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Amministratore di fatto: ultime sentenze

13 Settembre 2019
Amministratore di fatto: ultime sentenze

Amministratore di fatto; sanzioni amministrative; legale rappresentante di una società di capitali; distrazione di beni sociali di importo rilevante; azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori di società di capital; risarcimento del danno.

Quali sono le responsabilità dell’amministratore di fatto? La presenza di un amministratore di fatto salva l’amministratore di diritto dal reato di concorso in bancarotta fraudolenta per distrazione? Risponde per le sanzioni tributarie comminate alla società di capitali? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Responsabilità dell’amministratore di fatto

Il principio secondo cui le sanzioni amministrative relative al rapporto tributario proprio di società o enti con personalità giuridica, ex art. 7 del d.l. n. 269 del 2003 (conv., con modif., in l. n. 326 del 2003), sono esclusivamente a carico della persona giuridica anche quando sia gestita da un amministratore di fatto, non opera nell’ipotesi di società artificiosamente costituita, poiché in tal caso la persona giuridica è una mera “fictio” creata nell’interesse della persona fisica, esclusiva beneficiaria delle violazioni, sicché non vi è alcuna differenza fra trasgressore e contribuente

Cassazione civile sez. VI, 18/04/2019, n.10975

Amministratore di fatto e responsabilità solidale

In tema di società, la persona che, benché priva della corrispondente investitura formale, si accerti essersi inserita nella gestione della società stessa, impartendo direttive e condizionandone le scelte operative, va considerata amministratore di fatto ove tale ingerenza, lungi dall’esaurirsi nel compimento di atti eterogenei ed occasionali, riveli avere caratteri di sistematicità e completezza con conseguente responsabilità solidale in ordine al pagamento delle imposte e delle sanzioni.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. VI, 13/05/2019, n.2861

Rapporto tributario di una società: sanzioni amministrative

Le sanzioni amministrative relative al rapporto tributario proprio di società o enti con personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica anche quando sia gestita da un amministratore di fatto, non potendosi fondare un eventuale concorso di quest’ultimo nella violazione fiscale sul disposto di cui al D. Lgs. n.472 del 1997 art.9, che non può costituire deroga al D.L. n. 269 del 2003 art.7, ad esso successivo, che invece prevede l’applicabilità delle disposizioni del D. Lgs. n.472 del 1997 ma solo in quanto compatibili.

Tale principio incontra un limite nella artificiosa costituzione a fini illeciti della società di capitali, in tal caso, la persona fisica che ha agito per conto della società è, nel contempo, trasgressore e contribuente, e la persona giuridica è una mera fictio, creata nell’esclusivo interesse della persona fisica.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XXII, 27/06/2019, n.2781

Amministratore di fatto: legittimazione ad agire in nome e per conto della società

Colui che agisce in giudizio in qualità di legale rappresentante di una società di capitali, non in virtù di una formale nomina di fonte statutaria o assembleare, ma quale amministratore di fatto, che esercita poteri gestori analoghi all’amministratore di diritto, ha l’onere di dimostrare l’effettivo esercizio di tali poteri, ai fini dell’accertamento della legittimazione ad agire in nome e per conto della società, non potendo invocare a supporto delle proprie allegazioni norme statutarie o risultanze del registro delle imprese.

(Nella specie, la S.C. ha annullato la decisione impugnata, che aveva ritenuto provata la qualità di amministratore di fatto in capo a colui che aveva agito in tale veste, sulla scorta di una sentenza di tribunale che, proprio per l’attività svolta in tale qualità, lo aveva condannato al risarcimento dei danni cagionati alla società, considerato che, peraltro, tale decisione era stata totalmente riformata in appello).

Cassazione civile sez. trib., 22/03/2019, n.8120

Inadempimento e onere della prova

L’inadempimento rilevante, nell’ambito delle azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori di società di capitali per il risarcimento del danno, nelle obbligazioni cosiddette di comportamento, non è qualunque inadempimento, ma solo quello che costituisca causa, o concausa, efficiente del danno.

Di conseguenza l’attore è tenuto ad allegare e provare l’inadempimento c.d. qualificato, cioè astrattamente efficiente alla produzione del danno, così come gli altri elementi indispensabili per aversi responsabilità civile, che sono perciò al tempo stesso elementi costitutivi della domanda risarcitoria: danno e nesso di causalità.

Le norme che regolano l’attività e la responsabilità degli amministratori di capitali sono applicabili anche all’amministratore di fatto, cioè la persona che, benché priva della corrispondente investitura formale, si accerti essersi inserita nella gestione della società stessa, impartendo direttive e condizionandone le scelte operative, ove tale ingerenza, lungi dall’esaurirsi nel compimento di atti eterogenei ed occasionali, riveli avere caratteri di sistematicità e completezza.

Tribunale Napoli Sez. Proprieta’ Industriale e Intellettuale, 18/01/2019, n.795

Sanzioni tributarie comminate alla società di capitali

Le sanzioni amministrative relative al rapporto tributario proprio di società o enti con personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica anche quando questa è gestita da un amministratore di fatto: nessun distinguo, infatti, è previsto dalla legge con riferimento agli amministratori di fatto.

Cassazione civile sez. trib., 07/11/2018, n.28331

Società gestita dall’amministratore di fatto

L’amministratore è sempre responsabile per la distrazione di beni sociali di importo rilevante anche se la società viene gestita dall’amministratore di fatto.

(Nel caso di specie, si trattava di un’impresa familiare ove il figlio, amministratore, aveva dichiarato di non conoscere la sorte dell’importante costosissimo bene strumentale non rinvenuto dopo il fallimento e venduto dal padre, amministratore di fatto).

Tribunale Chieti, 04/10/2018, n.1063

Reati tributari e dolo specifico dell’amministratore di diritto di una società

La prova del dolo specifico dei reati tributari di cui agli artt. 5, 8 e 10 d.lg n. 74 del 2000 in capo all’amministratore di diritto di una società, che funge da mero prestanome, può essere desunta dal complesso dei rapporti tra questi e l’amministratore di fatto, nell’ambito dei quali assumono decisiva valenza la macroscopica illegalità dell’attività svolta e la consapevolezza di tale illegalità.

(Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto indici del dolo specifico dell’amministratore di diritto la consapevolezza che l’amministratore di fatto fosse indagato e imputato per reati fiscali e la circostanza di aver rilasciato deleghe allo stesso per la movimentazione di conti la cui illiceità era evidente, ricevendone una retribuzione aggiuntiva in ragione dei rischi assunti)

Cassazione penale sez. III, 28/09/2018, n.2570

Bancarotta fraudolenta documentale: amministratore di fatto

In tema di bancarotta fraudolenta documentale l’amministratore di diritto risponde sempre anche in presenza dell’amministratore di fatto perché ha l’obbligo di tenere e conservare le scritture contabili. (Nel caso di specie, le scritture contabili erano state consegnate dal commercialista all’amministratore di diritto ma non erano state più rinvenute).

Tribunale Chieti, 29/05/2018, n.658

Amministratore di fatto e reati fallimentari

In tema di reati fallimentari, la prova della posizione di amministratore di fatto di una società “schermo”, – priva di una reale autonomia e costituita per essere utilizzata in un meccanismo fraudolento finalizzato a sgravare la società capofila dai debiti contributivi, il cui pagamento venne poi omesso, nonchè ottenere indebiti rimborsi iva e compensazioni – si traduce in quella del ruolo di “dominus” ed ideatore del suddetto sistema fraudolento, atteso che non è ipotizzabile l’accertamento di elementi sintomatici di un inserimento organico (quali quelli attinenti ai rapporti con i dipendenti, i fornitori o i clienti ovvero in qualunque settore gestionale) all’interno di un ente esistente solo da un punto di vista giuridico.

Cassazione penale sez. V, 16/03/2018, n.32398

Amministratore di fatto di una onlus si appropria degli utili percepiti

Non configura il delitto di peculato l’appropriazione, da parte del titolare ed amministratore di fatto di una Onlus, degli utili percepiti poiché non esercitando un servizio pubblico, i suoi responsabili non possono essere considerati incaricati di un pubblico servizio; né ai pagamenti ricevuti dall’ente pubblico può essere riconosciuta natura pubblicistica, in quanto tali esborsi, privi di qualsivoglia vincolo pubblicistico, costituiscono mero corrispettivo dei servizi resi dalla Onlus.

Cassazione penale sez. VI, 07/03/2018, n.27202

Reato di concorso in bancarotta fraudolenta per distrazione

La presenza di un amministratore di fatto non salva l’amministratore di diritto dal reato di concorso in bancarotta fraudolenta per distrazione. Quest’ultimo è, infatti, tenuto al controllo sulla corretta tenuta della scritture contabili. Lo precisa la Cassazione che respinge il ricorso dell’amministratore unico di una Srl fallita, che riteneva di aver ricoperto un ruolo di semplice amministratore di diritto, privo di qualunque capacità gestionale.

Cassazione penale sez. V, 03/11/2017, n.54692



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