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Governo: che è successo al vertice Conte-M5S-Pd

2 Settembre 2019 | Autore:
Governo: che è successo al vertice Conte-M5S-Pd

Discorso del premier incaricato su Facebook: ecco che cosa ha detto. Di Maio: non svendiamo le nostre idee. Zingaretti ottimista.

«Sto lavorando per avere al mio fianco delle persone competenti e preparate, per avere una squadra affidabile». Così ha commentato il premier incaricato Giuseppe Conte prima della riunione di oggi con i capigruppo del Pd e del M5S. Conte ha fatto un discorso su Facebook per illustrare i punti a suo giudizio essenziali del programma del futuro governo: dalla diminuzione delle tasse ad un maggior impegno sul fronte del lavoro, della cultura, dell’ambiente. Dal taglio dei parlamentari alla riduzione della spesa pubblica.

Il presidente del Consiglio si è rivolto agli elettori del M5S, che domani saranno impegnati a votare sulla piattaforma Rousseau circa l’ipotesi di un’alleanza tra i due partiti che sostenga un Governo presieduto da Conte e agli elettori del Partito Democratico: «Capisco le perplessità – ha detto il premier – ma questa è un’occasione unica per dimostrare che si può riformare questo Paese. Non servono i supereroi: basta essere persone normali ma responsabili e determinate».

Al discorso di Conte ha fatto eco, sempre su Facebook, quello di Luigi Di Maio. Il capo politico del Movimento 5 Stelle ha quasi voluto mettere le mani avanti nel caso domani i votanti sulla Rousseau decidessero di bocciare l’alleanza di Governo con il Pd: «Il M5S non svende le sue idee, sento sempre il dovere di difendere la nostra dignità», ha detto Di Maio. Che, poi, ha annunciato: se ci sarà un nuovo Esecutivo, ne faranno parte «solo ministri incensurati».

Il leader pentastellato ha anche precisato che la trattativa non si è arenata per una sua esigenza di fare il vicepremier. «Conte è una figura super partes, con un vicepremier del Pd è giusto che ci fosse stato anche uno del M5S». Come a dire: il premier non è un’espressione del nostro Movimento. Ad ogni modo, ha concluso Di Maio, «abbiamo guardato solo alle soluzioni, non alle poltrone. Tant’è vero che il problema del vicepremier non esiste più». In altre parole: il Pd ha rinunciato a quella poltrona, ci rinuncia anche il Movimento.

Qualche minuto dopo, ha chiuso il cerchio delle dichiarazioni alla vigilia del voto sulla Rousseau Nicola Zingaretti. Il segretario del Pd, in nemmeno un minuto, ha detto: «Stiamo lavorando con pazienza e con serietà per fare un Governo di svolta vera, che è quello che serve all’Italia: che rilanci l’economia, che investa sulla green economy, che modifichi i decreti sicurezza e che tagli le tasse. Se si stanno facendo passi in avanti in questa direzione, come pare sia – ha concluso Zingaretti – siamo fiduciosi e ottimisti».



1 Commento

  1. Io resto un po’ spiazzato sul fatto che questi personaggi stiano gozzovigliando da settimane per mettersi d’accordo. Ma d’accordo su cosa? Ma se davvero ci fossero le migliori intenzioni per l’italia, sarebbe così necessario discuterci sopra? E’ un po’ come dire tra pompieri di fronte ad un fuoco: sentite un po’, ma se per spegnere questo fuoco ci mettessimo il caposquadra o la scheggia arrivata l’altro giorno secondo voi facciamo bene o continuiamo a scaldarci un po’, prima?

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