quantitativa od anche la totale eliminazione delle attribuzioni patrimoniali compiute in favore degli eredi, o dei terzi, mirando a far dichiarare inefficaci nei confronti del legittimario che agisce in giudizio, le disposizioni testamentarie o le donazioni nella misura necessaria per reintegrare la quota di riserva e ciò con effetto retroattivo al momento dell’apertura della successione. Si tratta, pertanto, di un’azione di accertamento costitutivo, in quanto diretta ad accertare l’esistenza della lesione di legittima e la sussistenza delle altre condizioni dell’azione, conseguendo automaticamente da tale accertamento la modificazione giuridica del contenuto del diritto del legittimario, ossia l’integrazione della quota a lui riservata.

Tribunale Viterbo, 10/10/2018, n.1352

Successione testamentaria: onere probatorio 

In materia ereditaria, il legittimario che propone l’azione di riduzione ha l’onere di indicare entro quali limiti è stata lesa la sua quota di riserva, determinando con esattezza il valore della massa ereditaria nonché il valore della quota di legittima violata dal testatore.

A tal fine, ha l’onere di allegare e comprovare tutti gli elementi occorrenti per stabilire se, ed in quale misura, sia avvenuta la lesione della sua quota di riserva oltre che proporre, sia pure senza l’uso di formule sacramentali, espressa istanza di conseguire la legittima, previa determinazione della medesima mediante il calcolo della disponibilità e la susseguente riduzione delle donazioni compiute in vita dal “de cuius”.

Tribunale Palermo sez. II, 22/06/2018

Accertamento della simulazione di una vendita compiuta dal de cuius

L’erede legittimario che agisca per l’accertamento della simulazione di una vendita compiuta dal “de cuius”, siccome dissimulante una donazione affetta da nullità per difetto di forma, assume, rispetto ai contraenti, la qualità di terzo – con conseguente ammissibilità della prova testimoniale o presuntiva senza limiti o restrizioni – quando abbia proposto la domanda sulla premessa dell’avvenuta lesione della propria quota di legittima.

In tale situazione, infatti, detta lesione assurge a “causa petendi” accanto al fatto della simulazione ed il legittimario, benché successore del defunto, non può, pertanto, essere assoggettato ai vincoli probatori previsti per le parti dall’art. 1417 c.c., non rilevando la circostanza che egli, quale erede legittimo, benefici non solo dell’effetto di reintegrazione della summenzionata quota, ma pure del recupero del bene al patrimonio ereditario per intero, poiché il regime probatorio non può subire differenziazioni a seconda del risultato finale cui conduca l’accoglimento della domanda.

Cassazione civile sez. II, 13/06/2018, n.15510

Disposizione testamentaria lesiva della quota di legittima

In materia di azione di riduzione di una disposizione testamentaria lesiva della quota di legittima, la domanda di riduzione deve essere rigettata in difetto di prova certa e tranquillizzante dei beni di proprietà del de cuius al momento della morte, non potendosi, in tal caso, procedere al calcolo della quota legittima e verificarne eventualmente la lesione. Il legittimario che propone azione di riduzione ha l’onere, in sostanza, di indicare entro quali limiti sia stata lesa la legittima, determinando con esattezza il valore della massa ereditaria, nonché il valore della quota di legittima violata dal testatore.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I, 18/05/2018, n.1711

Obbligo di collazione

L’obbligo della collazione sorge automaticamente e i beni donati in vita dal “de cuius” devono essere conferiti indipendentemente da una espressa richiesta, essendo sufficiente, a tal fine, la proposizione della domanda di accertamento della lesione della quota di legittima e di riduzione e la menzione in essa dell’esistenza di determinati beni facenti parte dell’asse ereditario da ricostruire.

Cassazione civile sez. II, 06/04/2018, n.8510

Azione di riduzione del legittimario e pretermissione del padre

L’azione di riduzione intrapresa da un legittimario a seguito della pretermissione del padre, in qualità di terzo e non in veste di erede o coerede, deve essere qualificata come azione di accertamento, in quanto l’attore ha interesse all’accertamento del suo diritto di legittima per affermare la sua legittimazione ad agire successivamente in qualità di erede.

Nel caso di specie, avente a oggetto l’azione esperita da un uomo nei confronti del fratello istituito erede universale per effetto del testamento del padre, una volta provata la lesione della quota di legittima, il Tribunale ha ridotto nella parte di un terzo eccedente la disponibile, a sua volta pari a un terzo del compendio ereditario, riconoscendo al legittimario il diritto a una quota di riserva pari a un terzo dell’asse, ai sensi dell’articolo 537 comma 2 del codice civile.

Tribunale Trieste, 03/03/2018, n.161

Scioglimento della comunione ereditaria

In considerazione dell’autonomia e della diversità dell’azione di divisione ereditaria rispetto a quella di riduzione, il giudicato sullo scioglimento della comunione ereditaria in seguito all’apertura della successione legittima non comporta un giudicato implicito sulla insussistenza della lesione della quota di legittima, sicché ciascun coerede condividente, pur dopo la sentenza di divisione divenuta definitiva, può esperire l’azione di riduzione della donazione compiuta in vita dal “de cuius” in favore di altro coerede dispensato dalla collazione, chiedendo la reintegrazione della quota di riserva e le conseguenti restituzioni.

Cassazione civile sez. VI, 11/01/2018, n.536

Accoglimento della domanda di riduzione per lesione della quota di legittima 

In tema di azione di riduzione, non è dato poter discutere di lesione della quota di legittima in assenza di un’indagine estesa all’intero patrimonio del “de cuius” giacché, quand’anche tale lesione fosse sussistente, alla stessa ben potrebbe porsi rimedio con una diversa distribuzione del patrimonio relitto, sia di natura immobiliare che mobiliare, come previsto dall’art. 553 c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva rigettato una domanda di riduzione, cui era sottesa la lesione della quota di riserva calcolata con riferimento al solo patrimonio mobiliare del “de cuius” e non anche a quello immobiliare).

Cassazione civile sez. VI, 25/09/2017, n.22325

Giudicato sulla divisione ereditaria

In considerazione dell’autonomia e della diversità dell’azione di divisione ereditaria rispetto a quella di riduzione, il giudicato sullo scioglimento della comunione ereditaria in seguito all’apertura della successione legittima non comporta un giudicato implicito sull’insussistenza della lesione della quota di legittima, sicché ciascun coerede condividente, pur dopo la sentenza di divisione divenuta definitiva, può esperire l’azione di riduzione della donazione compiuta in vita dal de cuius in favore di altro coerede dispensato dalla collazione, chiedendo la reintegrazione della quota di riserva e le conseguenti restituzioni.

Il semplice riferimento all’idoneità delle donazioni a determinare la riduzione della quota indisponibile, deve essere inteso, in assenza di un’esplicita domanda di riduzione delle donazioni stesse, come riferibile alla possibilità di un successivo esperimento dell’azione di riduzione, ove il risultato della divisione non avesse assicurato al ricorrente il conseguimento di quanto dalla legge riconosciutogli, sulla base delle norme in materia di successione necessaria

Cassazione civile sez. II, 26/07/2017, n.18579

Valore di ogni quota ereditaria e proporzione tra quota spettante e disponibile

Posto il valore della massa ereditaria riunita fittiziamente, al netto delle spese di massa, applicando il disposto dell’art. 534 c.c. si determina la misura della quota disponibile, e quella di riserva della massa riunita fittiziamente.

Conseguentemente, considerato il valore del cespite attribuito in sede testamentaria alla appellante, si è verificata una lesione della quota di legittima ad essa spettante sicché la domanda di riduzione deve trovare accoglimento.

Deve, quindi, reintegrarsi la quota di legittima lesa sulla scorta delle disposizioni di cui agli articoli 554, 555, 558 e 559 c.c. che disciplinano, con ordine tassativo, il modo di riduzione delle lesioni di legittima a partire dalle disposizioni testamentarie per poi, ove le dette riduzioni non siano sufficienti a reintegrare la legittima lesa, ridurre le donazioni a partire dalla più recente.

Corte appello L’Aquila, 16/06/2017, n.1102


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