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Cambio di nucleo familiare

1 Settembre 2019 | Autore:
Cambio di nucleo familiare

Quando è possibile uscire dalla famiglia e costituire un nuovo nucleo anagrafico e ai fini dell’Isee e del reddito di cittadinanza?

Si sente parlare sempre più spesso dello stato di famiglia, della definizione di nucleo familiare, e di come uscire dalla propria famiglia anagrafica e ai fini Isee: argomenti che, curiosamente, fino a pochi mesi fa non erano certamente oggetto d’interesse generale.

Come mai tutte queste attenzioni verso tematiche prevalentemente amministrative? E come mai, tutto a un tratto, questo desiderio diffuso di costituire una famiglia per conto proprio?

La risposta è semplice: nella generalità dei casi, il cambio di nucleo familiare, e soprattutto la costituzione di un nucleo familiare autonomo, comporta notevoli vantaggi. Consente infatti di ottenere il reddito di cittadinanza, o la pensione di cittadinanza, in situazioni nelle quali non si avrebbe diritto al sussidio, oppure permette di ottenere un sussidio più alto.

Il reddito e la pensione di cittadinanza sono infatti calcolati sulla base di una scala equivalenza, tanto più elevata quanto più è numerosa la famiglia considerata; l’assegno, dunque, aumenta al crescere dei componenti del nucleo familiare: per le famiglie più numerose può arrivare a 1.536 euro mensili (se si tratta di pensione di cittadinanza) o a 1.380 euro mensili (in caso di reddito di cittadinanza).

Tuttavia, i componenti ulteriori della famiglia, oltre il primo, ai fini della scala di equivalenza “valgono di meno”: il primo componente vale un punto, gli ulteriori componenti minorenni valgono 0,2 punti, i maggiorenni 0,4 punti.

Bisogna poi valutare i redditi prodotti dai vari componenti del nucleo familiare: se considero facente parte del nucleo zia Erminia, che ha una rendita di 500 euro al mese, da un lato mi sto assicurando il 40% in più ai fini del calcolo del sussidio, ma dall’altro lato sto togliendo dallo stesso sussidio una quota corrispondente a 500 euro mensili.

Non deve essere considerato, comunque, soltanto il reddito di cittadinanza: anche altri sussidi, come l’assegno sociale, possono rendere conveniente uscire dal nucleo familiare.

E allora, calcolatrice alla mano, tutti a “fare i conti” e a decidere, proprio come al Grande Fratello, chi “resta nella casa” e chi è fuori. Ma questo si può fare? È possibile uscire da un nucleo familiare e costituire un nucleo autonomo, o entrare a far parte di una famiglia diversa, secondo la convenienza economica ai fini del reddito di cittadinanza e di altri sussidi?

Chi fa parte del nucleo familiare?

Naturalmente, in merito alla composizione del nucleo familiare ci sono delle precise disposizioni da rispettare. Non posso uscire dal nucleo familiare dei miei genitori per percepire il reddito di cittadinanza, se non lascio effettivamente l’abitazione di famiglia e non cambio residenza.

Non posso organizzare una finta separazione dal coniuge per percepire il reddito di cittadinanza o la pensione sociale, se poi continuo la convivenza.

I cambi di nucleo familiare sono, tra l’altro, oggetto di severi controlli, nel caso in cui sorga il diritto a un sussidio a seguito dell’uscita dal nucleo o della modifica della composizione della famiglia.

Ma, a questo proposito, chi rientra nel nucleo familiare?

Famiglia anagrafica e ai fini Isee

Non esiste un’unica definizione di nucleo familiare:

  • la famiglia anagrafica è l’insieme di persone, conviventi, legate da un vincolo di matrimonio, di parentela, di affinità, di tutela o semplicemente affettivo, che appare nello stato di famiglia, un certificato che rilascia il Comune; si possono avere due stati di famiglia nella stessa abitazione, se tra i conviventi non sussiste nessuno dei vincoli elencati;
  • la famiglia ai fini della dichiarazione Isee, invece, può non coincidere con la famiglia anagrafica: comprende, nella generalità dei casi, il dichiarante, i componenti della famiglia anagrafica ed i soggetti fiscalmente a carico, anche se non conviventi.

Il nucleo familiare considerato ai fini Isee rileva anche ai fini del reddito di cittadinanza. Se vuoi conoscere, nel dettaglio e a seconda delle situazioni, i componenti della famiglia ai fini Isee: Reddito di cittadinanza, chi è nel nucleo familiare?

Che cosa succede, però, se si vuole cambiare nucleo familiare? In quali casi è permesso uscire dal nucleo?

Cambio di nucleo familiare per separazione e divorzio

Nella generalità dei casi, chi si separa costituisce un nucleo familiare a sé. Tuttavia, in base alle nuove regole, introdotte dal decreto sul reddito di cittadinanza [1], i coniugi separati o divorziati fanno parte dello stesso nucleo familiare Isee, se continuano a risiedere nella stessa abitazione.

I controlli in merito sono molto severi: se la separazione o il divorzio sono successivi al 1° settembre 2018, il cambio di residenza deve essere certificato da un apposito verbale della polizia locale.

E se i coniugi non convivono, ma sono separati di fatto? Si considerano comunque facenti parte dello stesso nucleo familiare, in quanto non separati legalmente.

In particolari situazioni, i genitori separati, divorziati o non sposati, anche se non conviventi, possono essere considerati come componente aggiuntiva ai fini Isee.

Cambio di nucleo familiare per i figli maggiorenni

Il figlio maggiorenne non convivente con i genitori fa parte del nucleo familiare dei genitori esclusivamente quando è di età inferiore a 26 anni, è nella condizione di essere a loro carico a fini Irpef, non è coniugato e non ha figli.

Cambio di nucleo familiare nella stessa residenza

I componenti già facenti parte di un nucleo familiare anagrafico, o ai fini Isee, continuano a farne parte ai fini dell’Isee anche a seguito di variazioni anagrafiche, se continuano a risiedere nella stessa abitazione.

note

[1] DL 4/2019.


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