Violenza sessuale: per la denuncia raddoppiano i termini

2 Settembre 2019
Violenza sessuale: per la denuncia raddoppiano i termini

La legge n. 69/2019 inasprisce le pene per il reato base e le aggravanti.

Diventa più facile, per la vittima di violenza sessuale, denunciare l’aggressione. Una legge appena entrata in vigore [1] raddoppia, infatti, i termini per sporgere la querela alle autorità. La ragione di questa ulteriore tutela è facilmente comprensibile: lo stato d’animo di chi subisce la violenza è quasi sempre fortemente turbato e disorientato (ragion per cui, a volte, è necessario un sostegno psicologico). C’è addirittura chi rifiuta l’idea della violenza e chi, invece, evita la denuncia temendo il giudizio popolare o la ritorsione del reo. Ecco perché la vittima ha bisogno di più tempo per poter procedere.

La legge numero 69 del 2019 interviene, così, su tutti reati sessuali. Interviene da un lato inasprendo le pene, per l’ipotesi-base e per le aggravanti speciali, dall’altro ampliando dei casi di procedibilità d’ufficio e raddoppio del termine per proporre la querela.

Viene così modificato il famoso articolo 609-bis del codice penale dedicato appunto alla violenza sessuale. Oggi, il reato punisce con la reclusione da 6 a 12 anni (prima la pena andava da 5 a 10 anni) chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali.

Inoltre, intervenendo sull’art. 609-ter del codice penale, che disciplina le aggravanti della violenza sessuale, la legge

  • sostituisce la pena della reclusione da 6 a 12 anni, prevista attualmente per specifiche ipotesi aggravate, con l’aumento della pena di un terzo. Ciò in conseguenza dell’aumento della pena base per il delitto operata all’articolo 609-bis;
  • prevede che la violenza sessuale commessa dall’ascendente, dal genitore anche adottivo o dal tutore sia sempre aggravata (aumento di un terzo della pena), a prescindere dall’età della vittima (attualmente è aggravate solo la violenza commessa da questi soggetti in danno di minorenne);
  • rimodula le aggravanti quando la violenza sessuale è commessa in danno di minore.

Per la violenza sessuale in danno di minori fino a 10 anni la pena base (reclusione da 6 a 12 anni) passa da 12 a 24 anni; per la violenza nei confronti dei minori da 10 a 14 anni la pena base è aumentata della metà (diventa dunque reclusione da 9 a 18 anni, al posto dell’attuale reclusione da 6 a 12 anni); per la violenza nei confronti di minori da 14 a 18 anni la pena base è aumentata di un terzo (diviene dunque reclusione da 8 a 16 anni, mentre attualmente la violenza è aggravata e si applica la reclusione da 6 a 12 anni solo se è commessa da ascendenti, genitori o tutori).


Art. 13

Modifiche agli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater,  609-septies e 609-octies del Codice penale

1. All’articolo 609-bis, primo comma, del codice penale le parole: «da cinque a dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei a dodici anni».

2. All’articolo 609-ter del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma:

1) all’alinea, le parole: «La pena è della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all’articolo 609-bis» sono sostituite dalle seguenti: «La pena stabilita dall’articolo 609-bis è aumentata di un terzo se i fatti ivi previsti»;

2) il numero 1) è sostituito dal seguente:

«1) nei confronti di persona della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il tutore»;

3) il numero 5) è sostituito dal seguente:

«5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni diciotto»;

b) il secondo comma è sostituito dal seguente: «La pena stabilita dall’articolo 609-bis è aumentata della metà se i fatti ivi previsti sono commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici. La pena è raddoppiata se i fatti di cui all’articolo 609-bis sono commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci». 3. All’articolo 609-quater del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il secondo comma è inserito il seguente: «La pena è aumentata se il compimento degli atti sessuali con il minore che non abbia compiuto gli anni quattordici avviene in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilità, anche solo promessi»;

b) al terzo comma, le parole: «tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «quattro anni».

4. All’articolo 609-septies del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, le parole: «articoli 609-bis, 609-ter e 609-quater» sono sostituite dalle seguenti: «articoli 609-bis e 609-ter»;

b) al secondo comma, la parola: «sei» è sostituita dalla seguente: «dodici»;

c) al quarto comma, il numero 5) è abrogato. 5. All’articolo 609-octies del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al secondo comma, le parole: «da sei a dodici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da otto a quattordici anni»;

b) al terzo comma, le parole: «La pena è aumentata se concorre taluna delle» sono sostituite dalle seguenti: «Si applicano le».

note

[1] Art. 13 della legge 69/2019.


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