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Ticket parcheggio scaduto: c’è tolleranza?

1 Settembre 2019 | Autore:
Ticket parcheggio scaduto: c’è tolleranza?

Multa per sosta del veicolo senza ticket o con tagliando esposto scaduto: è legittima? Si tratta di inadempimento contrattuale o di illecito amministrativo?

Ogni mattina, in Africa, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più in fretta del leone per non essere uccisa. Ogni mattina, in Italia, un automobilista si sveglia e sa che dovrà correre più in fretta possibile per trovare parcheggio. Oramai, i posti auto gratuiti, soprattutto nelle città, sono un miraggio; restano quelli a pagamento, per i quali occorre lottare strenuamente. Ulteriore problema è che il posteggio nelle strisce blu costa un occhio della testa; per risparmiare qualcosina, sono sicuro che anche tu, almeno una volta, avrai esibito un ticket di durata inferiore a quella prevista, nella speranza che i vigili non si accorgano che hai sforato il tempo massimo. Probabilmente, hai fatto ciò anche perché hai sentito dire che c’è un margine di tolleranza nel caso di ticket del parcheggio scaduto. È vero?

In effetti, già da qualche anno circola un orientamento secondo cui il mancato rispetto dell’orario nei parcheggi a pagamento non comporterebbe l’applicazione di una multa, bensì solamente una richiesta di integrazione del prezzo già pagato. Di qui l’annullamento di numerose multe. Ma siamo sicuri che quanto detto sia valido? C’è un margine di tolleranza per il ticket scaduto del parcheggio oppure, alla scadenza, scatta la multa? Se vuoi scoprirlo, prosegui nella lettura.

Biglietto del parcheggio scaduto: cosa succede?

Mettiamo il caso che tu abbia parcheggiato l’auto negli stalli delimitati con le strisce blu a bordo strada; ti sei recato presso la colonnina che eroga il ticket per il parcheggio, hai inserito le monete giuste per due ore di sosta (tanto hai preventivato di stare fuori), hai prelevato il biglietto e l’hai esposto sul cruscotto dell’auto. Purtroppo, gli impegni ti trattengono più di quanto avevi previsto e rientri all’auto dopo tre ore, trovando come graditissima sorpresa il verbale della polizia municipale. Come devi comportarti? Una risposta è giunta direttamente dal Governo. Vediamo di cosa si tratta.

La nota del ministero dei Trasporti

Ebbene, una nota del 2015 del ministero dei Trasporti [1] ha stabilito che, ai fini della legittimità delle multe per scadenza del biglietto, è necessario che vi sia un regolamento comunale a definire la sosta sulle strisce blu e a stabilire l’eventuale sanzione nel caso in cui la sosta si prolunghi più del dovuto.

Secondo l’orientamento sostenuto dal ministero, dunque, non sarebbe possibile multare una persona che ha mantenuto la propria auto nel parcheggio a pagamento oltre il tempo stabilito dal ticket; al più, gli sarà possibile chiedere un’integrazione del pagamento già avvenuto.

Ticket parcheggio scaduto: cosa diceva la giurisprudenza?

Conformandosi all’orientamento sostenuto dal ministero, la giurisprudenza di merito aveva ritenuto di dover annullare le multe comminate agli automobilisti per ticket del parcheggio scaduto. In realtà, non si può parlare di una tolleranza vera e propria, ma della necessità che, per aversi una multa, debba essere il regolamento comunale a stabilirlo espressamente.

E così, i giudici avevano deciso che l’automobilista che aveva parcheggiato nelle strisce blu e vi si era trattenuto oltre il limite stabilito dal ticket non poteva essere sanzionato, ma doveva soltanto pagare un supplemento [2]: in pratica, il protrarsi della sosta oltre l’orario indicato nello scontrino di pagamento regolarmente esposto, si configurava come inadempimento contrattuale da cui derivava l’obbligo di pagare un corrispettivo, che poteva corrispondere alla tariffa prevista per ogni ora o frazione di ora per il periodo di sosta in più, non certo ad una sanzione pecuniaria amministrativa (ossia la classica multa), non sussistendo nella fattispecie un illecito sanzionabile a norma del codice della strada [3].

Biglietto parcheggio scaduto: quando c’è tolleranza?

Orbene, devono essere i singoli Comuni a stabilire quale sanzione deve essere pagata nel caso di ticket del parcheggio scaduto; in assenza di previsioni, non si potrà comminare alcuna multa ma, al massimo, chiedere all’automobilista di integrare il pagamento in proporzione alla durata effettiva della sosta. Questo era l’orientamento formatosi qualche anno fa e che, come ti spiegherò nel prossimo paragrafo, è stato oramai superato.

Ad ogni modo, sulla scorta di questo trend giurisprudenziale, in alcuni Comuni d’Italia è stato previsto un termine di tolleranza, cioè un breve lasso di tempo entro il quale, se ci si “pente” della propria condotta, è possibile evitare ogni sanzione. Si parla in questi casi di ravvedimento operoso: l’automobilista che non rispetta il parcheggio a pagamento, nel senso che vi sosta oltre il tempo consentito, può regolarizzare la propria posizione pagando quanto avrebbe dovuto originariamente versare per il periodo effettivo di sosta.

In genere, questo termine di tolleranza non supera le ventiquattro ore, scadute le quali potrà essere irrogata la multa vera e propria.

Ticket parcheggio scaduto: cosa dice oggi la Cassazione?

Purtroppo, quanto detto sinora a proposito del biglietto del parcheggio scaduto e dell’impossibilità di sanzionare l’automobilista con una multa sembra essere stato superato dalle ultime sentenze della Corte di Cassazione [4] la quale, ponendosi in contrasto con la stessa nota del Ministero, ha stabilito che, qualora si accerti che la sosta si è prolungata oltre il tempo consentito (cioè, oltre l’orario indicato nel ticket per il quale è stata pagata la tariffa), è legittima l’applicazione della multa.

In pratica, secondo la Suprema corte è pienamente giustificata la sanzione pecuniaria per colui che, pur avendo esposto il ticket, si trattiene oltre l’orario stabilito, a prescindere dalle previsioni del regolamento comunale, il quale, dunque, potrebbe anche non stabilire alcunché in proposito, visto che, secondo la Cassazione, si applica la stessa sanzione prevista per coloro che non si sono muniti affatto del biglietto.

A conferma di questa interpretazione v’è anche la giurisprudenza della Corte dei Conti [5], secondo la quale la mancata contestazione della sanzione pecuniaria da parte dell’ausiliario del traffico nel momento in cui è accertata la sosta del veicolo senza ticket o con tagliando esposto scaduto per decorso del tempo di sosta pagato, configura un’ipotesi di danno erariale per il Comune, rappresentato dal mancato incasso dei proventi che sarebbero derivati dall’applicazione della sanzione per violazione delle norme che disciplinano la sosta in aree a pagamento.

Tagliando del parcheggio scaduto: la multa è legittima?

In sintesi, dunque, la permanenza oltre il tempo pagato ha, secondo la Suprema Corte, natura di illecito amministrativo e non un mero inadempimento contrattuale, come ha sostenuto anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Pertanto, se, tornando all’autovettura, troverai una multa tra il parabrezza e il tergicristalli per via della sosta oltre il termine stabilito dal ticket del parcheggio, sappi che potrai fare ricorso al giudice di pace, ma le probabilità di vittoria saranno minime perché si scontreranno col più recente orientamento della Corte di Cassazione.


note

[1] Min. Trasporti e infrastrutture, nota n. 53284/2015.

[2] Trib. Treviso, sent. n. 1069/2016.

[3] Giudice di pace di Ascoli Piceno, sent. del 18.05.2004.

[4] Cass., sent. n. 16258/2016.

[5] Cass., sent. n. 888/2012.


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5 Commenti

  1. Ho ricevuto una multa per questa ragione (ritardo causato da un ritardo in un appuntamento con un servizio pubblico tra l’altro) ed ho fatto ricorso al Prefetto, vincendolo.
    Come ogni volta in cui vinco questo tipo di ricorsi (ad esempio presso il coreCom Lazio contro Tim per i costi di chiusura) faccio la stessa domanda. Come mai se il cittadino ha ragione non si annullano in automatico o meglio ancora non si impone all’ente/società di evitare questo comportamento fraudolento? A cosa servono centinaia o migliaia di cause l’anno se non a sperperare denaro pubblico? Tutte le volte alzano lo sguardo e allargano le braccia.
    Se il Prefetto di Roma invece di farci ragione andasse dal sindaco e lo obbligasse ad attrezzarsi (mi pare i parcheggi di Parma lo siano) per consentire il conguaglio ai ritardatari eviteremmo molti problemi

  2. Ma se parcheggio in zona a righe blu a pagamento gestite dal comune o da gestori che ne fanno le veci il mio veicolo risulta assicurato per danni causati durante la sosta che ho pagato?

  3. la competenza dei dipendenti del concessionario dei parcheggi (cd. ausiliari del traffico) è limitata all’accertamento delle violazioni in materia di sosta dei veicoli commesse nelle aree comunali oggetto di concessione, contrassegnate con la segnaletica orizzontale blu e specificamente destinate al parcheggio, previo pagamento di ticket; tale competenza può estendersi anche alle aree poste a servizio di quelle a pagamento, immediatamente limitrofe, ma solo a condizione che i veicoli parcheggiati precludano la funzionalità del parcheggio stesso.

  4. Non è configurabile il delitto di violenza privata allorquando gli atti di violenza non siano diretti a costringere la vittima ad un pati, ma siano essi stessi produttivi dell’effetto lesivo, senza alcuna fase intermedia di coartazione della libertà di determinazione della persona offesa (esclusa, nella specie, la sussistenza del delitto di violenza privata per una parcheggiatrice abusiva che, per impedire la cessione del ticket di parcheggio acquistato a terze persone, lo aveva preso dalle mani della persona offesa, lo aveva strappato e quindi buttato a terra).

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