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Come scegliere il colore del tuo marchio

20 Settembre 2019 | Autore: Maria Teresa Biscarini
Come scegliere il colore del tuo marchio

Quando le combinazioni di colori sono in grado di rendere un marchio distintivo e, quindi, oggetto di tutela legale.

“United colors of…” chi al sentir pronunciare questo slogan inglese non richiama alla mente un celebre marchio italiano nato per contraddistinguere articoli di abbigliamento? Ebbene, se in questo caso la parola “colori” è riportata all’interno della denominazione del marchio che in italiano sarebbe “colori uniti di…”, è bene sapere che è anche possibile chiedere la registrazione di un colore come marchio, intendendosi per tale non tanto il colore cosiddetto puro, ma le combinazioni cromatiche. Due opzioni che sembrano simili, ma che in realtà sono profondamente diverse, come si vedrà nel prosieguo. Come si può dedurre, esiste, quindi, una vasta gamma di possibilità che si aprono dinnanzi a chi decide di registrare un marchio che abbia a che fare con i colori. Ciò premesso, una domanda potrebbe a questo punto nascere spontanea, ovvero: come scegliere il colore del tuo marchio?

Se anche tu hai in cantiere di uscire sul mercato con un nuovo marchio e sei alle prese con la questione del colore da dare alla tua linea di prodotti o servizi, sappi che dietro alle tonalità cromatiche si cela una vera e propria filosofia di vita. Non a caso si parla di cromoterapia, ovvero di terapia associata al colore, ma al colore si possono associare anche dei veri e propri messaggi comunicativi che è bene conoscere prima d’impostare le tue campagne pubblicitarie e prima d’investire soldi nelle strategie in difesa del tuo pacchetto marchi. Ed è proprio questo particolare aspetto che cercheremo di approfondire nei paragrafi che seguono. Se quindi vuoi saperne di più, continua a seguirci e scoprirai come scegliere il colore del tuo marchio.

E’possibile chiedere la registrazione di un marchio di solo colore?

La risposta è affermativa e va sin da subito specificato che quando si parla di marchio di colore non ci si riferisce ad un marchio composto da elementi colorati, come può essere, ad esempio, il caso di una scritta gialla con un logo multicolor, ma ad un marchio costituito unicamente dal colore o da combinazioni di colore.

Il marchio di colore secondo la legislazione italiana

A livello di normativa nazionale italiana [1], possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa tutti i segni tra cui le combinazioni o le tonalità cromatiche purché siano atti:

  • a distinguere prodotti o servizi;
  • ad essere rappresentati nel registro in modo tale da consentire alle autorità competenti ed al pubblico di determinare con chiarezza e precisione l’oggetto della protezione conferita al titolare.

Per cui, come già accennato sopra, non è ammesso chiedere l’esclusiva di un marchio costituito da un colore puro e la ragione è abbastanza intuibile. In tal modo, il legislatore ha inteso escludere che un solo soggetto rivendichi per sé l’utilizzo di un colore (quale il nero, ad esempio). Se per assurdo, ciò si dovesse verificare, produrrebbe come conseguenza che nessun altro potrebbe usare quel colore per contraddistinguere i propri prodotti o servizi.

Un altro aspetto su cui vale la pena concentrare l’attenzione è la capacità distintiva attribuita al marchio di colore, vale a dire per essere registrato come marchio il colore deve essere particolare; si pensi a tal proposito al marchio blue Tiffany (Pantone 1837). Come sarà facile verificare, la nota proprietà Tiffany non ha chiesto e ottenuto un marchio di colore blu standard, ma una tonalità molto particolare che tende all’azzurro/verde. Ecco questa è una tonalità cromatica che è stata ritenuta distintiva e, quindi, fatta oggetto di diritti di esclusiva.

Il marchio di colore secondo la legislazione dell’Unione europea

Nell’Unione europea è lo stesso regolamento sul marchio dell’Unione europea [2] a prevedere la possibilità di ottenere la tutela di marchi Ue, compresi i colori, a condizione che tali segni siano adatti a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese e a condizione che sia possibile determinare chiaramente l’oggetto della protezione.

Quindi, oltre all’elemento del colore distintivo di cui si è parlato già sopra, si richiede che sia facilmente individuabile l’oggetto della protezione. Che significa tutto ciò in parole povere? Un esempio chiarirà meglio tale punto. Sono, infatti, stati dichiarati nulli i marchi di colore europei richiesti dalla Red Bull GmbH [3] raffiguranti semplicemente due strisce di colore contrapposte e senza contorni. Per cui, citando i giudici Ue la «semplice giustapposizione di due o più colori designati in modo astratto e senza contorni» non sarebbe di per sé in grado di determinare l’oggetto della tutela, esponendo quindi il marchio ad una possibile decadenza per nullità.

Sistema di colori Pantone: cos’è?

Come già sopra accennato, Tiffany ha chiesto e ottenuto la registrazione del marchio di colore identificato come Blue Tiffany (Pantone 1837). Ma cosa significa la scritta pantone con il codice numerico? Molto semplicemente il sistema cosiddetto “Pantone” rimanda ad un’intuizione tanto semplice quanto geniale. Per ogni tipologia di tinta, il sistema Pantone stabilisce un codice univoco che vale ad identificarla e riprodurla in tutte le occasioni richieste.

Questo codice è composto da due parti distinte e complementari e cioè:

  • la prima, espressa in lettere è quella idonea a identificare la macroarea cromatica di riferimento a cui appartiene la tinta (quindi: il verde, o il giallo, ecc.);
  • la seconda, invece, è composta da un codice numerico che individua specificamente il colore.

Pertanto, pur essendoci dei nomi specifici per i diversi toni cromatici (ad es. “rosa quarzo”), ciascuna composizione di colore ha poi un suo proprio numero identificativo.

Marchio a colori

Una storia a sé è quella di chi decide di registrare un marchio caratterizzato da elementi alfanumerici e magari anche da un logo, e anziché depositare un esemplare di marchio semplicemente in bianco e nero, lo riproduce a colori. Questa scelta comporterà delle conseguenze ben precise. Infatti, depositare un marchio con determinate combinazioni di colori inchioda il titolare dello stesso ad un uso costante nel tempo sempre con quegli stessi mix di colori. Ciò detto, vediamo ora di dettagliare cosa si cela dietro alla scelta di un colore anziché di un altro.

Il colore, infatti, insieme al logo e alla tipologia di carattere prescelti è in grado, già di per sé, di conferire una specifica identità al marchio. Per cui, visto che un colore non vale l’altro, quando si ha a che fare con un brand, meglio ponderare bene il tutto prima di procedere con il deposito del primo esemplare di marchio presso le autorità competenti.

Il colore legato alle realtà istituzionali

Uno tra i colori sicuramente più utilizzati per loghi, marchi, reclame pubblicitarie di realtà istituzionali, come ad esempio polizia e carabinieri, ma anche di partiti politici, istituti bancari e assicurativi, è il blu, dalle tonalità più intense e cupe a quelle più squillanti e luminose. Sono del pari sulle tinte del blu anche i marchi di aziende che puntano alla comunicazione; si pensi al caso del logo che contraddistingue Twitter, Facebook o Skype.

Pertanto, se anche tu sei alle prese con il lancio di un marchio e ti occupi di uno dei settori sopra citati, potresti orientarti verso i colori che ruotano attorno al blu come l’azzurro, il turchese o il blu cobalto, fermo restando che più il colore assume delle varianti particolari e più riuscirà ad essere distintivo e quindi autorizzato dalle autorità preposte al controllo dei marchi.

Il colore legato a realtà eco-friendly

Un altro colore che già di per sé è in grado di veicolare un messaggio è sicuramente il verde che in automatico si associa ai colori della natura. Pertanto, se stai valutando come impostare il tuo marchio che contraddistingue prodotti o servizi biologici, eco-compatibili che in inglese sarebbero definiti “green”, sappi che le tonalità che ruotano alla gamma dei verdi potrebbero essere particolarmente adatte.

Sono altresì orientati al verde anche i marchi di prodotti appartenenti al settore tecnologico, in quanto, stando alla filosofia che si cela dietro alla gamma di colori, il verde tende a trasmettere a chi lo guarda senso di vitalità, di crescita e intraprendenza.

Il colore neutro per definizione

Il colore che racchiude in sé le caratteristiche associate al metallo e che si reputa neutro per definizione è il grigio. La scala cromatica del grigio, infatti, oltre a trasmettere senso di solidità e resistenza, creando, quindi, un collegamento naturale all’argento e all’acciaio, è altresì stata particolarmente apprezzata da chi si occupa del settore tecnologico ed informatico. Si pensi a tale riguardo al logo della mela metallica della Apple.

Questa tinta si è rivelata, inoltre, particolarmente apprezzata all’interno dell’industria automobilistica che con i marchi orientati al grigio, ha inteso trasmettere senso di sobria eleganza. E’ altresi’ vero che se il grigio su carta potrebbe apparire smorto e quindi non particolarmente apprezzato dalla media delle persone, se la realizzazione del marchio è in materiale metallico, la resa è di ben altro tipo. Quindi, si potrebbe dire che: c’è grigio e grigio.

Il colore non colore

A cosa si vuole alludere con questa enigmatica definizione di “colore non colore“? Semplicemente al colore bianco che viene spesso utilizzato per fare da sfondo ad altri colori. Quando, invece, si ricorre all’uso del bianco per contraddistinguere un marchio, ciò comporta che sarà necessario creare un sottofondo a contrasto cromatico proprio per far risaltare il bianco. Tendenzialmente, sceglie il colore bianco tanto chi tende verso criteri  minimalisti, puri e sobri come anche chi mira ad una forma di eleganza essenziale.

Il colore che strizza l’occhio al mondo femminile

E’ fuori di ogni dubbio che il colore che meglio identifica storicamente il pianeta femminile è la nuance del rosa. Quindi, attenzione ad esagerare con i tratti in rosa all’interno del marchio, quando in realtà non si ha alcuna intenzione di far passare un messaggio legato alla femminilità e mondo dell’infanzia al femminile.

Tra gli esempi che possono balzare subito in evidenza: i marchi “Barbie“, “Hello Kitty“. Attenzione, quindi, a ricorrere molto al rosa per evitare di essere fraintesi.

Un colore trasversale

Il viola è un colore che viene spesso scelto sia all’interno di realtà che hanno a che fare con il mondo spirituale-interiore, ma anche nei settori del fashion, come anche nei territori della finanza e del web. Basti pensare al caso di “Yahoo”. E non finisce qui. E’, infatti, viola/lilla anche il marchio del cioccolato Milka, come anche quello delle fatine, tanto amate dalle piccole di casa, meglio note come le “Wings”.

Il colore che sa di arance

È, invece, appannaggio di chi intende spingere l’accelleratore in fatto di energia, il colore arancione. Non a caso questo colore è largamente usato per contraddistinguere marchi noti per bevande ad alto concentrato di agrumi, ma anche per chi fa dell’energia il suo target più diretto, come centri benessere, palestre. L’arancione è altresì il colore dell’esplosione creativa, quindi se anche tu stai annusando uno di questi settori per poi procedere con un lancio pubblicitario, ricordati che l’arancio stimola positivamente la mente.

Un colore solare

C’è poi un altro colore abilissimo a far impennare la bilancia delle emozioni positive e si chiama giallo. E visto che il giallo viene in linea di massima associato al sole, se il tuo intento è quello di trasmettere positività e crescita, buttati sul giallo per il tuo marchio di prossima uscita e non resterai deluso.

Il colore che tiene i piedi per terra

Un colore che a detta di molti sembra azzeccato per tutto quello che ruota attorno al mondo del rustico è sicuramente il marrone. Non a caso, pub, panifici, cantine vinicole, o anche location in campagna, spesso e volentieri hanno dei marchi dalle tonalità prevalenti di colore marrone. Del pari sono marroni anche i marchi di industrie legate al legno, nonchè al caffè e alla cioccolata.

Il colore della passione

Altra tinta con la quale si comunica energia e passione è quella del rosso. Un’energia che dal piano personale può sconfinare fino al settore alimentare dove la passione si manifesta per le cose buone. Non a caso, è prevalentemente rosso il colore del marchio della bibita forse più amata a livello mondiale come la Coca Cola. Del pari, è rosso il marchio di Mc Donald al vertice delle catene di fast-food.

Il colore di chi si nasconde

Il nero è, infine, il colore che gli psicologi guardano spesso con un pò di sospetto, perchè tendono ad inquadrarlo come tipico di coloro che tendono a nascondersi al mondo. E’ pur vero, però, che il nero è anche sinonimo di eleganza, ma al di là di come lo si voglia vedere, rimanendo su un piano prettamente comunicativo, è un colore molto pesante che tende a trasmettere emozioni legate al mondo delle tenebre, quindi un colore un pò rischioso se usato senza parsimonia.

Una gamma, dunque, di possibili combinazioni quanti sono i colori di una tavolozza.


Di Maria Teresa Biscarini

note

[1] Art.7 D.Lgs. n.30 del 10.02.2005.

[2] Art.4 Reg. Ue 2017/1001.

[3] Sent. Ue, T-101/15 e T-102/15 del 30.11.2017.

Autore immagine: 123rf com.


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