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Responsabilità venditore: ultime sentenze

16 Settembre 2019
Responsabilità venditore: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: vendita di beni di consumo; responsabilità del venditore; risarcimento del danno; vendita di terreno e diniego della concessione edilizia; vendita di cosa gravata da oneri o da diritti di terzi.

L’acquirente può agire contro il venditore che ha fatto eseguire ristrutturazioni prima della vendita? In quali casi sussiste la responsabilità del venitore? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Responsabilità del venditore

Il diritto reale d’uso di aree destinate a parcheggio, quale limite legale della proprietà del bene, deriva da norme imperative assistite, come tali, da una presunzione legale di conoscenza da parte dei destinatari, sì che il vincolo da esse imposto non può legittimamente qualificarsi come onere non apparente gravante sull’immobile secondo la previsione dell’art. 1489 c.c., e non è, conseguentemente, invocabile dal compratore come fonte di responsabilità del venditore che non lo abbia dichiarato nel contratto.

Cassazione civile sez. II, 22/08/2019, n.21582

Garanzia per vizi della cosa venduta

In tema di vendita di beni di consumo, l’art. 130 del d.lgs. n. 206 del 2005 reca una specifica tutela del consumatore, prevedendo e disciplinando la responsabilità del venditore per qualsiasi difformità esistente al momento della consegna, mentre, come previsto dall’art. 135 del menzionato d.lgs., in tutti gli altri casi d’inadempimento si applicano le regole ordinarie, che richiedono una specifica allegazione (circa la natura contrattuale o extracontrattuale della responsabilità) e prova.

(Nella specie, con riferimento alla vendita di una autovettura, la S.C. ha rigettato l’impugnazione avverso la decisione, con cui era stata esclusa la responsabilità ex art. 130 del d.lgs. cit. del concessionario, stante il giudicato sull’inesistenza di difetti originari del bene, ed era anche stata negata ogni altra responsabilità, in mancanza di specifica allegazione e prova del nesso eziologico fra una condotta illecita qualificata e il danno, verificatosi a distanza di tempo dall’acquisto).

Cassazione civile sez. III, 30/05/2019, n.14775

Responsabilità contrattuale del venditore

Ai sensi dell’art. 128 del D. Lgs. 206/2005 per garanzia convenzionale ulteriore si intende qualsiasi impegno di un venditore o di un produttore, assunto nei confronti del consumatore senza costi supplementari, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene di consumo, qualora esso non corrisponda alle condizioni enunciate nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicità.

Emerge pertanto la responsabilità del venditore o del produttore. Ai sensi del successivo art. 131, tale responsabilità è in toto in capo al venditore finale, al quale, nelle ipotesi di responsabilità nei confronti del consumatore a causa di un difetto di conformità imputabile ad un’azione o ad un’omissione del produttore, di un precedente venditore della medesima catena contrattuale distributiva o di qualsiasi altro intermediario, è attribuito diritto di regresso, nei confronti del soggetto o dei soggetti responsabili facenti parte della suddetta catena distributiva.

Infine, ai sensi dell’Art. 133, la garanzia convenzionale vincola chi la offre secondo le modalità indicate nella dichiarazione di garanzia medesima o nella relativa pubblicità: nel caso di specie, il venditore e la casa costruttrice. Di conseguenza in virtù degli articoli 128 e 131 del d.lgs. n. 206/2005 individuanti l’esistenza, nell’ipotesi di prodotti difettosi, di un obbligo giuridico in capo al venditore finale, nei confronti del consumatore, è preclusa l’azione diretta nei confronti del produttore. Pertanto, in ogni caso, l’unica responsabilità contrattuale può essere azionata dal consumatore nei confronti del suo diretto venditore.

Corte appello Bari sez. II, 13/05/2019, n.1085

Rimedi alla violazione dell’impegno traslativo

La garanzia per i vizi della cosa venduta ex art. 1491 cod.civ. offre rimedi alla violazione dell’impegno traslativo; ciò postula l’obbligo del venditore di verificare che il bene trasferito abbia i requisiti necessari per la sua utilizzazione e la violazione di tale obbligo integra una ipotesi di responsabilità contrattuale del venditore.

Corte appello Bari sez. II, 02/05/2019, n.1030

Fuochi artificiali e risarcimento del danneggiato

Il limite della responsabilità per l’esercizio di attività pericolose ex art. 2050 c.c. è rinvenibile nell’intervento di un fattore esterno, ovvero il caso fortuito, che attiene alla modalità di causazione del danno e può consistere anche nel fatto dello stesso danneggiato: è necessario, però, che tale intervento rechi i caratteri dell’imprevedibilità e dell’eccezionalità.

Nel caso in cui il comportamento tenuto dal danneggiato non sia idoneo a interrompere il nesso eziologico tra la condotta del danneggiante ed il danno, può tuttavia integrare un concorso colposo ex art. 1227, comma 1, c.c., con conseguente diminuzione del quantum risarcitorio (affermata la responsabilità del venditore dei fuochi pirotecnici, ma risarcimento dimezzato per la maldestra condotta del danneggiato, privo peraltro di patentino da pirotecnico).

Cassazione civile sez. III, 12/03/2019, n.7007

Vendita di terreno e responsabilità del venditore

Nel caso di vendita di terreno su cui l’acquirente abbia avviato attività edificatoria prima ancora dell’affrancazione del fondo (dunque in modo illecito), ai fini della validità della vendita sono sufficienti la copia della domanda di condono e dei versamenti effettuati, ma la cosa non esclude la responsabilità del venditore in caso di diniego della concessione edilizia.

Tribunale Latina, 04/02/2019, n.294

Responsabilità del venditore: quando è esclusa?

In tema di compravendita di auto, va esclusa la responsabilità del venditore per difetti della cosa qualora il venditore sia stato solo incaricato dall’acquirente di acquistare un veicolo usato previamente individuato dallo stesso acquirente per poi rivenderglielo.

Tribunale Parma sez. I, 29/01/2019, n.155

Esecuzione delle opere e responsabilità del costruttore-venditore 

Premessa l’applicabilità delle norme di cui all’art. 1669 c.c., in tema di responsabilità dell’appaltatore verso il committente, anche alla analoga fattispecie di responsabilità del costruttore-venditore verso l’acquirente, deve ritenersi parallelamente applicabile anche la successiva disciplina di cui all’art. 1670 c.c. alle ipotesi in cui il costruttore-venditore (chiamato a rispondere, ai sensi dell’art. 1669 c.c., da parte dell’acquirente) intenda agire contro il soggetto al quale avesse affidato la esecuzione delle opere, con la conseguenza che anch’egli sarà tenuto all’osservanza del termine di decadenza breve, pur non potendosi qualificare il terzo esecutore come subappaltatore in senso tecnico.

Corte appello Venezia sez. I, 20/11/2018, n.3164

Vincoli paesaggistici inseriti nel piano regolatore generale

Vincoli paesaggistici, inseriti nelle previsioni del piano regolatore generale, una volta approvati e pubblicati, hanno valore di prescrizione di ordine generale a contenuto normativo con efficacia “erga omnes”, come tale assistita da una presunzione legale di conoscenza assoluta da parte dei destinatari, sicchè i vincoli così imposti, a differenza di quelli introdotti con specifici provvedimenti amministrativi a carattere particolare, non possono qualificarsi come oneri non apparenti gravanti sull’immobile, ai sensi dell’art. 1489 c.c., e non sono, conseguentemente, invocabili dal compratore quale fonte di responsabilità del venditore che non li abbia eventualmente dichiarati nel contratto”.

Tribunale Livorno, 05/10/2018, n.13

Rovina e difetti di cose immobili

In materia di appalto, nell’ipotesi di rovina e difetti di cose immobili, l’acquirente dell’immobile è legittimato all’esercizio della relativa azione di responsabilità nei confronti del venditore che, prima della vendita, abbia fatto eseguire sull’immobile, sotto la propria direzione e il proprio controllo, opere di ristrutturazione edilizia o interventi modificativi o di manutenzione di lunga durata, che rovinino o presentino gravi difetti.

Nel caso di specie, è stata riconosciuta la legittimazione ex articolo 1669 del Cc anche nei confronti del conduttore del contratto di locazione finanziaria stipulato con il proprietario del bene in relazione a un vizio dell’edificio consistente in un fenomeno di infiltrazione di umidità della copertura.

Tribunale Firenze sez. II, 15/01/2018, n.102

Reponsabilità risarcitoria del venditore

In tema di vendita, la responsabilità, anche solo risarcitoria, del venditore richiede la dimostrazione dell’esistenza di un diritto altrui sul bene, la cui prova non può che essere posta a carico del compratore .

La delimitazione della responsabilità del venditore con riferimento ai soli casi in cui i terzi pretendano di vantare diritti nei confronti del bene è coerente, da un lato, con l’oggetto giuridico del trasferimento (il diritto di piena proprietà del bene, privo di vincoli e diritti altrui non apparenti e non dichiarati nell’atto), dall’altro con la situazione di possesso che, per effetto dello stesso, viene trasferita all’acquirente, in forza della quale questi può reagire a molestie di fatto; quest’ultima facoltà, è dalla legge riconosciuta anche nella diversa ipotesi in cui il contratto trasferisca la mera detenzione, sia pure qualificata, del bene, escludendosi anche in questo caso che il concedente possa rispondere delle molestie di fatto dei terzi.

Tribunale Grosseto, 03/01/2018, n.1

Vendita di cosa gravata da oneri o da diritti di godimento di terzi

Nella vendita di cosa gravata da onere reale, la responsabilità del venditore, ex art. 1489 c.c., è esclusa solo nel caso in cui il compratore abbia avuto effettiva conoscenza del peso gravante sulla cosa oppure si tratti di onere apparente ovvero trascritto o espressamente menzionato nell’atto di trasferimento dell’immobile al terzo, non essendo a tal fine sufficiente una clausola generica o di mero stile.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che non aveva ritenuto sussistente la responsabilità del venditore, per essere il bene alienato asservito ad uso pubblico di parcheggio, non risultante dal certificato di destinazione urbanistica allegato all’atto di compravendita, in presenza di una clausola contrattuale in virtù della quale l’acquisto era da ritenersi pattuito con tutte le servitù passive).

Cassazione civile sez. II, 26/09/2017, n.22363



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