L’esperto | Articoli

Responsabilità sinistro stradale: ultime sentenze

16 Settembre 2019
Responsabilità sinistro stradale: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: circolazione stradale; sinistro stradale; responsabilità dei conducenti; terzo trasportato vittima di sinistro stradale; incapacità di deporre nel giudizio di risarcimento; prova testimoniale civile; presenza della segnaletica relativa a potenziali situazioni di pericolo; domanda di risarcimento; dinamica del fatto dannoso.

Risarcimento vittima di un sinistro senza cinture di sicurezza

In materia di responsabilità da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, la ricostruzione delle modalità del fatto generatore del danno, la valutazione della condotta dei singoli soggetti che vi sono coinvolti, l’accertamento e la graduazione della colpa, l’esistenza o l’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso, integrano altrettanti giudizi di merito, come tali sottratti al sindacato di legittimità se il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico -giuridico (confermata la decisione dei giudici del merito che avevano diminuito del 30% il risarcimento spettante alla vittima di un sinistro, atteso che al momento dell’impatto non indossava la cintura di sicurezza).

Cassazione civile sez. VI, 27/08/2019, n.21747

Responsabilità civile da circolazione stradale: incapacità di deporre del terzo trasportato

Nei giudizi sulla responsabilità civile derivante da circolazione stradale, il terzo trasportato è incapace a deporre, ai sensi dell’art. 246 c.p.c., quando abbia riportato danni in conseguenza del sinistro.

Cassazione civile sez. VI, 17/07/2019, n.19121

Efficacia del giudicato 

Il giudicato può spiegare efficacia riflessa nei confronti di soggetti rimasti estranei al processo quando sussiste un nesso di pregiudizialità – dipendenza fra situazioni giuridiche, quando contenga l’affermazione di una verità che non ammette un diverso accertamento ed il terzo non vanti un diritto autonomo rispetto a quello su cui il giudicato stesso è intervenuto.

(La S.C., in applicazione di detto principio, ha escluso, con riferimento all’accertamento delle responsabilità nella causazione di un sinistro stradale, l’efficacia riflessa del giudicato intervenuto fra danneggiato e proprietario del veicolo investitore nei confronti dell’assicuratore non evocato in giudizio).

Cassazione civile sez. III, 05/07/2019, n.18062

Sinistro stradale: esclusione della responsabilità dell’ente

L’ente proprietario della strada deve, ai sensi dell’art. 14 C.d.S., provvedere anche all’apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta. L’apposizione della segnaletica relativa a potenziali situazioni di pericolo impone ai conducenti dei veicoli di tenere una condotta di guida prudente e adeguata.

Pertanto, qualora la segnaletica effettivamente istallata sia conforme a quella prescritta dal Codice della strada, tale circostanza non rileva sul piano dell’elemento soggettivo, ma interrompe il nesso di causalità fra la situazione di pericolo (rientrante nella sfera di controllo del custode ex art. 2051 c.c.) e il verificarsi del sinistro, dovendosene addebitare la causazione alla condotta di guida dell’automobilista o del motociclista che, nonostante la presenza delle segnalazioni di pericolo, non si è rivelata in concreto idonea ad evitare che si determinasse l’evento.

(Nella specie, poiché il sinistro era avvenuto in un tratto di strada che non richiedeva una segnaletica diversa e maggiore di quella prevista, a delle della Corte correttamente la corte d’appello era pervenuta alla conclusione che la responsabilità del sinistro fosse addebitabile al conducente).

Cassazione civile sez. III, 02/07/2019, n.17658

Sinistro stradale mortale: prove raccolte nel giudizio penale

Il giudice civile investito della domanda di risarcimento del danno da reato ben può utilizzare, senza peraltro averne l’obbligo, come fonte del proprio convincimento le prove raccolte in un giudizio penale definito con sentenza passata in giudicato e fondare la propria decisione su elementi e circostanze già acquisiti con le garanzie di legge in quella sede, essendo in tal caso peraltro tenuto a procedere alla relativa valutazione con pienezza di cognizione al fine di accertare i fatti materiali all’esito del proprio vaglio critico.

(Nella specie, in un sinistro stradale mortale, la S.C. ha confermato la decisione con cui la Corte di merito aveva escluso la responsabilità civile del conducente del veicolo antagonista e ravvisato l’esclusiva responsabilità del conducente deceduto, valorizzando le conclusioni ragionate e coincidenti delle due perizie svolte in sede penale, basate su accertamenti approfonditi e convincenti circa l’effettiva dinamica del sinistro, il riscontro dei danni subiti dai mezzi coinvolti, i segni lasciati sull’asfalto dai veicoli ed i rilievi planimetrici effettuati dagli agenti intervenuti sui luoghi).

Cassazione civile sez. III, 25/06/2019, n.16893

Sinistro stradale: risarcimento superiore al danno sofferto

Dall’ammontare del risarcimento dovuto dal responsabile del sinistro va detratto quanto corrisposto al danneggiato per il medesimo titolo da parte di un ente gestore di assicurazione sociale, trattandosi di una prestazione economica a contenuto indennitario erogata in funzione della copertura del pregiudizio occorso (nella specie, la pensione di inabilità e l’indennità di accompagnamento) che soddisfa, neutralizzandola in parte, la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità risarcitoria del terzo al quale sia addebitabile il sinistro, salvo il diritto del danneggiato di agire nei confronti del danneggiante per ottenere l’eventuale differenza tra il danno subìto e quello indennizzato.

Cassazione civile sez. III, 20/06/2019, n.16580

Danno subito dalla vittima del sinistro: incapienza del massimale di legge

In tema di responsabilità civile obbligatoria derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, è rilevabile d’ufficio l’incapienza del massimale minimo di legge, rispetto al danno patito dalla vittima di un sinistro stradale indennizzabile da parte dell’impresa designata per conto del fondo di garanzia per le vittime della strada.

Cassazione civile sez. VI, 17/06/2019, n.16148

Tamponamento a catena di autoveicoli in movimento

In materia di risarcimento danni da sinistro stradale, nel tamponamento a catena di autoveicoli in movimento trova applicazione l’art. 2054, comma 2, c.c., con conseguente presunzione iuris tantum di colpa in eguale misura a carico di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli tamponati e tamponanti, fondata sulla inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante.

Detta presunzione legale di colpa, tuttavia, ha funzione meramente sussidiaria ed opera soltanto se non sia possibile accertare in concreto le rispettive responsabilità dei conducenti nella causazione del sinistro, ossia se non sia possibile accertare in quale misura la condotta dei due conducenti abbia determinato l’evento dannoso ed il grado di colpa in capo agli stessi.

Ne consegue che ove sia accertato l’intervenuto verificarsi del sinistro per colpa esclusiva di uno dei conducenti e che, per converso ed in pari tempo, nessuna colpa sia ravvisabile nel comportamento dell’altro, quest’ultimo resta esonerato dalla presunzione de qua e non è, conseguentemente, tenuto a provare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno e che, pertanto, il sinistro resa ascritto totalmente alla controparte.

Tribunale Ascoli Piceno, 27/05/2019, n.388

Scontro tra veicoli: presunzione di uguale concorso di colpa

In tema di scontro tra veicoli, la presunzione di eguale concorso di colpa stabilita dall’art. 2054, comma 2 c.c. ha funzione sussidiaria, operando soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non consentano di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso e di attribuire le effettive responsabilità del sinistro.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione del giudice di merito il quale, anzichè ricorrere al criterio sussidiario della presunzione di eguale concorso di colpa, aveva rigettato sia la domanda attorea che quella riconvenzionale sul presupposto che il tenore delle prove testimoniali non consentiva di ritenere provato il fatto costitutivo della pretesa risarcitoria).

Cassazione civile sez. III, 04/04/2019, n.9353

Constatazione amichevole d’incidente

In materia di responsabilità da sinistro stradale, ogni valutazione sulla portata confessoria del modulo di constatazione amichevole d’incidente (cosiddetto C.I.D.) deve ritenersi preclusa dall’esistenza di un’accertata incompatibilità oggettiva tra il fatto come descritto in tale documento e le conseguenze del sinistro come accertate in giudizio.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza che aveva ritenuto ostativo alla valutazione delle dichiarazioni confessorie riportate nel C.I.D. l’accertamento, avente priorità logica rispetto ad essa, dell’incompatibilità tra l’entità dei danni riportati dal veicolo, la situazione dei luoghi e la mancanza di qualsivoglia danno a carico del conducente antagonista e la dinamica del sinistro descritta nel medesimo modello di constatazione amichevole)

Cassazione civile sez. III, 27/03/2019, n.8451

Sinistro stradale e rapporto redatto dagli agenti della Polizia stradale

La responsabilità prevista dall’art. 2051 c.c., nonostante il suo notorio carattere oggettivo, richiede comunque un’adeguata prova da parte dell’attore in merito alla dinamica del fatto dannoso ed al suo nesso causale tra il bene in custodia ed il danno.

In caso di sinistro stradale, tale prova non può essere desunta solo dal rapporto redatto dagli agenti della Polizia Stradale, i quali non abbiano personalmente assistito alla caduta, ma si siano limitati ad intervenire poco dopo il fatto ed a raccogliere le dichiarazioni rese dallo stesso danneggiato; è superfluo rammentare che la prova deve formarsi dinanzi al giudice e non può essere precostituita fuori dal contraddittorio delle parti.

Tribunale Ancona sez. I, 07/02/2019, n.242

Limiti del giudicato

Il giudicato formatosi in un determinato giudizio può spiegare efficacia riflessa nei confronti di un soggetto rimasto estraneo al rapporto processuale, purché questi sia titolare di un diritto dipendente dalla situazione definita in quel processo, o comunque a questa subordinato.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, con riferimento a un sinistro stradale che aveva dato origine a due distinti giudizi – l’uno intentato dal proprietario per il risarcimento dei danni occorsi al mezzo, l’altro dal conducente per il risarcimento dei danni alla sua persona -, aveva escluso che il giudicato formatosi nel primo, in ordine alla ripartizione percentuale di responsabilità tra i conducenti coinvolti, potesse spiegare efficacia riflessa nel secondo).

Cassazione civile sez. III, 04/07/2019, n.17931



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube