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Responsabilità sinistro stradale: ultime sentenze

26 Agosto 2022
Responsabilità sinistro stradale: ultime sentenze

Lesioni personali stradali gravi; responsabilità in caso di coinvolgimento di più persone in un sinistro; domanda di risarcimento del danno; dinamica dell’incidente.

Indice

Riconducibilità della responsabilità del sinistro in capo ad un presunto conducente pirata

Chi subisce un incidente stradale deve dimostrare “con estrema precisione” la dinamica dei fatti e la colpa del guidatore pirata. In caso contrario, come nella vicenda esaminata, il giudice non è tenuto a riconoscere il sinistro e il risarcimento. In particolare, sia i giudici del tribunale che quelli della Corte d’appello avevano ritenuto che non era stata raggiunta la prova della fondatezza dell’assunto di parte attrice con riguardo alla dinamica dei fatti e alla riconducibilità della responsabilità del sinistro in capo a un presunto conducente pirata.

Il soggetto che ha subito il sinistro ha eccepito, in Cassazione, che aveva tentato di evitare un’eventuale collisione con l’autovettura non identificata: il motivo è stato ritenuto inammissibile, in quanto le allegazioni e le prove erano state valutate dai giudici di merito, i quali avevano ritenuto che non fosse stata raggiunta la prova della fondatezza dell’assunto dell’attore riguardo alla dinamica dei fatti e alla riconducibilità della responsabilità del sinistro in capo a un presunto conducente pirata.

Cassazione civile sez. III, 15/07/2022, n.22398

Sinistro causato da veicolo non identificato

In tema di sinistri stradali causati da veicoli non identificati, la presentazione di una denuncia o di una querela contro ignoti non è condizione di proponibilità dell’azione di risarcimento del danno esperita nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, né il danneggiato è tenuto ad attivarsi per identificare il veicolo in quanto l’accertamento giudiziale, nel cui contesto la presentazione o meno della denuncia o della querela costituisce un mero indizio, non riguarda la diligenza della vittima nel consentire l’individuazione dei responsabile, ma la circostanza che il sinistro stesso sia stato effettivamente provocato da un veicolo rimasto non identificato per circostanze obiettive e non imputabili a negligenza della vittima.

Cassazione civile sez. VI, 12/07/2022, n.21983

Querela o di una denuncia a carico di ignoti

In materia di sinistri stradali causati da veicoli non identificati, la proposizione di una querela o di una denuncia a carico di ignoti non costituisce condizione di proponibilità dell’azione di risarcimento del danno esperita, a norma dell’art. 19 della l. n. 990/1969 (“ratione temporis” applicabile), nei confronti dell’impresa indicata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, tanto meno il danneggiato deve attivarsi per identificare il veicolo, atteso che l’accertamento giudiziale -nel cui contesto la proposizione o meno della querela o della denuncia costituisce un mero indizio- non riguarda la diligenza della vittima nell’individuazione del responsabile, bensì il fatto che il sinistro medesimo sia stato effettivamente causato da un veicolo rimasto non identificato per circostanze obiettive e non imputabili a negligenza della vittima

Corte appello Salerno sez. I, 08/07/2022, n.914

Accertamento della responsabilità del sinistro

L’accertamento della responsabilità del sinistro non costituisce oggetto dell’azione speciale prevista dall’art. 292, comma 1, d.lgs. n. 209 del 2005 (d.lg. 7 settembre 2005 n. 209), bensì un suo presupposto, che può essere contestato “ex adverso”, sicché l’impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, che agisce per il recupero dell’indennizzo pagato, non è tenuta ad avanzare una specifica domanda di accertamento in tal senso; la competenza sull’azione di recupero non spetta, pertanto, “ratione materiae” al giudice di pace, ex art. 7, comma 2, c.p.c., e va determinata, quanto al foro territorialmente competente, con riferimento al criterio dell’art. 1182, comma 3, c.c. e non già del luogo di verificazione del sinistro o di residenza o domicilio del responsabile.

Cassazione civile sez. un., 07/07/2022, n.21514

Fondo di garanzia delle vittime della strada ed azione recuperatoria

L’azione “di regresso nei confronti dei responsabili del sinistro per il recupero dell’indennizzo pagato nonché degli interessi e delle spese”, prevista dall’art. 292, comma 1, d.lgs. n. 209 del 2005 (d.lg. 7 settembre 2005 n. 209) ed esercitata dall’impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, ha natura autonoma e speciale – non essendo assimilabile né allo schema del regresso tra coobbligati solidali, né a quello della surrogazione nel diritto del danneggiato – in ragione della peculiarità della solidarietà passiva, atipica e ad interesse unisoggettivo, esistente, nel sistema dell’assicurazione obbligatoria, tra impresa assicuratrice e responsabile civile.

Cassazione civile sez. un., 07/07/2022, n.21514

Fondo vittime della strada: l’impresa designata può pretendere l’intero da ciascun responsabile?

All’esigenza, considerata di pubblico interesse, di garantire il risarcimento dei danni alle vittime della strada nel caso di inoperatività o di inesistenza di una polizza assicurativa relativa al veicolo che ha causato il sinistro non può che accompagnarsi anche l’esigenza di assicurare un efficace recupero del sacrificio solidaristicamente imposto dalla legge all’impresa designata.

L’azione in parola va qualificata come azione autonoma e speciale ex lege, non assimilabile né allo schema tipico dell’azione di regresso tra coobbligati solidali né allo schema della surrogazione pura nel diritto del danneggiato. Trattasi, in particolare, di azione connotata dal carattere atipico del vincolo di solidarietà passiva assunto dall’impresa designata dal Fondo nell’interesse unisoggettivo di un terzo, in sostituzione del responsabile civile

Cassazione civile sez. un., 07/07/2022, n.21514

Risarcimento del danno subito dal terzo trasportato

In tema di risarcimento del danno del terzo trasportato nella circolazione stradale, presupposto per invocare l’operatività dell’articolo 141 del d.lg. 7 settembre 2005 n. 209 – il quale prevede che, salva l’ipotesi di sinistro cagionato da caso fortuito, il danno subito dal terzo trasportato è risarcito dall’impresa assicuratrice del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro – è che il sinistro stradale medesimo abbia coinvolto quantomeno due veicoli, non richiedendosi invece necessariamente la loro collisione, essendo così lo stesso destinato ad operare anche con riferimento a quella vasta tipologia di sinistri rispetto ai quali non vi è spazio per l’applicazione dell’articolo 2054, comma 2, del Cc. Infatti, è la stessa formulazione testuale della disposizione in esame a suggerire l’opzione ermeneutica che esige il coinvolgimento di almeno due veicoli, soprattutto con riferimento espresso (comma 1) alla possibilità dell’esercizio dell’azione «… a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro…».

(Nel caso di specie, difettando la configurazione del sinistro quale l’elemento essenziale per l’applicazione della norma “de qua”, non essendo pertanto la fattispecie concreta sussumibile nell’alveo di applicazione della stessa, il giudice adito ha respinto la domanda risarcitoria proposta dall’attore, il quale aveva agito nei confronti della società proprietaria e del suo assicuratore per la Rca nella qualità di terzo trasportato su di un autocompattatore, sul quale svolgeva l’attività di addetto alla raccolta dei rifiuti, asserendo che il sinistro era stato cagionato dalla caduta accidentale dalla pedana a causa del dislivello del manto stradale; al contrario, per ottenere il ristoro del danno subito, conclude il giudice siciliano, l’attore avrebbe dovuto se del caso far valere la responsabilità ex articolo 2051 del Cc del custode della strada, o quella del datore di lavoro per l’eventuale omessa/insufficiente adozione delle misure di sicurezza idonee ad evitare infortuni ai lavoratori).

Tribunale Palermo sez. III, 30/06/2022, n.2881

Pluralità di danneggiati dallo stesso sinistro

In tema di sinistro stradale con pluralità di danneggiati, l’assicuratore, per non incorrere in responsabilità per “mala gestio”, deve effettuare, nei confronti di coloro che abbiano presentato la richiesta stragiudiziale di risarcimento, l’offerta di cui all’art. 148, comma 2, d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209, applicando, in caso di incapienza del massimale, il criterio di cui al comma 1 dell’art. 140 del medesimo decreto.

Cassazione civile sez. III, 28/06/2022, n.20778

Nesso di causalità tra la guida del veicolo non coinvolto e lo scontro

In assenza di collisione tra i veicoli, la presunzione di corresponsabilità con riguardo al danno prodotto può essere affermata soltanto quando sia accertato il nesso di causalità rispetto alla guida del mezzo non coinvolto. La giurisprudenza ha stabilito che la presunzione di pari responsabilità nella causazione di un sinistro stradale, ex art. 2054, c. II, c.c., è applicabile, di regola, soltanto quando tra i veicoli coinvolti vi sia stato un urto. “Tuttavia, anche quando manchi una collisione diretta tra veicoli, è consentito applicare estensivamente la suddetta norma al fine di graduare il concorso di colpa tra i vari corresponsabili, sempre che sia stato accertato in concreto il nesso di causalità tra la guida del veicolo non coinvolto e lo scontro”.

Cassazione civile sez. VI, 15/06/2022, n.19282

Quando non opera la presunzione di pari responsabilità?

«La presunzione di pari responsabilità nella causazione di un sinistro stradale, prevista dall’art. 2054, c. 2, c.c., è applicabile, di regola, solo quando tra i veicoli coinvolti vi sia stato un urto. Tuttavia, anche in assenza di collisione è consentito applicare estensivamente la suddetta norma, sempre che sia stato accertato in concreto il nesso di causalità tra la guida del veicolo non coinvolto e lo scontro (Cass. 12 febbraio 2021, n. 3764)».

«In materia di responsabilità da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, la ricostruzione delle modalità del fatto generatore del danno, la valutazione della condotta dei singoli soggetti che vi sono coinvolti, l’accertamento e la graduazione della colpa, l’esistenza o l’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso, integrano altrettanti giudizi di merito, come tali sottratti al sindacato di legittimità se il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico-giuridico (Cass., 5 giugno 2018, n. 14358)».

Cassazione civile sez. VI, 15/06/2022, n.19282

Scontro tra veicoli

Nel caso di scontro tra veicoli, anche se a seguito della complessiva valutazione delle prove si possa individuare una colpa preponderante a carico di uno solo dei due conducenti, per attribuirgli la responsabilità esclusiva del sinistro deve valutarsi anche la condotta dell’altro conducente, in termini di osservanza delle norme sulla circolazione e di quelle di comune prudenza, con la conseguenza che il secondo conducente, per evitare la presunzione di concorso, dovrà provare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Corte appello Catanzaro sez. II, 24/05/2022, n.567

Comportamento imprudente del danneggiato

La responsabilità per i danni causati dalle cose in custodia va modulata in ragione della natura della cosa: pertanto quanto meno essa è pericolosa, quanto più il possibile pericolo è prevedibile e superabile dal danneggiato con normali cautele, tanto più è la sua condotta imprudente ad assumere un determinismo causale nella produzione dell’evento, giungendo anche ad interrompere completamente il nesso eziologico, ossia a espungere la responsabilità del custode (sulla base del suesposto principio il tribunale ha ritenuto concorrente nella misura del 50% la responsabilità del danneggiato, rilevando come lo stesso, a prescindere dal superamento o meno del limite di velocità sul tratto di strada teatro del sinistro, avrebbe dovuto osservare prudenza in quanto una strada dissestata e costellata di avvallamenti, depressioni del manto stradale e buche, anche di dimensioni non trascurabili, avrebbe dovuto indurlo in ogni caso ad adeguare la velocità, in modo da rimanere sempre vigile e fermo nel controllo del mezzo ed evitare, per quando possibile, i pericoli e gli ostacoli visibili che si frappongono sul suo percorso).

Tribunale Pavia sez. III, 12/05/2022, n.663

Fondo di garanzia per le vittime della strada e prova del danno

Nei casi di sinistro causati da veicoli non identificati, non assicurati o assicurati presso una compagnia in liquidazione coatta, l’intervento del fondo di garanzia per le vittime della strada non incide, né esclude l’operatività della regola generale per cui il danneggiato deve provare il fatto generatore del danno; ne consegue che il danneggiato che avanzi richiesta di risarcimento nei confronti del fondo di garanzia deve provare sia le modalità del sinistro, sia l’attribuibilità dello stesso alla condotta dolosa o colposa del conducente di altro veicolo sia, infine, che tale veicolo è rimasto sconosciuto.

Tribunale Lecce sez. I, 11/05/2022, n.1374

Azione diretta del terzo trasportato

L’art. 141 del d.lgs. n. 209 del 2005 rafforza la posizione del terzo trasportato -danneggiato dal sinistro che, considerato soggetto debole, è legittimato ad agire direttamente nei confronti della compagnia assicuratrice del veicolo, ferma restando la possibilità di far valere i suoi diritti nei confronti sia del proprietario e/o il conducente del veicolo sul quale viaggiava, sia altresì, del conducente e/o del proprietario del veicolo su cui non era trasportato. Tale diritto prescinde dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro, fermo il risarcimento dell’eventuale maggior danno nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile.

Tribunale Torre Annunziata, 11/05/2022, n.1053

Presunzione di pari colpa

La presunzione di pari colpa sancita dall’art. 2054, comma 2, c.c. ha funzione residuale, nel senso che opera solo nel caso in cui le prove raccolte non consentano di accertare in modo esatto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso e dunque se sia impossibile attribuire a ciascuno le effettive responsabilità del sinistro; Da ciò deriva che l’accertamento della colpa esclusiva di uno dei conducenti libera l’altro dalla presunzione della concorrente responsabilità di cui all’art. 2054, comma 2, c.c., nonché dall’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Corte appello Napoli sez. I, 27/04/2022, n.1770

Scontro tra veicoli: va sempre accertato il comportamento di entrambi i conducenti

Nel caso di scontro tra veicoli, anche se a seguito della complessiva valutazione delle prove si possa individuare una colpa preponderante a carico di uno solo dei due conducenti, per attribuire a questi la responsabilità esclusiva del sinistro va accertato il comportamento dell’altro conducente, ossia va verificato che l’altro abbia osservato le norme sulla circolazione e quelle di comune prudenza ed abbia fatto tutto il possibile per evitare il danno, altrimenti si deve presumere anche il suo colpevole concorso.

Tribunale Milano sez. X, 22/04/2022, n.3670

Valutazione delle prove

In tema di responsabilità civile da circolazione dei veicoli, anche se dalla valutazione delle prove resti individuato il comportamento colposo di uno solo dei due conducenti, per attribuirgli la causa determinante ed esclusiva del sinistro deve parimenti accertarsi che l’altro conducente abbia osservato le norme sulla circolazione e quelle di comune prudenza, perché è suo onere dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno, altrimenti dovendo presumersi anche il suo colpevole concorso.

Corte appello Reggio Calabria sez. I, 11/04/2022, n.270

Sinistro causato da veicolo ignoto

In caso di sinistro stradale causato da veicolo non identificato, l’omessa denuncia dell’accaduto all’autorità di polizia od inquirente non è sufficiente, in sé, a rigettare la domanda di risarcimento proposta, ai sensi della l. n. 990 del 1969, art. 19, nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada; allo stesso modo, la presentazione di denuncia o querela contro ignoti non vale, di per sé, a dimostrare che il sinistro sia senz’altro accaduto. Entrambe le suddette circostanze possono, al più, costituire meri indizi dell’effettivo avveramento del sinistro.

Cassazione civile sez. VI, 11/04/2022, n.11656

Limiti al risarcimento a carico del Fondo Vittime della Strada

In tema di sinistri stradali causati da veicoli non identificati, la presentazione di una denuncia o di una querela contro ignoti non è condizione di proponibilità dell’azione di risarcimento del danno esperita nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, né il danneggiato è tenuto ad attivarsi personalmente per identificare il veicolo, in quanto l’accertamento giudiziale (…) non riguarda la diligenza della vittima nel consentire l’individuazione del responsabile, ma la circostanza che il sinistro sia stato effettivamente provocato da un veicolo rimasto non identificato per circostanze obiettive e non imputabili alla mancanza di diligenza della vittima dell’incidente.

Nel caso di investimento di pedone si applica la presunzione integrale di responsabilità del veicolo investitore (art. 2054 c.c.). Tuttavia, il fatto che il conducente non abbia fornito la prova idonea a vincere la presunzione, non preclude l’indagine in ordine all’eventuale concorso di colpa del pedone danneggiato.

Tribunale Napoli sez. X, 04/04/2022, n.3331

Danno subìto dal terzo trasportato

L’art. 141 del codice delle assic. stabilisce che il danno subìto dal terzo trasportato è risarcito dall’impresa che assicura il veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro a prescindere dall’accertamento della condotta dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro e della dinamica del sinistro. Quindi tale ipotesi di risarcimento opera in modo automatico, ponendo a carico del terzo trasportato un solo onere, ossia provare di essersi trovato a bordo del veicolo al momento del sinistro e di aver subito un danno.

Tribunale Taranto sez. I, 30/03/2022, n.812

Spese legali stragiudiziali

Nel caso di un sinistro stradale, le spese legali sostenute per la fase stragiudiziale rappresentano una ordinaria voce di danno emergente e la loro liquidazione deve avvenire nel rispetto delle tariffe forensi. Tali spese sono risarcibili solamente se necessarie e sostenute in misura non esagerata, dovendo in caso contrario essere qualificate come danno evitabile con l’ordinaria diligenza con la conseguente applicazione dell’art. 1227, comma 2,

Tribunale Taranto sez. III, 23/03/2022, n.737

Irrilevanza della sinistrosità della vittima

In tema di risarcimento da parte del Fondo Vittime della Strada, accertata sia in sede civile che in sede penale la responsabilità del sinistro di un soggetto alla guida di un’autovettura rimasto ignoto deve dichiararsi l’obbligo della compagnia assicurativa incaricata dalla Regione Competente, alla liquidazione dei danni subiti dalla vittima, a nulla rilevando la riportata “sinistrosità” del danneggiato, coinvolto in numerosi sinistri stradali, trattandosi di un mero sospetto.

Corte appello Napoli sez. IX, 07/03/2022, n.904

Presunzione di pari colpa: ha carattere residuale?

In tema di scontro tra veicoli, anche quando nella causazione del sinistro sia accertata la responsabilità in capo ad uno dei soggetti coinvolti – che ha violato le disposizioni del codice della strada -, il giudice non è dispensato dal valutare anche la condotta di guida del conducente dell’altro veicolo coinvolto nel sinistro, potendo l’eventuale inosservanza delle regole della strada da parte del medesimo comportare l’affermazione di una colpa concorrente.

Tribunale Milano sez. X, 24/02/2022, n.1649

L’accertata corresponsabilità dei conducenti

Ai sensi del comma 2 dell’art. 2054 c.c. la presunzione di pari responsabilità nella causazione del sinistro si presume, salvo prova contraria: ciò significa che il giudice che abbia accertato la colpa di uno dei conducenti non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico dell’altro, ma deve in concreto indagare se le parti abbiano tenuto una condotta regolare ed ossequiosa delle norme del codice della strada. Ciò comporta altresì che il risarcimento del danno patito ‘iure proprio’ dai congiunti della vittima di sinistro stradale va ridotto in misura corrispondente alla percentuale di contributo causale ascrivibile al comportamento colposo del deceduto, non potendosi al danneggiante fare carico di quella parte di danno che non è a lui causalmente imputabile.

Tribunale Milano sez. X, 17/02/2022, n.1437

Velocità eccessiva nonostante pioggia e usura del manto stradale

In materia di responsabilità da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, la ricostruzione delle modalità del fatto generatore del danno, la valutazione della condotta dei singoli soggetti che vi sono coinvolti, l’accertamento e la graduazione della colpa, l’esistenza o l’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso, integrano altrettanti giudizi di merito, come tali sottratti al sindacato di legittimità se il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico -giuridico (nella specie la Corte d’appello aveva rilevato che dall’istruttoria svolta, e in particolare dai rilievi della Polizia stradale, era emerso che l’incidente era da ascrivere a responsabilità esclusiva del conducente il quale aveva tenuto una velocità elevatissima, incompatibile con l’ora notturna e con la pioggia che insisteva sul manto stradale; tale conclusione è stata supportata dalle considerazioni svolte sulla dinamica del sinistro, nel quale la vettura, dopo aver subito una rotazione pari a 90 gradi, aveva proseguito nella sua corsa, superando il ciglio stradale e continuando a scarrocciare fino ad impattare con un ostacolo di cemento, “prendendo letteralmente il volo ed atterrando a distanza di dodici metri”. Simile comportamento, assumendo il carattere di caso fortuito idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra la cosa e l’evento, rendeva inapplicabile la fattispecie dell’art. 2051 c.c., risultando priva di pregio anche la diversa ricostruzione fondata sull’art. 2043 c.c.; tanto più che la natura pianeggiante dei luoghi non rendeva necessaria alcuna segnalazione di un pericolo inesistente).

Cassazione civile sez. VI, 17/02/2022, n.5230

Difficoltosa ricostruzione della dinamica del sinistro

L’assicuratore della responsabilità civile automobilistica, allorquando versi in mora (condizione, questa, che si verifica in virtù del mero decorso del termine ex art. 148, commi 1 e 2, c.ass., e che non è esclusa dalla difficoltosa ricostruzione della dinamica del sinistro o dall’intervento delle assicurazioni sociali o, ancora, dal difetto di prova di alcune voci di danno richieste dalla vittima), è tenuto, nel caso in cui il debito sia inferiore al massimale, a pagare al danneggiato gli stessi interessi compensativi dovuti dal responsabile ex art. 1219 c.c. (calcolati al saggio e sul montante stabiliti da Cass., Sez. Un., n. 1712 del 1995), e laddove, invece, il debito sia superiore al detto massimale, a corrispondere gli interessi di mora su quest’ultimo, ai sensi dell’art. 1224, commi 1 e 2, c.c.

Cassazione civile sez. VI, 14/02/2022, n.4668

Lesioni personali in un sinistro stradale

In caso di lesioni personali riportate da un passeggero di un mezzo coinvolto in un sinistro tra due veicoli, la responsabilità è addebitabile in concorso colposo ad entrambi i conducenti quando vi sia un concorso di cause colpose indipendenti e non una cooperazione in un delitto colposo unitario , quando sia emerso che nessuno dei prevenuti, prima del sinistro, fosse consapevole della convergenza del rispettivo contributo al sinistro, ed abbiano violato entrambi le norme di cautela del codice della strada.

Tribunale Trieste, 27/01/2022, n.1743

Rca: correttezza e buona fede

“Affinché la procedura di risarcimento descritta dall’art. 145 Cod. Ass. possa operare è indispensabile che la Compagnia assicuratrice sia posta in condizione di adempiere al dovere e, cioè, di formulare un’«offerta congrua»; ciò richiede sia un presupposto formale, ovvero la trasmissione di una richiesta contenente elementi sufficienti a permettere all’assicuratore di accertare le responsabilità, stimare il danno e formulare l’offerta, sia un requisito sostanziale, integrato dalla collaborazione tra danneggiato e assicuratore della RCA nella fase stragiudiziale alla luce dei principi di correttezza (art. 1175 c.c.) e buona fede (art. 1375 c.c.); viene meno, dunque, a tale dovere di collaborazione – subendone, come conseguenza, l’improponibilità della domanda risarcitoria – il danneggiato che si è sottratto all’ispezione del mezzo, attività utile alla ricostruzione della dinamica dell’incidente e alla formulazione di una congrua offerta risarcitoria”.

Cassazione civile sez. VI, 20/01/2022, n.1756

Sinistro stradale: domanda di accertamento della responsabilità

La domanda di accertamento della responsabilità del convenuto nella determinazione di un sinistro stradale comporta, “ex se”, che il giudice possa applicare la previsione dell’art. 2054, comma 2, c.c., sempre che la parte, pur non avendo specificamente dedotto il titolo concorsuale di responsabilità, abbia ritualmente prospettato gli elementi di fatto da cui esso possa desumersi, e ciò in ragione del fatto che l’accertamento del concorso paritario costituisce un possibile esito (di accoglimento parziale) dell’originaria domanda. Qualora il giudice di primo grado non abbia rilevato d’ufficio il concorso di colpa, sul punto, senza che la domanda possa essere considerata nuova, la parte ha l’onere di proporre appello, in quanto la rilevabilità d’ufficio non comporta che essa possa farsi valere in ogni stato e grado del processo.

Cassazione civile sez. VI, 06/10/2021, n.27169

Inoperatività dell’assicurazione per danni

L’azione diretta spettante al danneggiato da sinistro stradale nei confronti dell’assicuratore del responsabile è ammessa anche nel caso di sinistri che siano stati causati da veicoli in circolazione su un’area equiparata alla strada di uso pubblico, cioè su un’area di proprietà privata, ma che sia aperta ad un numero indeterminato di persone. Tuttavia è certo che la garanzia assicurativa de qua non possa operare per i sinistri verificatisi nelle aree private.

Tribunale Oristano sez. I, 21/07/2021, n.360

Responsabilità penale nel sinistro stradale

In merito all’imputazione per il delitto di cui all’art. 589, 1° e 2° comma c.p., per aver, il prevenuto, alla guida dell’autovettura, con imprudenza e negligenza nella condotta di guida e in violazione delle norme che regolano la circolazione stradale, investito il pedone che, a causa delle lesioni decedeva, sussistono i presupposti per l’applicazione del beneficio della sospensione condizionale della pena e per il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, in considerazione dell’aiuto prestato alla vittima al momento del fatto, dell’atteggiamento di piena collaborazione con le forze dell’ordine e dello stato di incensuratezza dell’imputato.

Tribunale Nocera Inferiore, 14/07/2021, n.1286

Risarcimento del danno

La vittima di un sinistro stradale che proponga la domanda di risarcimento nei confronti dell’assicuratore del responsabile dopo l’entrata in vigore del codice delle assicurazioni (1° gennaio 2006) non è tenuta a reiterare la richiesta scritta di risarcimento con le nuove modalità previste dagli artt. 145 e 148 del detto codice, se a tale adempimento abbia già provveduto nel vigore dell’abrogata l. n. 990 del 1969, con le modalità indicate dall’art. 22 di quest’ultima legge.

Cassazione civile sez. III, 06/07/2021, n.19031

Lesioni personali stradali gravi

In un sinistro stradale che abbia coinvolto più soggetti, pur presenti nella stessa autovettura, sussiste la responsabilità per il reato di cui all’art. 590 bis c.p. del soggetto che abbia determinato il sinistro, solo in relazione alla persona offesa che abbia riportato lesioni gravi, con prognosi superiore ai 40 giorni. Nel caso di specie, il prevenuto non fermandosi allo stop ha determinato il sinistro in cui sono state coinvolte più persone, ma solo una di loro ha riportato danni gravi.

Tribunale Treviso, 08/06/2021, n.541

Lesioni riportate dalla vittima senza casco: concorso di colpa

La circostanza che la vittima non indossasse il casco costituisce sicuramente fonte di corresponsabilità per le lesioni riportate dalla vittima nel sinistro, le cui conseguenze, per lo meno per quanto attiene alle lesioni craniche, sarebbero stato differenti e minori. Pertanto è legittimo quantificare il contributo del 30% nella causazione del danno complessivo da parte della vittima che non indossasse il casco, al netto di tutte le altre lesioni riportate.

Corte appello Napoli sez. VII, 08/06/2021, n.2110

Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada

L’onere probatorio gravante sul danneggiato in un sinistro stradale il quale promuova richiesta di risarcimento nei confronti del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, ha l’onere di provare sia che il sinistro si è verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di un altro veicolo, sia che questo è rimasto sconosciuto. A tal fine è sufficiente dimostrare che, dopo la denuncia dell’incidente alle competenti autorità di polizia, le indagini compiute o quelle disposte dall’autorità giudiziaria, per l’identificazione del veicolo o natante investitore, abbiano avuto esito negativo, senza che possa addebitarsi al danneggiato l’onere di ulteriori indagini articolate o complesse, purché egli abbia tenuto una condotta diligente mediante formale denuncia dei fatti ed esaustiva esposizione degli stessi.

Corte appello Napoli sez. IX, 04/06/2021, n.2074

Assicurazione della responsabilità civile: circolazione stradale

La richiesta di risarcimento che la vittima di un sinistro stradale deve inviare all’assicuratore del responsabile, a pena di improponibilità della domanda giudiziale ex art. 145 c.ass., è idonea a produrre il suo effetto in tutti i casi in cui contenga gli elementi necessari e sufficienti perché l’assicuratore possa accertare le responsabilità, stimare il danno e formulare l’offerta, essendo pertanto irrilevante, ai fini della proponibilità suddetta, la circostanza che la richiesta sia priva di uno o più dei contenuti previsti dall’art. 148 c.ass., qualora gli elementi mancanti siano superflui ai fini della formulazione dell’offerta risarcitoria da parte dell’assicuratore.

(Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva dichiarato improponibile la domanda in ragione del fatto che la richiesta di risarcimento ex art. 145 c.ass. fosse priva di indicazioni circa l’attività lavorativa, il reddito del danneggiato e l’avvenuta guarigione con postumi permanenti, omettendo di considerare che la suddetta richiesta era stata rigettata per ragioni del tutto estranee ai dati asseritamente omessi).

Cassazione civile sez. VI, 03/06/2021, n.15445

Idoneità del contenuto della richiesta risarcitoria: presupposti

In materia di risarcimento del danno da circolazione stradale e sua assicurazione obbligatoria, il combinato disposto degli artt. 145 e 148 cod. ass. va interpretato alla luce del principio della validità degli atti comunque idonei al raggiungimento dello scopo e pertanto è sempre idonea al raggiungimento dello scopo la richiesta stragiudiziale di risarcimento quando sia priva di elementi che, pur espressamente richiesti dalla legge, siano nel caso concreto superflui al fine di accertare le responsabilità e stimare il danno.

Cassazione civile sez. VI, 03/06/2021, n.15445

Sinistro stradale e responsabilità solidale

In tema di sinistro tra veicoli, il responsabile solidale può dirsi sempre portatore di un interesse concreto ed attuale ad ottenere una pronuncia di condanna del condebitore in vista di un alleggerimento dell’onere economico rinveniente dal riconoscimento della loro responsabilità.

Tribunale Potenza, 03/06/2021, n.617

Richiesta stragiudiziale di risarcimento da sinistro stradale

In caso di sinistro stradale, qualora il danneggiato abbia fatto ricorso all’assistenza di uno studio di assistenza infortunistica stradale ai fini dell’attività stragiudiziale diretta a richiedere il risarcimento del danno asseritamente sofferto al responsabile ed al suo assicuratore, nel successivo giudizio instaurato per ottenere il riconoscimento del danno, la configurabilità della spesa sostenuta per avvalersi di detta assistenza come danno emergente non può essere esclusa per il fatto che l’intervento di detto studio non abbia fatto recedere l’assicuratore dalla posizione assunta in ordine all’aspetto della vicenda che era stato oggetto di discussione e di assistenza in sede stragiudiziale, ma va valutata considerando, in relazione all’esito della lite su detto aspetto, se la spesa sia stata necessitata e giustificata in funzione dell’attività di esercizio stragiudiziale del diritto al risarcimento.

Cassazione civile sez. VI, 26/05/2021, n.14444

Operatività della presunzione di colpa

In materia di responsabilità derivante dalla circolazione di veicoli la presunzione di eguale concorso di colpa stabilita dall’art. 2054, comma 2, c.c., ha funzione sussidiaria, operando soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non consentano di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso e di attribuire le effettive responsabilità del sinistro; ne consegue che l’accertamento della colpa esclusiva di uno dei conducenti libera l’altro dalla presunzione della concorrente responsabilità di cui all’art. 2054, comma 2, c.c., nonché dall’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno (art. 2054, comma 1, c.c.) e che la prova liberatoria per il superamento di detta presunzione di colpa non deve necessariamente essere fornita in modo diretto — e cioè dimostrando di non aver arrecato apporto causale alla produzione del sinistro — ma può anche indirettamente risultare tramite l’accertamento del collegamento eziologico esclusivo dell’evento dannoso con il comportamento del conducente antagonista.

Cassazione civile sez. III, 13/05/2021, n.12884

Responsabilità per omessa manutenzione della strada

Nel caso di incidente stradale che sia causato da omessa o insufficiente manutenzione della strada, il soggetto responsabile del relativo servizio risponde penalmente della morte conseguita al sinistro, ferma restando la concorrente responsabilità dell’utente della strada che abbia tenuto una condotta colposa causalmente efficiente.

Tribunale Taranto sez. II, 26/04/2021, n.172

Omicidio stradale aggravato dalla fuga

La fuga attuata nell’immediatezza del sinistro stradale, senza porsi alcun problema sulle condizioni della vittima, per poi tornare sul luogo dell’accaduto mediante un espediente, esclude la possibilità che l’imputato sia fuggito in preda ad un attacco di panico dovuto all’accaduto, piuttosto evidenzia una lucida intenzione di sottrarsi alle proprie responsabilità per l’omicidio stradale occorso.

Corte appello Napoli sez. II, 09/03/2021, n.1241

Presunzione di pari responsabilità di colpa

La presunzione di pari responsabilità nella causazione di un sinistro stradale, prevista dall’art. 2054, comma 2, c.c. in caso di scontro di veicoli, è applicabile estensivamente anche ai veicoli coinvolti nell’incidente ma rimasti estranei alla collisione, sempre che sia accertato, in concreto, l’effettivo contributo causale nella produzione dell’evento dannoso. (nella specie, la S.C. ha ritenuto corretta la statuizione del giudice di appello che aveva presunto la pari responsabilità nella produzione del danno, pur in assenza di collisione, nel contegno dei conducenti di due veicoli viaggianti in direzione reciprocamente opposta, l’uno dei quali, pur deducendo di essere finito fuori strada a seguito della manovra di emergenza resa necessaria dall’andatura zigzagante dell’altro, che lo aveva costretto a spostarsi pericolosamente sul margine destro della carreggiata, non aveva tuttavia fornito, ad insindacabile giudizio del giudice di merito, la prova di avere tenuto una condotta di guida esente da colpa).

Cassazione civile sez. VI, 12/02/2021, n.3764

Sinistro stradale causato da una buca presente su una strada

L’ente proprietario d’una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell’art. 2051 c.c., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo.

Nel compiere tale ultima valutazione, si dovrà tener conto che quanto più questo e suscettibile di essere previsto e superato attraverso l’adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all’ente e l’evento dannoso (nella specie, la Corte ha ritenuto non operante la presunzione di responsabilità a carico dell’ente ex art. 2051 c.c., in un caso di sinistro stradale causato da una buca presente su una strada di solito usata da mezzi agricoli, atteso che le condizioni della strada avrebbero richiesto una maggiore prudenza alla guida).

Cassazione civile sez. VI, 03/02/2021, n.2525

Liquidazione del danno

In tema di risarcimento del danno da sinistro stradale, in ipotesi di sentenza definitiva sull'”an debeatur”, la successiva fase di liquidazione del “quantum debeatur” (che non integra l’esercizio di una nuova azione risarcitoria) non deve essere preceduta dall’adempimento delle formalità previste nell’art.148 c.ass., dal momento che tale adempimento è diretto a consentire all’assicuratore di valutare l’opportunità di un accordo con il danneggiato prima dell’introduzione del giudizio e postula pertanto necessariamente che la domanda giudiziale non sia stata utilmente proposta nei confronti dell’assicuratore medesimo o del responsabile del danno.

Cassazione civile sez. VI, 26/01/2021, n.1699

Sinistro provocato da una buca ben visibile

In tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull’evento dannoso, in applicazione, anche ufficiosa, dell’art. 1227, comma 1, c.c., richiedendo una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall’art. 2 Cost.

Ne consegue che, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia da escludere che lo stesso comportamento costituisca un’evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi, invece, per l’esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro (respinta, nella specie, la richiesta di risarcimento dei danni patiti dal ricorrente a seguito di in un sinistro stradale nel quale la vettura da lui condotta era finita in una grande buca esistente sul manto stradale nella specie, atteso che in considerazione dell’ora diurna in cui l’incidente si era verificato e delle dimensioni della buca, questa non poteva non essere vista da un attento utente della strada).

Cassazione civile sez. VI, 12/11/2020, n.25460

Sinistro stradale e prova liberatoria

La presunzione di pari responsabilità prevista dall’art. 2054, comma 2, c.c. pone a carico di ciascuno dei conducenti l’onere della prova liberatoria. Ne deriva che ciascuno di essi deve non soltanto dimostrare la condotta dell’altro, violativa delle norme che disciplinano la circolazione stradale, ma deve anche fornire la prova positiva della propria condotta, che deve risultare conforme alle norme del Codice della Strada ed immune da colpa generica, e volta a porre in atto le manovre di emergenza esigibili nel caso concreto. La prova liberatoria per il superamento della presunzione di colpa in questione non deve essere necessariamente fornita in modo diretto, dimostrando di non aver arrecato apporto causale alla produzione dell’incidente, ma può anche risultare indirettamente tramite l’accertamento del collegamento eziologico – esclusivo o assorbente, dell’evento dannoso con il comportamento dell’altro conducente.

Corte appello Napoli sez. VIII, 25/09/2020, n.3246

Responsabilità per sinistro stradale: concorso del danneggiato

In tema di sinistri stradali (in particolare: sinistro verificatosi in tratto di strada privo di guardrail) la condotta del danneggiato non sempre è idonea ad escludere la responsabilità del custode ex art 2051 c.c. perché l’assenza della barriera ha costituito una condotta comunque determinante nella causazione del danno. Tuttavia deve tenersi conto della responsabilità concorsuale del danneggiato qualora, se avesse tenuto una condotta di guida più attenta, proprio in considerazione della pericolosità della strada, avrebbe potuto comunque arrestarsi prima del dislivello.

Corte appello Lecce sez. II, 10/09/2020, n.851

Risarcimento vittima di un sinistro senza cinture di sicurezza

In materia di responsabilità da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, la ricostruzione delle modalità del fatto generatore del danno, la valutazione della condotta dei singoli soggetti che vi sono coinvolti, l’accertamento e la graduazione della colpa, l’esistenza o l’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso, integrano altrettanti giudizi di merito, come tali sottratti al sindacato di legittimità se il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico -giuridico (confermata la decisione dei giudici del merito che avevano diminuito del 30% il risarcimento spettante alla vittima di un sinistro, atteso che al momento dell’impatto non indossava la cintura di sicurezza).

Cassazione civile sez. VI, 27/08/2019, n.21747

Responsabilità civile da circolazione stradale: incapacità di deporre del terzo trasportato

Nei giudizi sulla responsabilità civile derivante da circolazione stradale, il terzo trasportato è incapace a deporre, ai sensi dell’art. 246 c.p.c., quando abbia riportato danni in conseguenza del sinistro.

Cassazione civile sez. VI, 17/07/2019, n.19121

Efficacia del giudicato 

Il giudicato può spiegare efficacia riflessa nei confronti di soggetti rimasti estranei al processo quando sussiste un nesso di pregiudizialità – dipendenza fra situazioni giuridiche, quando contenga l’affermazione di una verità che non ammette un diverso accertamento ed il terzo non vanti un diritto autonomo rispetto a quello su cui il giudicato stesso è intervenuto.

(La S.C., in applicazione di detto principio, ha escluso, con riferimento all’accertamento delle responsabilità nella causazione di un sinistro stradale, l’efficacia riflessa del giudicato intervenuto fra danneggiato e proprietario del veicolo investitore nei confronti dell’assicuratore non evocato in giudizio).

Cassazione civile sez. III, 05/07/2019, n.18062

Sinistro stradale: esclusione della responsabilità dell’ente

L’ente proprietario della strada deve, ai sensi dell’art. 14 C.d.S., provvedere anche all’apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta. L’apposizione della segnaletica relativa a potenziali situazioni di pericolo impone ai conducenti dei veicoli di tenere una condotta di guida prudente e adeguata.

Pertanto, qualora la segnaletica effettivamente istallata sia conforme a quella prescritta dal Codice della strada, tale circostanza non rileva sul piano dell’elemento soggettivo, ma interrompe il nesso di causalità fra la situazione di pericolo (rientrante nella sfera di controllo del custode ex art. 2051 c.c.) e il verificarsi del sinistro, dovendosene addebitare la causazione alla condotta di guida dell’automobilista o del motociclista che, nonostante la presenza delle segnalazioni di pericolo, non si è rivelata in concreto idonea ad evitare che si determinasse l’evento.

(Nella specie, poiché il sinistro era avvenuto in un tratto di strada che non richiedeva una segnaletica diversa e maggiore di quella prevista, a delle della Corte correttamente la corte d’appello era pervenuta alla conclusione che la responsabilità del sinistro fosse addebitabile al conducente).

Cassazione civile sez. III, 02/07/2019, n.17658

Sinistro stradale mortale: prove raccolte nel giudizio penale

Il giudice civile investito della domanda di risarcimento del danno da reato ben può utilizzare, senza peraltro averne l’obbligo, come fonte del proprio convincimento le prove raccolte in un giudizio penale definito con sentenza passata in giudicato e fondare la propria decisione su elementi e circostanze già acquisiti con le garanzie di legge in quella sede, essendo in tal caso peraltro tenuto a procedere alla relativa valutazione con pienezza di cognizione al fine di accertare i fatti materiali all’esito del proprio vaglio critico.

(Nella specie, in un sinistro stradale mortale, la S.C. ha confermato la decisione con cui la Corte di merito aveva escluso la responsabilità civile del conducente del veicolo antagonista e ravvisato l’esclusiva responsabilità del conducente deceduto, valorizzando le conclusioni ragionate e coincidenti delle due perizie svolte in sede penale, basate su accertamenti approfonditi e convincenti circa l’effettiva dinamica del sinistro, il riscontro dei danni subiti dai mezzi coinvolti, i segni lasciati sull’asfalto dai veicoli ed i rilievi planimetrici effettuati dagli agenti intervenuti sui luoghi).

Cassazione civile sez. III, 25/06/2019, n.16893

Sinistro stradale: risarcimento superiore al danno sofferto

Dall’ammontare del risarcimento dovuto dal responsabile del sinistro va detratto quanto corrisposto al danneggiato per il medesimo titolo da parte di un ente gestore di assicurazione sociale, trattandosi di una prestazione economica a contenuto indennitario erogata in funzione della copertura del pregiudizio occorso (nella specie, la pensione di inabilità e l’indennità di accompagnamento) che soddisfa, neutralizzandola in parte, la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità risarcitoria del terzo al quale sia addebitabile il sinistro, salvo il diritto del danneggiato di agire nei confronti del danneggiante per ottenere l’eventuale differenza tra il danno subìto e quello indennizzato.

Cassazione civile sez. III, 20/06/2019, n.16580

Danno subito dalla vittima del sinistro: incapienza del massimale di legge

In tema di responsabilità civile obbligatoria derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, è rilevabile d’ufficio l’incapienza del massimale minimo di legge, rispetto al danno patito dalla vittima di un sinistro stradale indennizzabile da parte dell’impresa designata per conto del fondo di garanzia per le vittime della strada.

Cassazione civile sez. VI, 17/06/2019, n.16148

Tamponamento a catena di autoveicoli in movimento

In materia di risarcimento danni da sinistro stradale, nel tamponamento a catena di autoveicoli in movimento trova applicazione l’art. 2054, comma 2, c.c., con conseguente presunzione iuris tantum di colpa in eguale misura a carico di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli tamponati e tamponanti, fondata sulla inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante.

Detta presunzione legale di colpa, tuttavia, ha funzione meramente sussidiaria ed opera soltanto se non sia possibile accertare in concreto le rispettive responsabilità dei conducenti nella causazione del sinistro, ossia se non sia possibile accertare in quale misura la condotta dei due conducenti abbia determinato l’evento dannoso ed il grado di colpa in capo agli stessi.

Ne consegue che ove sia accertato l’intervenuto verificarsi del sinistro per colpa esclusiva di uno dei conducenti e che, per converso ed in pari tempo, nessuna colpa sia ravvisabile nel comportamento dell’altro, quest’ultimo resta esonerato dalla presunzione de qua e non è, conseguentemente, tenuto a provare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno e che, pertanto, il sinistro resa ascritto totalmente alla controparte.

Tribunale Ascoli Piceno, 27/05/2019, n.388

Scontro tra veicoli: presunzione di uguale concorso di colpa

In tema di scontro tra veicoli, la presunzione di eguale concorso di colpa stabilita dall’art. 2054, comma 2 c.c. ha funzione sussidiaria, operando soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non consentano di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso e di attribuire le effettive responsabilità del sinistro.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione del giudice di merito il quale, anzichè ricorrere al criterio sussidiario della presunzione di eguale concorso di colpa, aveva rigettato sia la domanda attorea che quella riconvenzionale sul presupposto che il tenore delle prove testimoniali non consentiva di ritenere provato il fatto costitutivo della pretesa risarcitoria).

Cassazione civile sez. III, 04/04/2019, n.9353

Constatazione amichevole d’incidente

In materia di responsabilità da sinistro stradale, ogni valutazione sulla portata confessoria del modulo di constatazione amichevole d’incidente (cosiddetto C.I.D.) deve ritenersi preclusa dall’esistenza di un’accertata incompatibilità oggettiva tra il fatto come descritto in tale documento e le conseguenze del sinistro come accertate in giudizio.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza che aveva ritenuto ostativo alla valutazione delle dichiarazioni confessorie riportate nel C.I.D. l’accertamento, avente priorità logica rispetto ad essa, dell’incompatibilità tra l’entità dei danni riportati dal veicolo, la situazione dei luoghi e la mancanza di qualsivoglia danno a carico del conducente antagonista e la dinamica del sinistro descritta nel medesimo modello di constatazione amichevole)

Cassazione civile sez. III, 27/03/2019, n.8451

Sinistro stradale e rapporto redatto dagli agenti della Polizia stradale

La responsabilità prevista dall’art. 2051 c.c., nonostante il suo notorio carattere oggettivo, richiede comunque un’adeguata prova da parte dell’attore in merito alla dinamica del fatto dannoso ed al suo nesso causale tra il bene in custodia ed il danno.

In caso di sinistro stradale, tale prova non può essere desunta solo dal rapporto redatto dagli agenti della Polizia Stradale, i quali non abbiano personalmente assistito alla caduta, ma si siano limitati ad intervenire poco dopo il fatto ed a raccogliere le dichiarazioni rese dallo stesso danneggiato; è superfluo rammentare che la prova deve formarsi dinanzi al giudice e non può essere precostituita fuori dal contraddittorio delle parti.

Tribunale Ancona sez. I, 07/02/2019, n.242

Limiti del giudicato

Il giudicato formatosi in un determinato giudizio può spiegare efficacia riflessa nei confronti di un soggetto rimasto estraneo al rapporto processuale, purché questi sia titolare di un diritto dipendente dalla situazione definita in quel processo, o comunque a questa subordinato.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, con riferimento a un sinistro stradale che aveva dato origine a due distinti giudizi – l’uno intentato dal proprietario per il risarcimento dei danni occorsi al mezzo, l’altro dal conducente per il risarcimento dei danni alla sua persona -, aveva escluso che il giudicato formatosi nel primo, in ordine alla ripartizione percentuale di responsabilità tra i conducenti coinvolti, potesse spiegare efficacia riflessa nel secondo).

Cassazione civile sez. III, 04/07/2019, n.17931



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