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Pensione quota 100: nuove regole

19 Ottobre 2019 | Autore:
Pensione quota 100: nuove regole

Pensione con quota 100 dai 64 anni di età, uscite anticipate chiuse nel 2020: le nuove ipotesi allo studio.

Si profilano nubi all’orizzonte per chi si immaginava un radioso futuro, a breve, grazie alla possibilità di pensionarsi anticipatamente con quota 100.

Questa nuova pensione anticipata, difatti, nonostante sia stata introdotta di recente potrebbe essere cancellata prima del tempo: a tal proposito, sono allo studio diverse ipotesi, la cui attuazione è prevista con la legge di bilancio 2020.

In particolare, le diverse proposte riguardano la chiusura anticipata delle uscite con quota 100 al 2020, l’aumento dell’età pensionabile a 64 anni o l’adeguamento dell’età per questa pensione alla speranza di vita. Adeguamento che potrebbe riguardare, peraltro, non solo la quota 100, ma anche la pensione anticipata, i cui requisiti, ad oggi, sono stati bloccati sino al 2026 dal decreto pensioni [1].

Ma procediamo con ordine e facciamo il punto sulla pensione quota 100: nuove regole, come funziona adesso e che cosa potrebbe cambiare con la legge di bilancio.

Il restyling di quota 100, ad oggi, è solo un’ipotesi, come lo è la cancellazione anticipata dello strumento, fortemente voluta da Renzi, che ha intenzione di proporre un emendamento al riguardo: in base a quanto sinora riferito dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e dal presidente Conte, però, la misura non sarebbe in discussione.

Da una parte, bisogna ammettere che la pensione quota 100 comporti un impiego di risorse pubbliche non indifferente, impiego che necessita di coperture, che potrebbero essere destinate ad altre misure importanti e urgenti.

D’altra parte, però, lo strumento ha apportato l’indubbio vantaggio di sbloccare il turn-over e consentire numerose nuove assunzioni, soprattutto nel pubblico impiego, nonché di sostenere molti lavoratori in uscita dal mercato del lavoro, che avrebbero dovuto attendere i 67 anni di età per ottenere la pensione.

Ma, al di là delle valutazioni sull’opportunità di lasciare lo strumento così com’è, di modificarlo o di cancellarlo, entriamo nel vivo della questione e vediamo, nel dettaglio, che cosa potrebbe cambiare.

Come funziona oggi quota 100?

Ad oggi, con la pensione quota 100 è possibile uscire dal lavoro con un minimo di 62 anni di età e di 38 anni di contributi. I 38 anni di contributi possono essere anche cumulati, cioè sommati da casse diverse (ad esclusione delle gestioni previdenziali dei liberi professionisti).

Se l’interessato è iscritto all’assicurazione generale obbligatoria (ad esempio si tratta di un dipendente del settore privato iscritto al Fpld- fondo pensione lavoratori dipendenti), oltre al requisito dei 38 anni di contributi deve anche possedere 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di disoccupazione e di malattia.

La pensione quota 100 non comporta penalizzazioni nel calcolo dell’assegno, ma è calcolata secondo i sistemi ordinari, spettanti in base all’anzianità assicurativa dell’interessato: sistema retributivo sino al 2011, sistema misto o sistema integralmente contributivo (il pensionato può anche optare per il ricalcolo contributivo dell’assegno).

Chi esce con quota 100 non può lavorare (è permesso solo il lavoro autonomo occasionale con compensi sino a 5000 euro annui) sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia, ad oggi pari a 67 anni.

Quando finisce quota 100?

Quota 100 è una misura sperimentale: i requisiti per la pensione quota 100 possono essere maturati sino al 31 dicembre 2021. Allo stato attuale, in base a quanto previsto dalla legge [1], chi matura i requisiti prima di questa data, può pensionarsi anche successivamente.

Quali saranno le nuove regole per quota 100?

Le proposte presentate sinora sulla quota 100, in vista della legge di bilancio 2020, sono diverse, ma tutte finalizzate a limitare l’impatto della misura sulle casse pubbliche.

Una prima proposta prevede che la quota 100 continui sino al 2021, ma con un inasprimento, a partire dal 2020, del requisito di età. Il requisito, in particolare, potrebbe essere innalzato a 64 anni, oppure adeguato alla speranza di vita dal 2021. Altre proposte prevedono di inasprire il requisito solo a partire dal 2021; un’ulteriore ipotesi prevede un doppio aumento del requisito: l’innalzamento dell’età a 64 anni dal 2020, ed il successivo adeguamento nel 2021 alla speranza di vita.

Un’ipotesi meno incisiva lascerebbe la misura pressoché inalterata, eliminando però la possibilità di lavorare anche con contratto di lavoro autonomo occasionale.

Tra le proposte allo studio, è da evidenziare anche l’ipotesi che prevede la chiusura anticipata della quota 100 al 31 dicembre 2020;  Renzi, con un emendamento, vorrebbe adottare un’ipotesi ancora più severa, ossia la chiusura di quota 100 al 31 dicembre 2019.

note

[1] DL 4/2019.


1 Commento

  1. vorrei sapere se i compensi ricevuti da società dilettantistiche esenti fino a 10000, 00 euro annui

    sono comulabili con la pensione con quota 100

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